Ma io dico, si può?

psicopaticoLa lodevole recensione del buon Chimy mi spinge a parlarvi di ciò che accade nei multiplex di provincia. Che poi è un discorso facilmente applicabile a tutti i multiplex di tutta Italia. "Daratt" è infatti uno di quei film che vedere al cinema è impresa ardua.
Dalle mie parti c’è una sola struttura da nove sale. Un bel multiplex, direi.
Da oramai tre, e ripeto tre, settimane i gestori hanno ben pensato di chiudere alcune sale.
Settimana dal 25 al 31 maggio: "Spiderman 3", "I Pirati dei Caraibi" (proiettato in due sale), "Zodiac", "La Città Proibita". Totale sale chiuse = 4. Quella settimana uscivano nelle sale anche "Breakfast On Pluto", "History Boys", "Il Punto Rosso".
Settimana dal 1 al 7 giugno: "Spiderman 3", "I Pirati Dei caraibi", "Zodiac", "Cardiofitness", "A Prova Di Morte". Totale sale chiuse = 3. Quella settimana uscivano nelle sale anche: "Daratt", "The Darwin Awards", "Il Destino Nel Nome", "Turistas", "Viaggio In India", "USA Contro John Lennon", "Terapia Roosvelt", "Nome In Codice Brutto Anatroccolo".
Settimana dal 8 al 14 giugno: "Spiderman 3" (basta!), "I Pirati Dei Caraibi" (tra poco basta anche questo), "I Robinson", "Ocean 13", "A Prova Di Morte". Totale sale chiuse = 4. Questa settimana sono usciti anche "Harsh time", "Il Matrimonio Di Tuya".
Ma io dico, possibile che ai gestori convenga di più tener chiuse delle sale piuttosto che proiettare un film che non sia un blockbuster? Dannazione, non l’hanno capito che se proiettano un film meno commerciale tutti quelli della mia provincia che amano il cinema (2 multisala in tutta la provincia di Novara) ci vanno al volo?
Imbarazzante.
In totale questo post è uno sfogo personale e in più vuole dare a tutti la possibilità di dire la sua sull’odiosa situazione della distribuzione italiana e sull’idiozia dei gestori delle sale.
Sarà un discorso trito e ritrito ma noi continueremo a farlo. Fino a quando non saremo così iracondi da spaccare tutto.
Saluti.
Para
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10 commenti

  1. anonimo

     /  10 giugno 2007

    Caro Brio, l’unico amante del cinema di Novara e provincia sei tu…
    Gli altri sono tutti di Milano e devono per forza andare fino all’Anteo per vedere dei film che non siano dei blockbuster…
    Ognuno ha i suoi problemi, la Panty ne ha di più (abita a Pessano con Bornago…).
    Auguri Panty!!!!!

    Legolas

    Rispondi
  2. E che dunque lo facciano solo per me. Quei dannati!
    Costruiamo una multisala, proiettiamo solo film non blockbuster, falliamo dopo due minuti d’orologio ma almeno possiam dire di averci provato. Visto che nessuno nemmeno ci prova.
    Panty comincia a trovare i soldi che una multisala non costa poco. Metti da parte i tuoi molteplici problemi e comincia a sentire Prestitò.
    Io metto giù il progetto, Legolas supervisiona la Panty, il mio coniglio supervisiona Legolas, Chimy supervisiona il mio coniglio, Flower intanto canta e fa l’imitazione di De Niro, a perdi tempo Legolas suona anche la chitarra coi denti, io alla fine avrò tirato solo una linea perchè nessuno supervisiona me e abbandoneremo ogni nostro intento bevendo quartini allo Stacco.
    Che bella vita.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  3. Uno dei problemi che ha sollevato Para è davvero molto interessante…
    Le multisale pensano di perdere dei soldi mettendo un film “non-commerciale” … e questo, secondo me, è l’errore principale che fanno…
    Faccio due esempi pratici: quando proiettano un film commerciale in 4 sale (Pirati…, spider-man…), a meno che uno non vada a vederlo nei primissimi giorni in cui è uscito, si troverà in una sala piena al max (sottolineo al max..) al 60%… Questo dovrebbe far capire che c’è almeno una sala di troppo in cui propongono il film… Lo dico anche x i loro profitti…
    Il secondo esempio è quello opposto: sale che proiettano film “non-commerciali”… prendiamo l’es. dell’Anteo che ha citato Legolas.
    Dato che vado molto spesso a quel cinema, lo conosco bene…
    Prendiamo, sempre ad es., i film di quello che, x me, è uno dei più grandi cineasti viventi: Kim Ki-Duk.
    I film di Kim, a Milano, vengono proiettati solo all’Anteo (solitamente..)…Ogni volta che esce un suo film, mi catapulto all’Anteo nel weekend x vederlo: la sala è completamente piena ( se non arrivate almeno 20 minuti prima potete tornare a casa)… In alcuni casi (Ferro3, L’arco) sono tornato a rivedere il film nel corso della settimana (visto l’amore che ho x il regista)…e anche in quei casi (e parlo delle proiezioni delle 3 di pomeriggio del mercoledì) la sala era piena, almeno al 70% …
    Visto questo, alle multisale (a parte un discorso culturale, giustissimo, di apertura ad altre cinematografie che sarebbe necessario..) non converrebbe mettere in una sala un film “non-commerciale” e in 3 uno commerciale, piuttosto che in 4 lo stesso film commerciale?
    Mah… vaglielo a spiegare…

    Chimy

    Rispondi
  4. Purtroppo il buon Chimy ha preso in pieno il problema principale.
    Che poi, volendo, è un problema culturale. Nessuno vuole assolutamente rischiare cambiando strategia. Voglio dire, sti benedetti gestori preferiscono essere sicurissimi di avere la sala piena al 50 % con un film commerciale che rischiare con un film non commerciale di cui non hanno nessunissima sicurezza.
    Io e Chimy la sicurezza che farebbero almeno il 50 % di sala piena anche con un film non commerciale ce l’abbiamo, ma ovviamente vaglielo a spiegare. Che poi non ci vuole nemmeno tanta scienza, basta fare una prova proiettando solo nel week-end, o solo in settimana, una pellicola “rischiosa”, giusto per vedere come va. Se proprio va male, la togli e ci metti come al solito Spiderman 3. Ma poi io dico, chi diamine va ancora a vedersi Spiderman 3? Bah.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  5. anonimo

     /  11 giugno 2007

    Visto che c’è della polemica, voglio entrarci a tutti i costi…
    Per rendere l’idea dell’intelligenza suprema dei gestori di grandi sale cinematografiche, prendiamo il caso emblematico di Sesto san Giovanni: c’era una volta una ridente cittadina con non mi ricordo se 4,5 o addirittura 6 cinema diversificati, ma un terribile giorno, un orco cattivo decise di aprire un mega-iper-supermercato nelle lande desolate (fino ad allora) di viale Sarca. Insieme al supermercato e ai vari negozi appena fuori, l’orco cattivo decise di dedicare un piano alla costruzione (avvenuta in ritardo rispetto al progetto del supermercato, così da dare anche un po’ di fastidio a chi andasse a fare la spesa) di un cinema multisala, il primo della zona. Il buon gestore della maggior parte dei cinema di Sesto decise così di chiudere tutte le sale e di investire nel multisala. Multisala che poi è finito nelle grinfie della strega cattiva Uci cinemas. Poco tempo dopo, un altro orco cattivo, geloso del successo del suo acerrimo nemico, decise di aprire un altro super-mega-iper-sticazzi centro 400 (e dico 400) metri più in là di quello sovracitato, adibendo naturalmente l’ultimo piano a cinema multisala. Dopo qualche schermaglia, il secondo orco riesce ad avere la meglio sul primo, e il centro che con tanto amore era stato aperto (lo chiameremo Skyline), rischia di finire sul lastrico (non solo il cinema, ma anche i negozi ed il supermercato). Quindi la strega cattiva Uci cinemas cosa pensa bene di fare? Compra il multisala del secondo centro (di giurisdizione milanese, non + sestese), spendendo così un nuovo capitale e dovendo ricorrere ad una riduzione drastica del personale nel nuovo centro (lo chiameremo Europlex).
    Risultato di tutta questa magnifica operazione: il gestore dei cinema di Sesto fa la carità sotto il ponte di Marelli, avendo chiuso tutti i cinema sestesi in sua gestione, l’Uci cinemas ha speso due capitali enormi nel giro di due anni, rifacendosi con licenziamenti in tronco e aumento del prezzo del biglietto (7.75 €) e trovandosi comunque un concorrente nel cinema che essa stessa aveva contribuito a creare, a soli 400 metri di distanza, coloro che lavoravano all’Europlex e sono stati licenziati, ora non hanno più le possibilità di andare al cinema, visti i prezzi ed il fatto che non hanno più una rendita fissa, Sesto San Giovanni città si trova senza alcuno spazio cinematografico se non il cinema Rondinella, il quale fa pagare un ingresso che si aggira intorno ai 3 euro, propone film non blockbuster e i cui ricavi credo superino di gran lunga quelli dei due centri colossali costruiti.
    Detto ciò, ci si può veramente aspettare che i grandi gestori di sale propongano film non di primo richiamo?
    Aspetto direttive dal coniglio di Brio, nel frattempo cazzeggio e vado al Rondinella a vedere “letters from Iwo Jima”, che ormai posso andare a vederlo solo lì…

    Legolas

    Rispondi
  6. anonimo

     /  11 giugno 2007

    la storia del buon legolas mi ricorda qualcosa di simile che è successo ad inzago, ma molto più di recente, visto che qui in campagna le cose accadono dopo…(ridete pure, cittadini periferici..) però c’è anche da segnalare che di recente ha riaperto il vecchio, piccolo ed accogliente cinema cittadino dove ora qlc buon film nei giorni feriali lo fanno vedere…quindi la campagna non è messa poi così male…(sicuramente meglio di sesto…)

    …per il resto sostanzialmente vi do ragione per quanto riguarda la ditribuzione, ma credo che sia un problema molto più ampio del solo cinema…

    il consiglio è invece di aprire voi una sala alternativa…so che potreste riuscirci…dovreste solo rivedere un’attimo il progetto del para e magari evitare di prendere la panty a supervisionare [visto che è sbronza una sera sì e l’altra – quella del suo compleanno (auguri) – anche]…

    forza ragazzi!

    Rispondi
  7. anonimo

     /  11 giugno 2007

    cazzo, mi son dimenticato di firmare, ma ovviamente avrete capito che sono il vostro buon PEPPONE!!!

    Rispondi
  8. Peppone buonasera. Tra storie di orchi, mostri, streghe e cinema cittadini che aprono e chiudono faccio un appunto.
    Volendo proprio essere sinceri, il non proiettare film seri sufficientemente è sostanzialmente istigazione a delinquere. Alla fine è chiaro che se non lo fai vedere al cinema prima o poi lo si guarda in altro modo. E siccome a volte è pure difficile trovarli a noleggio certi film, qualcosa bisogna pur fare. Io personalmente non delinquo mai in questo campo, però conosco moltissimi che lo fanno. Con tutta la mia (nostra, anche Chimy è incensurato) disapprovazione.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  9. anonimo

     /  13 giugno 2007

    Non so se avete notato ma la parola più frequente, e direi inflazionata, nel vostro blog di cinema è panty…e io già mi farei qualke domanda.
    Detto questo concordo quanto detto da voi, nn mi sto a ripetere ke poi il commento è troppo lungo, e vi informo del fatto ke in quel di Pessano c/B un cinema c’è, ma è kiuso da tempo immemore. volendo e ricattando qualcuno secondo me la struttura si puo usare quindi se davvero volete aprire un cinema non commmerciale, mi posso pure informare…ma tanto non abbiamo nemmeno i soldi per andare in vacanza, figurati x aprire un cinema!
    saluti e baci
    panty!!

    Rispondi
  10. Panty questo commento non lo dovevi lasciare, sai cosa significa? Significa che:
    1. Smetteremo di chiamarti Panty. Per ora non suggerisco nessuna alternativa, lascio ad altri (Legolas magari) l’apertura delle danze.
    2. Essere nominati molto non è di per sè una garanzia. Se vai a controllare come si parla di te capirai cosa intendo.
    3. Io i soldi per andare in vacanza (5 giorni in montagna a respirare aria pulita) li ho. Tu no perchè devi costruire il cinema.
    Alla fine per il commento ti ringraziamo lo stesso. Ogni commento lasciato dona al commentatore il diritto di essere ringraziato.
    Saluti.
    Para

    Rispondi

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