Il nascondiglio: il ritorno (di classe) di Avati al genere thriller-horror…

Una giovane vedova italiana, appena uscita da una casa di cura, decide di farsi una nuova vita aprendo un ristorante in una cittadina dello Iowa.
Scoprirà, però, in breve tempo che la casa che ha affittato, per farci un ristorante italiano, è stata teatro di efferati omicidi.
Pupi Avati, con "Il nascondiglio", ritorna ad un genere in cui non lavorava da più di vent’anni ("Zeder", 1983).
Il suo è un ritorno davvero di classe.
Grazie alla sua regia Avati riesce a ricreare atmosfere che sembravano assopite da tempo: il terrore si basa su rumori misteriosi, movimenti dei mobili, voci inquietanti…. sembra aver tirato fuori (da non so quale cassetto) le vere basi del genere thriller-horror, che (purtroppo) siamo sempre meno abituati a vedere.
Torna così a girare in uno dei suoi luoghi preferiti: il Midwest americano, ma questa volta la musica jazz non c’entra; si rifà ad una reale storia di omicidi avvenuta realmente nella cittadina di Davenport (dove il film è ambientato) circa 50 anni fa.
Laura Morante, la protagonista, forse è leggermente fuori parte, però riesce comunque a tirare fuori tutto il suo grande talento per un film che si appoggia in diverse sequenze sulle sue spalle.
Il suo personaggio è pieno di fobie e paure: non sa se i rumori che sente esistano realmente o siano solo frutto della sua immaginazione. Cerca sostegno in alcuni abitanti della cittadina che inizialmente le ispirano fiducia, ma forse nessuno vuole aiutarla realmente, tutti sono spaventati da possibili indagini che potrebbero riportare alla luce un segreto assopito da tempo.
Sì, come ho già commentato ad alcune recensioni, ci sono alcuni difetti (soprattutto nella sceneggiatura) nel corso della narrazione, però mi sento di soprassedere proprio per i grossi meriti che ha quest’opera.
Era davvero tanto tempo, inoltre, che non vedevamo sul grande schermo una "casa" di tale fascino: la "Snakes Hall", la grande abitazione che il personaggio di Laura Morante affitta a basso prezzo, può diventare davvero un luogo di culto come lo era (e lo è ancora) quella "casa dalle finestre che ridono" che dava il titolo ad uno dei più riusciti film di Avati.
In definitiva viene davvero da rammaricarsi per questo (troppo) lungo allontanamento del regista dal genre.
Se, come hanno sottolineato già in molti, Avati si  dedicasse maggiormente a questa sua passione per il genere gotico, sarebbe tutto il cinema italiano a guadagnarci. Il regista bolognese ha davvero una forza e un coraggio (come dimostra anche il finale de "Il nascondiglio") che in pochissimi, oggi, hanno in Italia.

Chimy

Voto Chimy: 3 / 4

p.s. da domani Torino Film Festival!!! metteremo le nostre impressioni sui film visti a metà e alla fine della rassegna torinese…

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31 commenti

  1. non sono d’accordo. fa niente. d’accordissimo invece sulla rilevanza straordinaria dell’ultimissima sequenza.

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  2. vi seguirò con piacere a distanza, mi raccomando se vedete Sokurov postate, che qui si sbava..

    Rispondi
  3. una delle poche recensioni positive…

    Rispondi
  4. @delirio: sì ho visto ora la tua recensione… mi spiace non t sia piaciuto (il finale x me è davvero bello).
    Il film di Sokurov lo vedremo sicuramente… poi scriveremo le impressioni…

    @trinity: eh lo so… x ora siamo in 2-3…. mi spiace davvero molto perchè, a mio parere, è un film davvero meritevole che mi ha fatto tornare indietro ad un tipo di cinema che non si fa più da diverso tempo….

    Saluti a entrambi

    Chimy

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  5. Attendevo con curiosità questa recensione (che, va da sé visto quel che ho scritto nella mia, non condivido) perché mi chiedevo quali argomentazioni avreste presentato in “difesa” di Avati.
    Dissento in particolare da questo passaggio “il terrore si basa su rumori misteriosi, movimenti dei mobili, voci inquietanti…. sembra aver tirato fuori (da non so quale cassetto) le vere basi del genere thriller-horror, che (purtroppo) siamo sempre meno abituati a vedere.” Due scricchiolii, una voce da bimba-vecchia e poco altro non bastano per generare tensione. Vero è che le basi del genere si applicano sempre meno (negli ultimi anni giusto “The Others” e, a mio giudizio, “Pitch black”), ma piuttosto che vederle così mal fruttate preferisco non vederle per niente.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

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  6. Ciao Mr.hamlin, le nostre recensioni le scriviamo sempre singolarmente (lo dico solo x informazione e x correttezza verso Para che non ha visto il film e magari se lo vede gli fa schifo…).
    Sul tuo commento, come sai, non sono molto d’accordo… i “due scricchiolii e una voce da bimba vecchia” forse hai ragione non creano una grande tensione, ma secondo me il fine di queste scelte stilistiche non era (sol)tanto spaventare, ma era il ricreare una determinata atmosfera di tanto cinema del passato che conosciamo molto bene…Per questo (principalmente) ho apprezzato il film.
    “The Others” è un’opera grandissima…oltre all’ottima regia (Amenabar una sicurezza) lì c’era una costruzione narrativa, proprio dal punto di vista dell’intreccio, che era assolutamente sublime…
    “Pitch Black” invece non l’ho mai visto… lo consigli?

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  7. uh, a te dunque è piaciuto!
    io alla fine ho evitato…
    hai visto, per sokurov ben 3 proiezioni
    io però vado giovedì, credo

    Rispondi
  8. Finalmente!^^
    Come ben sai sono d’accordissimo…;)
    L’ultima sequenza secondo me è bellissima, terribilmente inquietante!
    Non so se domenica hai visto cinematografo, cmq l’intero staff critico ha promosso il film…noi sostenitori siamo più di quanto crediamo!;)

    Pitch Black, merita una visione…a me è piaciuto…nonostante la presenza di Vin Diesel (attore che non apprezzo particolarmente).

    Ciao

    Rispondi
  9. splinder…

    Rispondi
  10. Ecco un altro film che fa discutere. Allora devo proprio vederlo. Ma purtroppo ne ho già persi diversi (un po’ per il mio lavoro che in questo momento mi tiene lontano dalle sale, un po’ perché non arriva niente di interessante dalle mie parti). Se riesco a vederlo vi farò sapere. Ciao.

    Rispondi
  11. Personalmente, non mi ha entusiasmato per nulla: lento nel ritmo, deboluccio e scontato nella trama…belle atmosfere retrò e null’altro…vedrò di scriverne due parole a breve. Un saluto 😉

    Rispondi
  12. Si, lo so che le scrivete singolarmente, l’avreste era generico perché non sapevo chi dei due l’avesse scritta.

    Riguardo l’atmosfera che citi io l’ho percepita solo nell’incipit e (a voler essere generosi) nel finale. Ho citato “The Others” perché, basandosi sulle stesse suggestioni, ottiene un risultato di gran lunga superiore.

    Infine “Pitch black”: di fatto rientrerebbe nella fantascienza, ma i richiami horror sono molteplici. Dello stesso regista ti/vi consiglio anche “Below”, altro ottimo film.

    @ Filippo: io non vanterei troppo d’essere d’accordo con lo staff critico di Cinematografo… 🙂

    @ pickpocket83: Bene, aumentano i cineblogger che non hanno apprezzato. Allora non sono l’unico strano… 🙂

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  13. @honey: saremo anche noi giovedì quasi sicuramente… stasera t scrivo quali proiezioni andremo a vedere domani, così se riusciamo ci becchiamo…

    @filippo: eh eh…anch’io attendevo il tuo commento. Meno male che non siamo gli unici allora…l’ultima sequenza è davvero molto bella, sia x lo stile che x il contenuto…
    Teniamo duro Filippo ^^

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  14. @cinemasema: dai se riesci vallo a vedere… secondo merita davvero.

    @pickpocket: guarda, come dicevo anche a Mr.Hamlin, sono d’accordo che la trama non sia nulla di particolare..a me è proprio piaciuto x la regia e l’atmosfera retrò che viene creata. Poi,davvero, ho trovato splendida e inquietante la “Snakes Hall”…la “casa” mi è davvero piaciuta…

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  15. @Mr.Hamlin: mettiamo sempre la nostra firma e il nostro giudizio in fondo alle recensioni, così si sa chi si prende la responsabilità di scrivere un pò di fregnacce ^^
    A parte gli scherzi: l’atmosfera secondo me è ben sviluppata in varie parti del film… probabilmente nell’incipit e nel finale in particolare… Vorrei anche sottolineare, forse adesso lo aggiungo anche nella recensione perchè nn l’ho ancora detto, che funzionano anche bene gli effetti sonori coadiuvati con le immagini per ricreare quell'”atmosfera”…
    “Pitch Black” e “Below” cercherò di recuperarli…
    Ciao, a presto

    Chimy

    Rispondi
  16. anonimo

     /  23 novembre 2007

    cioa Andre, io nn l’ ho ancora visto il Nascondiglio, ho guardato le recensioni e ho visto pareri discordanti ….comunque andrò a vederlo al più presto…
    Però da quello che hai scritto mi sembra di capire che le tue aspettative sono state esaudite…
    Spero che il film di Pupi soddisfi anche le mie!!
    A presto!!!
    Erica

    Rispondi
  17. Ciao Erica, guarda il film è addirittura superiore a quanto mi aspettassi… sono davvero soddisfatto.
    Appena lo vedi fammi sapere, secondo me t piacerà…
    Ciao, a presto

    Andrea

    p.s. fammi sapere i giorni che sei a Torino x il festival…

    Rispondi
  18. chi ha visto questo film si è davvero spaccato in due: chi lo ha amato tantissimo e chi l’ha disprezzato..io credo che lo aspetterò in dvd soprattutto per alcuni difetti di sceneggiatura che molti (compreso te) mi avete fatto notare..e per me la sceneggiatura è quasi tutto!mi raccomando postate sul torino festival che io fino a mercoledì non ci sono!aspetto con ansia notizie anche sull’ organizzazione!
    deneil

    Rispondi
  19. Sì posteremo tra qualche giorno così da scrivere una relazione con un certo numero di film…
    “Il nascondiglio” per merita di essere visto per la regia, la sceneggiatura effettivamente non è un granchè..
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  20. Si, hai perfettamente ragione riguardo la firma. Evidentemente mi ero distratto, capita.
    Ma, a parte questo, continuo a sostenere la mia tesi: la regia e la Snakes hall da sole non salvano il film.
    Riguardo i rumori… mah… al secondo ascolto la voce cantilenante della “vecchia bambina” già m’era venuta a noia…

    Infine consentimi di dissentire anche riguardo i meriti registici: effettivamente Avati ha una buona mano (e vorrei pur vedere…), ma tolti l’incipit e il finale non è che nel resto del film si cimenti in indimenticabili inquadrature…

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  21. Sì forse non ci sono indimenticabili inquadrature nel corso del film, però ti ripeto ciò che a me è piaciuto della regia è la capacità di creare quell’atmosfera che, personalmente, mi ha affascinato e mi ha fatto tornare ad un cinema di tanti anni fa…
    Ho paura che (per questo film) non riusciremo mai a trovarci d’accordo ^^…mi pare sia la prima volta che ci capita, di solito abbiamo bene o male gli stessi gusti….

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  22. Si, pare anche a me che di solito i gusti siano simili. Ma su Avati ci dividiamo nettamente… A proposito di film evocativi – oltre ai già citati “The Others”, “Below”, “Pitch black” (oltre, ovviamente, a capolavori del passato come “Suspence” e “Gli invasati”) – volevo aggiungere anche l’ottimo “Session 9”. Tutte pellicole in cui effettivamente la tensione si taglia col coltello.

    Ah, a proposito di film meritevoli, ti/vi segnalo “Lezioni di cioccolata” di Claudio Cupellini. Non che sia destinato ad entrare nella storia, ma è una commedia degli equivoci molto ben scritta, ben girata e recitata. Mi ha colpito molto positivamente quindi mi è parso giusto fargli “pubblicità”.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  23. Anche “Session 9” mi manca, cercherò di recuperarlo… anche se il primo sarà “Suspence”: che vergogna, nn l’ho ancora visto…
    Su “Lezioni di cioccolata” ammetto che nn mi aspettavo assolutamente niente… se riesco (in questo periodo sono a corto di tempo), faccio un salto a vederlo.

    Ciao e grazie della segnalazione

    Chimy

    Rispondi
  24. mi direte di Meduse …

    Rispondi
  25. “Meduse” voglio assolutamente vederlo (sia tu che honeyboy gli avete messo un voto molto alto)… purtroppo, però, non mi sembra che ci sia nella rassegna torinese (nn vorrei sbagliarmi ma nn l’ho trovato)…

    Chimy

    Rispondi
  26. non avrei mai detto…

    Rispondi
  27. Che “Il nascondiglio” fosse bello?

    Chimy

    Rispondi
  28. Sintetizzo con quello che ho scritto al termine della mia recensione sul film:
    “…malgrado alcune sue indubbie qualità, non raggiunge i risultati che ci si attendevano dal regista romagnolo.
    Voto: 6”

    Rispondi
  29. Ad essere sincero le mie attese sono state più che rispettate… Per quanto mi riguarda l’ho trovato un buon film. Vengo a leggere la tua rece…

    Chimy

    Rispondi
  30. “Session 9” è il bell’esordio di Brad Anderson (che poi ha girato “L’uomo senza sonno”), ben interpretato da Peter Mullan e altri.

    Riguardo “Suspence” sei giustificato dal fatto che per un bel po’ di anni il film di Clayton era sparito dalla circolazione. Ora l’hanno rieditato in dvd comunque.

    Infine “Lezioni di cioccolato”, malamente stroncato da Film tv, è a me è decisamente piaciuto. Certo non un capolavoro, ma si guarda volentieri.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  31. Ecco non sapevo fosse di Brad Anderson (“L’uomo senza sonno” mi era anche abbastanza piaciuto)… devo recuperarlo.
    Su “Lezioni di cioccolato” ammetto di essere pieno di pregiudizi per il trailer e le immagini viste, cmq se riesco (come detto) cerco di recuperarlo… mi hai incuriosito…

    Ciao

    Chimy

    Rispondi

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