“Lupin III & Il Castello di Cagliostro”: uscito in Giappone nel 1979 arriva nelle nostre sale con 28 anni di ritardo.

lupin_cagliostroHayao Miyazaki è una (e badate bene, UNA) delle figure più importanti del cinema d’animazione giapponese (e non solo). Diventato famoso qui da noi (30 anni in ritardo) dopo aver vinto l’Orso d’Oro a Berlino nel 2002 con “La Città Incantata” e grazie alla meritatissima assegnazione del Leone d’Oro alla carriera alla 62° Mostra del Cinema di Venezia.
Lupin III & Il Castello di Cagliostro” è il suo primo lungometraggio,  film in cui riesce nella prova in cui molti falliscono, cioè nello sviluppare un film intorno al personaggio di una serie animata senza cadere nell’infame trappola di realizzare un noioso episodio allungato. Miyazaki, già regista (ma non ideatore, visto che Lupin è figlio del grande Monkey Punch) dei primi 15 episodi della prima serie del ladro gentiluomo (quella con la giacca verde, datata 1971), confeziona un film dove le tipiche atmosfere degli episodi vengono trasportate egregiamente. Il regista ha chiaramente avuto in più l’opportunità di sviluppare maggiormente la trama e di architettare un bilanciatissimo alternarsi di scene statiche e scene d’azione, il tutto intervallato dalle tanto geniali quanto assurde trovate comiche tipiche del caro Arsenio Lupin III.
Questa volta il ladro dalla giacca verde, francese d’origini, ma giapponese d’adozione, vuole scovare il tesoro del castello di Cagliostro, residenza di un conte responsabile di quasi tutta la contraffazione di denaro del mondo. Ovviamente non mancheranno Jigen, Gemon, Fujiko e il caro ispettor Zenigata.
Nonostante sia evidente il divario tra i successivi lungometraggi (senza andare tanto lontano l’affascinante “Nausicaa della Valle del Vento” è del 1984, cinque anni dopo “Il Castello di Cagliostro”) Miyazaki mostra senza problemi il suo indubbio talento. Le scene d’azione, al 99% fughe e inseguimenti, sottolineano l’incredibile capacità del regista di “muovere” la macchina da presa a tutta velocità. Capacità questa che si evince dall’indiscusso dono di realizzare scene di volo stupende, purtroppo quasi assenti in questo film, nonostante tale abilità fosse già ben evidente nella bellissima serie animata “Conan il Ragazzo del Futuro”, realizzata l’anno precedente.
Miyazaki, che del film è anche soggettista e sceneggiatore insieme ad Haruya Yamazaki (lo sceneggiatore di “Gigi La Trottola”), inserisce nel suo primo lungometraggio le tematiche a lui più care: la bellezza e l’importanza della natura e del passato, che sono il vero e unico patrimonio dell’uomo.
E come in ogni avventura Lupin rimarrà a bocca asciutta, perché il vero tesoro non è mai cosa solo per sé, ma per tutta l’umanità. Così di nuovo via, sulla sua 500 gialla, inseguito da Zenigata, dall’Interpol e dal cuore di chi in un modo o nell’altro ama (o apprezza) il ladro gentiluomo.

Para
Voto Para: 3/4

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6 commenti

  1. Amoavo il cartone animato, cercherò di vederlo al cinema!!!
    Ancora non ho perso la speranza!!!

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  2. Ciao Trinity. Se riesci a vederlo al cinema potrai apprezzare le voci dei doppiatori della serie animata, altrimenti ti consiglio l’edizione dvd della Yamato (in commercio già dal 2004), che ha dei doppiatori comunque buoni e azzeccati.
    Certo che le voci con cui ci siamo abituati dalla tv sono sempre quelle a cui si è più affezionati.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  3. Dio che bello!
    L’ho visto, se ti va passa da me!
    Cmq veramente bello il fatto che i doppiatori siano gli stessi, se non avrebbe perso un bel po’.. unica delusione: neanche un bambino in sala!
    Non sanno che si perdono!

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  4. Ciao Trinity, appena riesco faccio un salto nel tuo blog e commento, sono molto occupato in questo periodo.
    Ti dirò, io il film l’ho visto nell’edizione dvd con i doppiatori diversi e non ho avuto nessun problema.
    Il genio di Miyazaki alla prese con il genio di Monkey Punch è intoccabile anche di fronte alla mancanza dei doppiatori televisivi. Fidati, in questo caso non è quello ad aver fatto la differenza.
    Per quanto riguarda i bambini, beh, hai ragione, è un peccato che non conoscano un così bel personaggio che in Italia ha accompagnato molte generazioni. Però se ci pensi ha davvero fatto il suo tempo e rimarrà solo nel cuore degli appassionati.
    Intanto ti do una curiosità, in Giappone Lupin non ha avuto la stessa sorte che in Italia, infatti dopo la fine della serie (arrivata alla terza) non è mai stato rimesso in onda, nonostante abbia comunque avuto un successo strepitoso.
    Ovviamente parlo solo delle serie televisive, visto che negli anni successivi sono stati fatti molti OAV (produzioni per il mercato home video) che però non hanno mai avuto successo anche a causa di una realizzazione alquanto discutibile.
    Saluti.
    Para

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  5. anonimo

     /  6 agosto 2008

    L’avevo visto da bambinetta nell’84 in uno dei rari passaggi TV e mi rimase nella memoria indelebilmente, come una delle più belle storie animate in assoluto (Disney non mi ha mai toccato fino a questo punto!).
    L’ho rivisto appena l’anno scorso ed è stata una gioia per gli occhi: da piccola non lo sapevo, ma avevo da sempre amato Miyazaki… Conan, Sherlock Holmes, Anna dai capelli rossi, Lupin erano i miei prediletti (assieme a Lady Oscar). Sono un’esteta del disegno per cui gli anime attuali, così tanto digitalizzati e freddi nel tratto, mi dicono davvero poco..

    Kyra

    Rispondi
  6. Ciao Kyra! Miyazaki lo portiamo nel cuore dall’infanzia fino all’età adulta, e meno male! 🙂
    Lo studio Ghibli è rimasto uno dei pochi studi a fare cinema mantenendo la genuinità del disegno, e questo è senza dubbio un grandissimo punto a suo favore. Se ti piace Miyazaki (e a chi non piace?) ti consiglio di recuperare anche qualcosa di Takahata (co fondatore con lui dello studio Ghibli). Tra l’altro butto qui una news a cui magari più avanti dedichiamo un post: la Lucky Red ha comprato i diritti di tutti (e dico tutti, non solo quelli di Miyazaki) i film dello Studio Ghibli, e dal 2009 distribuirà al cinema due film all’anno (il primo sarà Totoro) e poi sfornerà ottime edizioni DVD anche per i titoli “minori” (cioè non di Miyazaki). Tutta questa attesa (25 anni di ritardo) è dovuta alla cara Disney, che ha i diritti fino a questo mese, e che avrebbe venduto i film Ghibli doppiati da loro solo a prezzi esorbitanti, indi per cui la Lucky Red ha atteso la scadenza dei diritti per comprarli e doppiarsi da solo, di nuovo, le pellicole già doppiate dalla Buena Vista.
    Io non vedo l’ora di concludere la mia collezione e di gustarmi al cinema i lavori dello studio Ghibli!
    🙂
    Saluti.
    Para

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