Oltre il cinema e la vita: l'istante di Tarkovskij

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C’è un istante in "Solaris" del nostro nume tutelare Andrej Tarkovskij (uno dei più grandi film dell’intera storia del cinema) in cui noi spettatori perdiamo il controllo dei nostri sensi, il nostro corpo inizia a tremare perchè non riusciamo più capire dove ci troviamo.
Un istante (quello nella foto…non aggiungiamo altro per non rovinare niente a chi non abbia ancora visto questa vetta dell’arte umana) che sembra prolungarsi per diversi secondi: un periodo di tempo indeterminato in cui ci dimentichiamo del nostro essere.
Un istante nel quale, semplicemente, diventiamo estranei a noi stessi; dobbiamo toccarci per capire se esistiamo davvero oppure se siamo soltanto un’immagine dispersa negli spazi siderali dell’animo umano…

Un istante che fa tornare alla memoria le parole e le sensazioni vissute e, magnificamente, descritte da Jack Kerouac nella sua opera più celebre: «..e quello fu l’unico, chiaro momento della mia vita, il momento più strano di tutti, in cui non seppi chi ero.. Mi trovavo lontano da casa, ossessionato e stanco del viaggio, in una misera camera d’albergo che non avevo mai vista, a sentire i sibili di vapore là fuori, e lo scricchiolare di vecchio legno di locanda, e dei passi al piano di sopra, e tutti quei suoni tristi; e guardavo l’alto soffitto pieno di crepe e davvero non seppi chi ero per circa quindici nani secondi. Non avevo paura: ero solo qualcun altro, un estraneo, e tutta la mia vita era una vita stregata, la vita di un fantasma. Mi trovavo a metà strada attraverso l’America, alla linea divisoria fra l’Est della mia giovinezza e l’Ovest del mio futuro, ed è forse per questo che ciò accadde proprio lì e in quel momento, in quello strano pomeriggio rosso.»

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22 commenti

  1. Ragazzi…Solaris è un film che definirlo “capolavoro” sembra riduttivo!
    E’ uno di quei film di cui ho paura di provare a scriverci qualcosa, perchè so che sarebbe difficile trovare le parole giuste, perchè tradurre le emozioni in parola è difficile!
    Straordinaria la scena che citate, ma anche la sequenza finale non è da meno.
    Un saluto ^__^

    Weltall

    Rispondi
  2. Forse qua c’è da dire che tutto il film è straordinario. 🙂
    “Solaris” è un film di una grandezza immensa, almeno tanto quanto l’oceano Solaris.
    Quell’immagine segue un momento di una profondità per me incredibile, il lentissimo carrello che si avvicina al volto del protagonista mentre è steso sul letto ad addormentarsi.
    Potremmo andare avanti a citare momenti che sono tutti comunque magnifici.
    Grazie Welltal!
    Saluti.
    Para

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  3. Giusto Welltall. Non è un capolavoro, è qualcosa di più…

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  4. nostalghia di tarkovskij è probabilmente il film più bello che abbia mia visto.

    Off topic:

    Last frame – il tuo gioco cinefilo settimanale preferito è on line:

    http://lastframes.wordpress.com/

    Gioca con noi 😉

    Rispondi
  5. Faccio il mea culpa e ammetto di non averlo ancora visto. Di Tarkovskij ho visto solo Sacrificio e Nostalghia che sono due film quasi immensi, quindi figuriamici questo di cui parlate in questa maniera così estasiata ed estasiante ^^

    Rispondi
  6. Un capolavoro immenso. Uno dei pochi film in cui riesco a perdermi completamente nel senso: cado nel vuoto, oppure, essendo nel vuoto, salgo. Uno stordimento da punti di vista che si scambiano (ad esempio come

    Rispondi
  7. Ehm…mi è “partito splinder”…

    dicevo, (ad esempio come quando in stazione il treno accanto al tuo parte ma sembra che parta il tuo, o come quando ti sembra che le ruote di un’auto girino in senso contrario). Questo è Cinema!

    Rispondi
  8. @rob: parole forti ^^. E’ uno dei pochi Tarkovskij che mi mancano… cerco di tenermeli il più possibile per paura che finiscano troppo presto ^^. Passo per il quiz….

    @ale: I due che hai visto tu mancano a me ^^. Vedrai che “Solaris” lo amerai incondizionatamente… non è il suo unico capolavoro comunque. Ogni film sembra superare l’altro…

    @luciano: grandissimo esempio e paragone. Cinema altissimo, tra le vette di sempre.

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  9. E’ da quando ho visto il remake che mi sono promesso di vedere l’originale. Adesso leggo questo post e non posso proprio farne a meno… VOGLIO vedere quella scena!

    Ciao,
    Lorenzo

    Rispondi
  10. DEVI vederlo ^^.
    Sul remake di Soderbergh preferisco non commentare perchè nessun aggettivo sarebbe abbastanza offensivo.

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  11. Bellissima la citazione di Kerouac! Soalris non l’ho visto purtroppo, ma lo farò presto.

    Rispondi
  12. Poi facci sapere. Kerouac is the best ^^

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  13. solaris è un film gigantesco, ma quello che per me è stato più illuminante, e che metto sempre – sempre – in ogni top five sul cinema che mi viene chiesta, è stalker

    Rispondi
  14. Un altro film gigantesco. Io nella mia top metterei più “Solaris”, ma siamo a livelli siderali ^^

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  15. Io nella mia top ten ci metto sia uno che l’altro! 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  16. Il film di Soderbergh non è un remake quanto un film tratto dallo stretto libro di Lem (mi chiedo quanti si siano pesi la briga di leggerlo).
    Chiaramente non si possono fare paragoni, stiamo parlando di due ordini di grandezza troppo diversi.
    Eppure visto senza pregiudizi e paraocchi, preso per quello che è e inserito nel contesto in cui è stato prodotto una sua ragione d’essere ce l’ha.
    E per cortesia nessuno mi venga a dire che Tarkovsky è un’altra cosa o provi usare il capolavoro sovietico per scovare i limiti della versione americana perchè queste cose le so già da solo.
    Spero che almeno qualcuno capisca il senso del mio discorso.

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  17. E quale sarebbe la ragione d’essere?

    Chimy

    Rispondi
  18. Il film di Soderbergh sviluppa solo un paio delle decine di temi della versione “originale”.
    Ne viene fuori un film molto più semplice ma non banale e molto controcorrente rispetto a tutto il cinema hollywoodiano contemporaneo.
    Aggiungo inoltre e più in generale che non condivido l’impostazione per cui si debba bollare per forza come schifezza tutto quanto non sia un capolavoro, esistono tante sfumature, ma ho notato che a furia di usare continuamente toni enfatici per tutto si finisce per non cogliere le sfumature.
    Senz’offesa per nessuno sia chiaro.

    Rispondi
  19. Grande post questo, grandissimo post…

    Però i commenti li vedo piccoli piccoli piccoli, come se li osservassi da distanza “siderale” 😉

    Rispondi
  20. @cinepillole: tranquillo che non si offende nessuno. Diciamo semplicemente le nostre opinioni, non c’è alcun problema.
    Venendo al tuo commento.
    Qui non si bollano come schifezze i film che non sono capolavori (anche perchè se ci segui di capolavori ne abbiamo visti molto pochi). I toni enfatici li usiamo per i film che se li meritano, e se non si usano tali toni per un film di Tarkovskij è meglio non parlarne neanche.
    Venendo al film di Soderbegh: io non lo critico perchè non è un capolavoro (e quindi non uso toni enfatici) ma perchè è proprio un’inutile schifezza.
    E’ arrogante nell’idea e nella messa in scena: 1) mi spiace, avrò degli stupidi pregiudizi, sarò arretrato ma remake (anche se è tratto da un libro, la base è il film “originale”) di film di Tarkovskij non ne voglio vedere. Tarkovskij è stato uno dei più grandi registi della storia, proprio dal punto di vista visivo, a livello di movimenti di mdp ecc ecc. Non girava film,li scolpiva. Che senso può avere quello di fare film che lui aveva già scelto? Per te li avrà, per me no. Neanche uno. (ed è l’unico regista insieme a pochissimi altri per il quale prenderei una posizione così netta sul non fare remake).
    2) “un film molto più semplice”. Certo, perchè Soderbegh non è Tarkovskij e non è in grado di dare lo spessore contenutistico che il russo gli aveva dato.
    3) “non banale”. Non è banale soltanto perchè la base da cui parte è talmente forte e “particolare” che certamente va a staccarsi dalla banalità e diventa conseguentemente controcorrente rispetto al cinema hollywoodiano contemporaneo.

    @pick: grazie Pick. Con l’ultimo commento mi sono più avvicinato ^^. He he….

    Saluti a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  21. Paradossalmente dopo questo tuo chiarimento le nostre posizioni sono più simili di quanto possa sembrare.
    L’unica differenza è che io riesco a valutare un film modesto in maniera più distaccata, senza fare riferimenti o paragoni a uno dei massimi film di fantascienza, nonchè uno dei miei preferiti in assoluto.
    Va di per sè che non è per il Maestro Andrei che contesto l’abuso di superlativi.
    Saluti anche a te Chimy.

    Rispondi
  22. Per me fare il confronto fra due film che prendono spunto dallo stesso testo, oppure che sono uno remake dell’altro, è assolutamente inevitabile.

    Ciao

    Chimy

    Rispondi

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