Nuovomondo: tutta la "fantasia" di Crialese…

thegoldendoor

Dopo “La sconosciuta” vi parliamo del secondo film più nominato ai prossimi David di Donatello, che, per l’occasione, è tornato anche nelle nostre sale: "Nuovomondo" di Emanuele Crialese. Su questo film, scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar e prontamente rifiutato alla prima selezione dalla Academy, sono state spesi molti giudizi positivi; il fine della mia recensione sarà quello di confutarli.

Film originale e particolare? Nuovomondo parla di una famiglia siciliana che, dopo un segno avuto dalla Madonna, decide di partire per cercare fortuna negli Stati Uniti d’America; sul loro cammino troveranno molte più difficoltà di quante si aspettassero. La trama, quindi, non mi sembra si rifaccia a territori inesplorati: i temi e la storia del film sono apparsi già ripetutamente in ambito cinematografico e noti a chi abbia un minimo di conoscenza storica sull’emigrazione italiana di inizio ‘900. Crialese non aggiunge nulla di più a questi argomenti già ben delineati.

Ottima regia? La maggior parte dei critici che ha voluto applaudire il lavoro di Crialese, ha citato per farlo una sola scena: la partenza della nave dal porto siciliano. Hanno ragione, è un’ottima sequenza, ma, non essendoci altre scene dello stesso livello per tutta la durata del film, è troppo poco per parlare di ottima regia.

Ben recitato? Vincenzo Amato è bravino, ma non entusiasma e Charlotte Gainsbourg, certamente meno brava che in altre occasioni, non regge minimamente il confronto con Ksenya Rappoport, la protagonista de “La sconosciuta”.

Critica alle condizioni degli emigranti e alle modalità di accesso negli Stati Uniti? Mi sembra assolutamente normale mostrare che gli emigranti dormissero in letti sudici l’uno accanto all’altro e non navigassero nel lusso; inoltre non credo che gli americani siano rappresentati in maniera critica  e troppo crudelmente,  se  per entrare negli Stati Uniti bastava riuscire a  infilare un triangolo nella sua formina…

Ed infine l’argomento che più mi rattrista. Film immaginifico? Se la fantasia di cui il cinema italiano avrebbe un grande bisogno è rappresentata con successo da grossi acini d’uva e da un bagno in un mare di latte, siamo ridotti peggio di quanto pensassi.

Buon film? No, di certo.

Chimy

Voto Chimy: 2/4

Lascia un commento

11 commenti

  1. anonimo

     /  25 Maggio 2007

    wow sono la prima a commentare questo film e lo faccio volentieri, visto ke è l’unico del vostro elenco, oltre alla sconosciuta, ke ho avuto occasione di vedere. dunque dunque caro kimy, permettimi di dissentire dalla tua recensione. non metto becco nelle questioni registiche xke nn sono compentente, ma a me il film è piaciuto molto. sarà ke il tema mi appassiona particolarmente, ma credo ke nella nostra povera italietta dove ci si dimentica da un giorno all’altro del proprio passato, mostrare come eravamo e come i nostri emigranti sono stati trattati, non possa fare ke bene. nonostante siano già stati spesi kilometri di pellicola sull’argomento, credo ke crialese l’abbia fatto in modo abbastanza originale. mi spiego: ha raccontato le cose in modo diretto, senza romanzare eccessivamente la vicenda e senza nasconderne i lati più scomodi.
    hai visto brio quanto ho scritto?!…spero ke abbia un senso.
    ciao ciao!
    panty

    Rispondi
  2. Brava Panty che hai lasciato un interessante e giusto commento…
    Allora, per prima cosa, sono d’accordo con te che bisogna raccontare agli italiani come eravamo, dato che ce ne dimentichiamo spesso… Però per farlo ci vuole qualcuno che sia in grado di raccontarlo, Crialese non lo è assolutamente… Ma questo è un parere personale…
    Invece volevo chiederti cosa intendi col non nascondere i lati più scomodi… dato che non vedo alcun lato “scomodo” mostrato nel film…
    La vita sulla nave non mi pare sia ritratta in modo particolarmente duro per gli emigranti… una povera famiglia siciliana è normale che non faccia un viaggio di prima classe…e fin qui penso siamo d’accordo…
    Riguardo alle modalità d’ingresso negli Stati Uniti, Crialese, a mio parere, le ritrae addirittura come troppo facili… pensaci bene… oltre il discorso che ho messo nella rece sulle forme geometriche… sembra che x entrare negli Stati Uniti basti emettere un suono, e trovarsi un marito… quando in realtà non era così semplice,almeno a quanto ne so, e ho letto di alcuni episodi ben più crudeli… Se Crialese avesse voluto realmente criticare le condizioni in cui si trovavano gli emigranti avrebbe dovuto calcare molto di più la mano, e non fare un filmetto che cerca di piacere a tutti senza provocare e rischiare assolutamente niente(problema comunissimo nel cinema italiano di oggi)…
    Detto questo grazie ancora x il tuo commento, è sempre un piacere discutere di cinema..
    Ciao Panty, aspetto altri commenti

    Chimy

    Rispondi
  3. anonimo

     /  11 giugno 2007

    Buon giorno Andrea!Sono Nicolò ,ti scrivo innanzitutto per complimentarmi per il blog che è davvero curato e competente,sono assolutamente d’accordo con te riguardo Daratt,che è un film di una delicatezza e sensibilità rare che riesce a toccare le corde più nascoste dell’animo umano senza scadere nel patetico .Permettimi però di dissentire dai commenti su Nuovomondo e Breakfast on Pluto.
    Il primo come sai mi aveva subito folgorato alla proiezione del festival per la visionarietà e la poesia con cui Crialese ,a mio avviso uno dei più abili registi esordienti nostrani ha saputo raccontare la Storia con la s maiuscola di un gruppo di emigranti siciliani che abbandonano la proria terra con nel cuore il desiderio di farsi una nuova vita in quella che loro credono L’isola che non c’è…Il suo modo di narrare è a mio avviso trasognato e senza pretese e proprio questa sue doti proiettano il film su un terreno molto fertile che richiama al Cinema del passato e alla lettaratura verista di matrice verghiana.La scena dell’attracco della nave possiede una carica simbolica fortissima tanto da riuscire a descrivere in ina sola sequenza le emozioni ed i sogni di questa gente povera materialmente ma ricca moralmente.I personaggi sono a mio avviso tratteggiati in modo esaustivo e resi paricolarmente credibili dalla abilità degli attori tra cui spiccano un tenero ed ingenuo Vincenzo Amato.la delizia, la raffinatezza e la grazia di Charlotte Gainsbourg, che dimostra di essre una attrice a dir poco eclettica capace di svestire con molta agilità i panni di emigrante per indossare quelli di una ragazza odierna in quell’altro gioiello di onirismo e fantasia che è L’arte del sogno ,ed una maestosa Aurora Quattrocchi che è stata in grado di dipingere un personaggio unico e d’altri tempi.E’ inoltre un’ opera giocata sugli sguadi ,i gesti ,i vuoti ,i silenzi dei protagonisti sulla scia delle opere di ANTONIONI e che conduce lo spettatore a compiere un viaggio nella storia ,vista in questo caso d alla prospettiva delle persone che degli eventi…
    Anche su Breakfast On Pluto la penso diversmente.Il film
    è diretto in maniera magistrale da un regista finalmente maturo che ritrae un personaggio che potrbbe benissimo stare nel Circus Calloway di Big Fish.Il film parte subito in quarta attraverso delle riprese vertiginose che mettono in luce il virtuosismo di Jordan che si intona perfettamente con il ritmo pop della vicenda .La ricostruzione del contesto sociale della violenta e affascinante società irlandese è a dir poco entusiasmante soprattutto perchè impreziosito da una colonna sonora meravigliosa.A mio avviso non è vero che il film non sa che stada prendere ma credo che fin dall’inizio possieda una linea stilistica precisa e la mantienga fino alla fine evitando di cadere in scivoloni melensi come una storia del genere poteva presupporre…Infine tutti gli attori sono superlativi non solo l’enigmatico Cillian ma anche il solito gigione Liam Neeson,il rude Brendan GLeeson e stephan Rea aggiungono al film una qualità superiore rispetto alla sceneggiatura che non è perfetta ma contiene alcune ingenuità e prolissità a livello narrativo che non impediscono però al film di decollare .A Presto

    Rispondi
  4. Ciao Nicolò, innanzitutto grazie per il commento e per i complimenti fatti al blog… Sono contento che concordi con la grande bellezza che attribuisco a “Daratt”, film a cui tengo davvero molto… Inoltre ne approfitto anche per dirti che sono d’accordo con te nei riguardi di “Zodiac” e del commento che hai messo sul forum…
    Arriviamo ai due film della discordia..:)… Beh, diciamo che su “Nuovomondo” la mia opinione (non lusinghiera) la sai da Venezia e con la rece penso che hai capito meglio il mio punto di vista…Aggiungo soltanto una cosa, dato che hai citato un film che mi balenava nella mente x un possibile confronto: “L’arte del sogno” di Gondry… Film completamente riuscito, come hai detto tu: “un gioiello di onirismo e fantasia”… concordo in pieno… ed è esattamente quel tipo di fantasia che vorrei che il cinema italiano rappresentasse: una fantasia poetica, folgorante, “totale” anche se fatta con pochi effetti speciali e metodi artigianali…una fantasia che mi fa sognare e mi proietta in un mondo “altro”, cosa che la “fantasia” e i metodi di Crialese non riescono assolutamente a fare… Andiamo invece a “Breakfast on Pluto”, di cui non abbiamo avuto molti confronti… Onestamente non riesco a trovare assolutamente quella profondità che tu dai al film, e quell’armonia che dai alle due “parti” (mondo onirico, mondo reale). La messa in scena del film rimane troppo ancorata ad istanze realistiche (già ampiamente viste e raccontate da Jordan…), e troppo poco all’eccentrico modo di vedere il mondo di Patrick…Se ci pensi, in 2 ore di film, i momenti (chiamiamoli) “onirici” sono davvero pochi… Se questi fossero stati sviluppati maggiormente il film avrebbe guadagnato moltissimo in interesse e originalità…X questa superficialità lo considero un’occasione persa; si poteva fare molto di più a mio parere… Che non cada in scivoloni melensi può essere vero, anche se il finale (che m’è piaciuto molto poco) non c va tanto lontano… Sulla recitazione: amando il Liam Neeson di “Michael Collins” e di “Schindler’s List”, non posso definire la sua interpretazione in questo film che con l’aggettivo “svogliato”…Manca, a mio avviso, quella determinazione che l’ha reso il bravissimo attore che è…
    Ecco tutto.
    Tra l’altro, già che ci sono, volevo chiederti un’opinione su “La sconosciuta” e “Gli innocenti” (le mie recensioni le trovi nelle pagine successive)…
    Grazie ancora x il commento (discutere con te di cinema è sempre un piacere), ne aspetto altri quando t va…
    A presto
    Andrea

    Rispondi
  5. anonimo

     /  2 agosto 2008

    Ciao, mi dedico con grande piacere a commentare questo film dopo aver letto la tua recensione che (lo confesso) mi ha molto stupito. Possiamo in effetti discutere di alcuni limiti dell’opera, ma non mi trovo molto d’accordo su quelli da te individuati.
    In primo luogo la regia: è vero, tutti si sono soffermati sulla scena della partenza della nave, che è non solo esteticamente suggestiva ma anche la più densa di significati (il fatto che nessuno saluti o festeggi stride immediatamente con il modo in cui siamo abituati e vedere tale situazione rappresentata al cinema: questo bastimento non è il Titanic, qui un popolo intero sta subendo una frattura irreparabile!); ma non è l’unica degna di nota: l’ascensione iniziale al Calvario si allarga sui panorami rocciosi delle Madonìe e ci introduce nel contesto naturale del Vecchio Mondo; il gioco di sguardi fra i protagonisti sul ponte della nave è carico di sottintesi e parole che non è necessario pronunciare; la scena della tempesta non ha bisogno di mostrarci vento e pioggia, basta il terrore negli occhi e nei gesti di chi era rinchiuso nelle prigioni della III classe; Ellis Island è un labirinto di scalinate sale corridoi regolato da meccanismi incomprensibili per chi aveva vissuto tutta la vita in un rudere con una sola stanza e lavorato ogni giorno all’aria aperta. Con questo non voglio certo dire che ogni inquadratura sia un’invenzione, lungi da me, ma nemmeno posso accettare l’opinione che il lavoro del regista sia poco più che routinario.
    Altro merito ascrivibile a Crialese è la sceneggiatura: il soggetto è originale e se la trama di una famiglia di poveracci che emigra è poco più che un canovaccio (tematica, come dici tu, del resto già affrontata da altri..), non possiamo tralasciare tutti gli elementi storici che vi sono stati abilmente inseriti e che sono generalmente poco conosciuti: personalmente non sapevo nulla di come funzionassero i controlli prima dell’imbarco, né sospettavo l’esistenza di test psico-attitudinali a Ellis Island (che non credo proprio fossero tanto semplici, specie se eri un contadino analfabeta!) basati su farneticanti teorie di eugenetica. Né si può ignorare il lavoro di recupero linguistico e culturale svolto per render credibili i personaggi. Ed a questo proposito passo alla recitazione. Amato superlativo: è stato capace di dar voce ad un dialetto ed una cultura in via di estinzione.. Lui E’ Salvatore, con lo sguardo umile che si accende di autentica dignità quando gli altri provano ad umiliarlo, con l’espressione ignara e stupita di chi si trova di fronte ad una realtà che non conosce e non può interpretare sulla base delle sue precedenti esperienze di vita, con la forza
    Brava Aurora Quattrocchi, perfetta incarnazione dell’antica mater familias che non può adeguarsi al Nuovo Mondo; credibilissimo Puccillo nel ruolo certo non facile del tenero Pietro.
    Per quanto riguarda le scene oniriche, nemmeno io le ho trovate tanto estreme (in questo senso “Respiro” è senz’altro più completo e innovativo): ma non lo interpreto come una pecca, mi sembra che si integrino bene nel racconto, limitandosi a ricordare la tradizione contadina piena di credenze che verrà abbandonata al momento dell’ingresso nel mondo moderno e consentono di sintetizzare simbolicamente tale momento in maniera molto efficace nella scena finale.
    Venendo ai limiti della pellicola, neanch’io ho apprezzato molto la performance della Gainsbourg: l’ho trovata molto fredda e distaccata, non so se tale effetto fosse voluto per sottolineare l’estraneità del suo personaggio all’ambiente che lo circonda. Ed anche lo stesso rapporto Luce-Salvatore può essere visto come una forzatura poco credibile: personalmente l’ho interpretato in chiave metaforica, Luce-guida al Nuovo Mondo che si contrappone al Vecchio Mondo rappresentato da Donna Fortunata. Ma i simbolismi non si fermerebbero qui, ogni volta che rivedo questo film ne trovo sempre degli altri..
    Infine, interessante l’osservazione dell’utente che citava Verga: Sicilia a parte, non mi pare però che questi personaggi rientrino nella sua poetica, che descriveva realisticamente la condizione dei ceti bassi ma senza alcuna possibilità di riscatto dalla miseria.
    Credo ci rivedremo su queste pagine per altre discussioni stimolanti, a presto!
    Kyra

    Rispondi
  6. Ciao Kyra, innanzitutto benvenuta su cineroom e grazie per le belle riflessioni che hai fatto.
    Come premessa, però sottolineo nuovamente che questa recensione era una critica soprattutto alla critica (scuso il gioco di parole) del film.

    Partendo dal tuo primo punto.
    Le sequenze che citi sono tutte interessanti, ma a me non bastano per parlare di una grande regia.

    Sui controlli: in realtà Crialese ha calcato anche poco la mano rispetto alla realtà storica. I “giochi” che gli fanno fare nel film, mi sono sembrati quasi grotteschi rispetto alla storia.

    Sugli attori: rimanendo in ambito dialettale, ho trovato migliore e più vero il cast di “Gomorra” rispetto a questo.

    Le scene oniriche, per me, che ho amato “Respiro” sono un passo indietro rispetto alla sua opera precedente troppo grande… e questo non mi è andato proprio giù.

    Sui limiti della pellicola che citi, concordo pienamente con te….

    Allora ti aspettiamo ancora su queste pagine 🙂

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  7. anonimo

     /  3 agosto 2008

    Grazie per il benvenuto: questo spazio cinefilo mi piace molto così com’è costruito, complimenti davvero! “temo” mi troverai presto su altre pagine..
    Condivido la tua critica della critica: gridare al miracolo per questa regia di Crialese è senza dubbio esagerato. Personalmente (ma questo si capisce dal mio post :-)) amo molto Nuovomondo, ma credo che il merito della mia affezione sia dovuto soprattuto agli altri elementi, sceneggiatura, recitazione degli attori italiani, musiche, costumi e ambienti.. un insieme che mi ha fatto percepire la passione profonda profusa in questo lavoro da Crialese e da tutto lo staff. Eppoi c’è probabilmente una componente personale: nella mia città sentiamo molto il tema dello sradicamento di un popolo per vicende storiche legate alla II Guerra Mondiale…
    Ah un appunto: i giochi non sembrano grotteschi, sono grotteschi! li facevano davvero, Crialese ha tratto i quesiti direttamente dai documenti di Ellis Island: sul sito dedicato all’isola trovi addirittura le foto dell’epoca con le formine da incastrare.. diamo atto a Crialese almeno di essere stato storicamente molto scrupoloso! (un’ulteriore conferma della sua impostazione si può trovare anche nel documentatissimo libro “L’orda – Quando gli albanesi eravamo noi” di G. Stella).
    Già che ne abbiamo parlato, passo a commentare “Respiro”…

    A presto,
    Kyra

    Rispondi
  8. anonimo

     /  3 agosto 2008

    ..non lo trovo qui in elenco, quindi il commento su “Respiro” lo faccio su Movie’s Home”, ci si ritrova lì!

    Kyra

    Rispondi
  9. Grazie per i complimenti al blog ^^.

    Purtroppo la recensione di “Respiro” non c’è e non l’abbiamo ancora scritto. Magari ci sarà l’occasione in futuro… ho letto il tuo commento su Movie’s Home e concordo con te; a parte il fatto che per me, come sai, è nettamente superiore a “Nuovomondo”.

    Un saluto

    Chimy

    p.s. vista la tua passione e competenza, perchè non apri un blog anche tu?

    Rispondi
  10. anonimo

     /  4 agosto 2008

    Mi piacerebbe molto, anche perchè mi accorgo di commentare qui dilungandomi forse un po’ troppo.. mi spaventa un po’ il tempo necessario alla manutenzione “tecnica” di un blog mio, casomai ti chiederò un consiglio prossimamamente se avrai la pazienza e la bontà…

    Grazie, Kyra

    Rispondi
  11. Il mio consiglio è di non aprirlo su splinder perchè ti fa più incazzare che altro… 🙂

    Ciao

    Chimy

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: