Zodiac: Fincher riesce ad attualizzare una paura di 40 anni fa…

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San Francisco 1968. Un serial killer semina il panico nella città californiana, uccidendo diverse vittime e rivendicando gli omicidi grazie a delle lettere spedite al principale quotidiano locale: si farà chiamare Zodiac. La storia, però, non è incentrata sulla sua figura, ma su un gruppo di uomini che, cercando di catturarlo, ne rimangono ossessionati.

David Fincher, uno dei più importanti registi americani degli anni ’90, ritorna con maestria al poliziesco, genere in cui aveva realizzato, nel 1995, lo straordinario “Seven”; ma il “reale” Zodiac ha meno fascino del “fittizio” John Doe, interpretato da Kevin Spacey, e Mark Ruffalo e Jake Gyllenhaal non sono bravi come Brad Pitt e Morgan Freeman.

Nonostante il confronto regga poco, “Zodiac” ha comunque moltissimi pregi: è un film secco, asciutto, privo di retorica, che Fincher racconta in maniera molto intelligente; ha un ottimo ritmo, per tutte le sue 2 ore e 30 di durata il film mantiene un livello buono e costante, riesce a tenere alta la tensione degli spettatori e a non annoiare mai.
Fincher riesce, inoltre, ad attualizzare (probabilmente il merito maggiore del film) una vicenda di quarant’anni fa: la paura di non potersi difendere, la fobia della minaccia invisibile, ottimamente raccontata dal regista, che rappresenta le ossessioni e i timori della società americana post 11 Settembre.

“Zodiac” sembra avvicinarsi moltissimo ai temi trattati in “Memories of Murder”, dove Bong Joon-ho raccontava con altrettanta forza un omicidio avvenuto in Corea del Sud negli anni ’80.

Come dicevo, “Zodiac” rimane costante a un buon livello per tutta la sua durata: è certamente un pregio, ma dato che è un film di Fincher può essere visto anche come un difetto: rimane infatti un pò troppo piatto e mancano quei momenti di estasi cinematografica che avevano caratterizzato sia “Seven” che “Fight Club”.

Chimy

Voto Chimy: 3/4


COMMENTO DEL PARA
Concordo pienamente con quanto detto sopra, in più aggiungo che oltre ad attualizzare una paura di 40 anni fa, Fincher attualizza un modo di fare di cinema di 40 anni fa. Oggi, dove nulla si inventa ma tutto si ripete, questo film dimostra come sia ancora attuale il cinema poliziesco degli anni a cavallo tra i ’60 e i ’70. Di clichè del genere ce ne sono a bizzeffe e nel film vanno tutti al cinema a vedere "Dirty Harry"(da noi noto come "Ispettore Callaghan Il Caso Scorpio è Tuo", con Clint Eastwood).
Aggiungo anche che la colonna sonora mi è piaciuta molto, da buon amante del rock’n’roll di quegli anni. Magari è stata solo una mia impressione ma l’ho notata, purtroppo, meno incisiva nella seconda parte della pellicola.
Confermo il voto del buon Chimy.

Voto Para: 3/4

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10 commenti

  1. anonimo

     /  22 Maggio 2007

    Visto che chiedete a gran voce commenti, ecco che vi accontento:
    bravi ragazzi continutate così che fra una ventina di anni i miei figli studieranno cinema sul vostro manuale…poi una curiosità: ma il vostro corto che era in realizzazione???!!

    Bella!

    Saluti from the country dal vostro pepp

    Rispondi
  2. bravo Peppone, continua a scriverci e lasciare commenti… altro che la Panty che dice solo cavolate…

    Rispondi
  3. Scherziamo Panty…ti vogliamo un gran bene (anche da parte di Nola)…

    Rispondi
  4. anonimo

     /  7 giugno 2007

    Cazzo! Vi ho criticato ma stavolta devo essere d’accordo pure io con voi…
    Ieri ho finalmente visto zodiac (maledetto portafogli che piange) e devo dire che la recensione del buon Chimy rispecchia piuttosto bene l’idea che mi sono fatto del film.
    In particolare mi ha colpito la differenza notevole di modalità di film tra la prima e la seconda parte, sembra quasi un film spaccato in 2…
    Intendo dire che la prima parte la sussumerei sotto la categoria del “thriller-poliziesco”, in cui dominano indagini e ricerca di prove, nonostante la figura dell’assassino rimanga con maestria sempre celata ed in qualche modo in secondo piano, mentre la seconda parte diventa quasi più un “thriller-psicologico”, con la sparizione di molte figure dallo schermo per lasciare spazio ad un comunque abbasatnza bravo (anche se piuttosto ripetitivo nella recitzione) Jake Gyllenhaal. Mentre il pregio della prima parte era la secchezza e l’asciuttezza di narrazione e regia (mi ha lasciato a bocca aperta veder fincher girare in questo modo, non me l’aspettavo), la seconda tende a perdersi un po’ prolissamente in scavi psicologici che risultano però non approfonditi, in quanto la scansione del ritmo non può certo distaccarsi più di tanto dalla prima parte.
    Anche il finale, che avrebbe voluto essere aperto, rimane in uno stato in cui (SPOIL – per chi non lo sapesse sto per dire delle cose che anticipano contenuti del film, quindi chi non l’ha visto è meglio non continui a leggere, o salti questa parte) Fincher sembra voler lasciare in dubbio la vera identità di Zodiac, anche se dall’altra parte risulta abbastanza netta ed evidente l’incriminazione di Allen. Inoltre non tutti i segnali lanciati trovano poi degna conclusione in un finale piuttosto frettoloso (gli assassini erano veramente 2? Rick chi è e che c’entra veramente? Fa parte della vita dell’ex proiezinista ed è in combutta con lui? La discordanza nella perizia calligrafica sull’uso delle K sembrerebbe far propendere per un ipotesi del genere, che il regista però butta lì e poi abbandona, lasciando alle poche righe prima dei titoli di coda il compito di restaurare in parte quell’aura d incertezza che permea saggiamente tutto il film).
    FINE SPOIL
    Nonostante qualche inceppo gli oltre 150 minuti di pellicola scorrono via veloci e non annoiano mai, il finale rimane incerto fino all’ultimo istante e la regia (soprattutto nella prima parte) si avvale di una narrazione diretta ed incisiva, senza risultare nè retorica nè scarna.
    Un po’ sopra le righe la recitazione di Robert Downey Jr. a mio parere.
    In generale comunque mi tocca concordare con i due gestori del blog…
    La contestazione è rimandata.

    Legolas

    Rispondi
  5. Ciao Legolas, siamo contenti che 6 d’accordo con le nostre recensioni…
    Sulla tua idea delle due diverse parti del film sono completamente d’accordo…Soprattutto nella definizione che hai dato della seconda parte che diventa effettivamente un “thriller psicologico”, con meno azione e maggiore introspezione sull’ossessione di Gyllenhall per “Zodiac”…
    Cambiando argomento, ma la Fra, grande amante di Fincher, l’ha visto o no?
    Quando la senti dille che aspettiamo il suo commento con enorme ansia…
    A presto
    Chimy

    p.s.grazie x aver rinviato la tua contestazione, siamo più sollevati…

    Rispondi
  6. anonimo

     /  7 giugno 2007

    La Fra, grande ammiratrice di Fincher (o perlomeno sedicente tale) non credo sappia nemmeno come sia fatta la locandina del film, ed oltretutto sostiene di non aver ancora navigato in questo blog così pieno di spunti e parole al vento…
    Se questa è un’amante del cinema…

    Legolas

    Rispondi
  7. Che schifo di donna…

    Chimy (penso anche a nome di Para)

    Rispondi
  8. anonimo

     /  10 agosto 2008

    è piaciuto anche a me Zodiac, è raro che un film – americano, per di più – scorra piacevolamente per più di due ore, soprattutto senza ricorrere a grandi effetti speciali. Concordo sui pregi-difetti individuati, ma vorrei un momento sottolineare l’accuratezza nella ricostruzione degli ambienti. In particolare, ho notato il cambio dell’arredamento e delle luci nella redazione del giornale con il passare degli anni, un po’ di nostalgia per certi tocchi kitsch dell’epoca l’ho sentita..
    Eppoi, diciamocelo Downey JR era sopra le righe soprattutto per la pettinatura e gli occhialoni 😉

    Kyra

    Rispondi
  9. Ciao Kyra. Beh, dai, di film americani che filano lisci per più di due ore ce ne sono. Il recente Cavaliere oscuro è un esempio lampante! 🙂
    Riguardo all’attenzione delle scenografie hai ragione, se ci si sofferma si nota la perizia.
    Downey è pur sempre Downey, concordo! 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  10. anonimo

     /  11 agosto 2008

    In effetti il cavaliere dovrei recuperarlo (o almeno lo spero…)
    nei prossimi giorni, grazie anche ai vostri commenti positivi mi sento motivata
    Kyra

    Rispondi

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