Il posto delle fragole: il capolavoro di Ingmar Bergman con un immenso Victor Sjostrom

ilpostodellefragole

Un uomo anziano sta scrivendo alla sua scrivania. Si presenta dicendo che è un medico di 78 anni, che ha dedicato completamente la sua vita al lavoro mettendo, così, in secondo piano le relazioni umane. A causa di questo ora vive isolato e in solitudine.

Il giorno successivo si celebrerà il suo giubileo professionale.

Così inizia “Il posto delle fragole”, il capolavoro assoluto di Ingmar Bergman, che ha ricevuto numerosi premi in tutto il mondo, tra cui un Orso d’oro al Festival di Berlino del 1957.

Il film è incentrato intorno alla figura del protagonista Isaak Borg, interpretato dal grande attore e regista svedese Victor Sjostrom in una delle più grandi prove attoriali della storia del cinema. Bergman dichiarò: “Sjostrom si era preso il mio testo, l’aveva fatto suo… si era impadronito della mia anima nella figura di mio padre e se n’era appropriato…”.

Dopo aver fatto un brutto sogno, il professor Borg decide di non prendere l’aereo e di andare, invece, in macchina al suo giubileo professionale, tornando così a visitare i luoghi del suo passato presenti sul tragitto.

Ed è proprio il viaggio il tema principale di quest’opera meravigliosa.

Un viaggio del ricordo: il ritorno al “posto delle fragole”, alla casa d’infanzia, a un passato felice così diverso da quell’isolata vecchiaia.

Un viaggio come riscoperta delle relazioni umane: Borg si fa accompagnare dalla nuora (Ingrid Thulin) con la quale instaura un rapporto sempre più intimo e sincero. Nel corso del tragitto incontrano tre autostoppisti: due ragazzi e una ragazza, Sara (Bibi Andersson), che gli ricorda moltissimo un suo amore di gioventù. I tre giovani sono vivaci e pieni di vita, così diversi dal protagonista che si sente “morto pur essendo vivo”.

La purezza e l’allegria dei nuovi compagni di viaggio sembra rimandare ai saltimbanchi del “Settimo sigillo”, gli unici che sopravviveranno alla ballata macabra della morte.

Un viaggio, anche, del rimorso: il rammarico di aver perso la ragazza di cui era innamorato, sua cugina Sara, che gli ha preferito il fratello perchè maggiormente pieno di vita; il rimpianto di aver lasciato luoghi e persone che amava, in cambio di una brillante carriera e di una moglie che lo tradiva e che lo considerava un uomo senza cuore.

Un viaggio, infine, come riscoperta di sè stesso, di ciò che davvero conta nella vita, delle passioni, delle sensazioni che generano sentimenti ed emozioni nell’animo umano; valori ben più importanti del successo, dei libri e del guadagno.

Pur mescolando diversi autori e teorici quali Freud, Strindberg, Ibsen e (più di tutti) Proust (la memoria degli attimi felici del passato), Bergman realizza con “Il posto delle fragole” un’opera che rientra pienamente nella sua filmografia per stile e contenuto.

Un film personalissimo (come molti dell’immenso regista svedese) che include l’ossessione religiosa, tema molto sviluppato negli anni successivi della sua carriera (es. “Sussurri e grida”); il ricordo di un’infanzia felice e gioiosa dove il piccolo Ingmar aveva già sviluppato una grande passione per il teatro e per l’immagine (es. “Fanny Alexander”); la presenza di molti attori che avevano lavorato spesso con lui: Ingrid Thulin, Bibi Andersson, Gunnar Bjornstrand e, in una piccola parte, Max von Sydow.

La sequenza che nessuno può dimenticare è quella dell’incubo, una delle vette oniriche della storia del cinema: Sjostrom cammina in strade deserte, vede un orologio senza lancette che rappresenta il suo tempo che sta per finire; incontra un uomo privo di volto umano che cade a terra e diventa sangue; infine vede arrivare un carro funebre, la bara si apre e al suo interno c’è lui stesso ancora vivo. La morte, altro elemento fondamentale nel cinema di Bergman, lancia i suoi presagi, facendo così capire al protagonista che il suo tempo sta per finire e facendolo così riflettere sulla vita che ha vissuto.

Quando Borg capirà che la sua vita “di successo” l’ha reso solo infelice e che nè i premi vinti, nè gli onori, nè i riconoscimenti possono sconfiggere la solitudine, cercherà di salvare almeno il figlio (Gunnar Bjornstrand), anch’egli medico, che sembrava portato a diventare tale e quale a lui.

Il finale è profondamente ottimistico: il protagonista riesce ad assopirsi, finalmente sereno, ricordando i luoghi del suo felice passato.

Allo stesso modo, mi piace pensare che Ingmar Bergman si sia addormentato sognando il suo "posto delle fragole".

Chimy

Voto Chimy: 4 / 4

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26 commenti

  1. sono assolutamente d’accordo
    capolavoro!

    Rispondi
  2. Davvero straordinario…probabilmente il mio preferito di Bergman.
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  3. Uno dei migliori film di Bergman.
    Grazie per gli auguri.
    Metto il link immediatamente!
    Ciao e a presto!

    Rispondi
  4. Figurati.
    Ciao Neville, a presto

    Chimy

    Rispondi
  5. Eccolo! Il capolavoro. La nostalgia per un infanzia “felice e gioiosa” raccontata come in una poesia. Eppure in questo film, se vogliamo anche romantico, delicato e portatore di speranza, la scena del sogno è una delle più terrorizzanti della storia del cinema (nessun film horror mi inquieta come il sogno del Posto delle fragole). Un film straordinario. Ciao.

    Rispondi
  6. Hai ragione pienamente: l’incubo de “Il posto delle fragole”, oltre ad essere una delle sequenze oniriche più belle della storia del cinema, è davvero inquietante. Come (quasi) nessun film horror riesce ad essere.
    Ciao

    Chimy

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  7. mi sento piccolo piccolo piccolo piccolo per non averlo ancora visto…
    deneil

    Rispondi
  8. Ma va Deneil, ci mancherebbe…c’è tantissima roba da vedere, e nessuno riuscirà mai a vedere tutto.
    Soltanto oggi io ho scoperto, per es., un altro film di Bergman di cui parlerò nei prossimi giorni….
    Cmq “Il posto delle fragole” cerca assolutamente di recuperarlo..
    Ciao, a presto

    Chimy

    Rispondi
  9. Sommo capolavoro, film di rara bellezza, opera perfetta…ed ottima la tua analisi…un saluto 😉

    Rispondi
  10. Ti ringrazio molto… su questo film siamo tutti d’accordo: capolavoro (senza dubbi).
    A presto

    Chimy

    Rispondi
  11. A differenza del “Settimo sigillo”, visto anni fa ma comunque visto, “Il posto delle fragole” rappresenta una delle mie più grandi lacune cinefile.
    Volevo già colmarla da tempo, ma dopo aver letto questa tua bella recensione il bisogno si fa più impellente.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  12. Assolutamente da vedere al più presto, poi facci sapere Mr.Hamlin.
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  13. Chapeau per questa iniziativa tutta bergmaniana!

    Rispondi
  14. Grazie Iggy, prossimamente ne faremo altre di questo tipo…
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  15. Edooo

     /  15 novembre 2007

    Mi piace la rassegna su Bergman. Io purtroppo ho visto solo Il posto delle fragole e mi era piaciuto molto..prima o poi mi rifarò!

    Rispondi
  16. Ciao Edo, il fine di questa “Bergman week” è proprio quello di far venire voglia di vedere o rivedere i capolavori di questo straordinario regista recentemente scomparso…
    A presto

    Chimy

    Rispondi
  17. ok per il capolavoro, ma ‘assoluto’ io lo riservo per ‘il settimo sigillo’…

    Rispondi
  18. Beh, Simone, siamo a dei livelli talmente alti che entra in campo (per forza) il gusto soggettivo…
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  19. Su bergman mi vergogno ad ammettere la mia ignoranza..
    Questo e il Settimo Sigillo almeno conto di vederli al + presto!
    Ciao!

    Rispondi
  20. Non c’è assolutamente da vergognarsi… se penso anch’io a quanti film e registi mi mancano da vedere…
    Cmq cerca di recuperarli: Bergman è un must della storia del cinema…
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  21. Straordinario!Bergman qui sembra meno pessimista del solito ma una volta finito il film hai un senso di smarrimento e malinconico assurdo!

    Rispondi
  22. Concordo in pieno… davvero straordinario. Un film profondamente malinconico..
    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  23. anonimo

     /  18 novembre 2007

    Ciao il Posto delle Fragole è il capolavoro di Bergman….per citare alcune frasi celebri del film:

    ” I nostri rapporti con il prossimo si limitano per la maggior parte al pettegolezzo ed ad una sterile critica dell’altrui comportamento, questa constatazione mi ha lentamente condotto ad isolarmi dalla vita sociale e mondana. Le mie giornate trascorrono in solitudine e senza troppe emozioni…” e quante ancora ne potrei citare…
    Complimenti per l’idea che avete avuto, sai benissimo quanto adoro Bergman è un autore che ha segnato molto la mia vita da cinefila…

    E’ un autore complesso bisogna avere una profonda conoscenza cinematografica ” e nn solo” perchè sai bene che per analizzare i suoi film potremmo stare ore e senza mai annoiarsi..ma sieti stati grandi, e ho apprezzato molto le vostre recensioni …very compliments….

    Erica

    Rispondi
  24. Eh sì…anche “Il posto delle fragole” è certamente un capolavoro immenso. Fino alla visione di “Persona” era il mio preferito di Bergman…Cmq scegliere il migliore di questo artista (uno dei più grandi registi di sempre, so che sei d’accordo) è davvero difficile e va decisamente a gusto personale.

    Grazie mille per i complimenti alle recensioni, la “Bergman Week” era un progetto che volevamo fare da tempo x omaggiarlo…
    Come hai detto giustamente si potrebbe stare ore e ore a parlare dei suoi film, senza mai annoiarsi e trovando sempre nuovi spunti di riflessione.

    Ciao e grazie ancora

    Andrea

    p.s. la citazione che hai scritto è assolutamente perfetta x riassumere il film…

    Rispondi
  25. E’ il film che ha cambiato la mia vita nel bene o nel male; che mi ha fatto ragionare e scegliere tra l’essere e l’avere e oltre. ciao nam

    Rispondi
  26. Bellissimo commento… a volte il cinema ha il potere di cambiare la vita e, a mio parere, è un fatto splendido (nel bene o nel male).
    Un saluto

    Chimy

    Rispondi

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