Nella valle di Elah: un altro Oscar per Haggis?

INIZIO: Un patriota americano, Hank Deerfield, vede una bandiera degli Stati Uniti appesa al contrario e la raddrizza.

PLOT: Il figlio di quest’uomo, tornato dall’Iraq da una settimana, è misteriosamente scomparso. Il padre allora va sulle sue tracce, scopre che il figlio è morto ed il suo cadavere è stato fatto brutalmente a pezzi. Grazie all’aiuto dell’ispettore Emily Sanders inizia ad indagare su come sia avvenuta la morte del figlio. Quello che scopre fa vacillare le sue convinzioni ed il suo patriottismo.

FINE: L’ex-patriota tira giù la bandiera, che aveva raddrizzato all’inizio, e la rimette sù capovolta.

 

Questo potrebbe essere (più o meno) il bel soggetto del nuovo film di Paul Haggis, intitolato “Nella valle di Elah”.

L’idea di base è davvero molto interessante e dovrebbe dare forma ad un ottimo lavoro.

Purtroppo non è così….

Per fare un buon film ci vuole, oltre all’idea, una sceneggiatura che mantenga le premesse del soggetto e, soprattutto, un regista che sappia fare bene il suo lavoro: quello che Paul Haggis (ancora) non è.

Dopo il notevole inizio, in cui si gettano le basi della trama, il film inizia già ad essere stanco di sè stesso dopo un quarto d’ora.

La parte centrale (lunga circa 80 minuti) è noiosissima e ridondante: diverse sequenze sembrano venir prolungate inutilmente soltanto per portare il film alla durata di due ore.

Ciò che, però, colpisce negativamente (più della noia) in questa lunga parte, è il patetismo (nel significato più negativo del termine) di alcune scene del film.

Hank racconta al figlio di Emily quello che è avvenuto “nella valle di Elah” nei tempi antichi: la sfida tra il piccolo Davide (naturalmente il bambino si chiama David) e il gigante Goliah, conclusa con la vittoria del primo. Oltre ad essere una metafora di una facilità quasi squallida (all’interno dell’economia del film), vediamo che all’inizio il piccolo David non è interessato, poi magicamente Emily racconta che si è “identificato” con il personaggio biblico, che ha voluto comprare una fionda e che ogni sera (come vediamo anche in un momento orrendo nel finale) vuole farsi raccontare quella storia.

Prima di parlare degli ultimi cinque minuti del film, devo sottolineare ancora una sequenza che si distingue per mancanza di stile: Hank che insegue in macchina un messicano che si crede essere stato coinvolto nella morte di suo figlio. E’ difficile girare un inseguimento peggio di come fa Paul Haggis: ogni singola inquadratura (e gesto) sà di falso e (malamente) costruito.

Arrivo finalmente al finale: Haggis, per la sua regia, ha la capacità di distruggere i suoi film grazie alle pessime (retoriche, buoniste, commerciali) conclusioni che propone.

“Crash” è un buon film per un’ora e mezza, gli ultimi trenta minuti (dove quelli che prima si odiavano si vogliono tutti bene e dove la sua critica sociale precedente crolla completamente) lo fanno diventare mediocre.  “Nella valle di Elah” è un film discreto (per le intenzioni, non per la messa in scena), ma il modo in cui Haggis gira il finale (ultimi cinque minuti) lo fa diventare (per lunghi tratti) davvero irritante.

Tutto (nel finale) è fatto per far arrivare allo spettatore una lacrima facile con espedienti stilistici falsi e retorici.

Hank va a chiedere scusa al messicano che inseguiva, Emily racconta la storia di Davide a David, il figlio di Hank (quand’era in Iraq) ha mandato una foto a suo padre, Hank issa la bandiera al contrario.

A dirlo così sembra tutto a posto, ciò che è invece intollerabile è il modo in cui Haggis mostra queste azioni: un’enfasi innaturale sui gesti, sugli sguardi, sui sentimenti; musiche (per un pubblico abituato a filmetti della domenica) toccanti, tra cui un’insopportabile e commercialissima canzone finale (mi ricorda qualche film che ha vinto l’Oscar un paio di anni fa…mah chissà qual’era…) mentre Hank fa l’unico gesto per cui il film è stato scritto.

Tommy Lee Jones (nella parte di Hank), con un’interpretazione profonda e struggente, è bravissimo (uno dei meriti del film, oltre all’idea di base), Charlize Theron (Emily) invece non lo è per niente: poco ispirata e poco credibile.

Talmente retorico, furbo, facile e "piacione" che potrebbe far vincere ad Haggis un altro Oscar per il miglior film.

Chimy

Voto Chimy: 2 / 4

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34 commenti

  1. Eri proprio ad aspettarla… neanche il tempo di mettere i tags ^^

    Mi spiace Dome, stavolta ci dividiamo purtroppo (già lo sapevamo)…

    Chimy

    Rispondi
  2. anonimo

     /  4 dicembre 2007

    Oh be io non commento neppure..hai detto tutto..dall’irritante inseguimento alle scenette melense con il figlio al finale con musichetta e le scuse di tommy al messicano e chi più ne ha più ne metta.come ho detto da honeyboy sarà un buon film tra una ventina d’anni circa (tempo di passare sopra il nome di haggis e di guardarlo non per il suo nome o per le sue sceneggiature ma per quel che è, un mediocre regista, almeno fino ad ora) da mettere nei pomeriggi di canale 5.complimenti per la recensione che tocca tutti gli aspetti fondamentali anche se io addirittura non premio neppure tommy..ma io a volte son davvero troppo cattivo.
    deneil

    Rispondi
  3. Se queste son le premesse mi sa che l’Oscar non glielo toglie nessuno ^__*

    Weltall

    Rispondi
  4. @deneil: eh eh, il riferimento ai filmetti della domenica, che ho collegato alle musiche “toccanti” del film, l’ho preso dalla tua rece con la quale (come sai) sono d’accordissimo…
    L’inseguimento è qualcosa d’incredibile (a livello negativo naturalmente ^^), per non parlare del finale..

    @weltall: ah ah, ho paura davvero che ne prenda un altro 🙂

    Saluti a entrambi

    Chimy

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  5. Quanti pareri discordanti…spero di riuscire a vederlo per farmi un’idea…

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  6. pareri molto discordanti… ci ho appena scritto…e secondo me è un film prezioso!
    e l’oscar non le prenderà perchè gli americani non se lo filano….

    Rispondi
  7. non ho ancora visto il film, ma vedo che ne parlate tutti male.non ho difficoltà a capire perchè, avendo visto Crash.
    Mario

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  8. La maggioranza dei pareri è negativa, ma cisono alcuni pareri positivi. All’inizio non volevo andarci, ma adesso ho mille dubbi e non so cosa fare. Bisogna comunque che in qualche modo lo veda per capire con chi sarò più o meno d’accordo.

    Rispondi
  9. @cinedelia: fammi sapere… sono curioso…

    @claudio: allora siamo esattamente discordanti, come la maggior parte dei pareri ^^. Ora vengo a leggere la tua rece…

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  10. @mario: benvenuto sul nostro blog… parole sante le tue, parole sante….

    @cinemasema: per me non ti perdi niente, ma se lo vedi facci sapere

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  11. anonimo

     /  5 dicembre 2007

    sei riuscito a dargli 2 alla fine….ehehehhe
    povero tommy

    Rispondi
  12. Visto pure io. A breve una recensione.Per ora dico solo che il finale è stato talemnte imbarazzante ed irritante che lo ringrazio perchè mi fa dire:MAI PIù un suo film.Cioè, ma siete stati in sala dopo i primi titoli di coda?Non ho parole.
    Oltretutto almeno un salto di campo nel film è presente.

    Rispondi
  13. pare un pò banalotto, così come lo descrivi…

    Rispondi
  14. @anonimo: ebbene sì… l’ho rivisto dall’inizio alla fine (giuro) e il 2 è assolutamente giusto… mi ha irritato più della prima visione.
    (firmati sempre x sicurezza, anche se so chi sei ^^) ci sentiamo domani…

    @simone: super-banalotto….

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  15. @MrDavis: ti voglio bene ^^… sto cercando di convincere anche Para a vederlo (così si rende conto di cosa stiamo parlando).
    Con la bava alla bocca attendo la tua recensione… mi raccomando (so che non mi deluderai): LA VOGLIO CATTIVA!!!!

    Chimy

    Rispondi
  16. Oltretutto una cosa: il personaggio della Theron è volutamente dimessa, e va bene. Capello unto, abiti non curati, trucco assente (e poi ipertruccata dopo il cazzotto) ma con lo smalto lucido sulle unghie!Ah beh..w la coerenza!

    Per non parlare di quei dettagli inquadrati solo per impietosire: i piedi gonfi di Lee Jones, il tovagliolo che si sporca di sangue..irritanti, molto.

    Rispondi
  17. Non farmici pensare… mi torna il nervoso.
    Qualsiasi errore comunque viene oscurato dall’orrendo finale (non x l’idea in sè, ma x la messa in scena…)….
    Come in “Crash” d’altronde…
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  18. Edooo

     /  6 dicembre 2007

    Eh io sono proprio curioso visto i pareri discordanti. Questa settimana non sono riuscito a vederlo,la prossima escono Paranoid park,le età barbariche e Irina Palm. è un gran casino,spero di riuscire a vederlo almeno posso entrare in uno dei due schieramenti!

    Rispondi
  19. ma alla fine lo salvi! . Ne parli come un’opera odiosa e irritante e gli dai 2/4, comunque una sufficienza stiracchiata..

    io ripensandoci lo trovo un film ben fatto, ben scritto (forse troppo… e questo è criticabile) e soprattutto importante! il film non è solo forma e un giudizio deve tener conto anche del tema e del modo in cui lo sviluppa e haggis in questo film riesce a cogliere in modo perfetto l’essenza di essere americano fino al midollo (il personaggio di tl jones) e riesce a mostrare la sua trasformazione, il suo cambio di orizzonte…
    E lo fa bene anche dal punto di vista cinematografico…

    Rispondi
  20. Ciao Claudio. Io (Para) non ho visto il film, ma posso almeno dirti che 2 su 4 non è PER NIENTE una sufficienza. Nella “legenda” in alto a destra si dice che 2 su 4 siginifica BRUTTO. La sufficienza è 2,5.
    Solo questa piccola ma doverosa precisazione.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  21. Splinder sei brutto come “Nella Valle di Elah”.

    Rispondi
  22. @edo: aspettiamo il tuo ingresso negli schieramenti.. spero sia quello dei “cattivi” ^^
    “Irina Palm” da non perdere….

    @claudio casaz: sul giudizio 2/4 (solo x la cronaca sono più vicino all’1,5 che al 2,5) t ha già spiegato Para. Cmq da 1 a 10 gli darei 5 (x noi l’importante non è un numero ma un giudizio, aggettivo, da dare al film…x questo la legenda).
    Ti spiego perchè dò quel voto (e non meno) vista la recensione: perchè ci sono dei pregi… 1) la recitazione ottima di T.L.Jones, di cui personalmente devo tenere conto; 2) l’idea di base del film, come ho sottolineato, è molto buona. Inoltre secondo me c’è un inizio davvero bello…
    Il problema del film che mi porta a definirlo irritante è il modo in cui “Nella valle di Elah” è stato fatto.
    Tutte le colpe sono di Haggis regista che cerca di commuovere e “fregare” il pubblico con procedimenti stilistici da film della domenica (come hanno ben sottolineato anche Mr.Davis e Deneil nelle loro recensioni): una critica sociale facile, musiche alla ricerca della lacrima e altre cose che ho scritto….
    Oltre a queste modalità (chiamiamole) retoriche, la regia di Haggis ha anche altri difetti: sequenze girate davvero male e una parte centrale davvero lenta e noiosa…
    Secondo me è proprio la mancanza di un buon lato “cinematografico” il problema maggiore di “Nella valle di Elah”.

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  23. Edooo

     /  6 dicembre 2007

    grandissimo l’ultimo commento. ah ah ah

    Rispondi
  24. AH AH AH… i CATTIVI ti aspettano a braccia aperte nel gruppo ^^
    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  25. A me non aveva convinto neanche Crash. Anche quello mi era sembrato troppo furbetto per i miei gusti.
    Haggis, scrissi tempo fa in un commento non mi ricordo più a chi, è uno che si crede un po’ Altman, un po’ Paul Thomas Anderson e un po’ Inarritu con il risultato finale di realizzare film retorici e smielosi da far venire il nervoso.
    Un saluto!

    Rispondi
  26. Concordo con ogni tua parola… hai citato 3 grandi registi ai quali Haggis non si può neanche avvicinare per il momento.
    Anche a me “Crash” non aveva convinto. Era molto furbetto (soprattutto nell’orribile ultima parte).
    Pensa che “Nella valle di Elah” è peggio….

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  27. Purtroppo stavolta non sono per niente d’accordo. A me il film, a differenza di Crash-Contatto fisico, è piaciuto e neppure poco.

    Non mi ha assolutamente dato l’impressione di essere un film “furbo” scritto e girato per strappare lacrime. Mi è parso sincero.

    Anch’io credo che di Oscar non ne arriveranno, poiché il film negli Usa è stato maltrattato (come tutti i film critici nei confronti della guerra in Iraq).

    Infine una precisazione tanto piccola quanto, ai miei occhi almeno, rilevante: la bandiera che viene issata rovesciata nel finale non è la stessa dell’inizio.
    E’ quella che Mike ha spedito dall’Iraq e l’evidente simbolismo di quella bandiera rovesciata mi è parso molto potente.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  28. Per me il problema non è tanto il simbolismo o la critica sociale (a livello di idee e di scrittura); ma è il modo in cui Haggis mostra queste scene: la musica che usa è “furba”, l’enfasi delle azioni… gli ultimi 5 minuti a mio parere vogliono cercare di commuovere “furbescamente”.
    Sulla bandiera del finale, hai ragione, m’ero dimenticato che non era la stessa dall’inizio, cmq il mio giudizio di quella scena non cambia perchè il modo in cui Haggis l’ha girata rimane lo stesso.
    X me invece qualche candidatura agli Oscar arriverà, grazie alla retorica che mette in scena. Vedremo tra qualche mese…

    Ciao (poi verrò a leggere la tua rece)

    Chimy

    Rispondi
  29. Temo che non troveremo mai un punto d’accordo su questo film, ci ha trasmesso emozioni troppo divergenti. A te è parso “furbo”, a me sincero.
    Comunque vedremo come andrà con le candidature (e le successive statuette).
    Io fossi in Haggis non ci farei troppo affidamento… troppo apertamente critico per venir apprezzato e premiato dall’Academy

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  30. Sì, mi sa che non troveremo mai un punto di accordo allora ^^
    Naturalmente il mio riferimento agli Oscar era polemico verso l’Academy… Staremo a vedere.

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  31. Si, l’avevo intuito. E condivido la disapprovazione per alcune scelte dell’Academy.
    Ma, come dicevi tu, staremo a vedere. In fondo in passato premiarono Moore che certo non è filo-Bush, ma temo che quella sia stata l’eccezione che conferma la regola.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  32. Questa settimana mi sono dato ai recuperi (cosa che farò anche nelle prossime settimane probabilmente) ma se Sweeney Todd mi son pentito di non averlo visto prima, lo stesso non posso affermare per il film di Haggin…quasi mi pento di averlo visto!!!
    Con Crash ero rimasto scottato ma visti gli ottimi risultati ottenuti con Eastwood, avevo deciso di dargli una seconda possibilità…a questo punto non so se gliene darò una terza!
    Naturalmente concordo con quanto scrivi nella rece ^__*

    Rispondi
  33. Mi sono pentito anch’io di averlo visto.
    Non penso che si meriti una terza possibilità… vedremo ^^

    Attendo le tue parole anche su questo e anche i commenti ai prossimi recuperi ^^

    Un caro saluto

    Chimy

    Rispondi

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