"Onora il padre e la madre": in teoria si dovrebbero onorare, ma in pratica lo fanno in pochi.

Sidney Lumet è tornato.
Forse non il grandissimo ritorno che speravamo, ma “Onora il padre e la madre” è un’opera solida e notevole come non se ne vedevano da circa 20 anni nella filmografia del regista di “Quel pomeriggio di un giorno da cani”.
Proprio il film del 1975, forse in assoluto il più famoso del regista, è considerato uno dei più importanti “film di rapina” della storia del cinema: oggi Lumet torna con successo a questo genere nel quale evidentemente si trova molto a suo agio.
Naturalmente le differenze con il film precedente sono moltissime, là la trama era (quasi) tutta ambientata all’interno del luogo rapinato, qui la rapina dura pochi minuti ma resta il fulcro determinante di tutta la vicenda.
Ed è proprio la base narrativa il principale merito del film: un ottimo soggetto ed una buonissima sceneggiatura di un esordiente, Kelly Masterson, di cui sentiremo ancora parlare a lungo.
Il ritmo narrativo, ottimo nella prima parte proprio grazie alla splendida idea di base, cala un pò nella seconda quando vengono messe le carte in tavola.
Insieme ad esso sembra un pò meno funzionale alla storia anche la regia di Lumet.
Se, inizialmente, la sovrapposizione di punti di vista è molto affascinante, dopo il fulcro-rapina diventa un pò forzata. Così come il finale.
“Onora il padre e la madre” è, però, un film che fa una riflessione pazzesca e crudele sui giorni in cui viviamo: il Dio-denaro ha superato ancora una volta il Dio-famiglia, sconfiggendolo nettamente. Vi ricorda qualche film uscito recentemente?
Nella scorsa recensione (quella su “Non è un paese per vecchi”) si ragionava sulla capacità assoluta del cinema americano contemporaneo di riflettere sul proprio paese con grande incisività: cosa che fa molto bene anche quest’opera che fotografa uno spietato ritratto di famiglia newyorkese.
Sulla trama non voglio dire troppo perchè se si va in sala senza saperla lo si gode molto di più; devo però fare un applauso ancora una volta, tributando a lui le ultime righe, ad uno dei più grandi attori viventi (non solo del cinema americano) che scolpisce un’interpretazione straordinaria in uno dei ruoli più luciferini della sua carriera.
Naturalmente sto parlando di Philip Seymour Hoffmann che, come in tutti i film in cui recita, quando non è presente in scena non vedi l’ora che ritorni.

 

Chimy

Voto Chimy: 3/4

 

 

 

"Onora il padre e la madre" è un film in flash forward. Oltre alla ben nota, ma poco usata, forma linguistica del flash forward, che anticipa con singoli fotogrammi la sequenza successiva, in luogo e tempo differenti (indimenticabile il flash forward di “Easy Rider”), si può parlare di flash forward nel campo letterario. La prolessi è l’anticipare una parte o una preposizione che di norma andrebbe dopo. Per questo “Onora il padre e la madre” è un film che mostra, anche attraverso il flash forward, un’ottima storia originale, molto ben narrata dalla sceneggiatrice attraverso la frammentazione degli eventi e il continuo uso della prolessi.
A metter per immagini ciò che la Masterson ha pensato ci pensa un ottantenne Sidney Lumet che, paradossalmente, riesce a sfruttare il digitale in maniera lodevole, lasciando trasparire i soliti limiti del mezzo in solo un paio di occasioni.
Purtroppo, dopo una grande prima parte, in cui il meccanismo narrativo e la regia di Lumet tengono alto il ritmo, il tutto va lentamente ad adagiarsi, rendendo abbastanza prevedibile ciò che ci aspetta e in alcuni casi portando un leggero filo di noia allo spettatore.
Inutile sottolineare che uno dei grandi meriti del film è l’interpretazione di un certo Philip Seymour Hoffmann, assolutamente uno dei grandi attori nel nostro tempo, capace di entrare in ogni personaggio con una straordinaria efficacia. E la parte del fratello cattivo, pecora nera della famiglia, primogenito trascurato, bramoso di denaro e di “vendetta pedagogica” gli è decisamente, ed ovviamente, venuta bene.
Male e famiglia sono due termini che, non solo al cinema, vanno sempre più spesso di pari passo. Il focolare domestico è stato spento da una valanga di lacrime di dolore.

 

Para

Voto Para: 3/4

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24 commenti

  1. Non so, ma io questo calo della seconda parte non l’ho proprio sentito. Comunque sia concordo pienamente sugli elogi al grandissimo Seymour Hoffman, che ho scoperto solo ieri avere appena 40 anni!!! Un giovane attore, quindi, che ci riserverà sicuramente ottime sorprese, oltre a quelle che ci ha già regalato!

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  2. Davvero grandissimo P.S. Hoffmann. Secondo me i cali ci sono, ma forse è perchè la prima parte è troppo bella ^^

    Un saluto

    Chimy

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  3. Concordo, sottoscrivo, appoggio 😉

    Grandissimo P.S. Hoffman, grandissimo

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  4. Anche io non ho sentito i cali. Il merito è certamente di Lumet che tiene un ritmo altissimo, ma soprattutto di una sceneggiatura a incastri perfetta. Mi meraviglia che sia un esordiente!
    Ciau

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  5. Spero di riuscire a vederlo in settimana.
    Qualche giorno fa ho recuperato “La 25a Ora”: P.S. Hoffmann non sbaglia mai un colpo!

    Ciao,
    Lorenzo

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  6. non leggo, torno quando avrò visto il film… spero nel weekend

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  7. Entusiasmo contenuto per entrambi quindi!? Beh, almeno sui pregi sottolineati non si può non essere daccordo! ^^ Sulla prevedibilità si può anche discutere, ma è per me quella “formale” di una qualsiasi buona tragedia che si rispetti, che non inficia poi il messaggio finale. Oltre a Hoffman, ottimo tutto il cast.

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  8. @pick: ottimo ;). Su P.S.H. abbiamo finito gli aggettivi ^^

    @edoooo: effettivamente per essere un esordiente sceneggiatura coi fiocchi, insieme alla recitazione il punto forte del film.

    @lorenzo: facci sapere quando lo vedi. Verissimo è un attore di una costanza straordinaria… fa davvero delle ottime scelte cinematografiche.

    @claudio: torna a farci sapere allora

    @iggy: hai ragione che la prevedibilità si collega alla base della tragedia, ma a parte quello secondo me c’è un calo di ritmo nella seconda parte… cmq sia film notevolissimo.

    Saluti a tutti

    Chimy

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  9. sono abbastanza d’accordo, direi
    solo più entusiasta (ma quello è fisiologico, io mi entusiasmo con facilità ^^)

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  10. Questo devo vederlo (come al solito). Ma non me lo lascerò sfuggire visti i giudizi più o meno lodevoli letti sui blog. Mi incuriosisce in particolare il flash forward. Interessante.

    Rispondi
  11. @dome: dovresti trasformare il tuo cuore in un pezzo di ghiaccio. Basta entusiasmarti! 🙂

    @luciano: questo credo che rimarrà in sala un pochino, quindi non fartelo scappare. Vogliamo tutti sapere la tua. Io soprattutto sul flash forward. 🙂

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  12. Per me un capolavoro: regia, personaggi impregnati di un anegatività così affascinante da rimanerci ipnotizzati. Quel finale poi, nonostante fosse(verissimo!) un po atteso, equivale però a qualcosa di più importante, metaforicamente parlando: è il collasso, il tracollo delle istituzioni, di uno Stato, che si avvelena da solo, da dentro.E una volta che si accorge che sto si sta facendo, beh, è troppo tardi.

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  13. Dopo questo tuo post mi è proprio venuto voglia di andar a vedere il film di Lumet del quale ho sentito parlare abbastanza bene da molti.

    Auguri di Buona Pasqua e di una serena Primavera da Paolo!!!

    Rispondi
  14. @mrdavis: il film se visto solo a livello di contenuti e ponendolo come una metafora della situazione orribile degli stati uniti contemporanei è assolutamente da lodare. Non è un capolavoro per i suoi difetti più formali, diciamo.

    @rearwindow: da vedere sicuramente, anche se non un capolavoro è assolutamente imperdibile. Auguri anche a te!

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  15. I capolavori son cosa ben rara. Accontentiamoci di Grande Cinema, senò ci conviene darci al tombolo o al bricolage!

    Rispondi
  16. A me basta anche il Buon Cinema… anche se devo dire che il bricolage è un’attività che vorrei approfondire ^^

    Un saluto

    Chimy

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  17. @ chimy: però, non mi aspettavo la bacchiettata alla regia di lumet!
    mario

    Rispondi
  18. Con regia intendevo le scelte stilistiche legate ai flashback, montaggio a puzzle ecc ecc… in questo senso secondo me perde di “necessarietà” nella seconda parte. Molto bene nella prima, poi dopo mi è sembrata un pò forzata.

    Un saluto

    Chimy

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  19. Sì, effettivamente la seconda parte è leggermente peggio. Comunque un buon film.

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  20. Concordo del tutto.

    Ciao

    Chimy

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  21. altro film che dovrò pur riuscire a vedere… poi lumet non mi delude mai, di solito
    Simone

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  22. A me Lumet delude da 20 anni, ma stavolta si è ricordato di essere stato un regista immenso.

    Un saluto

    Chimy

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  23. L’avrei leggermente accorciato, ma comunque sia mi è piaciuto. ho apprezzato in particolar modo i flash back..ed il tornare sulla stessa scena per una frazione di secondo, ma con una’angolatura diversa. Splendido Philip Seymour Hoffman e trsistissima la fine. Il personaggio di Ethan Hawke mi ha infastidito..quindi credo che il regista abbia raggiunto tutti i suoi obiettivi;)

    Rispondi
  24. Ciao Alem, benvenuta, forse l’avrei accorciato un pò anch’io.
    P.S.Hoffman è ormai un grandissimo.

    Ciao, a presto

    Chimy

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