Grindhouse diviso in due parti…

grindhouseposterE’ ormai certo che il film "Grindhouse", in tutta Europa (tranne che nel Regno Unito), verrà diviso in due parti: l‘episodio di Quentin Tarantino, "Death Proof", uscirà in Italia il primo giugno, l’episodio di Robert Rodriguez, "Planet Terror", potrebbe addirittura slittare a dopo l’estate.

Ci sembra giusto riflettere e commentare questa scelta, della distribuzione europea, che ci pare assolutamente vergognosa, indipendentemente dalla buona riuscita (o meno) del film.

Le "grindhouse" erano sale cinematografiche che, negli Stati Uniti degli anni ’70 e ’80, proiettavano due film al prezzo di uno, intervallati da trailer che anticipavano la programmazione delle settimane successive; i film proiettati non uscivano nei normali circuiti commerciali perchè densi di sesso e violenza.

Il progetto, di Tarantino e Rodriguez, era ricreare quell’atmosfera, mostrando i due film uno dopo l’altro, intervallati da trailer fasulli realizzati da altri registi legati al genere horror: Rob Zombie, Eli Roth e Edgar Wright.

La divisione del film in due parti, fa sì che questo interessante omaggio a un circuito cinematografico non convenzionale, non possa venire realizzato.

Quali sono le cause? possono essere diverse. Nel complesso "Grindhouse" durerebbe tre ore e dieci, troppe per aspettarsi buoni incassi? se questo è il problema, la delusione è davvero grande… Oppure si vuole semplicemente far pagare due biglietti per i due film, al posto dell’offerta 2 al prezzo di 1 presente nelle originali grindhouse? questa causa è, probabilmente, quella giusta e mette addosso una grande tristezza….

Sicuramente, con questa scelta, la distribuzione europea ha dimostrato di non aver avuto rispetto nè per il progetto di Tarantino e Rodriguez (bello o brutto che fosse), nè per una (piccola) parte di storia del cinema (bella o brutta che fosse anch’essa)…

 

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2 commenti

  1. anonimo

     /  26 Maggio 2007

    Questo commento arriva un po’ in ritardo rispetto all’inserimento del post, ma scorrendo l’archivio non ho potuto fare a meno di soffermarmi su un nome che richiama inevitabilmente la mia attenzione: Quentin Tarantino.
    Premettendo che è uno dei miei registi preferiti, mi permetto qui una piccola critica nei suoi confronti. Ultimamente si è dato alla presentazione e allo sfrutttamento del suo nome per film a dire poco mediocri (penso che “Hostel” ce lo ricordiamo tutti con grandissimo sdegno), ed ora si presenta con questo omaggio ai b-movies degli anni ’60 e ’70. Intenzione lodevole, ma a mio parere delle figure di spicco come lui e Rodriguez, per quanto quest’ultimo sia per me assai sopravvalutato, avrebbero potuto fare ben di più; in primo luogo sottraendosi a quelle che sono le logiche della distribuzione di massa evitando di frammentare il lavoro originario; in secondo luogo, non limitandosi solo a fare film “omaggio” ai b-movies, ma girandone di veri e propri, in modo da dare nuovo slancio ad un genere che ha lasciato segni importanti nella cinematografia mondiale, portando in auge registi del calibro di Romero. Credo che dando un esempio di questo tipo, sarebbero in molti a trovare nuovo coraggio per eseguire film a basso costo di produzione, e chissà mai che ne venga fuori anche qualcosa di buono.
    Per il resto, aspetto i giudizzi di Cannes prima di valutare il lavoro di quello che rimane comunque un grandissimo regista.

    Legolas

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  2. Anche io come te da Tarantino mi aspetto sempre molto e lo sdegno di aver prestato il suo nome per “The Hostel” è tanto credo per tutti.
    Tornando a “Death Proof”, il titolo del suo film nel progetto “Grindhouse”, ti dico che è proprio un b-movie fatto e finito, ovviamente di qualità superiore rispetto al passato, data l’impronta del Quentin e sicuramente molti più fondi di allora. Ok, ti do ragione sul fatto che di b-movie da due soldi non ne fanno più, però almeno Tarantino e Rodriguez ne han fatti due con molti soldi. Accontentiamoci.
    Ti dico anche che i giudizi da Cannes son già saltati fuori, visto che la proiezione è stata lunedì 21. Come al solito c’è chi lo ama e chi lo odia, ma in genere Tarantino a Cannes è intoccabile, è amato e riverito, e questo a me non spiace e non disturba. Perciò i più han gradito. La storia è blanda ma resa in maniera credibile, soprattutto a livello di dialoghi. Breve sinossi: un killer si diverte ad ammazzare delle belle tipelle. Punto.
    In più ti dico che “Grindhouse” negli USA è stato un flop incredibile e che la versione di “Death Proof” che vedremo qui da noi è quella proiettata a Cannes, che dura 120 minuti, cosa che han fatto per renderlo proiettabile da solo, visto che il progetto “Grindhouse” prevedeva la proiezione del film di Tarantino più quello di Rodriguez, entrambi della durata di circa 90 minuti.
    Io il 1 giugno “Death Proof” corro a guardarmelo, perchè in un modo o nell’altro Tarantino non mi ha mai deluso.
    Non temere Legolas, avremo di che parlare quando l’avremo visto.
    Para

    Rispondi

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