Torino Film Festival: primo resoconto.

Buena Vista Social Club
Para: Film bellissimo, come la musica che lo percorre. O bellissimo come le persone che lo percorrono.


The Savagees
Chimy: Il film d’apertura e forse il migliore, per ora, del festival (eh eh…e Para e Honeyboy rosicano..^^).
Una sorella (Laura Linney) e un fratello (P.S.Hoffman) devono iniziare ad occuparsi, nonostante i rapporti poco idilliaci, del padre afflitto da demenza.
Quella di Tamara Jenkins è una profonda riflessione sulla condizione delle persone di mezza età nella società contemporanea.
I veri malati, infatti, sembrano essere i due figli (più del padre) che hanno perso fiducia nella vita e  speranza per un futuro migliore.
Inizialmente sono restii ad occuparsi del padre (“che non è mai stato un buon padre” sottolineano più di una volta), ma in seguito il cercare di aiutare il genitore malato diventa la loro vera ragione di vita.
P.S. Hoffman, guarda caso, è strepitoso, ma non è lui il migliore del film. Laura Linney ci regala, in assoluto, la migliore interpretazione della sua carriera in un ruolo davvero molto complesso.
Tanto per farvi venire ancor più voglia di vedere questo film, vi anticipo che c’è una splendida sequenza iniziale… con uno stile, un fascino e un’ inquietudine tipicamente lynchiana…(vi ricordate l’inizio di “Velluto blu”?).
Distribuzione non ci tradire….

Charlie Bartlett
Chimy: Banalissima teen-comedy che parla di un ragazzo ricco da poco iscritto in una scuola pubblica dove riesce a trovare, con mezzi particolari, la popolarità che ha sempre cercato.
Film inutile e profondamente commerciale che non riesce a sviluppare alcuna riflessione e fatica anche a divertire.
A tratti è imbarazzante e imbarazzato è anche Robert Downey Junior che sembra chiedersi come sia finito a recitare in una tale scemenza.
Scandalosamente in un festival “culturale” come quello torinese.


Para
: Pensate a tutti i teen movie fatti fin’ora e metteteli insieme. Mescolate, aggiungete degli psicofarmaci e la ricetta è servita: sbobba per adolescenti scemi e per adulti che credono nella vita scema degli adolescenti americani. Proiettato sabato pomeriggio alle 16, in concorrenza con il pomeriggio di Italia 1.


Irina Palm
Chimy: Un film sorprendente. Crudo, forte e molto profondo.
Apre ad ampie riflessioni su cosa si può arrivare a fare per i propri cari.
Coraggioso e intelligente: assieme a qualche lacrima riesce a strappare anche un sorriso.
Mi fermo qui a parlarne perchè uscirà in sala nelle prossime settimane e ne parlerò con una normale recensione.


Home Song Stories
Chimy: Una madre cinese, con due figli, si trasferisce in Australia dove l’aspetta un ufficiale dell’esercito con il quale cerca di costruire una vita migliore. L’incontro con un giovane connazionale del quale s’innamora complicherà notevolmente le cose.
Fiera della banalità per quest’opera che alterna momenti riusciti a situazioni che sfiorano l’imbarazzante.
Cerca di commuovere ma lascia semplicemente lo spettatore lontano da una vicenda della quale si possono ipotizzare ben presto i risvolti.
Strepitosa Joan Chen ma non basta a far arrivare il film alla sufficienza.


Para: Dicesi shinpa quel genere cinematografico coreano che va oltre il melodramma. Questo film è uno shinpa girato da un cinese australiano in Australia e tratta della triste vita di una triste famiglia di cinesi in Australia. C’è bisogno di aggiungere altro?


My Blueberry Nights
Chimy: L’ultima opera di Wong Kar Wai è, per il momento, la grande delusione del Festival.
“My Bluebbery Nights” inizia molto bene con splendide sequenze all’interno del bar in cui lavora Jeremy (Jude Law), personaggio con il quale Elizabeth (Norah Jones) si confida dopo essere stata scaricata dal fidanzato.
In seguito Elizabeth parte per un viaggio verso Ovest alla ricerca di sè stessa.
Insieme alla protagonista, si perde per strada anche il film che, a causa di una sceneggiatura piena di lacune, non riesce più a ritrovare la bellezza estetica di quei primi minuti.
Wong sembra voler vivere di rendita dal successo di “In the Mood for Love” riproponendo a dismisura, senza ragione e senza coscienza, continui ralenty privi di una qualsiasi funzione narrativa e discorsiva.
L’ultracitato bacio-rovesciato è profondamente deludente, così come l’interpretazione di Norah Jones che si aggira spaesata in un America banale e piena di luoghi comuni.
Un film davvero poco riuscito che fa rimpiangere le atmosfere hongkonghesi e gli attori protagonisti dei precedenti film del regista.
Mi sembra più che corretto dire che in questo caso Wong l’ha fatta fuori dal vaso.


Para: “Le mie notti mirtillose” (libera traduzione di Honeyboy, che proponiamo come titolatore dell’anno) dona ai fan di Wong Kar Wai quello che vogliono: i ralenty. Il film è (quasi) tutto al rallentatore, è la storia rallentata degli stereotipi del cinema americano: diner cafè, road movies, deserto, Las Vegas, casinò, poliziotti alcolisti, mogli sclerotiche e un paio di storie d’amore.
Il problema è che il film è bello.
Mi spiace, ma anche di fronte ad una sceneggiatura obiettivamente inconsistente non posso negarvi che mi sia piaciuto.
Con lentezza rallentata lo promuovo come un felice passatempo per chi vuole rallentare insieme a Wong.


Away From Her

Chimy: Insieme a “The Savages” sicuramente il miglior film del concorso.
L’esordio dietro la macchina da presa della bravissima attrice Sarah Polley ha del sorprendente, soprattutto in una bellissima prima parte.
Il film parla di Fiona, donna anziana in preda all’orrore dell’alzheimer, e del marito Gordon che cerca di convincersi a mettere la moglie in una casa di cura.
“Away from her” riesce ad essere davvero notevole (cosa rara) sia per i contenuti (una profonda riflessione sulla vecchiaia e, perchè no, sulla forza dell’amore), che per la forma (diverse sequenze davvero splendide).
Fortunatamente uscirà a breve nelle sale italiane e quindi potremo parlarne più approfonditamente.
Certo che il festival inizia a tingersi davvero di femminile visto che i due film migliori del concorso sono proprio diretti da due donne.
Una menzione speciale per i due straordinari attori: grandioso Gordon Pinsent, su Julie Christie dico soltanto che ne riparleremo nel periodo degli Oscar….


Para: Escludendo il film di Wenders questo è senz’altro il miglior film visto durante il festival. Una prima parte bellissima, con ottime sequenze e bellissime inquadrature, e l’interpretazione dei due attori principali è da premiare in qualsiasi modo. Peccato per i venti minuti che precedono il bellissimo finale. In ogni caso un film che stupisce per la capacità della regista di tenere sempre la giusta distanza. Ciò che conta, in questi casi, è lasciare spazio alle persone, lo spazio di muoversi, anche se questo implica di negarlo a sé stessi. Come il protagonista si avvicina alla moglie solo per abbracciarla, così la macchina da presa si avvicina ai volti solo per carpirne l’anima.
Nei petali ricurvi dei fiori si può sempre sentire un lieve calore.


Vogelfrei
Chimy: Wow che film…già di culto…. ci ha davvero esaltato alla follia quest’opera (mmm???) lettone che segue le 4 fasi della vita di un uomo.
Personalmente vorrei ringraziare sinceramente i registi (4…) del film che ci hanno fatto davvero ridere e divertire come raramente accade (purtroppo, o per fortuna,  è però un film drammatico e privo di ironia…).
Dato che voglio lasciare spazio, con curiosità, alle parole di Para e Honeyboy, mi limito ad assegnare 4 aggettivi sulle 4 parti del film…
Prima parte (infanzia): stupidina
Seconda parte (adolescenza): irritante
Terza parte (l’età adulta): imbarazzante
Quarta parte (la vecchiaia): insopportabile
Che sia il capolavoro dell’anno???
p.s. attendiamo con ansia l’uscita in sala… ne vogliamo ancora….


Para: Dio benedica il cinema della Lettonia. In un solo colpo abbiamo potuto ammirare la bravura di ben quattro registi lettoni. Il consiglio è: tenere d’occhio le produzioni lettoni, causano assuefazione.
La prima parte si salva nella sua mediocrità, la seconda parte non si salva a causa della pessima recitazione dell’attore protagonista, sulla terza stendiamo un velo pietoso, nella quarta c’è un tizio che va in giro con un gufo nello zaino, una croce sulle spalle, vengono citati, plagiati e offesi Leone e Bergman, c’è una bambina nella posizione del loto, un falco troppo docile e poi basta, altrimenti eravamo ancora sulle poltrone chiedendo ad alta voce il bis.
Che bel film.
Mamma mia che bel film.


The Tracey Fragments
Chimy: La vita turbolenta della giovane adolescente-ribelle Tracey (quanto mi piace Ellen Page..) viene ritratta dal regista Bruce McDonald con uno split screen davvero estremo.
Questa affascinante modalità narrativa ha ragione d’esistere se la si usa in maniera intelligente: in particolare mostrando la stessa sequenza (nello stesso spazio di tempo) da diversi punti di vista.
Purtroppo questo succede davvero raramente…
McDonald monta il film dividendolo continuamente con ripetizioni gestuali, sovrapposizioni vocali, salti temporali…
A volte può essere funzionale (la natura incerta e segmentata della mente della protagonista), ma la grande maggior parte delle volte porta solo a “simil-videoclip” imbarazzanti (un cavallo che si sovrappone, alternandosi, all’immagine di Tracey che corre per fare un divertente esempio).


Para: Amando lo split screen attendevo con ansia questo film, e purtroppo sono stato deluso. Il regista ha infatti abusato di tale tecnica, che dimostra le sue potenzialità solo in alcune scene, dove possiamo osservare da diversi punti di vista la stessa azione. Avrebbe poi funzionato bene anche come sistema per apporre simbolismi, cosa che il regista prova a fare ma con risultati imbarazzanti. Insopportabili le parti del film, che non sono poche, in cui assistiamo ad un vero e proprio video clip con montaggio a tempo e con canzone che ci tocca ascoltare dall’inizio alla fine. Insomma, un film che poteva essere molto di più, e che ha ragione di esistere solo per quello che poteva essere, nella speranza che qualcuno tenti un’operazione simile ma con un briciolo di intelligenza in più.

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32 commenti

  1. anonimo

     /  27 novembre 2007

    voglio assolutamente vedere vogelfrei..quella del gufo nello zaino è epocale!a parte questo bell’ analisi..in poche parole avete analizzato moltssimi film su cui purtroppo non posso dire nulla non avendo visto nulla..ma mi sembra chiaro che il film di wong kar wai sia stata comunque una mezza delusione…anche para nonostante le parole non mi sembra molto convinto..domani (mercoledì)che c’è di bello???finalmente son a torino.
    deneil

    Rispondi
  2. ho letto con accuratezze quanto avete scritto…inutile dire che attendo con smania, che sbavo, che ne voglio ancora, che vi invidio, che vi voglio bene, che voglio vederli tutti, si, anche quelli dei teenager…

    Rispondi
  3. @deneil: Wong è stata x me una forte delusione (visto anche l’ottimo inizio).
    Domani noi nn ci saremo… a mezzogiorno e un quarto comunque c’è un film che mi pare interessante: “10 Items or Less” di Brad Silberling. Se vai a vederlo facci sapere…

    @delirio: eh eh… dovevi venire Delirio. Ci saremmo divertiti alla grande… (sei ancora in tempo comunque)

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  4. eh lo so…. poi sto ancora anelando irish Mist e bistecche…

    io domani sera vedrò in the valley of elah e venerdi probabilmente the kingdom…magre consolazioni…forse.

    Rispondi
  5. Mmm…. nn so se ti ricordi i miei post veneziani: se “In the valley of Elah” ti piacerà molto, mi sa che dovremo litigare ^^.
    Sett prox metterò anch’io una recensione del film, fammi sapere comunque…
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  6. Aggiungo al post che Sarah Polley è anche la sceneggiatrice (oltre che la regista) del toccante e poetico “Away from Her”. La sua opera prima.
    Si merita davvero tt i complimenti possibili…

    Rispondi
  7. VOGELFREI ha solo un difetto: dura poco! ne vogliamo ancora, ancora!
    sugli altri, come sapete, siamo d’accordo
    Chimy su savages ci vai pesante… non dico nulla ^^ (il migliore al festival? cioè è più toccante di vogelfrei??)
    su MBN dopo le accanite discussioni non ho più altro da aggiungere ^^ (ringrazio para per avermi proposto come titolista)
    solo più una cosa:
    horses, horses, horses…

    Rispondi
  8. Sì hai ragione “Vogelfrei” è molto più toccante anche di “The Savages”… tra l’altro domani t dobbiamo elencare altri momenti del film lettone che ieri nn avevamo detto (es: non so se ti ricordi, nella terza parte il protagonista diceva all’ubriacone che la borsa era sua…e poi gliela passa nel taxi… MA PERCHE’???????)
    Ciao

    Chimy

    p.s. nn voglio ancora credere al tuo sms

    Rispondi
  9. @deneil: Vogelfrei è un film imperdibile. Wong Kar Wai è comunque deludente, ma io non posso negare che a fronte di difetti ben evidenti, ed innegabili, la visione mi sia risultata comunque piacevole.

    @delirio: ti aspettiamo almeno un giorno al TFF, se ci vuoi bene davvero vieni a farti un giro. 🙂

    @honeyboy: di niente, ma prendi seriamente l’idea di fare il titolatore. Quando uscirà in Italia il film di Wong lo intitoleranno “Un bacio romantico”, e non scherzo. Fonte: mymovies.it. Rabbrividiamo.
    W la Lettonia e il suo magnifico cinema. Tra l’altro, il tizio adulta, dopo essere stato derubato, tira dei soldi fuori dal portafoglio per pagare il conto. I misteri della Lettonia.

    Saluti a tutti.
    Para

    Rispondi
  10. prendo nota di tutto ma cassavetes non ve lo vedete??

    Rispondi
  11. Ciao Claudio. Purtroppo l’organizzazione del festival è a dir poco penosa. Oltre a dei primi problemi di ingresso sala (fortunatamente risolti) c’è il problema dell’organizzazione delle proiezioni. In sostanza gli orari non combaciano minimamente, ci sono buchi che non puoi colmare, e per alcune proiezioni devi essere la almeno 45 minuti prima. In sostanza Cassavetes se va bene ne vedremo un film e di Wenders un paio. Anche se a fronte delle boiate che abbiamo visto se avessimo scelto Cassavetes o Wenders più spesso sarebbe di sicuro andata meglio.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  12. Mannaggia!!!!!Io sbavo per THE SAVAGES, AWAY FROM HER (probabilmenete mi darà il colpo di grazia!) e IRINA PALM che attendo da Febbraio qaundo lessi cose meravigliose da Berlino!!!!!!!!!

    Rispondi
  13. Ciao Mr Davis. Su Away From Her ti posso tranquillamente dire di sbavare quanto vuoi, dato che è davvero un bel film. Io The Savagees non l’ho visto causa problemi organizzativi idioti, mentre Irina Palm era in orari per me proibitivi. So di essermi gli altri unici due bei film del TFF.
    Speriamo nei prossimi giorni.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  14. Che abbuffata di film. Tra quelli da voi recensiti mi incuriosisce The Savages, Irina Palm (credo che arrivi nelle sale, possibile?), Away From Her (sopattutto per la storia dell’alzheimer, orribile mostro che purtroppo ho conosciuto bene). Mi dispiace per My Blueberry Nights (ma davvero è così deludente?). Mi incuriosisce Vogelfrei (è talmente brutto che va assolutamente visto?).

    Rispondi
  15. Edooo

     /  28 novembre 2007

    Io credo (o meglio voglio credere) a Para per quanto riguarda “Le mie notti mirtillose” (ah ah grande titolo!). E poi voglio vedere quello lettone, potrebbe diventare un mio cult del trash!

    Rispondi
  16. @cineroom: come faccio? è un delirio! non ho più ferie! sono anche mezzo ammalato.

    per il film di Wong propongo anche “una slinguazzata in rallenty”

    Rispondi
  17. @luciano: Irina Palm si spera che esca, Away from her è consigliatissimo e credo che sia un film intelligente per come racconta una situazione non certo felice in maniera “giusta”. Si spera sempre di non averci a che fare con mostri del genere. My blueberry nights è comunque deludente, ma in ogni caso secondo me è comunque piacevole. E su Vogelfrei no è bello, e va assolutamente visto perchè è bello da quanto è brutto. Imperdibile.

    @edo: credimi, Le mie notti mirtillose (ancora applausi a honeyboy) secondo me è salvabile. CHe deluda è ovvio, ma comunque andate a guardarlo tutti. Quello lettone è già un cult per tutti anche se non lo avete visto, questo sì che è cinema. W la Lettonia.

    @delirio: AH AH AH, delirio adesso te la contendi con honeyboy per il miglior titolo italiano. Comunque sì, il lavoro è lavoro, e la malattia è la malattia. Ma può darsi che il lavoro sia una malattia e la malattia un lavoro. Se riesci noi ti aspettiamo, sabato in fondo è pur sempre sabato, e se lavori anche sabato beh, allora sì, il tuo lavoro è la tua malattia.

    Saluti a tutti.
    Para

    Rispondi
  18. Ok rispondo anch’io a tutti (madò quanti commenti…).

    @claudiocasaz: davvero un peccato infatti…solo che i film di Cassavetes si possono recuperare..molti del festival (anche se di poco conto) no…

    @Mr.Davis: sbava pure su tt e tre… tt notevoli. “Irina Palm” e “Away from Her” a dicembre nelle sale… “The Savages” ho paura che ci vorrà del tempo…

    @cinemasema: sì “My Blueberry Nights”, x me, è davvero così deludente. “Irina Palm” esce il 6 dicembre…nn perdertelo…(così come gli altri due belli del festival)..

    Saluti a tutti e tre (apro un altro commento x gli altri se no impazzisco)

    Chimy

    Rispondi
  19. @edo: (e @tt quelli che l’hanno citato) il film lettone è imperdibile… speriamo nell’uscita in sala..

    @delirio: ti vogliamo sempre più bene. Noi cmq ti aspettiamo

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  20. Beh, innanzitutto ringrazio per queste reviews festivaliere che sono sempre cosa gradita, poi esulto per le belle parole spese per AWAY FROM HER e IRINA PALM che sono due film che aspetto da un pò di tempo, soprattutto il film della Polley che viene rimandato da ottobre!! Peccato per Kar Wai e aggiungo definitivamente alla lista hype THE SAVAGES!

    Rispondi
  21. Sì, fortunatamente “Irina Palm” e “Away from Her” usciranno in sala a breve… X “The Savages” penso che ci sia tempo, ma va assolutamente aggiunto alla lista hype…
    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  22. bel servizio… un festival raffinato e interessante

    Rispondi
  23. Sì sicuramente interessante…
    Grazie, a presto

    Chimy

    Rispondi
  24. I MIEI MIRTILLI NOTTURNI IN SALSA RALLENTY

    Rispondi
  25. Sappi che sei ufficialmente il titolista ufficiale dei cinebloggers ^^.
    Ciao, a domani

    Chimy

    Rispondi
  26. irina palm esce già sett prox, speriamo esca anche altro, bela tarr, sokurov?

    mereghetti parla bene del film di bentivoglio, confermate?

    Rispondi
  27. Sì infatti “Irina Palm” esce subito x fortuna… Su Bela Tarr e Sokurov per ora non ho notizie su una possibile distribuzione.
    “Lascia perdere Johnny” l’abbiamo perso… nn x scelta ma x sovrapposizioni di orari (avremmo perso Wong Kar Wai). I commenti che ho sentito non erano molto lusinghieri (a parte Mereghetti…) cmq se riesco lo recupero..
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  28. Letto con interesse il vostro resoconto. Ho sentito grandi cose su “The savages”, specie sulla recitazione di Philip Seymour Hoffman…voi me lo confermate. Peccato per Wong Kar Wai. Una uriosità? la colonna sonora? mi pare ci sia per lo mezzo pure Ry Cooder o sbaglio?. Degli altri non so nulla, so solo che questo “Vogelfrei” prima o poi dovrà essere visto! ora attendo vostri pareri su Sokurov e Cronenberg. Un saluto, a presto 😉

    Rispondi
  29. In sintesi prima parte di festival decisamente al femminile e film migliori incentrati sull’invecchiare (con tutte le sue conseguenze…)? Molto interessante il vostro resoconto, peccato per Kar Wai (non ne lessi grandi cose già quando lo presentarono a Cannes) e ben vengano le lodi alla Linney, attrice che ho sempre apprezzato. Ora però attendo con smania le recensione cronenberghiana.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  30. Away from Her l’ho visto (non ero a torino in incognito, tranquilli!!!) e mi è piaciuto molto e sono contenta che lo promuoviate!
    Irina Palm mi incuriosisce da quello che dite voi più honey..
    spero di riuscire a vederlo!
    ciao!!

    Rispondi
  31. @pickpocket: P.S. Hoffman è strepitoso, ma anche Laura Linney.
    Sì c’è anche Ry Cooder nella bella (ma già sentita in “In the mood for love”, visto che viene rifatto il tema principale del film….
    Domani sera relazioni sugli altri film (anticipo che uno mi ha esaltato…)

    @Mr.Hamlin: sì stranamente i due film migliori del concorso trattano il tema comune della vecchiaia, ma in maniera molto diversa.. Inoltre fatti proprio da due brave, e giovani, registe…

    @trinity: “Away from Her” è davvero bello e toccante. “Irina Palm” è sicuramente da vedere, da venerdì nelle sale…

    Saluti a tutti

    Chimy

    Rispondi
  32. venerdì faccio i botti con tutti i film che voglio vedere!!

    Rispondi

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