L'innocenza del peccato: la grande classe di Claude Chabrol

In attesa di postare domani una doppia recensione su "Cloverfield" (chiediamo scusa a chi l’attendeva nel weekend, ma gli impegni universitari non ci hanno lasciato ancora il tempo di farla), scrivo qualche riga veloce per parlare dell’ultimo film di Claude Chabrol.
Chabrol, in pochi sembrano ricordarselo, è stato il primo regista a fare un film "nouvelle vague": "Le Beau Serge" del 1958.
E’ impressionante notare come, a 50 anni di distanza dal suo esordio, Chabrol abbia ancora voglia di investigare all’interno della psiche umana, riuscendo a rinnovarsi pur rimanendo fedele ai suoi temi prediletti. Questa contraddizione (positiva naturalmente) è una delle tante che sembrano caratterizzare la sua ultima opera: "L’innocenza del peccato" (bel titolo eh?… che, al di là della traduzione, mi chiedo ancora cosa voglia dire in sè…).
Il film presentato a Venezia fuori concorso (purtroppo non nelle sezione principale) si snocciola attorno ad un triangolo amoroso: una giovane e bella ragazza (Ludivine Sagnier) s’innamora di uno scrittore di mezza età (Francois Berleand) sposato e perverso. Dato che questi non si decide a lasciare la moglie per lei, la protagonista sposa, per ripicca, un giovane milionario (Benoit Magimel) che le fà una corte spietata da diverso tempo.
L’amore e la morte si incroceranno, così come la gelosia e la vendetta.
Chabrol gira con immensa classe e gli ottimi attori (tutti e tre) gli reggono perfettamente il gioco: in particolare quel gigione di Magimel, che ci regala un’interpretazione eccellente.
A Venezia non poteva essere in concorso, perchè uscito in Francia qualche mese prima della Mostra… peccato perchè avrebbe meritato qualche premio.
E’ molto interessante notare come questa sia un’opera difficile da definire, poichè si collega ad un insieme raro di contraddizioni (seppur tutte affascinanti).
E’ un film voyeuristico ma il sesso è fuori campo (come mi pare abbia già scritto qualcuno).
E’ raffinato ma perverso. Candido e sporco. Torbido e limpido. Ambiguo ed evidente.
Insomma, per raccogliere tutto in un solo aggettivo: chabroliano.

Chimy

Voto Chimy: 3 / 4

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20 commenti

  1. Uff! Da me non è uscito nemmeno questo. Salvo sorprese nelle prossime settimane, questo è già il terzo film che perdo grazie alla distribuzione dopo “Lars” e i “Savages”!

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  2. Gran film., uno dei migliori Chabrol, fra quelli recenti.

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  3. Non ho mai visto nulla di Chabrol (mi cospargo il capo di cenere), quindi non so se andare a vedere subito quest’ultima pellicola o recuperare prima altri film.
    Qualche consiglio? ^^

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  4. @iggy: la distribuzione non lascia davvero tregua (io sono fortunato vivendo a Milano dove i film arrivano tutti): proprio questo è uno dei motivi che ci ha fatto iniziare la nuova battaglia..

    @conte: ottimo Chabrol davvero. Probabilmente, fra i recenti, il migliore in assoluto….

    @t3nshi: per me lo puoi vedere senza problemi. Anche se io darei la precedenza ad un altro film di cui parleremo nei prossimi giorni ^^

    Saluti a tutti

    Chimy

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  5. Idem per me: volevo vedere Lars e Savage, ma nada. Vorrei vedere anche questo al cinema, ma ciò non avverrà mai.

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  6. E’ scandaloso… non è possibile che non si possa vedere al cinema un film di un grande come Chabrol.
    Siamo a livelli mai raggiunti e siamo davvero stufi….

    Chimy

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  7. sul film sono d’accordo con te, come sai
    ed anche sul fatto che non se ne può più… passi savages (e non passa ^^), ma che uno chabrol non venga distribuito in maniera almeno almeno accettabile è scandaloso

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  8. questo è tra i film che aspettavo di più, peccato che da me probabilmente non arriverà mai. una recensione che ancora una volta mi conferma che chabrol è ancora chabrol, e questo è già tutto. complimenti per il blog! ciao ciao monia

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  9. @honeyboy: non se ne può davvero più… è una vergogna tipicamente italiana.

    @monia: un Chabrol davvero in ottima forma. Unico problema è la solita distribuzione… grazie per i complimenti.

    Ciao, a presto

    Chimy

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  10. è impressionante! come fa a non uscire un film di chabrol??? cazzo sono 50 anni che fa cinema e sti idioti irresponsabili non lo distribuiscono! ma vaffanculo!

    a volte mi sento in paradiso a essere di milano (solo quando sento queste cose però…) perchè se poi confrontiamo milano con berlino, parigi, londra mi viene da piangere…

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  11. Qui a Roma il film è distribuito abbastanza bene, ma immagino che non sia lo stesso in provincia e nelle piccole città.

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  12. già, la doppiezza tipica dei film di chabrol. lo vedrò a breve (spero), mi aspetto sempre molto dal vecchio claude.
    mario

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  13. lo aspetto in homevideo. troppi film sono usciti

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  14. @claudio: non so davvero cosa dire… è assurdo.

    @lilith: pochissime province o piccole città se lo possono permettere purtroppo…

    @mario: credo che non ti deluderà, fammi sapere quando lo vedrai.

    @delirio: periodo davvero pienissimo di film da vedere… questa è una buona notizia ^^

    Saluti a tutti

    Chimy

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  15. Meravigliosa estetica a servizio di un a’ltrettanto meravigliosa riflessione.A breve la recensione.

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  16. Vengo a leggere

    Chimy

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  17. Chabroliano, esatto. L’aggettivo rende meglio di qualsiasi altro. Né commedia né dramma, né thriller del tutto. Credo sia giusto usare quell’aggettivo perché sottolinea benissimo la statura di un autore uguale solo a se stesso.

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  18. Non si può davvero definirlo in altro modo… grande Chabrol! ^^

    Ciao

    Chimy

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  19. Bel film davvero…apparentemente leggero e garbato, ma solo quanto una bomba sul punto di eplodere.

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  20. Concordo pienamente…

    Un saluto

    Chimy

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