La promessa dell'assassino: la carne del corpo diviene carne del mondo: una lezione di cinema del profeta della settima arte…

Merleau-Ponty (Rochefort-sur-mer, 1908 – Parigi, 1961) è stato uno dei più importanti filosofi e pensatori che si sono occupati dei sensi e del corpo umano nella sua totalità.

Merleau-Ponty chiama il sensibile “carne”. Secondo lui vi è una familiarità tra senziente e sentito (vedente e visto, toccante e toccato) che implica una co-naturalità tra i due individui: questo è dimostrato dal fatto che i due sono della stessa razza e della stessa carne.

Partendo da tali presupposti, Merleau-Ponty, cerca di dimostrare come il corpo del singolo individuo sia fatto della stessa carne del mondo (della collettività).

Durante le sue riflessioni scrive anche che fra le due (“carni”) c’è una differenza: «la carne del mondo è distinta dalla mia carne»: quindi la conclusione del suo discorso sul sensibile è che il corpo e il mondo sono fatti della stessa carne ma sono allo stesso modo distinti.

Questo preambolo mi è necessario per spiegare meglio la mia personale interpretazione dell’ultimo film di Cronenberg: “La promessa dell’assassino”.

A mio parere la riflessione (conclusiva) sulla carne del profeta canadese in questa splendida opera, si avvicina molto ai concetti espressi da Merleau-Ponty nei suoi testi.

Tralasciando per il momento i contenuti, la forma del film è davvero perfetta.

Girato magnificamente “La promessa dell’assassino” è un’opera in cui si entra dalla prima inquadratura all’ultima. Senza cali, con un ritmo narrativo da far impallidire qualunque altro regista contemporaneo: ogni taglio di montaggio, ogni inquadratura, ogni sequenza sono perfetti così come Cronenberg (e i suoi collaboratori) li ha fatti.

I 100 minuti del film se ne vanno alla velocità di un battito di ciglia, alternando sequenze di quiete apparente ad altre di estrema violenza.

Sono proprio i momenti statici quelli più angosciosi e  inquietanti, quelle dinamiche sono, paradossalmente, le scene più liberatorie e catartiche.

La citatissima “sequenza della sauna” (che fa parte del secondo gruppo) è bellissima, ma non riesce ad elevarsi (molto) sopra le altre del film perchè tutte sono davvero magnifiche.

Quasi non si nota, come un diamante che poco risalta in un mare di zaffiri.

Una lezione di cinema, quella di Cronenberg, di cui fanno parte anche l’ottima sceneggiatura di Steven Knight, la splendida colonna sonora di Howard Shore e le perfette interpretazioni dei quattro protagonisti.

Armin Mueller-Stahl non è mai stato così inquietante, Vincent Cassell e Naomi Watts sono davvero bravissimi. Una menzione speciale va però ad un sorprendente (anche se aveva già dimostrato in passato ottime doti) Viggo Mortensen che, nel ruolo più bello della sua carriera, ci regala una delle migliori interpretazioni degli ultimi anni per tono della voce (speriamo bene per il doppiaggio) e gestualità.

Un film crudo e glaciale in cui (arrivando ai contenuti) Cronenberg sviluppa temi del suo passato sia recente (“A History of Violence”) che remoto (gli anni ’90 del regista canadese).

Come nella sua opera precedente, la famiglia e l’identità sono al centro della vicenda.

Nikolai (Viggo Mortensen) è l’autista e servitore di una delle più importanti famiglie della mafia russa di Londra, il cui capo è Semyon (A.Mueller-Stahl).

Nikolai si dimostra però più umano della famiglia per cui lavora e, in particolare, di Kirill (Vincent Cassell), il figlio di Semyon, che deve difendere costantemente.

Sembra a tratti insicuro della vita che ha scelto, di quello che fa e di “chi è in realtà” (come vediamo nell’ultima straordinaria inquadratura).

Fondamentale è, però, anche la riflessione del regista sul sangue e sulla carne.

Il film si apre con un omicidio (il sangue della morte) e prosegue con una nascita (il sangue della vita).

La madre del bambino appena nato (una giovane adolescente russa) muore durante il parto e Anna (Naomi Watts), l’ostetrica dell’ospedale, intende rintracciare la famiglia del giovane orfano rimanendo così invischiata in oscure vicende mafiose.

Certamente uno dei temi fondamentali del film è l’appartenenza: sia ad una famiglia, che ad un gruppo, che ad un clan. La carne diventa l’elemento principe di questo concetto: il sangue del proprio sangue crea un legame diretto, ma lo stesso fa anche il corpo tramite i tatuaggi (nel corso del film viene detto «la storia della tua vita è scritta sul tuo corpo con i tatuaggi, se non hai tatuaggi non esisti»).

La conclusione della riflessione di Cronenberg sembra però portarci nella direzione che, seppur sia fondamentale l’appartenenza e l’identità, conti soprattutto l’essere fatti della stessa materia per poter creare dei legami.

Quando vediamo (forse il momento più alto del film) l’abbraccio fra i tre “corpi” nel finale, vediamo tre individui privi di qualsiasi vincolo di sangue che dimostrano affetto l’uno per l’altro soltanto per il fatto di essere fatti della stessa carne.

La carne del corpo (i tre individui presi singolarmente) fa parte della carne del mondo (tutti sono fatti della stessa materia), anche se da essa rimane distinta (la diversità dei tre individui: un’estetrica londinese, un “uomo” russo privo di una vera identità ed un bambino appena nato, simboleggiante il prosieguo della carne).

Maurice Merleau-Ponty aveva espresso tale concetto in parole nei suoi testi; David Cronenberg (nuovo filosofo e profeta del corpo) ce lo mostra in immagini nel suo ultimo straordinario film.

Chimy

Voto Chimy: 3,5 / 4

COMMENTO DEL PARA

Se il profeta della carne nasconde le sue riflessioni dietro una facciata di apparente “normalità” è necessario che vengano decifrate e interpretate.

Un profeta, se vuole lanciare un messaggio, è meglio che lo faccia mostrando una videocassetta che entra nella carne, degli strumenti ginecologici per donne mutanti, rapporti sessuali con lamiere accartocciate, console portatili con spinotto dorsale, e non lasciandolo mercé di alcuni pochi abili interpreti. 

Credo essenzialmente che le cose siano due: o Cronenberg ha voluto realmente fare una riflessione sulla carne (che Chimy ha saputo notare e spiegare, e che è obiettivamente inattaccabile), nascondendola dietro ad una lodevolissima messa in scena di un film di stampo mafioso (anche se mafia russa, una gradita novità al cinema), oppure questo è semplicemente, e solamente, un bel film di stampo mafioso.

Per la mia personalissima visione “La promessa dell’assassino” (e non c’è nessun assassino che promette un bel cavolo di niente) è soprattutto un bel film di stampo mafioso. Una riflessione sulla carne c’è, ed è evidente, e si muove sulla pelle dei personaggi. Il tatuaggio rende la carne silenziosamente espressiva.  La frase: <<se non hai tatuaggi non esisti>>,nasconde due riflessioni. Il tatuaggio, nella mafia russa, nella camorra, nell’andrangheta e soprattutto nella yakuza (mafia giapponese) ha notevole importanza, in quanto determinati disegni, in determinate posizioni, indicano un tuo passaggio in un certo ruolo, o in un certo luogo (la prigione), e accumulandosi raccontato tutte le tappe della tua vita. Ad un livello più profondo il tatuaggio rappresenta una volontaria, o comunque consenziente, prova di sopportazione del dolore che da consapevolezza di essere fatti di fragile carne. Provando dolore si ha la consapevolezza di esistere e di essere carne. La riflessione che, secondo me, Cronenberg fa sulla carne è dunque molto più “concreta”, e la scena della sauna è emblematica: tra le lame dei due aggressori e la carne di Nikolai non c’è niente, solo aria. Il metallo affilato che taglia come burro la carne è un altro strumento con cui dimostrarne la fragilità. Curioso è anche notare come gli omicidi del film vengano compiuti solo con delle lame. Restando alla scena della sauna, con molta pignoleria, due momenti risultano poco convincenti dal punto di vista di razionale svolgimento di un combattimento con coltelli.

In totale, per evitare di ripetere cose già dette dal buon Chimy, questo film rimane un bel film mafioso, con dinamiche tipiche di molte pellicole già viste. In ogni caso Cronenberg è uno dei più grandi registi viventi, e il film è confezionato in maniera perfetta, sia per regia che per narrazione.

Concludendo dico che il parallelismo con l’estetica di Merlau Ponty è calzante, ma che non sono riuscito a percepirlo. Quindi, può darsi, che ad una seconda visione del film il mio giudizio possa cambiare. Nulla però potrà togliere la “delusione” di fronte all’aspettative che avevo di vedere un film straordinario, ma che è solo “bello”.

Para

Voto Para: 3/4

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72 commenti

  1. Bellissima recensione, complimenti!!!
    Devo andare a vederlo la settimana prossima…non resisto più ^___^

    Weltall

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  2. Grazie mille Weltall,
    attendo il tuo parere allora.
    Spero che piaccia molto anche a te…

    Ciao, a presto

    Chimy

    Rispondi
  3. piccola rassicurazione sul doppiaggio: è quasi all’altezza, dico quasi perchè la voce narrante della ragazzina russa lascia un po’ a desiderare….
    per il resto mi trovi assolutamente d’accordo, assolutamente (e tra l’altro gran bella recensione!)
    MAMMA MIA
    AAAAAAAAAAHHHHHHHHHH

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  4. (potreste non sentire più mie notizie, vado a chiudermi in uno scantinato a scrivere un post 🙂 )
    @para: ho comprato un paio di miike (gozu e visitor q), so che non ti piace molto quel regista 🙂

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  5. Ah, la seconda visione allora t ha portato a considerarlo un gran film..^^
    ottimo, ottimo… sono molto contento.
    Meno male per il doppiaggio..ero preoccupato.
    Attendo la tua rece allora…
    Grazie x i complimenti

    Ciao, buona serata

    Chimy

    Rispondi
  6. @dome: p.s. sinceramente, si è capito un pò di più il discorso sulla carne che volevo fare? ^^

    Chimy

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  7. sì sì, solo mi piacerebbe conoscere un pochetto merlau-ponty (la lieson mi incuriosisce)
    il discorso carne del corpo/carne del mondo funziona eccome
    e nel finale questa carne “totale” avvolge una bimba che è un po’ la figlia della carne, “Christine” come “Cristo” de-divinizzato (nuova profeta della carne del mondo e non figlia del signore) nato-per-forza (“perchè mi obbligano a concepire della vita”? dice la quattordicenne russa nel suo diario…)
    mi fermo, he he

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  8. Domaniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

    Rispondi
  9. @dome: bravo, guarda prima Visitor Q e poi Gozu. Inoltre dopo che hai visto Visitor Q, quando vuoi, guardati Teorema di Pasolini. Non fare domande, ascoltami. 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  10. @honey & Para: scusate se mi intrometto in questo OT, ma qui si parla di un altro tra i miei registi preferiti!!!
    Visitor Q e Gozu sono due tasselli fondamentali della filmografia di Miike da vedere ASSOLUTAMENTE!
    Poi ci sono anche Bird People in China, Young Thugs: Nostalgia, Happiness of the Katakuris…e la lista potrebbe continuare ancora per molto ^___*

    Weltall

    Rispondi
  11. Edooo

     /  14 dicembre 2007

    Non ho letto,non voglio rovinarmi niente! La settimana prossima lo vado a vedere sicuro! (sì lo avevo detto anche di Irina Palm ma alla fine ho optato per il bellissimo Paranoid Park e il brutto L’età barbarica)

    Rispondi
  12. Ragazzi che film monumentale, sono ancora sconvolto!! Viggo Mortensen è da oscar, ottimo Cassell!

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  13. si ma vaffan…biiiiiiiiiip!!qui non è arrivato in sala|!non c’è!c’è hitman per la seconda settimana e non c’è cronenberg..ma porc…che nervoso!comunque bellissime recensioni..appena lo vedo vi saprò dire se bello o straordinario!

    Rispondi
  14. @honeyboy: meno male che un pò si è capito… attendo la rece…

    @Mr.Davis: esigo immediatamente un commento dopo che l’hai visto ^^

    Saluti

    Chimy

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  15. @edo: devi vederlo per forza…

    @iggy: aggettivo perfetto: film monumentale… attori strepitosi

    @deneil: che sfortuna… speriamo che arrivi, così ci dici da che “parte” stai…^^

    Saluti a tutti

    Chimy

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  16. ho dato vita ad un post, diciamo
    al para: ti vogliamo tra le nostre fila, raggiungici, rivedilo, fai qualcosa! 🙂

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  17. Corro a leggere…^^

    Chimy

    p.s. confermo anch’io l’invito a Para ^^

    Rispondi
  18. P.s.: OT: ai Miikiani, “Visitor Q” e “Gozu” sono i miei preferiti del regista….
    Bravo Dome (anche da parte mia) x l’acquisto…
    Weltall concordo: oltre a questi due “Bird People in China” è assolutamente da vedere.

    Chimy

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  19. OT@weltall: Miike è uno dei miei registi preferiti, e per me tutti i suoi film sono importanti. Ma dovendo scegliere, alla lista, oltre che quelli da te indicati, non escluderei per nessun motivo al mondo Izo, i Dead Or Alive e Big Bang Love. I tasselli fondamentali della sua filmografia saranno una quindicina, ma tutti gli altri (anzi, quasi tutti, in fondo su 75 me ne mancano ancora alcuni ^^) rivestono una grande importanza per rendersi conto di quanto Miike sia un genio.
    Saluti.
    Para

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  20. Anche Ichi the Killer, direi. 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  21. ho appena finito di vedere visitor q
    il post di miike è il manicomio, è totalmente fuori di testa
    trovate degne di GENIO
    mi è garbato assai
    domani mi sparo gozu in vena!

    Rispondi
  22. non avrei ammesso giudizi negativi, soprattutto su Visitor Q.
    Gozu potrebbe cambiarti la vita. 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  23. anonimo

     /  15 dicembre 2007

    Maledizione a cose brutte e lunghe da spiegare in cun commento su un blog!!! Non sono ancora riuscito a vederlo, comunque rimedierò al più presto…
    E vi lascio con un consiglio: pena la vostra sanità mentale, state lontani da merleau-ponty e dalla sua fenomenologia!!! Accontentatevi delle perle di un quanto mai filosoficho Chimy…

    Legoals

    Rispondi
  24. Ah ah.. dici che ho esagerato questa volta? ^^
    Mi raccomando guardalo al più presto… anche perchè vogliamo sapere da che “parte” stai.

    Ciao carissimo

    Chimy

    Rispondi
  25. Per gli scienziati passati sotto Pinotti, Merlau Ponty non è un bellissimo ricordo. Fatto sta che, obiettivamente, era il meglio di tutto il programma di quel discutibilissimo e dannatissimo esame di estetica.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  26. Visto!E dato che le bestemmie non sono ammesse dico un semplice AHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!Che film!!!!!

    Rispondi
  27. Ah, allora ha esaltato anche te…
    Mi fa molto piacere.
    Attendo la rece…

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  28. un film manifesto ancora una volta a cui ho preferito ancora però A History of Violence, più millimetricamente spietato. Fra i due sono più d’accordo con Para, nonostante entrambi vi siate profusi in due ottimi scritti.

    Rispondi
  29. Invece io ho preferito questo ad “A History of Violence”: l’ho trovato più profondo a livello di contenuti (proprio per il discorso sulla carne) e “più perfetto” a livello stilistico stile…

    Ciao Delirio, grazie

    Chimy

    Rispondi
  30. vedremo… sono curioso di potermi esprimere in merito.

    Rispondi
  31. Facci sapere quando lo vedi…

    Chimy

    Rispondi
  32. Domani forse vado a vederlo!! E potrò dire se concordo o meno con voi (mi sa però che concorderò). I riferimenti a Merleau-Ponty mi sono piaciuti assai, anche perché il filosofo francese ha scritto anche di cinema sul suo “Senso e non senso”. Un autore che andrebbe approfondito. Entrambi i vostri post sono interessantissimi e molto stimolanti. Grazie ragazzi. Ciao.

    Rispondi
  33. Grazie Luciano, cerca di vederlo perchè a mio parere merita moltissimo… poi sono curioso di sapere se anche tu noti questi possibili (è solo un’interpretazione personale) riferimenti a Merleau-Ponty.

    Ciao, buona giornata

    Chimy

    Rispondi
  34. @delirio: a me invece “History of Violence” manca ancora da vedere, lo so, dovrei essere fustigato per questo. Intanto apprezzo il tuo concordare nel mio giudizio di questo comunque bel film.

    @cinemasema: attendiamo un tuo post sul film.

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  35. anonimo

     /  16 dicembre 2007

    Ciao stasera spero finalmente di andarlo a vedere, purtroppo qui all’Arcadia nn lo fanno ( che sfigati!!! ), nn vedo l’ora!!! sono ammalata ma andrò lo stesso è una vita che aspetto di vedere sto film…nn ho letto la recensione perchè voglio che rimanga tutto una sorpresa!!!! ma sicuramente la leggerò subito dopo :).
    Anche se so già che il risultato è ottimo!!:)
    Ci sentiamo dopo la visione….
    A presto!!!
    besito
    Erica

    p.s.: ma quando vi decidete a guardare “Cul de sac” di Polanski, vi dò tempo ancora una settimana per vederlo perchè sono buona…:), poi mi riterrò offesa , ma proprio nel profondo dell’anima 😦

    Rispondi
  36. Fammi sapere assolutamente dopo che l’hai visto… attendo il tuo parere.

    Ciao J.J.B. ^^

    Andrea

    p.s. io lo sto scaricando (è il compito per questa settimana vederlo) ^^

    Rispondi
  37. complimenti a tutti e due…siete riusciti a farmi venire la bava alla bocca…spero di riuscire a vederlo questa settimana, tempo permettendo…nel mio paese non è uscito e la neve sta creando disagi per raggiungere i cinema fuori città….
    Un saluto…

    Rispondi
  38. Speriamo che sett prox riuscirai a vederlo. Anche perchè so che Cronenberg è uno dei tuoi preferiti…
    Attendo un parere allora.

    Ciao, a presto

    Chimy

    Rispondi
  39. @tutti: oggi seconda visione… il doppiaggio mi ha sorpreso positivamente.
    Complimenti a Pino Insegno e company

    Chimy

    Rispondi
  40. oggi vo a vederlo, perciò non leggo nulla, prima la visione poi la recensione…

    Rispondi
  41. Lo aspettavo…vediamo un po’ cosa riuscira’ a suscitare in me questa volta il maestro!

    Rispondi
  42. @claudiocasaz: attendiamo un tuo commento dopo la visione allora.

    @shepp: spero che ti susciti meraviglia ^^. Secondo me è un film splendido.
    Facci sapere quando l’hai visto.

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  43. Straordinario davvero!!!E continuo a pensare alla strepitosa chiusura io….

    Rispondi
  44. anonimo

     /  17 dicembre 2007

    Andre……..l’ho visto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!:)
    Tutte le mie aspettative sono state esaurite….anzi de più!!!però dopo la visione non capisco perchè molte persone nn siano completamente convinte….e mi dispiace perchè questo per me ….forse azzardo adesso a dirlo (sono troppo entusiasta!!!) è un CAPOLAVORO!!
    Comunque
    “La promesa dell’assassino” è eccezionale dalla prima all’ultima inquadratura……..Viggo è grandissimo senza nulla togliere a Vincent e a Naomi meravigliosi.
    La sequenza della sauna………….mamma mia ,mamma mia….ma nn solo quella …poi il finale …
    Questo film mi ha colpito profondamente è denso di emozioni dalle più terrificanti, ma anche dalle più commoventi come pochi sanno fare!!!
    Concordo con la tua recensione very compliments….ovvio che nn posso postarti tutte le mie impressioni perchè nn finirei più( nn sai quante cose avrei da dire)quando ci vedremo poi si parla senza sosta:)
    ah questo film è l’altra faccia della medaglia di A history of Violence….
    Naturalmente nn mancherà la seconda visione, puoi starne certo:)
    A presto!!!
    Erica ( J.J. B.) 🙂

    Rispondi
  45. @Mr.Davis: continuo a pensarci anch’io… un momento di una bellezza rarissima.

    @erica: contentissimo che ti abbia esaltato (come a me d’altronde ^^). E’ un film splendido, strepitoso…
    Io ho trovato il finale la parte migliore, ma tutto il film è davvero perfetto.
    Come ha detto un amico cineblogger: un film monumentale (secondo me è l’aggettivo più adatto).
    Spero che sia piaciuto molto anche alla Sara. Se hai altre, ulteriori, impressioni dopo la seconda visione fammi sapere. Ne voglio parlare ancora 🙂

    Saluti a entrambi

    A presto

    Andrea

    Rispondi
  46. Come termine di paragone per Cronenberg ho solo A history of violence e questo mi è piaicuto molto di +…

    Rispondi
  47. Anche a me è piaciuto decisamente più questo.. cerca di recuperarne altri di Cronenberg cmq: è uno dei più importanti registi contemporanei.

    Ciao, a presto

    Chimy

    Rispondi
  48. @Chimy: Splendida ed efficacissima anche la tua interpretazione sul dualismo carne del mondo/carne dell’individuo. E concordo in pieno nelle menzioni speciali per: la sceneggiatura, la colonna sonora del fidato Shore e gli attori tutti (non lo nomina nessuno ma anche Mueller-Stahl è straordinario!). Il film dell’anno di Pickpocket…

    @Para: No, dai…solamente un bel film di stampo mafioso proprio no… 😉

    Rispondi
  49. Allora lo dico: sarà il film dell’anno anche di Chimy ^^
    Mueller-Stahl è bravissimo (bisognava citarli tutti per forza ^^).
    Grazie x le belle parole

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  50. Pickpocket ti confesso che comincio a sentirmi fuori luogo (scopro ora che anche Edooo è forse con me). Ti spiego: ogni cosa che tu dici(la tua recensione sul film è bellissima al di la del giudizio personale sul film) , o che dice Chimy, è calzante, il problema è che con un film del genere (intendo con un sottotesto profondo e da carpire con attenzione) tutto dipende dalle percezioni e dalle sensazioni che si provano durante la visione. Io purtroppo non sono riuscito a percepire in maniera forte quello che per voi è palese, e quindi non lo nascondo.
    Anche se ogni cosa che dite è possibile e obiettivamente calzante, io non l’ho vista. E’ così ben nascosta la riflessione che voi fate emergere da poterci stare o meno, non c’è una grossa certezza a farmi dire “avete ragione voi” o “ho ragione io”. Qui è tutto in funzione di ciò che il film trasmette mentre lo vedi. Lo rivedrò di sicuro, ma avrò subito da tutti voi un’influenza massiccia che cercherò di verificare ogni singola cose che dite. Allora saprò se siete tutti pazzi o se sono pazzo io. 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  51. anonimo

     /  20 dicembre 2007

    Ciao !!! a mia sorella Sara il film è piaciuto al 100% forse è ancora più esaltata di me…quindi visto che ci siamo visti ieri puoi immaginare : )…nn vedo l’ora di rivederlo!!!!

    per Para: io capisco il tuo punto di vista e di sicuro sarai molto influenzato da tutto quello che ti è stato detto nella seconda visione del film…. e nn è tanto qustione di essere pazzi è che quando si parla di C. ci sono sempre pareri discordanti….ma questo è un gran film sotto ogni punto di vista e vedrai che i vari sgnificati del film nn sono così nascosti.
    Comunquè è vero questo film fa impazzire! : )

    ” E il signore impose a Caino un segno, perchè non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato” ( Genesi 4,14)

    Il marchio di Caino è il sottotesto del film di Cronenberg ed è anche un titolo di un documentario sulle carceri russe e i tatuaggi.

    a presto ragazzi!!!

    Erica

    Rispondi
  52. @Chimy: Fantastico!!! mi sento meno solo!

    @Para: Chiarissimo ed inattaccabile il tuo ragionamento. Non fa una grinza. E non ti devi sentire per nulla fuori luogo: questo genere di film parla ad ognuno in modo diverso, non c’è niente da fare. Ti dirò di più: se lo rivedi influenzato dai pareri degli altri e cerchi con la lente d’ingrandimento le “tracce” per una interpretazione che non ti appartiene commetti un grosso errore. Cerca di vederlo magari con un surplus di “attenzione”, ma sempre con mente libera e non condizionata. Così potresti scovare ancora altri significati che a noi sono sfuggiti…e capire che siamo TUTTI PAZZI, indistintamente TUTTI 😉

    Rispondi
  53. sto elaborando una recensione… per ora mi limito a dire che il 3/4 è condivisibile… Non so devo ancora pensarci perchè a tratti è sensazionale, a tratti banale (volutemnente? penso di si…), a tratti agghiacciante (la sauna…) e il finale speranzoso (anche se…).

    Rispondi
  54. Visto ieri…posso ritenermi soddisfatto, grande film e grandissimo Mortensen!

    Rispondi
  55. Dunque… Pur trovando molto interessante l’analisi di Chimy, concordo maggiormente con quanto detto da Para. Per me è un ottimo (non solo bello) film “mafioso”, girato ed interpretato magnificamente.

    SEGUE SPOILER, NON LEGGETE SE NON AVETE VISTO IL FILM!!

    Riguardo il titolo italiano, che effettivamente è meno pertinente dell’originale (ma ci poteva anche andare peggio, secondo me), una possibile spiegazione potrebbe venire guardando al diario di Tatiana, nel quale lei parla delle grandi promesse con le quali è stata attirata a Londra. Dove Semyon, violentandola, l’ha in qualche modo uccisa (prima della morte reale)

    Rispondi
  56. @pickpocket: anch’io ^^

    @claudio: per me è tutto sensazionale e il finale è meraviglioso… Come conclusione del discorso che ho cercato di spiegare nella recensione.

    @cinedelia: bene, bene.. attendevo il tuo parere ^^

    @Mr.Hamlin: hai ragione sul titolo però (a parte il significato collegato alla storia) secondo me suona proprio male “La promessa dell’assassino”… sembra una specie di tradizionale film poliziesco.. mi dà quella brutta impressione.

    Saluti a tutti

    Chimy

    Rispondi
  57. @erica: mamma mia, c’erano talmente tanti commenti oggi al post che ho visto dopo il tuo commento..
    Bello il collegamento con il marchio di Caino, molto appropriato.
    Attendo altre tue impressioni dopo la seconda visione.

    Ciao, a presto

    Andrea

    Rispondi
  58. anonimo

     /  20 dicembre 2007

    Mi sa che qua qualcuno deve correre in aiuto del buon Brio, prima che finisca massacrato sotto la mole di pareri distanti dalla sua visione, e in parte lo farò io.
    Effettivamente l’aggancio all’estetica di merleau-ponty non è nè così immediato nè così palese, nonostante sia piuttosto evidente che ancora una volta Cronenberg abbia voluto riflettere sul valore della carne dell’uomo (cosa che aveva già fatto, a mio parere, sia in eXistenZ sia in Crash). Detto ciò però non mi sento di ricollegare le riflessioni dell’autore ad una fenomenologia che mira alla dualità carne dell’uomo/carne del mondo, ma piuttosto credo sia insita nelle immagini e nelle parole una riflessione sulla carne in sè. Ebbene siamo sì tutti fatti di carne, di quella stessa carne che ci accomuna, ma in quanto tutti esseri umani, e non tanto in quanto legati da una carne che è allo stesso tempo univoca e differente per tutti. Ad essere sincero nel film ho trovato centrale a sola ‘”umanità” della carne e della pelle, piuttosto che una diade con una singolarità superiore.
    Detto ciò però devo anche essere in disaccordo col Para sul semplice film di mafia: premettendo che al solo nominare Cronenberg si rizzano le antenne per la ricerca di significati soggiacenti, non sono riuscito a seguire lo sviluppo del film come fosse un “Padrino”, tutta la pellicola è permeata da una sensazione che rimanda a concetti di ordine superiore e a riflessioni che esulano il semplice ambito narrativo.
    Da parte mia ho trovato però una risposta migliore a questi significati nel rimando al marchio di Caino di cui qualche commento sopra che non ad una completa estetica della duplicità della carne in senso fenomenologico.
    La carne dei mafiosi russi si fa simbolo e racconto essa stessa, marchio di vita vissuta e segno ineluttabile di verità, ma in questo non è duplice. E’ la stessa carne di chiunque altro, questo è vero, ma assume un valore superiore per ciò che racconta, e non per la differenza che la distanzia dalla carne altrui, a mio avviso.
    Sul finale non si può che essere tutti d’accordo e festeggiare sorseggiando un buon bicchiere di quel che più vi piace…
    Chiudo sul titolo: eastern promises aveva un senso per il legame con le parole del diario, ma come al solito ci abbiamo messo del nostro per distinguerci e rendere più appetibile e commerciale un film che non lo è affatto.

    Legolas

    Rispondi
  59. Bella Legolas,
    grande riflessione: complimenti….
    Naturalmente è certo che il rimando all’estetica di Merleau-Ponty non è affatto palese, è solo un’interpretazione personale che il film mi ha suggerito.
    Non penso proprio che Cronenberg abbia preso spunto dal filosofo francese per fare il film, solo che curiosamente (sempre come interpretazione personale) le conclusioni dei due discorsi (di Merleau-Ponty con l’idea che il singolo è fatto di un corpo collettivo dal quale però è distinto e di Cronenberg per l’immagine finale dell’abbraccio… non ripeto tt perchè l’ho già scritto) si richiamano particolarmente l’uno con l’altro.
    Come hai detto anche tu cmq con Cronenberg è necessario cercare significati soggiacenti, qualsiasi essi siano (il rimando al marchio di Caino è azzecatissimo…).
    Cmq tralasciando queste analisi da pseudo-filosofi-finti-intelettuali (^^), concordi che sia un gran film?
    Dalle tue intense parole direi di sì…

    A presto e grazie delle belle parole

    Chimy

    Rispondi
  60. A me invece il titolo non dispiace per nulla. E poi, dopo lo scempio fatto intitolando “Se mi lasci ti cancello” il bel “Eternal sunshine of spotless mind”, qualunque titolo meno forviante di quello è tutto grasso che cola… 🙂

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  61. Ah ah ah.. su questo hai proprio ragione: “Se mi lasci ti cancello” non lo batte nessuno… anche se prepariamoci ad altre fesserie-traduzion tipo x il film di Ang Lee e per quello di P.T.Anderson.

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  62. @hamlin: siamo in pochi a pensarla così, ma mi rincura non essere l’unico.
    Riguardo ai titoli:e “Un bacio romantico” per “My blueberry nights” di Wong Kar Wai dove lo mettiamo? Orribile, qui si aspetta sempre che si ravvedano e scelgano la traduzione di honeyboy: “Le mie notti mirtillose”. 🙂

    @erica: questo film sta tirando fuori il meglio da tutti. 🙂

    @pickpocket: ti dirò, non mi farò condizionare, non lo faccio quasi mai, ma sarà dura evitare di verificare in fondo involontariamente ogni vostra riflessione su un dato punto o momento. E’ comunque dura che riesca a cambiare molto idea, probabilmente rinforzerò la mia posizione. 🙂 Staremo a vedere. 🙂

    @claudio: ti capisco. Quando hai “deciso” posta qualcosa.

    @cinedelia: illuminaci appena puoi. 🙂

    @legolas: bravo, a volte ci dai delle grandi soddifazioni nei tuoi commenti. Dato che ti schieri un po’ da tutte e due le parti torna a dirci verso dove pende l’ago. 🙂

    Saluti a tutti.
    Para

    Rispondi
  63. hahaha
    le mie notti mirtillose vs. un bacio romantico 6-0 6-0 al meglio dei tre set!
    (tra l’altro ho deciso che offrirò a wong una seconda oppurtunità, però l’idea di vedere un film con quel titolo un po’ mi turba, hai presente tutte le ragazzine che ci saranno in sala??? oddio!!!)

    Rispondi
  64. Sì, vai pure a rivedertelo insieme alle sbarbatelle. E entra in sala urlando LE MIE NOTTI MIRTILLOSE. Diventeresti l’idolo di tutti. Il mio idolo sicuramente, per gli altri non so.
    Cosa sto dicendo? Bah.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  65. Sì quello è il più ridicolo.. però secondo me la stupidità di rovinare il geniale titolo “Lust, Caution” è davvero terribile…

    Chimy

    Rispondi
  66. anonimo

     /  21 dicembre 2007

    “Lust, Caution” è stato tradotto semplicemente con “Lussuria”, il che dice poco e niente, ma per lo meno non hanno tirato fuori cose del tipo “L’amante di quello che non ci capiva un cazzo” o “La sbarbatella dagli occhi a mandorla alla riscossa”, questo penso sia un gran bel traguardo.
    “Se mi lasci ti cancello” lo proporrei agli oscar come peggior traduzione di tutti i tempi…
    Tornando a Cronenberg, naturalmente concordo sul fatto che sia un gran film e all’inizio volevo un po’ difendere il Para, ma alla fine mi sa che sono andato a schierarmi con gli altri… Almeno un applauso alle intenzioni…

    Legolas

    Rispondi
  67. @legolas: che tua sia maledetto.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  68. Bravo Legolas hai scelto la parte giusta ^^…
    Invece secondo me la traduzione di “Lust, Caution” in “Lussuria” è quasi al livello di “Se mi lasci ti cancello”.
    Il titolo originale di Ang Lee è un titolo geniale perchè il regista preannuncia il problema che ci potrebbe essere con la censura (cinese, che è terribile) mettendo il marchio censorio al film come titolo: “Lussuria, attenzione”. Un avviso che ci saranno scene da tagliare….
    Con “Lussuria” e basta non ci sono gravi sconvolgimenti (è vero), ma si va a perdere la genialità di un’idea originalissima che, purtroppo, gli stupidi e ignoranti distributori italiani non hanno capito.
    Ne riparleremo a breve per l’uscita del film… (4 gennaio)

    Ciao carissimo

    Chimy

    Rispondi
  69. anonimo

     /  22 dicembre 2007

    Buongiorno Andrea!! Veniamo a noi… allora…. si tratta oggettivamente di un film sontuoso,diretto magistralmente e come hai evidenziato nella tua altrettanto sontuosa recensione ,ogni inquadratura ed ogni sequenza sono intarsiate con estrema e raffinata minuzia. Mi trovi concorde anche con la riflessione sullo sviluppo dei temi dell’ identità e della famiglia già presenti in A history of Violence, a mio avviso il capolavoro di Cronenberg. Infatti nonostante sia un film davvero notevole sia a livello tecnico che drammaturgico….

    Rispondi
  70. anonimo

     /  22 dicembre 2007

    continuo… non riesce secondo me ad essere un capolavoro, in quanto a livello empatico, mi ha lasciato piuttosto freddino. Inoltre la riflessione che Cronenberg compie sulla percezione corporea è sicuramente lodevole ma a mio avviso era espressa con maggiore veridicità nella sua precedente opera. Quindi per quanto riguarda il giudizio complessivo, sostengo il parere del tuo altretanto competente collega nel definirlo un ottimo film ma non straordinario come mi attendevo e come lo era A History of Violence.

    Rispondi
  71. anonimo

     /  22 dicembre 2007

    Inoltre ho notato con meraviglia come il personaggio interpretato da Viggo Mortensen non sia altro che un alter ego sia nella gestulità che nelle movenze del personaggio di Ed Harris in A History of Violence. La stessa tecnica di recitazione sembra identica, questa è sicuramente un ‘altra dote che il regista possiede, di modellare nuove personalità prendendo spunto da personaggi già analizzati e affrontati. P.S. comunque stai tranquillo perchè nella mia top ten ci rientra anche se non nei primi posti… A presto

    Rispondi
  72. Ciao Nicolò,
    ti dico subito che anche secondo me non è un capolavoro, ma un grandissimo film (tu sai che sono spesso restio a dare il titolo di capolavoro). Personalmente l’ho preferito ad “A History of Violence” perchè l’ho trovato più “perfetto” tecnicamente e più profondo (anche se è una bella lotta) nei contenuti.
    Sul fatto che il film sia freddino sono d’accordo, ma a mio parere questo non è un limite.
    Questo rimanere distante, a mio parere, riesce paradossalmente a sconvolgere e inquietare ancora di più… nel corso della visione ho trovato più inquietanti le scene più statiche (in teoria quelle appunto “distanti”) rispetto a quelle dinamiche più catartiche e liberatorie.
    E’ un film glaciale, ma nonostante questo (e qui sta la bravura di Cronenberg) è un film “caldo” perchè non ti lascia nei giorni successivi alla visione… rimane dentro.
    Mi fa piacere che cmq ci sia nella tua top 10 ^^
    Negli ultimi giorni dell’anno metterò sul blog la mia, poi voglio assolutamente sapere la tua.
    Un saluto

    Andrea

    Rispondi

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