"Non è un paese per vecchi": non è un paese per nessuno. Punto.

I fratelli Coen sono due smile. Ci guardano sorridere mentre assistiamo alla sequenza della moneta tra un GROSSO Bardem e un minuscolo commesso “di paese”. Se avete fatto attenzione, appese alla parete, a destra della finestra dietro il commesso, due spille (o adesivi) smile “guardano in macchina”. Ci ridono addosso, consapevoli che non vorremmo mai, noi poveri spettatori, ritrovarci al posto di quel povero commesso.
Burke parlando di sublime intendeva l’assistere al pericolo e all’orrore con la sicurezza di esserne a distanza. I Coen riescono in questo intento: il rapporto tra lo spettatore e “Non è un paese per vecchi” si risolve nell’imperante desiderio di vedere la violenza di Bardem sapendo si starsene seduti al sicuro sulle proprie poltroncine.
Sorridete, cari fratelli Coen, in questo caso potete permettervelo.
Oltre a questa piccola summa d’intenzione registica, che è quella appunto di sviluppare nello spettatore il piacere perverso di vedere sulla scena l’uomo con l’arma che tutti noi vorremmo possedere, un piacere che deriva dall’angoscia che ci trasmette, e dalla paura di non incontrarlo mai nella realtà ma di goderne la presenza sulla schermo, c’è dell’altro.
Quella sequenza è anche, forse, culla di buona parte del significato del film. E’ la linearità dell’esistenza del vecchio anziano texano contro la fasulla casualità del giovane psicopatico. La moneta è inutile, la casualità nel film non esiste: Anton Chigurh decide, Bardem esegue. E’ addirittura immune al caso, la forza della sua violenza lo rende immortale, invincibile. E’ il male che non verrà mai sconfitto.
Anche lo sceriffo Ed Tom Bell (Tommy Lee Jones) sa che il male non può essere sconfitto, e quando se ne rende conto non cercherà più di catturare Anton Chigurh, ma la priorità sarà salvare Llewelyn Moss (Josh Brolin).
Lo sceriffo è un personaggio chiave del film, in quanto mediatore. Tra lo spettatore e l’inseguimento del gatto e del topo con il formaggio da due milioni di dollari, c’è lui, Tommy Lee Jones. Saltuario, a volte dubbioso, a volte inutile, fa il suo commento, che è apparentemente quello di un personaggio che non conosce gli eventi principali. In realtà i suoi interventi non si riferiscono obiettivamente a ciò che accade al gatto e al topo, non sono quelli di un investigatore all’oscuro della completezza degli eventi, lui conosce quella situazione perché simile, nell’essenza ma non nelle modalità, a tante altre. Ci riporta coi piedi per terra, perché ha in sé la saggezza dei padri (i vecchi) e la conoscenza dello scrittore, o del regista, sul totale della sua opera.
Il finale, di immensa bellezza, è lo scrittore che appoggia la penna, il regista che spegne la macchina da presa, senza preannunci, dopo essersi svuotato l’anima. Tommy Lee Jones, nel suo monologo drammatico conclusivo parla proprio della fine: un sogno dove raggiungere chi ci ha preceduti illuminandoci la strada.
“Non è un paese per vecchi” è il buono (lo sceriffo Ed Tom Bell), il brutto (Llewelyn Moss) e il cattivo (Anton Chigurh) che si scontrano al posto di collaborare, è un mucchio di selvaggia violenza e sopravvivenza in cui, al Peckinpah sabbioso, si mescola quello di “Cane di paglia”, quello della violenza ingiustificata dove, tra l’altro, si muovono loschi figuri con quella tranquilla e rassicurante pettinatura irlandese che un certo Anton Chigurh sfoggia con altrettanta “rassicurante tranquillità”.

 

Para

Voto Para: 3,5/4

 

P.S.: Chimy posterà una recensione in settimana solo dopo aver letto il libro di Corman McCarthy per farne un confronto. In ogni caso il film è piaciuto anche a lui.
Inoltre vorremmo precisare che agli Oscar noi difenderemo a spada tratta “Il petroliere” e il buon Paul Thomas Anderson.

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40 commenti

  1. anonimo

     /  24 febbraio 2008

    ciao…..io lo vedrò sicuramente in settimana:) …quindi il commento lo leggerò dopo…

    anche io faccio il tifo per Anderson!!! 😉

    sta settimana vedrò anche ” Lo scafandro e la Farfalla” ..:)
    a presto!!!
    Erica

    Rispondi
  2. beh il gatto e il topo si muovo piuttosto bene invece fra tutta quella violenza, non mi sembrano si pongano i problemi morali che si pone lo sceriffo, ne tantomeno se li fanno i ragazzini nel finale.
    Cioè, in mezzo a quella violenza e fame di denaro ci vivono tutti abbastanza con disinvoltura, anche me e te.

    Rispondi
  3. Ciao Lorenzo.
    Beh, il punto è proprio quello. La violenza e la corruzione fanno parte del nostro mondo. Nessuno ha troppi problemi. Lo sceriffo si pone i problemi come se volesse ricordarci che forse è giusto porseli sti benedetti problemi.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  4. @erica: bene, allora torna a dirci.
    Bene, qui a Cineroom si tifa per “Il petroliere”. Vedremo.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  5. Ottima recensione, ma questa non è certo una novità per quanto ti/vi riguarda. Interessante il riferimento al (per me vero e unico) “Zio Sam” Peckinpah.

    Il libro è, a mio parere, altrettanto riuscito e importante.

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  6. Argh!!!
    Lo voglio vedere!!!
    Vado domaniiiiii ^___^
    Ottima recensione comunque!!!

    Weltall

    P.S.: ti ho lasciato una news tra i commenti della tua rece di Big Bang Love, ma magari già lo sapevi!
    Ciao ^__^

    Rispondi
  7. @hamlin: grazie mille Hamlin. Lo zio secondo me c’è, ma è un alone, diciamo.
    Il libro non l’ho letto, ma credo di leggerlo, prima o poi.

    @welltal: grazie Welltall, quando lo hai visto torna a dirci.
    Ora vado a vedere il commento, mi sa che m’era sfuggito.

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  8. Stupendo. Io gli avrei dato 4 su 4 e infatti gli ho dato anche 5 pallette nella cineblogger. Io tifo sia per lui che per There will be blood. Però per la statuetta al miglior film, propendo più per i Coen!

    Rispondi
  9. Per me miglior film va a “Il petroliere” e anche miglior regia a PTA. Non ci sono paragoni, la profondità de “Il petroliere” è immensa così come la bravura alla regia di PTA.
    Sono due film bellissimi, ma “Il petroliere” è sopra, non c’è niente da fare. Per regia e messaggio “Il petroliere” per me è superiore.
    Vedremo, si tratta pur sempre di una lotta tra due filmoni.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  10. davvero un bel film, un film con una sua anima ed una sua personalità ben definita. domani, visto il tuo desiderio nascosto, ti compro un bel compresore a proiettili e te lo regalo.. 😉
    mario

    p.s. tifo bardem agli oscar!

    Rispondi
  11. il Caos sferza e buca le serrature drammaturgiche a colpi di fucile ad ossigeno. Nonostante questo non c’è dubbio, Anderson guarda i fratellini dall’alto. E il frullato è nel bicchiere di Day-Lewis, al massimo Tommy Lee sta a guardare ma con la sete. Sono con voi fratellini della Cineroom.

    Rispondi
  12. Un altro film, come molti, ch econtinuo a non vedere anche perchè sono bloccato in casa dalla febbre. Ottima recensione.

    Rispondi
  13. non leggo la recensione… oggi o al più tardi mercoledì vedrò… io ho letto il romanzo (strepitoso!) di cormac mccarthy perciò attendo di vedere il film….

    Rispondi
  14. @mario: sì! Aspetto il tuo regalo, allora. Se hai bisogno ti do il mio indirizzo. 🙂

    @delirio: quando leggerai questo commento staremo tutti a scuotere la testa. Ma dato che gli oscar non li danno mai al film che se lo merita di più autocommiseriamoci.
    Ci abbiamo provato, delirio, grazie dell’appoggio. SOno sicuro che per noi “Il petroliere” rimarrà sempre il miglior film tra i nominati e PTA il miglior regista tra i nominati.

    @cinemasema: grazie luciano, riprenditi e vai a vederlo. Dai priorità a “Il petroliere”, dato che i Coen avendo vinto tutti gli oscar importanti lo terranno nelle sale ancora per un po’. Credo.

    @claudio: il libro lo leggerò, allora quando l’hai visto urlaci il tuo parere.

    Saluti a tutti.
    Para

    Rispondi
  15. Anton Chigurh è già personaggio dell’anno!!! Mio dio, sono sconvolto! Che film! Che colpo di fulmine!

    Rispondi
  16. visto ieri sera e postato….

    Film favoloso! regia sceneggiatura (fedelissima al libro!) e attori meravigliosi…

    Rispondi
  17. GRAN FILM!!!
    Mamma che bello!
    Unica nota negativa, sul bellissimo finale, al riaccendersi delle luci in sala gran parte della persone presenti si sono messe a ridere…e allora ti chiedo? C’è forse un’aspetto comico nel discorso di Tommy Lee Jones che mi è sfuggito???
    ^___*

    Weltall

    Rispondi
  18. Lo aspetto come aspettavo INLAND EMPIRE. Domani sera finalmente mi troverò davanti agli occhi Bardem, e immagino non sarà così piacevole! Brividi brividi brividi!
    (ottima, come sempre, la recensione!)

    Rispondi
  19. Bella recensione e splendido film! Stupende le sensazioni che riescono a trasmettere i rumori del film, senza la spesso ingombrante presenza della colonna sonora. Onore ai Coen!

    Rispondi
  20. @iggy: su quello niente da dire, Chigurh è allucinante.

    @claudio: il rapporto con il libro purtroppo non posso farlo. Vengo a leggere.

    @welltal: certo, era una barzelletta, non l’hia capita? 🙂
    La gente che hai trovato in sala probabilmente rideva perchè si sentiva in imbarazzo di fronte ad un finale del genere. Certa gente non sa caprie le emozioni del cinema.
    Oppure molto semplicemente erano dei dementi. 🙂

    @t3nshi: la tua attesa sarà ripagata!

    @shepp: vero, in questo film la colonna sonora sarebbe stata inutile. Il silenzio e le movenze di Bardem bastano da sole.

    Saluti a tutti.
    Para

    Rispondi
  21. Chimy Chimy… Attendevo con ansia il post su Sweeney Todd che mi avevi promesso, ma sono disposto a perdonarti (immagino tu e Paolone abbiate anche altro da fare, non fate mica lo IULM…); però come minimo voglio i vostri Oscar nei prossimi giorni. Attendo soprattutto la vostra opinione sull’attrice non protagonista. Lascio a voi.
    Saluti

    Legolas

    Rispondi
  22. il buono, il brutto e il cattivo, eh già…

    i Coen hanno fatto una traspozizione fedelissima, complice un romanzo molto cinematografico. Ma Bardem, mamma mia Bardem, un killer da antologia, che interpretazione, semplicemente pazzesco!

    Frank

    Rispondi
  23. @legolas: che sfiga, l’abbiamo messo un’ora dopo che sei passato.
    I miei Oscar te li scrivo direttamente qui (naturalmente stando alle nomination):
    Film-Il petroliere
    Regia-Julian Schnabel (Lo scafandro e la farfalla)
    Attore-ex aequo Daniel Day Lewis e Johnny Depp
    Attrice-Julie Christie
    Attore non prot.-Javier Bardem
    Attrice non prot-Devo anche dirlo? Academy di merda….

    Ciao, attendiamo commenti a “sweeney Todd”.

    Chimy

    Rispondi
  24. Vero, la regia sarebbe dovuta andare a Anderson ma i Coen hanno dalla loro una decennale carriera sempre ignorata.Occorreva rimediare.
    Film dell’anno questo.Punto.^^

    Rispondi
  25. @frank: grazie per la visita…^^

    @mr.Davis: mmmmmmmmm ^^. Ne riparleremo… leggo il libro e poi metterò un mio post.

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  26. Anton Chigurh diventerà presto il babau di questo decennio!

    Rispondi
  27. He he… direi proprio di sì. Uno dei più bei Bad Guys visti sul grande schermo negli ultimi anni.

    Chimy

    Rispondi
  28. Anche a me in effetti è piaciuto di più There will be blood…
    cmq anche questo mi ha lasciato notevolmente soddisfatta..
    2 week end da paura, peccato siano già passati, venerdì aspetto solo Persepolis!

    Rispondi
  29. anonimo

     /  27 febbraio 2008

    ciao ragazzi visto anche questo ieri sera, e devo dire che sono rimasta più che soddisfatta:)
    E’ un grande Western, concordo con il paragone che hai fatto con Pechinpah.
    Sul fatto che uno è il male ( il killer: Grandissimo Bardem), uno il bene(lo sceriffo)tutto ok, però più che il brutto Moss lo definirei la via di mezzo cioè NOI.

    Qui la violenza viene usata come linguaggio universale, ma senza nessuna ragione ” è una triste marea”, dove tutti sono in balia degli eventi, corrotti e domina un caos “calmo”.
    Mi è piaciuto quanto il Petroliere….:)

    Che settimana ragazzi!!!!
    a presto!!
    Erica

    Rispondi
  30. @trinity, erica: periodo davvero straordinario. Febbraio 2008: uno dei mesi più importanti di sempre per le uscite cinematografiche nelle sale italiane.

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  31. bella recensione anche se non sono troppo d’accordo su quanto dici riguardo alla relazione tre desiderio di vedere la violenza e comodità della poltrona… 🙂

    Rispondi
  32. Io in realtà agli oscar non sapevo proprio per chi tenere…perchè in questo film mi ci ritrovo un pò più di cuore.I libri di McCarthy mi piacciono troppo..l’idea del mondo del west,un tempo scrigno dei valori da uomini con la U maiuscola,ridotto alla condizione di impotenza di fronte ad un nero che avanza e che non si può fermare.Sembra quasi che l’unica cosa incontaminata resti la natura.Ecco nel film secondo me tutte queste cose le hanno rese alla perfezione.E certo,uno scontro così al vertice erano anni che non si aveva agli oscar…Potevano aspettare un anno o There will be Blood o questo per metterli fuori!
    Ah comunque Javier,è assolutamente geniale.Credo che l’idea di un serial killer che assomiglia ad un Beatles uscito dall’inferno sia tra le più riuscite degli ultimi anni.

    Ottima recensione comunque!

    Rispondi
  33. Gran post per un gran film.
    Anche io vorrei leggere il romanzo di McCarthy per vedere se è vero che non solo lo spirito è rimasto integro ma anche la maggior parte dei dialoghi e delle azioni.

    Rispondi
  34. @dottorbenaway: grazie! Io credo che sia così, sostanzialmente il film tira avanti anche perchè fa nascere nello spettatore la voglia di vedere Bardem. Di vederlo appunto, di constatare la sua presenza scenica potentissima. L’attrazione dell’uomo verso la violenza e l’orrore esiste da sempre e si realizza solo se l’uomo può assisterla senza essere minimamente coinvolto fisicamente.

    @ilventoparla: grazie! Io coem sapeto sono schierato apertamente per il film di PTA, la densità di significati e riflessioni presenti è monumentale come anche la parte tecnica. Questo rimane un grandissimo film, e coem dici tu l’idea del western è preponderante, l’uomo nel deserto di moralità deve affrontare la violenza che si spande. Il paesaggio è doveroso mostrarlo, anche se credo che nella sua incontaminazione rappresenti anche la solitudine dell’uomo “moderno” e l’aridità di ciò che lo circonda, anche a livello umano.

    @leonard: lo leggeremo per forza, con un film del genere e con un libro così aclamato è doveroso leggerlo.

    Saluti e grazie a tutti.
    Para

    Rispondi
  35. due spille (o adesivi) smile “guardano in macchina”. Ci ridono addosso, consapevoli che non vorremmo mai, noi poveri spettatori, ritrovarci al posto di quel povero commesso

    Ma lo sai che non ci avevo fatto caso? Ti ringrazio per avere fatto notare questo particolare.
    Un film ottimo, tensione opprimente e sempre costante. Bardem è il miglior psicopatico cinematografico da molti anni a questa parte.

    (Ancora non mi sbilancio nel commentare l’oscar come miglior film, ahimè mi manca ancora Il Petroliere 😥 ).

    Rispondi
  36. Ciao t3nshi! QUel particolare mi ha colpito molto: due smile, due registi. 🙂
    Un grande film davvero.
    Per Il Petroliere devi fare di tutto per vederlo al più presto.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  37. anonimo

     /  7 marzo 2008

    Avendolo recuperato solo ieri sera, mi tocca commentarlo oggi. Solo che non so bene cosa commentare, dato che sono pienamente d’accordo con il blogger novarese.
    Mi sa che dovremo continuare a litigare su Cloverfield (lì non c’è speranza).
    Sarebbe bello vedere un film in cui Benjamin Barker taglia i capelli ad Anton Cighurh… Chissà cosa verrebbe fuori…
    Gli Oscar ormai son passati e non posso dare la mia preferenza, anche perchè faccio mea culpa (non solo mia, anche della malattia), per cui devo ancora vedere “il petroliere”. Mi aspetto grandi cose; così non fosse, me la prenderò col Para (e con Cloverfield).
    Concordo anche sul voto del film, è incredibile…
    Un attonito

    Legolas

    Rispondi
  38. Effettivamente, caro buon Legolas, mi appare sempre più strano che tu ti permetta di commentare senza contestare nulla. Son cose strane.
    Allora metti in lavorazione “Sweeney Versus Chigurh”, e giralo tutto con una ripresa amatoriale simil soggettiva. 🙂
    “Il petroliere”, te lo dico, per me è il migliore di tutti i filmoni di questo febbrario. Preparati.
    Se poi non ti piace si accumula la rabbia scaturita con Cloverfield e quando ci vediamo non sarà solo una scazzottata ma un Mortal Combat. 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  39. anonimo

     /  1 febbraio 2009

    Visto stasera e con percorso inverso rispetto a Chimy: letto prima il libro visto poi il film.
    Concordo: il film non aggiunge nulla al libro ed il merito del mondo che si vede sullo schermo va tutto a McCarthy, personaggi e battute compresi. Questo – lo posso assicurare a tutti – fa ridimensionare di molto i meriti generosamente imputati ai Coen, ai quali va però riconosciuta la capacità quasi “pittorica” di trasporre la vicenda: panorami mozzafiato che stridono con la violenza cui fanno da sfondo; ricercati giochi di luce (ad esempio, l’ombra di Bell quando entra nel motel in cerca di Cigurh); metafore (oltre agli smile, in quella stessa scena degli smile – che non ho notato! – c’è una serie di cappi simbolici appesi alla finestra alle spalle dell’Homunculus texano).. raffinatezze che mi hanno entusiasmato e.. mi hanno fatto apprezzare ancora di più il libro: sono rimasta incredula vedendo come le scene del film sono praticamente identiche a come mi ero immaginata la storia leggendola.. quindi, onore maggiore a McCarthy ed alla sua capacità di descrivere minuziosamente, senza che uno nemmeno se ne accorga!
    Cast perfetto… sul premio a Bardem mi rimane qualche ombra: mi riesce difficile capire se sia tanto più eccezionale di Daniel Day Lewis (personalmente io l’avrei dato a quest’ultimo per il petroliere: intepretava un personaggio molto più sfaccettato) Chigurh è troppo caratterizzato per farmi gridare al miracolo intrpretativo: ormai c’è tutta una scuola a riguardo, basti citare Sir Hopkins e tutti gli psicopatici assassini venuti dopo..
    Nel complesso, mi sa che anche stavolta l’Academy aveva ragionato in termini di compensazione.

    kyra

    Rispondi
  40. Ciao Kyra, difficile aggiungere qualcosa alle tue parole perchè sono d’accordissimo.
    Un film perfetto, niente da dire, ma il grosso merito va al più grande scrittore vivente (e forse non solo) che ha dipinto con le sue immense parole una gigantesca opera d’arte che è il suo “Non è un paese per vecchi”.

    Fammi sapere cos’altro hai letto di McCarthy… io lo amo alla follia 😉

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi

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