"Le ferie di Licu": Film? Documentario? A chi importa, questo è un BELLISSIMO film ITALIANO.

Licu è un immigrato bengalese che vive a Roma. Lavora 13 ore al giorno, ha due occupazioni, ferie e malattie non gli vengono pagate, ma ha un contratto indeterminato, una casa che subaffitta ad 8 persone per potere pagare il canone e una gran voglia di essere “romano”. Un giorno riceve una lettera dalla propria famiglia che gli rivela la ragazza che sarà destinato a sposare. Licu chiede così due mesi di ferie che il datore Mario gli nega, concedendogli solo un mese. Torna in Bangladesh con valige piene di regali pronto a sposare la bella e sconosciuta Fancy, con cui farà ritorno in Italia. A Roma Fancy e Licu inizieranno a conoscersi davvero, e la gelosia del marito porterà Fancy a restare segregata in casa, sempre sola.
Le ferie di Licu” è un bellissimo film, a metà strada tra un documentario e un film di finzione. Tutto quello che ci viene mostrato è ripresa fedele della realtà, realtà che il regista Vittorio Moroni ha osservato per ben 2 anni ed 8 mesi. Del documentario mancano però le tipiche interviste e il narratore onnisciente, due aspetti che avrebbero compromesso l’ottimo ritmo del film, e che avrebbero causato una distorsione nell’atteggiamento critico del regista, che si muove invece soltanto nel territorio emotivo. Non ci sono pregiudizi culturali, ma solo emozioni: l’imbarazzo di Licu e Fancy quando si incontrano, la segregazione di Fancy in casa, la sua voglia di integrarsi, di imparare l’italiano. Nei 93 minuti che riassumono 2 anni e 8 mesi  molto poco rimane dei primi due anni, in quanto tutto si concentra sui mesi in cui Licu scopre di doversi sposare, evento inaspettato che ha spinto il regista a continuare il film in quella direzione, abbandonando l’idea di partenza di fare un film che raccontasse solo la vita di un bengalese a Roma.
Il regista mostra un’abilità sorprendente nel catturare la vita di alcune persone in maniera diretta, senza mediazioni. Non c’è virtuosismo tecnico, ovviamente, e non c’è nemmeno freddo distacco. I quasi tre anni di convivenza hanno portato il regista ad acquisire una sensibilità stupefacente, riuscendo a trasportare su pellicola i sentimenti che vivevano realmente i personaggi. Inquadrature pulite, ed inserti extradiegetici (ma sempre relativi all’ambiente inquadrato) carichi di simbolismo, contribuiscono a portare il film su registri poetici inaspettati. Un caloroso plauso al regista, che è riuscito a riprendere una realtà con la stessa semplicità e la stessa poesia con cui Ousmane Sembene in “Mooladè” riprese la sua gente, o  come anche Mahamat-Saleh Haroun in “Daratt”.
Presente alla proiezione il regista ha spiegato al pubblico moltissimi aspetti che hanno interessato la produzione del film, a partire dal malsano sistema di distribuzione italiano. Auto prodotto ed auto distribuito, regista e collaboratori hanno dovuto trovare il modo di convincere le sale a proiettare il proprio film, vendendo addirittura i biglietti in anticipo. In convegni e presentazioni varie hanno venduto a 5 euro un coupon con cui ritirare il biglietto alle casse, e dopo aver venduto circa mille coupon in otto città sono tornati dai gestori delle sale che rifiutarono loro la proiezione garantendo mille spettatori già pagati. Dopo questo primo faticoso step il film è rimasto in quelle otto città per varie settimane, complice anche un ottimo riscontro dalla critica. Dimostrazione questa che il buon cinema ha i suoi spettatori, anche se i gestori delle sale pensano il contrario.
Consigliata infine la visione in un cineforum di paese, dato che il regista si sta girando l’Italia con il suo vecchio camper per essere presente in tutti i cineforum o cineclub dove proiettano il suo film. Se capita dalle vostre parti non pensateci due volte, vi assicuro che non ve ne pentirete.
"Le ferie di Licu" è dunque un film portato avanti con determinazione da chi sa di aver fatto una buona cosa, da chi sa, senza presunzione, di aver fatto un bellissimo film.

Para
Voto Para: 3,5/4
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9 commenti

  1. uh, dunque dunque, sono contento che sostieni il cinema autoprodotto, è importante
    e da quello che leggo, pare che sia anche un gran bel film, il che mi rende assai felice!

    Rispondi
  2. Ciao Honeyboy, qui riprendiamo un atteggiamento meno goliardico che lasciamo solo nella tua taverna. 🙂
    Comunque sì, un gran film, ancora più grande perchè fatto sul campo, un work in progress dalla realizzazione fino alla distribuzione e alla proiezione.
    Ho riassunto molto le vicissitudini incontrate dal regista, per parlarne a fondo ci vorrebe un post dedicato.
    Comunque ripeto, se capita dalle tue parti vai a vederlo, anche perchè così potrai sentire dal regista tutta la vicenda nei minimi particolari. In più ti guardi un gran film.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  3. Mi hai proprio incuriosito con questa recensione. Adesso spero di “trovare” il film in qualche cineforum dalle mie parti. Ma immagino sarà difficile vederlo. Grazie Para. A presto.

    Rispondi
  4. Ciao Cinemasema. Lo dico a te ma anche a tutti gli interessati, sul sito http://www.leferiedilicu.it c’è la lista di tutte le tappe del “Licu Tour”, partito a maggio e che terminerà a fine novembre. Provate a controllare se il regista e il suo camper passeranno dalle vostre parti. Non temete se vivete in buchi di provincia, io ieri sera l’ho visto in un cineforum di un paese di poche migliaia di abitanti, lontano da grandi città.
    Il regista è davvero una grande persona, consapevole che è nella memoria del pubblico che un film vive per sempre e quindi attento, giustamente, al suo pubblico. La discussione avvenuta dopo la visione, e il suo entusiasmo nel raccontare tutto, è la dimostrazione di come sia stato positivamente attento e disponibile alla reazione e al confronto col pubblico. Ora è chiaro che il suo “le ferie di licu” non è un film da storia del cinema, ma sono sicuro che è un film che ci si ricorderà per molto. Personalmente guarderò il primo film di Moroni e starò attento ai suoi futuri lavori, senz’altro.
    Saluti.
    Para

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  5. Edooo

     /  15 ottobre 2007

    Ne ho sentito parlare bene e questa ne è la conferma… Per quanto riguarda la distribuzione, quasi non mi stupisco più, è una vergogna

    Rispondi
  6. Ciao Edo. Potrei diventare ripetitivo, ma controlla anche tu se capita dalle tue parti, questo film è davvero una ventata d’aria fresca nel cinema italiano.
    Per quanto riguarda la distribuzione non si finirà mai di lamentarsi, uno schifo.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  7. Che bella sorpresa leggere di un film che anche io avevo segnalato e recensito diversi mesi fa (senza che nessuno lo cagasse).
    Le ferie di Licu mi piacque parecchio, lo trovai interessante, ovviamente attualissimo, pieno di sottotesti. Insomma un film da vedere.
    Bella recensione.
    Alla prossima.

    Neville

    Rispondi
  8. Ciao Neville. E’ una sorpresa anche per me, siamo in due. 🙂
    Ora vado sul tuo blog e do un occhio.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  9. Grazie per aver commentato la mia pagina su Le ferie di Licu.
    Un film emozionante che in pochissimi hanno visto e vedranno a cinema, peccato…
    Un saluto!
    Alla prossima.
    Neville

    Rispondi

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