La sconosciuta: Tornatore rischia molto…e fa bene

locandinaDopo le 12 nomination e il peso del grande favorito ai prossimi David di Donatello, ritorna sul grande schermo "La sconosciuta" di Giuseppe Tornatore. Ci sembrava quindi interessante e doveroso parlarne.

Tre donne, in mutande e reggiseno, sfilano in un grande capannone con una maschera sul volto, una voce dice loro che possono andarsene. Arrivano altre tre donne abbigliate allo stesso modo, la voce dice a due di queste di andarsene, alla terza di spogliarsi completamente e di accomodarsi. Quest’ultima esce dalla stanza e, indirizzando gli occhi alla cinepresa, si toglie la maschera, ci guarda, ma noi spettatori non riusciamo a riconoscere il suo volto: ci rimane “sconosciuta”.

Questo è il folgorante incipit dell’ultimo film di Giuseppe Tornatore presentato alla prima Festa del cinema di Roma.

Il film si articola tra il presente (difficile) e il passato (oscuro) della protagonista Irena, interpretata dalla “sconosciuta”, al pubblico italiano, attrice russa Kseniya Rappoport, vera sorpresa del film, che ci regala un’interpretazione solida e profonda in un ruolo molto complesso.

Grazie ad un montaggio ardito, riusciamo a ricostruire la terribile vita della protagonista: una ragazza dell’est, arrivata in Italia in cerca di fortuna, si prostituisce, viene maltrattata e sfruttata dal suo protettore Muffa, che la costringe, tra le altre cose, a vendere i suoi figli appena nati (9 in 12 anni) a ricche famiglie che non riescono ad averne.

Stufa di questa vita, cercherà di scappare e di andare a cercare l’ultima figlia che ha avuto, Tea, ma Muffa tornerà sulle sue tracce.

Giuseppe Tornatore realizza, con “La sconosciuta”, un film estremo e profondamente coraggioso sia per i temi che per la messa in scena; decide di rischiare (e fa bene…) in un periodo in cui il cinema italiano rischia sempre meno.

Per questo motivo è un film da non perdere; perchè Tornatore ci ricorda che il cinema è soprattutto un’arte visiva, mentre la stragrande maggioranza dei suoi connazionali sembra averlo dimenticato, rifacendosi sempre più spesso ad immagini “sicure” che possano piacere a tutti.

Grazie anche ad un’ottima recitazione di diversi interpreti (oltre alla protagonista citerei un grande Michele Placido e una funzionale Claudia Gerini) e alle musiche di Ennio Morricone, “La sconosciuta” è un film davvero notevole, che certamente ha un calo nel finale, ma che rimane, soprattutto per la regia “anticonvenzionale” di Tornatore, uno dei migliori film italiani di questa stagione. Probabilmente il migliore.

Chimy

Voto Chimy: 3 / 4

Lascia un commento

10 commenti

  1. anonimo

     /  12 giugno 2007

    Ciao Andrea,concordo a pieno con il giudizio sulla Sconosciuta ,uno dei film italiani come dici tu più riusciti della stagione ,un’opera intensa e caratterizzata da una forte carica emotiva che è presente in ogni singolo fotogramma.Come lo stesso Tornatore ha detto si tratta di una sorta di thriller dell’animo che attraverso una regia empatica ed hitchcochiana è in grado di raccontare una storia di prostituzione e violenza ,ahimè già sentita e vista migliaia di volte sui giornali attraverso una specfica originalità e cifra stilistica che rendono il film molto internazionale.
    Oltre alla superba Rappoport(Tornatore dimostra ancora una volta di avere un fiuto per gli attori),vorrei citare anche le magistrali interpretazioni di Pier Francesco Favino che ritrae un personaggio schivo e ritirato,Piera Degli Esposti ed un sempre all’altezza Alessandro Haber. Sono poi d’accordo quando dici che Tornatore ci ha ricordato che il Cinema è soprattutto arte visiva ,lo stesso però a mio avviso ha fatto anche Crialese innestando su una storia tradizionale la riflessione poetica attraverso immagini come quella dei soldi che piovono dal cielo e degli ortaggi giganti che fanno parte di un’iconografia pittorica ,suggestiva ricca di significati.Comunque ti giuro che su Nuovomondo non dirò più niente,però ti consiglio di vedere Respiro ,la prima opera di Crialese che amio avviso è ancora più suggestiva e visionaria.Gli Innocenti a Mantova non è uscito,lo recupererò in dvd,tu hai visto per caso il film L’Estate di mio fratello di Pietro Reggiani?P.S:Ci sei quest’anno a Venezia?

    Rispondi
  2. Ciao Nicolò, mi fa piacere che su “la sconosciuta” hai le mie stesse idee: è un film davvero notevole che dimostra (come hai sottolineato giustamente) ancora una volta l’enorme fiuto che ha Tornatore nello scoprire gli attori… Fiuto che possiede fin dai tempi di “Nuovo cinema paradiso” (capolavoro x amanti del cinema) dove scoprì lo straordinario Totò Cascio che, anche se poi si è perso, in quella parte era perfetto. Su Crialese, cercherò di vedere “Respiro” e poi t farò sapere… X “Gli innocenti” allora mi dirai quando lo vedi, se non l’hai visto t consiglio di vedere prima “L’eredità”, dello stesso Per Fly, che mi aveva colpito moltissimo.
    “L’estate di mio fratello” me lo sono perso, merita?
    Su Venezia la conferma definitiva l’avrò a Luglio dalla mia prof di linguaggio cinematografico, comunque dovrei esserci quasi sicuramente… Tu riesci a venire?
    Come potrai capire sono già esaltatissimo dal Tim Burton Day..anche perchè forse (incrociamo le dita) presenterà il nuovo “Sweeney Todd”….non vedo l’ora….
    Allora ci sentiamo
    A presto
    Andrea

    Rispondi
  3. anonimo

     /  12 giugno 2007

    Buon Pomeriggio.L’Estate di mio fratello lo si può considerare uno di quei film belli ed invisibili del quale ho letto critiche entusiastiche oltre ad aver vinto 2 anni fa il Bergamo Film Meeting…Purtroppo a Mantova non è ancora uscito …speriamo di recuperarlo presto in dvd,
    Per quanto riguarda il festival ci sarò dal 4 all’8 e sicuramente non voglio perdermi la premiazione a Tim Burton,quindi credo di acquistare il biglietto.Ci sentiamo

    Rispondi
  4. Allora vivremo insieme l’emozione del leone a Tim Burton…
    Ciao
    Andrea

    Rispondi
  5. anonimo

     /  6 novembre 2008

    Bel film, nel senso che mi ha lasciato dentro delle emozioni forti che durano nel tempo.. ma queste emozioni sono molto, molto simili a quelle che mi lasciano i reportage giornalistici relativi a fatti di cronaca o fatti storici efferati e quindi trovo siano dovute essenzialmente alla violenza, non solo fisica, sottesa alla vicenda. Certo, la regia è raffinata (e ci mancherebbe, da Tornatore non ti puoi aspettare di meno) e la recitazione della Rappoport perfetta, ma stranamente sono aspetti che passano quasi in secondo piano. La “pecca” è che il film non riesce mai ad elevarsi dalla storia individuale della sfortunata Irena per andare a smuovere la coscienza del pubblico su un male di portata più generale… questo “Nuovomondo” lo fa – e qui riesumo l’annosa questione 😉 – ed è il motivo principale per il quale lo preferisco a “La sconosciuta”. In conclusione, visto una volta, non credo avrò più voglia di rivederlo in futuro, nonostante sia stato girato qui a Trieste ed abbia riconosciuto scorci che di solito i cineasti non frequentano.
    PS: mi chiedo come abbia fatto Tornatore a non riprendere mai il mare e a trovare solo giornate nuvolose. Mah..

    kyra

    Rispondi
  6. Concordiamo a parte per il discorso della “pecca”, sul quale non sono d’accordo x due motivi.

    1-Il male di portata più generale esiste eccome ne “La sconosciuta” ma è qualcosa che da noi è più distante e per questo non sembra esserci.
    La storia della protagonista è quella di centinaia di ragazze che arrivano nel nostro paese e si trovano a fare i conti con l’Italia (e non aggiungo aggettivi alla nostra nazione) nell’accezione più ampia del termine…

    2-Sul paragone con “Nuovomondo”… grazie che Crialese tratta temi più generali: parla delle migrazioni italiane in America che hanno coinvolto migliaia di persone. Mentre “La sconosciuta” parla, comunque, di una singola individualità per quanto a mio parere la sua figura si può allargare molto di più.
    Il problema di “Nuovomondo” è forse inverso… parla solo di cose generali e già note, ma finge di non farlo nascondendosi dietro alla storia di una singola famiglia.
    Un’altra differenza (così ampliamo l’annosa questione ^^) è che Tornatore con questo film rischia tantissimo con tematiche e messa in scena tutt’altro che convenzionale per il nostro cinema.
    Mentre Crialese fa delle scelte facilissime che in più hanno il difetto di “fingere” di essere altro, di essere “alta poesia”… cosa che non sono.
    Perchè la poesia x me è improvvisazione, creatività, e non una carota gigante o un bel bagno nel latte costruito a tavolino per farsi dire: “Oh che scena toccante! Che poeta Crialese”…facile, troppo facile. Il paragone con “Respiro” che invece è frutto di un ragionamento molto più profondo sul rapporto fra scelte stilistiche e narrative, ad un livello estremamente complesso, x me fuga ogni dubbio…

    Mi spiace ma sai come la penso su “Nuovomondo” 🙂

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  7. anonimo

     /  7 novembre 2008

    Ma scherzi, perché dispiacersi? altrimenti non possiamo far notare gli uni agli altri aspetti a cui non ci si pensa da soli.. vista la mia (ir)razionale passione per “Nuovomondo”, ribatto solo al punto 1) 😉
    Credo che questo messaggio universale lo elaboriamo noi spettatori (o meglio, quelli che si pongono questo problema, certo non tutti!) proprio perché sappiamo da altre fonti che questo fenomeno esiste.. non è il film in sé a veicolarci a questa conclusione né a farci provare empatia verso questa ragazza. Forse sarebbe stato possibile farlo, visto che noi stessi (nonni, zii, genitori) siamo stati emigranti sfruttati fino a non troppo tempo fa e quindi potremmo essere in grado di capire. Continuo a ritenere che la vicenda non si innalzi dalla storia personale di Irena, forse soprattutto a causa della parte finale, in cui tutti – apparentemente troppo facilmente – riconoscono la sua penosa situazione. Continua a sembrarmi un bel film abilmente tratto da un caso di cronaca..

    kyra

    PS: non essere troppo severo con la nostra nazione, provo rabbia anch’io vedendo certe cose ma il problema non è l’italiano in quanto tale..

    Rispondi
  8. Con questo tuo commento sono molto d’accordo… soprattutto per il fatto (come ho scritto anch’io nella recensione) che è forse il finale ad avere qualche problema… tra cui (può essere verissimo) quello che sottolinei.

    X me è un bel film, ma anche per la sua capacità cinematografica… e aggiungo (non ne abbiamo parlato nei commenti ma x me è fondamentale) che ha un incipit che x me è uno dei migliori del cinema italiano degli ultimi anni….

    Un saluto 🙂

    Chimy

    Rispondi
  9. anonimo

     /  7 novembre 2008

    Ti quoto senz’altro: l’inizio ti incolla allo schermo perché, nella sua morbosità, non ti consente di capire cos’è che stai vedendo. E in effetti non lo capirai che 1 ora e mezza dopo: il colpo di scena c’è, anche se come lo rivelano lo si sminuisce un po’.. non so, forse è anche colpa della Buy che, con il suo viso rassicurante, non ti aspetti di vedertela lì (non la vorrei come mio avvocato d’assalto!^^)

    kyra

    Rispondi
  10. He he 🙂 Sulla Buy sono d’accordissimo.

    Chimy

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: