"Juno": nel film c'è un McGuffin o è il film stesso ad essere un McGuffin?

McGuffin è un termine, coniato dal genio di Alfred Hitchcock, con il quale si identifica un espediente attraverso cui si fornisce dinamicità alla trama.
Il McGuffin sembra essere, inizialmente, l’elemento principale dello sviluppo narrativo, ma in realtà è soltanto un elemento utile per permettere al regista/autore di sviluppare una differente situazione che vuole trattare più in profondità.
Facendo un esempio più concreto di uno dei film più celebri del Genio, in “Psycho” il McGuffin è la valigetta con i soldi: inizialmente sembra essere la base solida della trama, con la protagonista che fugge con quest’oggetto; ma, in realtà, è soltanto un pretesto che serve a Hitch per portare la sua eroina nella situazione che realmente gli interessa trattare: quella nel motel.
E’ interessante notare quando, per la prima volta, Hitchcock usò questo espediente: nel 1930 per il film “Giunone e il pavone”, in originale “Juno and the Paycock”, nel quale l’espediente della notizia (peraltro falsa) di una ricca eredità serve a mostrare l’ipocrisia di una famiglia borghese irlandese negli anni ’20.
La protagonista del film appena uscito nelle sale si chiama Juno McGuff… che sia un caso che sia il nome che il cognome rimandano alla geniale idea di Hitchcock? Assolutamente no.
Juno” ci propone uno dei più intelligenti McGuffin visti al cinema da tanto tempo a questa parte: quello della gravidanza della protagonista.
Tutto sembra ruotare attorno ad essa, ma in realtà gli autori del film “sfruttano” (nel modo più sincero e piacevole possibile) questo tema per parlare soprattutto di altro: della vita di oggi con le sue contraddizioni, delle paure degli adolescenti che sembrano essere sempre più spavaldi ma in realtà sono più fragili, delle difficoltà di vita coniugale, del timore di diventare genitori, del rapporto con la propria famiglia e con gli amici…
La gravidanza di Juno permette così di sviluppare ottimamente moltissimi temi e sentimenti, che passano sotto i nostri occhi (e nella nostra mente) in continuazione durante la visione.
E’ stato bravo il regista, Jason Reitman, a riuscire perfettamente ad equilibrare le varie riflessioni del film, senza voler strafare eccessivamente. Ottimo il lavoro anche dell’esordiente sceneggiatrice Diablo Cody (ma anche qui ci sono molti meriti del regista), più che per i dialoghi, nel disegnare degli splendidi personaggi, dai genitori di Juno, alla coppia da poco sposata, agli adolescenti.
Bravissimi, inoltre, quasi tutti gli attori che li hanno interpretati: strepitosa Jennifer Garner che merita una menzione speciale, forse alla sua migliore interpretazione di sempre, nel ruolo di una perfetta donna isterica in carriera di oggi; funzionalissimo anche Michael Cera a cui la parte calza a pennello, così come J.K.Simmons, Allison Janney e Olivia Thirlby, rispettivamente, nelle parti dei genitori e dell’amica del cuore della protagonista.
Ellen Page qui la adoriamo, è una ragazza bellissima, ma anche un’attrice bravissima come ce ne sono davvero poche al giorno d’oggi; anche se purtroppo prima di questo film, il suo grande talento si è visto soltanto in film da noi ancora inediti (dannata distribuzione…). Sono pronto a scommettere però che non sarà certo una meteora giovanile come lo sono state, nel panorama cinematografico, altre ragazza della sua età.
Per concludere, approfitto (viste le polemiche che tutti conosciamo) di questo film per dire che chiunque utilizzi le opere d’arte per portare avanti una propria idea politica, da una parte e dall’altra naturalmente, dovrebbe vergognarsi perchè non fa altro che mettere addosso a sè stesso un’enorme tristezza, che, parlando di un film piacevole e intelligente come “Juno”, proprio non vorremmo provare…


Chimy
Voto Chimy: 3/4

"Juno" è un film che si guarda dall’inizio alla fine con un sorrisetto stampato sulle labbra. Un sorrisetto di delicato piacere e misurato divertimento. Soltanto questo basterebbe per giudicare “Juno” un bel film, nel senso, forse, più burkiano del termine: “Juno” intenerisce, diverte e soddisfa il proprio bisogno di provar languore (e se vogliamo fare i pignoli Ellen Page riempie il desiderio di “procreare” che Burke sovente interpella e che collega al concetto di bello. Vale anche per le fanciulle, ammettevi lesbiche).
E se il soggetto della visione è bello nulla potrà dissuadervi da quel pensiero, almeno fino a quando ne state fruendo. “Juno” cattura lo spettatore, ogni spettatore, e solo un successivo e ragionato esame su quanto visto può svelarne le “debolezze”. E di debolezze mi pare giusto parlare, perché si è detto, più volte ed ovunque, che “Juno” inganna lo spettatore, lo risucchia, volente o dolente, dentro un film che non è perfetto quanto dovrebbe essere (dopo una così piacevole ed atipica esperienza). E lo fa davvero, ma le debolezze del film sono le stesse di chi lo guarda: “Juno” ci inganna perché scova i nostri punti deboli. Ammetterlo è indispensabile, ma inutile è accusarlo. Se siamo stati ingannati è perché volevamo essere ingannati.
“Juno” è, in fondo, un film a cui va riconosciuta la potenza di aver raggiunto un fine, e per questo vanno giustificati i suoi mezzi. Anche se, parlando di mezzi, non ci si trova di certo di fronte ad un film insignificante, anzi. La regia (quasi) invisibile di Reitman funge da vero e proprio canalizzatore di emozioni, contribuendo a portarci nel mondo meravigliosamente scritto da Diablo Cody. Anche in questo caso ciò che la donna ha dipinto non importa (situazioni plausibili o meno, dialoghi realistici o meno realistici), bensì importa la potenza con cui ha caricato i personaggi, le situazioni e i dialoghi. Ogni tassello sembra essere stato messo nel posto giusto e dosato nel modo giusto (sempre in relazione al fine del film).
Il cast è perfetto (bravissima Jennifer Garner e bravissimo Michael Cera, ma splendida Ellen Page) e la colonna sonora segue la stessa linea del film. I “The Moldy Peaches” (a cui è stata affidata la maggior parte dei pezzi) scrivono musica semplice e senza pretese, come è apparentemente lo stesso film: “Juno” sembra semplice e “superficiale”, ma è stato studiato e realizzato apposta per sembrarlo.
Per questo credo che “Juno” sia più d’altri film un perfetto punto d’incontro tra la brillantezza della sceneggiatura e la posatezza della regia, un po’ come i titoli di testa ci suggeriscono: una fusione tra il segno grafico (la scrittura) e le immagini riprese, che vanno a creare un prodotto visibilmente “finto” ma profondamente “vero” per le emozioni con cui ci parla.

Para

Voto Para: 3/4

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28 commenti

  1. visto ieri, concorso con entrambi.
    COmplimenti per la bellissima riflessione hitchcockiana!;)

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  2. Siamo per l’ennesima volta sulla stessa lunghezza d’onda ^__^
    Belle entrambe le riflessioni, bravi ^__*

    Weltall

    Rispondi
  3. Ragazzi sono totalmente OT ma…ho appena visto la schedule del FEFF e c’è anche Crows Episode 0 di Miike T__T (naturalmente sono lacrime di gioia ^___*)

    Weltall

    Rispondi
  4. Ottime riflessioni. Complimenti ad entrambi. Interessante la tesi del McGuffin: ossia la gravidanza come pretesto. E in effetti anch’io la penso allo stesso modo. La gravidanza è un pretesto, infatti tutti i problemi connessi sono come lasciati andare, non affrontati (altrimenti sarebbe stato un altro solito film), rimane solo il pancione, ma sembra quasi un capo di abbigliamento preso da una galleria d’arte moderna. Anche la riflessione di Para riguardo all’inganno di Juno che scova i nostri punti deboli è molto interessante, infatti la debolezza, (che per me nasce dalla complessità della società e dalla perdita delle certezze) è forse l’aspetto più interessante del film.

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  5. Bravi “cineroomi”, due splendide recensioni!! Ho particolarmente apprezzato questo bel rimando hitchcockiano che ovviamente appoggio alla grande. Mi fa inoltre molto piacere che un’attrice come la Garner stia attirando l’attenzione che merita: la seguo da ALIAS e posso dire senza pentirmene che è un’attrice versatile come poche a cui auguro una brillante carriera! ^^

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  6. @tutti: grazie!

    @welltal: lacrime di gioia è dire poco! 🙂 E poi c’è il nuovo horror Nakata, e poi c’è lo spin off di Death Note (gli altri due film a me han fatto pena, nessun paragone con quel must che è il fumetto) su L sempre di Nakata. Mamma mia che FEFF! 🙂

    @luciano: e Juno usa il suo pancione e il suo bel faccino per mostrarci quanto siamo deboli di fronte alle emozioni suscitate dal cinema.

    @iggy: io direi, riguardo alla Garner: mi sono innamorato di lei da ALIAS e posso dire senza pentirmene che è un’attrice versatile come poche a cui auguro una brillante carriera. 🙂
    E la vogliamo più in ruoli come quello di Juno e Alias (non Elektra, ovviamente) e meno in commediole spicciole. 🙂

    Saluti a tutti.
    Para

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  7. @tutti: grazie anche da parte mia, a tutti quelli che hanno apprezzato l’idea hitchcockiana ^^

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  8. @weltall: miike, 2 nakata, 2 johnnie to (uno l’ho visto a venezia…), pang ho-cheung, Feng Xiaogang e Oxide pang!!! Marò che festival!!!

    Chimy

    Rispondi
  9. Wow, splendide recensioni!

    Non conoscevo la storia del “McGuffin” (ringrazio per averne parlato), e devo dire che è proprio un’ottima riflessione: la gravidanza è un pretesto per sviluppare un gruppo di personaggi e i loro sentimenti. Naturalmente sottoscrivo in pieno la tua conclusione.

    D’accordo anche col Para: un film che stampa un grande sorriso sulle labbra.
    Secondo me “Juno” è un film semplice. Una semplicità che non diventa superficialità e banalità; una cosa difficile, un altro grandissimo merito del film.

    Ciao,
    Lorenzo

    Rispondi
  10. mi aspettavo grandi cose dal confronto hitchcockiano (e a proposito di alfred attendo la recensione di QUEL film ^^) e le ho avute
    grazie chimy
    vedo che il film ci ha messo più o meno tutti d’accordo

    Rispondi
  11. @lorenzo, honeyboy: grazie di cuore ragazzi. Effettivamente è un film che mette d’accordo un pò tutti… e di questi tempi è un grosso merito ^^

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  12. invidio nella maniera più bassa e volgare voi che già lo avete visto…IO ANCORA NON NE HO AVUTO L’OCCASIONE E NON STO NELLA PELLE…
    mario

    Rispondi
  13. He he, appena lo vedi facci sapere allora.

    Ciao, a presto

    Chimy

    Rispondi
  14. Ma come non pensarci!!! Il rimando al McGuffin ce l’hanno messo proprio sotto il naso! Bravissimi voi che l’avete colto, io non ci avevo proprio pensato. Devo dire che sono totalmente d’accordo, anche con la seconda analisi che si sofferma a mettere in luce il fatto che il film punta (ruffianamente) sulle nostre debolezze e ci frega alla grande.

    Rispondi
  15. Bravi, soprattutto Chimy per il paragone con Hitchcock. Verissimo, la gravidanza è un pretesto per parlare di altro.

    Rispondi
  16. @ale: grazie ^^. E’ un film su cui veramente ci troviamo davvero tutti d’accordo: forse è questo il merito più grande del film…

    @leonard: grazie di cuore, è proprio un pretesto, ma il pretesto più onesto possibile…

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  17. Bellissime queste recensioniiiiiiiiiiiii!!!!!!!Grandi!!!

    Rispondi
  18. veramente bella! complimenti!

    Rispondi
  19. @mr.Davis, cinemasuperga: grazie di cuore a entrambi ^^

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  20. anonimo

     /  10 aprile 2008

    grande chimi! complimenti per l’intuizione del mcguffin, veramente geniale.

    Flore

    Rispondi
  21. Non ci credo!
    Dopo quasi un anno Flower lascia un commento!
    Mamma mia che giorno memorabile!
    Para

    Rispondi
  22. He he, grazie Flore, troppo gentile ^^

    Chimy

    @tutti: p.s. se scrivete su google: Juno, Hitchcock, McGuffin siamo il primo sito… wowowow 🙂

    Rispondi
  23. Concordo con entrambi. Io ho già voglia di rivederelo. Per quanto riguarda il McGuffin grazie, non ci avevo pensato… A me ha proprio emozionato, ho trovato che non ci fosse nulla fuori posto, che Reitman, Diablo Cody e Ellen Page avessere messo a posto ogni dettaglio ma con sincerità, non furbizia.

    Rispondi
  24. Hai perfettamente ragione, c’è una grande precisione in tutti i dettagli e davvero nulla è fuori posto.
    Un film sincero e onesto, assolutamente privo di qualsiasi tipo di furbizia.

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  25. anonimo

     /  11 aprile 2008

    tl;dr

    wurda

    Rispondi
  26. @wurda: torna a dirci la tua quando hai letto, allora. 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  27. Come potrei non essere d’accordo!
    Questa Juno mi ha rapito il cuore…*__*

    Rispondi
  28. Un film a cui voler davvero bene ^^

    Ciao

    Chimy

    Rispondi

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