La ragazza del lago: un film da premiare l'esordio di Andrea Molaioli…

la ragazza del lagojpg"La ragazza del lago" di Andrea Molaioli è stato presentato con successo alla "settimana della critica" della Mostra di Venezia di quest’anno.
Anche se non è esente da difetti, è un film assolutamente da difendere (e da premiare), sia perchè si tratta di un esordio italiano come se ne vedono sempre meno, sia perchè ha diversi motivi d’interesse.
In molti hanno detto che può essere considerato semplicemente un film televisivo. Personalmente mi chiedo il perchè (a parte per alcune interpretazioni di attori da fiction). E’ un problema di genere? Non può esistere un (buon) film italiano poliziesco senza che si pensi al maresciallo Rocca o simili? Mi chiedo come si possa considerare televisiva un’opera che lascia spesso parlare il paesaggio più delle parole. Un’opera il cui (ottimo) inizio mostra una bambina che in silenzio attraversa una strada. Se qualcuno sa su quale canale fanno simili "Film TV" me lo faccia sapere che almeno me li guardo tutte le sere. Ma veniamo al film…
La trama si sviluppa intorno alla morte di Francesca, giovane ragazza trovata morta (e nuda) vicino alle rive di un lago. Le indagini saranno guidate dal commissario Sanzo (Toni Servillo) che si impegnerà a risolvere il caso.
"Chi l’ha uccisa doveva amarla…" dice il commissario all’inizio del film, ed è proprio questa la frase più importante e significativa dell’intera opera.
Molaioli, ricollegandosi all’unheimlich freudiano, ci ricorda che è proprio all’interno di una situazione familiare che succedono i fatti più misteriosi.
Un tranquillo paesino friulano dove tutti si conoscono (o sembrano conoscersi…), ma qualcosa di "sconosciuto" è invece presente nell’aria e non vuole andarsene, almeno fino a quando non verrà scoperto.
Il giovane regista (per diversi film assistente di Nanni Moretti) riesce a creare decisamente bene quest’atmosfera, rifacendosi a celebri predecessori del racconto poliziesco: da Simenon a Durrenmatt in particolare.
Il bravo sceneggiatore Petraglia ("Quando sei nato non puoi più nasconderti", "Le chiavi di casa" e molti altri) scrive, prendendo spunto dal romanzo norvegese "Lo sguardo di uno sconosciuto" di Karin Fossum, un testo allo stesso tempo molto tradizionale ma anche molto attuale (per le ovvie vicende di cui è superfluo parlare); avvalendosi anche dell’interpretazione estatica di un magnifico Toni Servillo (uno dei migliori attori italiani viventi. Forse il migliore…), in un ruolo molto simile a quello dello scorbutico e indimenticabile Titta Di Girolamo de "Le conseguenze dell’amore" di Sorrentino.
La riflessione maggiore del film è però sull’insieme dei personaggi che vengono mostrati: un’umanità impotente che non riesce a "salvare" i propri cari che hanno bisogno (un bambino che i genitori non possono curare; il commissario che va a trovare la moglie malata che non ha più memoria della sua famiglia; un padre infermo con il figlio ritardato a cui soltanto un coniglio fa compagnia).
Un’umanità impaurita e abbandonata che soltanto alla morte può chiedere aiuto… "Chi l’ha uccisa doveva amarla"…

Chimy

Voto Chimy: 3 / 4

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25 commenti

  1. anonimo

     /  19 settembre 2007

    Ciao Andrea! Anch’io ho apprezzato La Ragazza del lago.Un’opera che si distingue per un utilizzo sapiente e misurato della m.d.p.che assume la funzione di strumento di indagine all’interno della misteriosa e fosca vicenda.

    Rispondi
  2. anonimo

     /  19 settembre 2007

    Inoltre la sceneggiatura è solida e ben congegnata nella parte dialogata,caratteristica che si trova sempre meno nel cinema italiano italiano,vedi ad esempio l’imbarazzante L’Ora di Punta.L’inizio del film mi ha richiamato alla mente M IL mostro di Dusserdorf di Fritz Lang ed è caratterizzato da un alone di inquietudine e mistero che pervade l’intera opera…

    Rispondi
  3. anonimo

     /  19 settembre 2007

    Come tu hai giustamente affermato il punto di forza del film risiede nella riflessione psicologica che il regista compie sui propri personaggi,che sono raffigurati come degli antieroi che subiscono impassibili il succedersi degli eventi.La Ragazza del lago è un’opera che dietro la cornice del genere giallo nasconde un accurato scavo sociologico nella nostra quotidianità attraverso lo sguardo onesto di un regista che ritrae una società in forte stato confusionale.Nicolò

    Rispondi
  4. Ciao Nicolò,
    grazie del bellissimo commento…
    Concordo pienamente: il giallo non è altro che una piccola parte (la cornice) di quest’opera; il fine più importante x Molaioli è proprio questo scavo sociologico nei confronti della società in cui viviamo…
    Anche i dialoghi effettivamente sono ben scritti e funzionali, a differenza del “problematico” 🙂 “L’ora di punta”..
    Ciao e grazie ancora
    A presto

    Andrea

    Rispondi
  5. Edooo

     /  19 settembre 2007

    Stasera vado a vederlo quindi non leggo e ripasserò. Dico solo: TONI FOR PRESIDENT!

    Rispondi
  6. Servillo è il più grande di tutti…
    Spero che anche tu, come me, apprezzerai il film (su di lui nn ci sono dubbi).
    Attendo un tuo commento allora…
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  7. Maledetto Splinder mangia commenti… NON TI SOPPORTO PIU’!!!

    chimy

    Rispondi
  8. Ciao! sto odiando splinder anche io!

    ma tu ti sei sentito/a (nn ancora capito se siete 2 maschi, 2 femmine, un maschio e una femmina) cionvolta dal film o è stato un piacere puramente visivo?

    Rispondi
  9. Ciao Trinity.
    Come detto già in un’altra occasione noi siamo un coniglio schizofrenico affetto da doppia personalità.
    Da doppia personalità maschile, se è questo che ti interessa sapere.
    Io il film non l’ho visto ma siccome conosco il mio compare posso dire che se a lui piace un film italiano allora significa che merita. Lo dico perchè ho notato che ci sono stati un po’ di dissensi sul tuo blog.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  10. Ciao Trinity, onestamente il film mi ha coinvolto… grazie soprattutto alle immagini e al modo in cui è stato girato (quindi è stato anche molto un piacere visivo).
    L’inizio è davvero ottimo e quindi mi ha molto ben predisposto, c’è qualche caduta (siamo d’accordo) ma assolutamente perdonabile a mio parere; e ,comunque, nel complesso la sceneggiatura l’ho trovata decisamente solida….
    Su Servillo non dico più niente perchè inizio ad essere davvero fastidioso :)…
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  11. Il vostro voto mi conforta…se arriverà da me lo vedrò al volo…adoro Servillo.

    Rispondi
  12. spliiiinder…ridammi il mio comentoooooo!

    Rispondi
  13. incredibile…stavolta ce ne sono voluti due per fare uscire il primo messaggio…
    oh my god!

    Rispondi
  14. Guarda su splinder nn sappiamo più cosa fare… spero che adesso non voglia due commenti aggiuntivi per fare uscire il precedente perchè se no diventa davvero un problema….
    Su “La ragazza del lago” mi piacerebbe molto sapere il tuo parere dato che sta dividendo critica e bloggers…
    Appena riesci a vederlo facci sapere.
    Ciao

    Chimy

    p.s. Toni Servillo invece lo amiamo tt alla follia… nn vedo l’ora che esca il nuovo di Sorrentino (che sta girando in questo periodo) “Il divo”, in cui fa la parte di Andreotti… Sarà un grandissimo film, io non ho dubbi…

    Rispondi
  15. Cosa mi hai detto!^^
    Sapevo che stava interpretando Andreotti, ma non ero al corrente che il film fosse di Sorrentino…
    Bava alla bocca…^^

    Rispondi
  16. http://cineroom.splinder.com/tag/il_divo

    avevamo scritto questo post (26 giugno) con maggiori informazioni, se t va facci un salto…
    Io sto sbavando già da due mesi per l’attesa 🙂

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  17. @para: insomma ho capito che le mie frasi devono essere rivolte a due entità maschili, grazie, se no rischiavo di continuare a fare figuracce!
    Sì devo dire che il film sta dividendo parecchio!
    ciao

    Rispondi
  18. Edooo

     /  22 settembre 2007

    Io sono per una sufficienza,forse sei e mezzo. Ottimo inizio. Davvero bellissimo,poi quella dissolvenza sul lago quando di scopre la ragazza… Poi si perde,ed è un peccato.

    Rispondi
  19. L’inizio (ottimo) è sicuramente la parte migliore. Dopo si abbassa sicuramente di livello, anche se, secondo me, non si perde quasi mai (a parte qualche sequenza).
    Io da 1 a 10 arriverei al 7 del buono…
    Ciao, a presto

    Chimy

    Rispondi
  20. Concordo pienamente con il tuo giudizio positivo, che ho a mia volta espresso sul mio blog. Però, se mi consenti una correzione, la sceneggiatura è cofirmata da Sandro Petraglia, non Bragaglia.
    Per il resto analisi davvero ineccepibile!

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  21. Ciao Mr.Hamlin, benvenuto sul nostro blog.
    Ti ringrazio x i complimenti alla recensione. E’ un film che ha fatto decisamente discutere “La ragazza del lago”, mi fa piacere che anche a te abbia convinto.
    Poi vengo a fare un salto sul tuo blog così leggo la tua recensione sul film.
    Ciao, a presto

    Chimy

    p.s. grazie x avermi fatto notare la svista Petraglia-Bragaglia ^^, ora la correggo…

    Rispondi
  22. Beh, l’aver fatto discutere se non altro è sinonimo di interesse. Mi preoccupa molto di più il (tanto) cinema italiano che scivola via nella più totale apatia.
    Grazie anche per le belle parole del tuo commento sul mio blog.

    Rispondi
  23. Concordo. Ormai siamo abituati che molti film italiani scivolano (come dici tu) nell’apatia, senza generare nessuna emozione…
    Ciao, a presto

    Chimy

    Rispondi
  24. Che dire!! Praticamente abbiamo provato le stesse sensazioni e ci abbiamo visto le stesse cose!!! Un bel film italiano, con qualche difettuccio, ma trascurabile!!

    Rispondi
  25. Già concordo in pieno. Sono davvero contento che anche tu abbia apprezzato quanto me questo film.

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi

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