"Sweeney Todd": il diabolico (ed emozionante) barbiere di Fleet Street

Là, dove passava il cioccolato, ora scorre il sangue.

La chiara metafora, negli splendidi titoli di testa, ci fa capire da subito che il tempo delle favole e della dolcezza è finito. Ora si sognano soltanto incubi…

Tim Burton, Genio assoluto per il quale nessun aggettivo ne rispecchierebbe adeguatamente la grandezza, si mette in gioco con “Sweeney Todd”, rischia e vince a mani basse la sua scommessa.

Un musical-horror splatter; se ne sono visti mai? Unione estrema di generi opposti che collegano, storicamenta parlando, le due più estreme fasce di pubblico: i maschiacci vogliosi di sangue e violenza e le femminucce amanti di canzoni e leggerezza.

Oggi, 2007 (data di uscita del film), Burton chiama a raccolta i due opposti schieramenti senza volerne soddisfare nessuno.

Volete il sangue feroci cavalieri? Bene, per averlo dovrete “sorbirvi” le tante canzoni di Sondheim.

Volete il musical leggiadre donzelle? Perfetto, ma preparatevi a feroci sgozzamenti e ad insana furia omicida.

Tim Burton non guarda in faccia nessuno, non gli interessa, fa il suo cinema rinnovandolo alla radice: non solo per il novello genere, ma per una nuova visione del mondo, truce e pessimistica.

Insieme al sangue, sulla magnifica Londra vittoriana ricostruita da uno straordinario Dante Ferretti, piovono rimandi alle fondamenta della storia del cinema horror (che Burton conosce bene): la Universal anni ’30 (chi somiglia più alla moglie di Frankenstein, Todd o Mrs.Lovett?), la Hammer anni ’50, Mario Bava, Vincent Price e tanti altri.

Un Johnny Depp immenso (si conferma uno dei più grandi attori viventi) si muove in una Londra grigia e nostalgica, colorata soltanto dai rossi zampilli fuoriusciti dalle gole delle sue vittime; la sua ira è assoluta, inevitabile, niente potrà fermarlo. La “vita” gli è stata ingiustamente tolta, per questo vuole vendicarsi e portare la morte agli uomini che gliel’hanno rovinata.

Helena Bonham-Carter è altrettanto straordinaria: la sua Mrs.Lovett, magnifico cadavere, sfrutta l’ira di Todd per fare guadagni e poter sognare così una vita lontana dal grigiore londinese: come dimostra quella magnifica sequenza immaginifica con i due protagonisti che fanno una “gita in campagna”, per poi ritrovarsi magicamente in riva al mare.

Grazie alle canzoni e ai loro splendidi interpreti, Burton raggiunge, più di una volta, il sublime filmico, teatrale e recitativo; in particolare nei duetti, “Pretty Women” fra Rickman e Depp, ”God.That’s Good!” fra il piccolo Edward Sanders ed Helena Bonham Carter e, in assoluto, la già indimenticabile “My Friends” con i due protagonisti, deliziose figure di cera, che cantano in una soffitta di Edwardiana memoria, anche se ora le protesi del braccio umano non sono più forbici per difendersi, ma rasoi per offendere.

Sul finale qualsiasi parola si possa usare, non si potranno mai descrivere le emozioni che nascono in noi che guardiamo. Una conclusione grandguignolesca, nella quale ogni speranza è assente, dove il senso della vendetta stessa si azzera e si lascia unicamente spazio al dolore e alla commozione (che qualcuno mi chiami se vede nell’anno miglior conclusione).

L’apice dello struggimento interiore sarà però l’ultimissima immagine, dove Tim Burton, novello Michelangelo mandato sulla terra dal «benignissimo Rettore del Cielo per illuminare il mondo dalle tenebre che ne hanno oscurato l’arte», scolpisce una Pietà dove Sweeney Todd sanguinante porge al pubblico la sua amata per invitare chi guarda a provare per lei il suo identico dolore.

 

Oltre alle mie vorrei pubblicare alcune magnifiche parole, scritte, al termine della visione, da una persona (a cui questa immeritevole recensione è dedicata) che da sempre riesce a valutare e parlare di cinema molto meglio di me:

«Ci sono alcuni istanti nella vita di ognuno di noi, rari in realtà, nei quali tutto sembra improvvisamente immobile intorno a te; pochi secondi e un sobbalzo al cuore, una fitta allo stomaco, uno sbattere di palpebre rimettono in moto le banalità del sempre, lasciandoti incredulo dell’emozione vissuta. Questo è Tim Burton, il suo mondo, il suo modo di raccontare le sue storie; è come ritornare bambini dopo aver ascoltato una fiaba, ritrovarsi a piangere senza sapere il perchè».

 

 
Chimy

Voto Chimy: 3,5

 

 

 

COMMENTO DEL PARA

Burton si appropria del musical, lo sgozza uccidendone l’essenza, lo trita eliminando l’inutile e lo cucina con una ricetta segreta che solo lui conosce. Il risultato è sorprendente: un musical dove la musica ha la funzione di evocare emozioni nascoste più nell’animo che nella memoria.

Musica onnipresente e onnipotente, indispensabile e ineliminabile, senza la quale il film avrebbe perso valore e potere. Niente musica come pausa narrativa, come inserto extradiegetico di pura attrazione, e niente musica per preannunciare gli eventi, o per evidenziarli. La musica è parte della narrazione (ma non fornisce elementi utili alla sua risoluzione) e nello stesso tempo è l’anima e la colonna portante della pellicola. Ma non in quanto mero intrattenimento, ma in quanto superba scuotitrice d’animi.

L’anima, però, necessita di un corpo, e l’impianto scenografico, i meravigliosi attori, ma soprattutto Burton e la sua regia, hanno completato questo quadro d’arte cinematografica.

In “Sweeney Todd” ogni tassello che lo compone è stato curato in maniera tanto maniacale quanto poetica, svelando visibilmente come il cinema sia arte frutto dell’insieme di più arti.

Burton, oltre ad aver sgozzato il musical, alla fine sgozza anche la vita dispensatrice di morte, facendo colare il suo sangue sul volto e sul corpo del morto (ex) dispensatrice di vita.

 

Para

Voto Para: 3,5/4

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37 commenti

  1. ““My Friends” con i due protagonisti, deliziose figure di cera, che cantano in una soffitta di Edwardiana memoria, anche se ora le protesi del braccio umano non sono più forbici per difendersi, ma rasoi per offendere.”

    Bellissimo questo passaggio!!!!!Complimenti!^^
    Anche al Para!^^

    Rispondi
  2. Grazie di cuore ^^
    E’ un film che ci ha stimolato entrambi.

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  3. Cacchio!
    Non credo che riuscirò a vederlo in settimana perchè devo riuscire ASSOLUTAMENTE a recuperare Il Petroliere prima che lo tolgano!!!
    La settimana prossima sarà tutta per Sweeney Todd (e Persepolis ^_^)!
    Ottima recensione ragazzi ^___*

    Weltall

    Rispondi
  4. Vallo assolutamente a vedere e facci sapere.

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  5. Che recensioni! Altro film da non perdere. E tu Chimy non hai dato il voto. Quindi forse il tuo film preferito fra quelli almeno che hai recensito sul blog! O sbaglio?

    Rispondi
  6. Bellissimo il duetto Pretty Women, una delle parti cantate più gradevoli. Belle recensioni, molto emozionate/anti! 🙂

    Rispondi
  7. @luc: ti ho scritto un PVT

    @lilith: grazie di cuore ^^. Momento magnifico quel duetto…

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  8. Stasera lo vado a vedere…ha tutte le carte in regola per piacermi.
    Ripasserò per un commento più serio dopo visione

    Un saluto

    Rispondi
  9. non ho condiviso il vostro stesso enbtusiasmo. frse perchè amo burton alla follia, e divento particolarmente esigente davani ai suoi film.
    in ogni cason non credo che burton abbia sgozzato il musical e lo abbia stravolto nella sua essenza. a mio parere (ma è un’imporessione del tutto soggettiva) lo schema del musical classico è rispettato; ciò che ha aggiunto burton è un velo calcolatamente lugubre, quasi avesse voluto mantenere l’essenza del genere, ma estirpandone le pailletes!
    mario

    Rispondi
  10. “Burton si appropria del musical, lo sgozza uccidendone l’essenza, lo trita eliminando l’inutile e lo cucina con una ricetta segreta che solo lui conosce.”

    Sante parole…

    @Chimy: ma quante volte l’hai visto??
    Io lo rivedrei anche una terza, ma mi controllo..^^

    Rispondi
  11. Film straordinario, che mantiene altissima la media delle visioni 2008 (voglio vedermici/vedervici alle prese con la classifica di fine anno!!!), riconfermando la genialità di Burton.

    Un mio amico, credo l’unico essere umano cui non è piaciuto, ha commentato “Si, lo lodate tutti perché è di Tim Burton…” A parte che non è vero, l’avesse pure diretto (in questo modo però) un perfetto sconosciuto l’avrei comunque applaudito, ma uno dei suoi punti di forza è insito proprio nell’essere una summa di tutto il meglio del cinema burtoniano (citazioni comprese).

    Infine volevo dire la mia sul parallelo: cioccolato/sangue. A me “La fabbrica del cioccolato” (come del resto l’omonimo racconto) ha sempre messo un’angoscia… Quelle “punizioni” per i vari bimbi… terribilmente sadiche! 🙂

    Mi scuso per esser stato così prolisso, ma di fronte a un film di Burton rompo gli argini!

    Ciao,
    Mr. Hamlin

    Rispondi
  12. anonimo

     /  27 febbraio 2008

    Ciao ragazzi!!!

    inutile ribadire che io sono impazzita per questo film, ho letto attentamente le vostre recensioni e concordo in tutto con voi. Grandi!!!!!!
    La pietà!!!!!! 🙂

    E’ un film eccezionale e proprio come hai detto Andre è impossible descrivere le emozioni che suscita…io l’ho visto due volte e mi sa che ci scappa la terza.
    E’ un Burton diverso, cupo l’unico momento di luce è quello del magnifico sogno di MRS Lovett, ma per il resto è tutto nero, claustrofobico senza via di uscita, i sogni qua rimangono solo sogni.
    E’ un inferno colmo di musica, infatti attraverso la musica ( My firends, Pretty Woman….) Burton vuole e riesce a trasmettere l’emotività dei personaggi attraverso una grandiosa danza macabra….mamma mia!!!!

    Una scenografia meravigliosa che rende omaggio al gotico e alla Londra Vittoriana ( sembrano quadri in movimento) ero incantata…:).
    La sua è una regia pefetta colma di passione e si riconferma uno dei più grandi maestri del post-moderno in cui ribadisce sempre il concetto di Verità del FANTASTICO.
    Come avete detto questo è un “grande quadro d’arte cinematografica” in cui trapela tutto lo spirito di Burton attraverso la deformazione grottesca e la stilizzazione espressionista…
    ” la Vita è per i vivi ” canta Mrs Lovett…
    Sul finale poi avete detto tutto voi….:) Complimenti!!!!!

    EVVIVA Tim Burton!!!!!!!
    a presto!!!

    ERICA

    Rispondi
  13. Standing ovation!!!! Depp uno dei più grandi attori, avete detto bene!!! Ma anche lei non scherza mica. Un applauso e un inchino al fantastico Tim Burton! Sono estremamente entusiasta. E poi quel finale!!!!

    Rispondi
  14. @filippo:attendiamo con ansia il tuo parere (secondo me ti piacerà…)

    @mario: anch’io amo Burton alla follia, ma ho amato tantissimo anche questo film ^^. E’ vero che segue lo schema del musical classico, però aggiungendoci un genere come l’horror splatter viene un cocktail molto nuovo ^^

    @trinity: 2, ma io non so se mi controllerò ^^

    Chimy

    Rispondi
  15. @mr.Hamlin: concordo pienamente. Anche se è un Burton diverso, rinnovato, siamo dentro al suo spirito più profondo. La rottura degli argini è molto ben accetta se si parla di questo Genio ^^

    @erica: Concordo, naturalmente.
    “un inferno colmo di musica”: definizione perfetta….Le cose che hai detto sulla sua regia sono giustissime e bellissime. Grazie di cuore davvero per le splendide parole. EVVIVA!!!!

    @ale: contentissimo che abbia entusiasmato anche te… corro a leggere la tua rece ^^

    Saluti a tutti

    Chimy

    Rispondi
  16. Guarda io l’ho or ora messo di sottofondo tanto per sentire la colonna sonora e buttare un occhio… ^^

    Rispondi
  17. Mamma mia quel piano sequenza iniziale lo guarderei per altre 10000000 volte! ^^

    Rispondi
  18. Non parlarmene che se no torno al cinema di nuovo ^^

    Chimy

    Rispondi
  19. (dato che Chimy ha già sapientmente risposto a tutti voi rispondo solo a mario)
    @mario: hai frainteso, ma lo capisco, sono stato ambiguo. Dico che sgozza il musical perchè ne intacca l’aura sognante, lo trita elimindando l’inutile, cioè l’inutile pausa nella narrazione (con finalità solo attrattive e d’intrattenimento). Lo schema del musical è rispettato, ma solo lo schema, e non sono solo le pailettes di cui parli (il velo lugubre) ad essere state cambiate, ma la finalità dell’intervento musicale e l’utilità della musica. Secondo me non c’è solo la novità di fare un musical horror splatter, che è già comunque notevole, ma di caricarlo di emozioni intense trasmesse anche e soprattutto grazie alle musiche.
    Spero che si capisca tutto. 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  20. Non c’è un attimo di respiro in queste settimane, i cinema sono pieni di filmoni. E noto che da queste parti il nuovo Burton è piaciuto… cavolo se è piaciuto!
    Cercherò di andare la prossima settimana.

    Rispondi
  21. Qui è piaciuto da impazzire ^^. Spero che sarà lo stesso anche per te.
    Facci sapere, mi raccomando…

    Chimy

    Rispondi
  22. Cazzo sono stato male e non sono ancora riuscito a vederlo!!! Lo metto tra le cose da fare prima dell’ubrichezza molesta (che è sempre all’ordine del giorno…).
    Ma mi incusiosisce un fatto: perchè nessuno ha chiesto a Chimy chi è quella persona che ha dispensato tanta saggezza e tanta poesia e a cui questa recensione è dedicata? Giuro che se c’è sritto e non l’ho letto mi rifugio alle materne… Intanto io punto su John Chimento.
    A presto col mio prolisso ed inconveniente commento.
    Saluti

    Legolas

    Rispondi
  23. Ma nooo, e io che mi aspettavo già il tuo commentone ^^
    Lo attendo con ansia…
    Sulla dedica ti assicuro soltanto che nella recensione non c’è scritto. 😉

    Ciao

    Chimy

    p.s. vai su splinder…

    Rispondi
  24. Fantastica doppia rece, ragazzi! complimenti davvero…anche a me è piaciuto molto, con qualche riservina sulla musica (ma come ho già detto, lì influiscono molto i gusti personali). Film visivamente straordinario e burtoniano fino al midollo…finale meravigliosoe molto molto “baviano” (“Reazione a catena” lo avete visto? non ditemi di no, eh…)

    Un salutone 😉

    Rispondi
  25. Chimy, sei fantastico! La tua recensione è stupenda! *_*

    Rispondi
  26. @pick: ahi, io devo dirti di no…. corro al recupero ^^. Comunque ci sono anche molti riferimenti al primo Bava…

    @frabaggy: grazie mille ^^. Sei gentilissima, non mi merito tali complimenti.

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  27. anonimo

     /  1 marzo 2008

    bellissima recensione, complimenti!io il film l’ho trovato a dir poco fantastico. tutto, dalla prima scena, la musica per non parlare dell’ambientazione contribuiscono a creare un crescendo di emozioni che culminano in un finale straordinario. un jhonny Deep fantastico, e affascinante, con una voce magnifica, bravissima anche Helena Bonham-Carter. il tutto sapientemente diretto da Tim Burton. ancora complimenti.
    ciao
    luvi

    Rispondi
  28. Ciao Luvi, grazie mille per i tuoi complimenti e per la visita 🙂
    Non posso che dar ragione a tutte le tue parole: è verissimo che il film è davvero un crescendo che trova l’apice con quel magnifico finale. Sono davvero molto contento che sia piaciuto anche a te.
    Allora a presto (attendo altri tuoi commenti che mi fanno molto piacere)
    Ciao

    Andre

    Rispondi
  29. anonimo

     /  5 marzo 2008

    Sono appena tornato dal cinema, e devo ammettere che sto male.. (nel senso buono).
    Ho ancora sotto gli occhi quel finale che Chimy non poteva riassumere meglio se non associando le due immagini del post precedente.
    Partiamo da lì, dalla fine: statuaria. Non trovo veramente aggettivo migliore per descriverlo, una perla scolpita nel tempo, come voleva Tarkovskij, una novella pietà sanguinaria lasciata ad irrompere nei nostri incubi futuri; raramente il cinema ha regalato fotogrammi più belli ed intensi di quello creato da Burton per questo splendido finale.
    Il resto del film è grandioso. Non riesco a definirlo capolavoro, lo definirei piuttosto come una summa di piccole perle, intarsiate sapientemente dal regista a formare una collana di immagini e suoni accattivanti, trascinanti e trasudanti sangue e vendetta.
    Per il resto concordo con le recensioni dei due cinebloggers, Depp fantastico, tornato ad essere Edward per qualche istante (pauroso come in alcune scene lo sguardo di Depp sia una fotocopia dell’alienazione dell’attore nel precedente capolavoro di Burton).
    Meritatissimo l’Oscar per la scenografia, davvero impressionante “burtoniana”.
    Se un pizzico d’Italia c’è, bisogna andare a scovarla all’estero; anche questo dà da pensare.
    Un saluto demoniaco.

    Legolas

    Rispondi
  30. Grandissimo Legolas!!! hai usato delle parole splendide: “una perla scolpita nel tempo, come voleva Tarkovskij, una novella pietà sanguinaria lasciata ad irrompere nei nostri incubi futuri; raramente il cinema ha regalato fotogrammi più belli ed intensi di quello creato da Burton per questo splendido finale.”

    Parole perfette che non dimenticherò…

    Forse neanche per me è un capolavoro (a livello puramente numerico/votistico), ma le emozioni
    che trasmette vanno oltre ad una votazione. Questo è quello che importa davvero…
    Giustamente hai sottolineato la scenografia: gli italiani migliori vengono usati e apprezzati all’estero… che tristezza (anche perchè Ferretti è considerato il più grande scenografo del mondo).

    Allora se le discussioni su “Cloverfield” saranno troppo animate, per rilassarci basterà dire “Sweeney Todd” e ci abbracceremo tutti assieme 😉

    Un sanguinolento saluto

    Chimy

    Rispondi
  31. p.s. dai un occhio anche alla splendida analisi di luciano/cinemasema sul film.

    cinemante.blogspot.com

    Rispondi
  32. mmmm….dunque..partendo dal presupposto che mi aspettavo davvero abbastanza poco devo dire che mi è piaciuto.eppure l’ho trovato privvo di quell’anima che chimy chiama in causa più volte e di quell’innovazione che burton non riesce ad apportare al suo cinema come fece ai tempi di big fish…une bellissima confezione comunque!

    Rispondi
  33. Mi fa piacere che comunque ti sia piaciuto. A me ha emozionato molto e secondo me è profondamente innovativo per il cinema di Burton: per il finale privo di speranza e per l’unione di due generi che al cinema non si erano mai incontrati.

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  34. anonimo

     /  13 marzo 2008

    cazzo ne ho beccate 2 su 2: la pietà di Michelangelo ed Edward…sto diventando una vera cineroommer!
    come ho già avuto modo di dire al buon chimy…gran capolavoro…ma i feel you johanna dopo un po’…
    aspetto i vostri insulti!

    Bye!
    Panty

    Rispondi
  35. Brava Panty che torni a commentare!
    Siamo sicuri che le avevi beccate? chiederò conferma al caro Legolas… sugli insulti io ho già dato settimana scorsa. Lascerò la parola al buon Para…

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  36. Torno a commentare questo post dopo mesi perchè:
    1) finalmente ho visto il film (ritardo quasi imperdonabile)
    2) sono un vostro affezionatissimo lettore ^__*
    Qui ci troviamo di fronte ad un grandissimo Burton (e non “un Barton minore” e “il solito Burton” come mi è capitato di leggere), nero come mai prima d’ora.
    Naturalmente, dopo la visione, ho riletto le vostre analisi e mi trovo perfettamente d’accordo con voi ^__*

    Rispondi
  37. Ciao Weltall, contentissimo che tu l’abbia visto… non vedo l’ora di leggere le tue parole ^^

    Film splendido (fra i migliori dell’anno di certo) dove Burton rischia (vincendo) rinnovandosi moltissimo.

    Grazie, è sempre un piacere parlare di queste film meravigliosi 🙂

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi

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