La zona: il premiato esordio di Rodrigo Plà

L’immagine idilliaca di un mondo magnifico, pieno di sole, di verde, di gioia. Una farfalla volteggia leggera in questo spazio edenistico; noi la seguiamo mentre ci mostra quest’area incantata.
Questo mondo però è uno spazio circoscritto, la farfalla arriva alla fine e muore per una scarica di corrente che segna il confine di questo spazio. La macchina da presa si alza e ci mostra quello che c’è al di fuori di quest’area: un mondo opposto, sporco, violento e disordinato.
Così inizia "La zona", con uno degli incipit più belli dell’anno, subito sotto a quelli di "The Darjeeling Limited" e de "La famiglia Savage".
"La zona" è un film che ha fatto molto parlare e ha vinto premi importanti, quali quello per l’Opera Prima alla scorsa Mostra di Venezia e la "medaglia d’argento" al Festival di Toronto, secondo per la giuria soltanto al monumentale "La promessa dell’assassino" di David Cronenberg.
"La zona" è però arrivato in sordina nelle nostre sale, poche copie e pochissimi spettatori l’hanno visto… e questo è un vero peccato, soprattutto perchè farebbe bene a molti "registi" italiani vedere questo film.
Il film parla proprio di questa "zona", il quartiere più benestante di Citta del Messico dove vivono persone molto ricche, circondata da aree, al contrario, molto povere.
Tre giovani (e poveri) ladruncoli si introducono nella zona e ci scappa il morto. Da quel momento i ricchi abitanti del quartiere cercheranno di farsi giustizia da sè.
Diciamo subito che "La zona" è un film non certo privo di difetti: una parte centrale abbastanza noiosa, una sceneggiatura non all’altezza della durata del film e molte sequenze che sanno un pò di già visto.
Nonostante questi problemi, questo è un film decisamente interessante per diversi motivi.
Innanzitutto è un film ben girato per essere un’opera prima, e questo ci fa ben sperare per il futuro del simpatico regista Rodrigo Plà.
Ciò che però davvero colpisce è l’incisività di questo giovane regista messicano nel raccontare un aspetto contraddittorio del suo paese.
Plà non si ferma a 20 minuti dalla fine (come fanno tanti registi del nostro Bel Paese…), arriva fino in fondo a raccontarci questa storia e questo scontro. Il merito più grande, però, è quello che Plà colpisce (e colpisce duramente…), ma ci riesce senza prendere posizione, soltanto mostrandoci come avvengono i fatti, con una volontà quasi documentaristica, tra questi due mondi così vicini eppure così lontani.
Io mi chiedo sempre quando potremo vedere in Italia un film così incisivo fatto da un esordiente… ma anche da uno al terzo-quarto film andrebbe bene lo stesso.
E’ possibile che siamo una delle pochissime cinematografie al mondo che, oggi, non riescono a raccontare con forza il paese in cui viviamo? Senza prendere posizione poi… sarebbe un sogno.
Tralasciando gli Stati Uniti che, come si diceva qualche post fa se vi ricordate, riescono ormai a raccontare il proprio paese in maniera assolutamente straordinaria; è possibile che nazioni come (parlando di esempi film usciti negli ultimi mesi) la Romania, l’Iran o, in questo caso, il Messico ci diano delle lezioni (perchè questo sono) di cinema su come guardare al proprio paese e alla propria società? E’ poi possibile che ogni volta che scrivo di cinema italiano mi infervoro come una bestia? Ci sono ancora speranze di vedere ogni tanto incisivi film italiani sull’Italia?
Vabbè, facciamo così, domani scriveremo del remake di "Rebecca"… almeno lì non pensiamo a questi problemi e ci facciamo insieme due risate…

Chimy


Voto Chimy: 2,5/4

Annunci
Articolo precedente
Lascia un commento

11 commenti

  1. Terrò presente questo La Zona (chissà se riuscirò a vederlo!) e aspetterò con ansia che sia domani per leggere il vostro post su Rebecca ^___*

    Weltall

    Rispondi
  2. Cavolo se colpisce… io quella scena verso la fine non me la aspettavo proprio. Va giustamente fino in fondo al racconto, e come hai ben detto non giudica.
    Condivido in pieno la recensione: un film non perfetto, ma bello e da vedere. (a proposito di cinema italiano ieri sera ho visto “Tutta la vita davanti” e non è affatto male, anzi!)
    Aspetto il tuo parere su Rebecca 😀 Io ho visto solo qualche spezzone, ma prometto che lo guarderò tutto!

    Ciao,
    Lorenzo

    Rispondi
  3. @weltall: he he, allora a domani. Speriamo di farvi fare due risate… non sarà molto serio ^^

    @Lorenzo: m’ero dimenticato che l’avevi visto anche tu. Mi sa che siamo solo io e te i fortunati ^^. Film decisamente interessante anche se sicuramente imperfetto.
    Dopo questo tuo parere su Virzì è possibile che domani, se riesco, vada a vederlo su tuo consiglio.
    Su “Rebecca”: Hahaha.. guarda, diciamocelo chiaramente, fa talmente schifo che sei esonerato dal doverlo vedere ^^. Non ti voglio far troppo soffrire… 🙂

    Saluti amici, a domani con l’attesissimo “Rebecca, la prima moglie”… hahaha

    Chimy

    Rispondi
  4. Ma da noi è uscito?
    Cmq ho visto un pezzettino di Rebecca e volevo morire…

    Rispondi
  5. E’ uscito settimana scorsa, ma in poche sale naturalmente.. a Milano ce l’ha solo una sala.
    Ha ha come ti capisco su “Rebecca” ^^

    Chimy

    Rispondi
  6. Mi sa che non riuscirò a vederlo in sala (comunque nonostante tutto ci voglio sperare). Peccato perché la tua recensione mi ha incuriosito moltissimo. Le tue osservazioni sul cinema italiano… con me sfondi una porta aperta. La mancanza di coraggio (e forse le pressioni insulse dei finanziatori o dei politici) sono un grave limite del nostro cinema.

    Rispondi
  7. Purtroppo è uscito davvero in pochissime sale questo interessante film.
    Sul cinema italiano concordiamo in pieno: mancanza di coraggio di andare fino in fondo, ma forse anche qualche mancanza (ormai sono convinto) di capacità della stragrande maggioranza dei registi nostrani di raccontare con incisività il mondo in cui viviamo.

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  8. Ciao!
    Ti scriviamo per informarti che è online il blog del FutureFilmFestival dove potrai trovare tutte le news per quanto riguarda il cinema d’animazione e le nuove tecnologie applicate al cinema.

    Vieni a farci visita all’indirizzo http://www.futurefilmfestival.org/it/category/blog oppure seguci direttamente dal feed http://www.futurefilmfestival.org/it/feed.

    FFF

    Rispondi
  9. Grazie delle informazioni.
    Passeremo di sicuro.

    Chimy

    Rispondi
  10. Ritmo serrato, ottima prestazione di tutti gli attori, colonna sonora ben dosata e non prevaricante, fotografia “giusta” e funzionale, contribuiscono a fare de “La zona” un’opera che chi ama il cinema non dovrebbe assolutamente mancare, un’opera che pone inquietanti interrogativi sul nostro modo di essere e sulla strada che abbiamo intrapreso.

    Rispondi
  11. Certamente un film molto interessante…passato troppo in sordina.

    Ciao e benvenuto su cineroom

    Chimy

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: