"Non pensarci": una bella commedia indipendente italiana. Ah, una spaghetti Sundance, allora?

Non pensarci” potrebbe partecipare all’edizione italiana del Sundance, se esistesse. E’ quello che dovrebbe essere un film indipendente, ma all’italiana, nel senso più positivo del termine. C’è la musica indie (ma c’è anche “Agnese dolce Agnese”), ci sono i motivetti classici (molto Solondziani) e c’è una linea leggera e misurata che viene seguita con rigore. “Non pensarci”, inoltre, ritrae con sincerità e semplicità quello che è il vero ed unico nostro fondamento culturale: la famiglia. E non è per fare del semplicismo. Pensando al dato di fatto degli ultimi tempi (e di cui si è parlato su queste pagine nelle varie recensioni) che il cinema italiano non sia capace di raccontare con incisività la situazione sociale del nostro presente (a differenza degli USA, o addirittura del Messico), è perché, purtroppo, l’italiano medio non ha per il sociale e per lo stato un interesse culturalmente preponderante. Questa riflessione mi è stata suggerita da “Non pensarci”, che fa bene quello che si dovrebbe fare su tutte le tematiche possibili immaginabili che riguardino il nostro bel paese. Per “far bene” intendo un concetto che mi è particolarmente caro: mostrare e non dimostrare. Il regista mostra con leggerezza, semplicità e, soprattutto, sincerità, una famiglia italiana. Non è certamente il primo film che prova a farlo, ma è certamente quello che ne esce meglio. Stefano (un grande Mastandrea), per fuggire dalle delusioni d’amore e professionali (è un musicista), lascia Roma per tornare dalla sua famiglia a Rimini, dove si troverà investito dai problemi dei suoi familiari. Il tono della commedia è però usato in maniera misuratissima, perché non si cade mai verso il drastico (e a ben vedere di situazioni da dramma familiare ce ne sono in abbondanza) e, allo stesso modo, non si cade mai nel volgare o nel comico (od umoristico) fine a sé stesso. “Non pensarci” mantiene la stessa precisa linea dall’inizio alla fine e mantiene lo stesso vivace ritmo narrativo: è un film costante, nel pensiero e nel linguaggio. Ed è costante anche il ruolo e la resa degli attori: i Nardini sono gli stessi dall’inizio alla fine, e soprattutto Stefano ha il suo carattere definito ed inamovibile in ogni situazione. E ciò che accade loro alla fine li avrà fatti, forse, maturare e cambiare, ma soltanto dentro, senza quelle esternazioni plateali e posticce tipiche del nostro cinema, dove nel finale felice e contento ci si abbraccia e ci si scambiano regali e si perdona, bla bla bla, ecc.
“Non pensarci” è un film intelligente, ben scritto e ben girato, piacevole e utile. Utile al cinema italiano (può essere d’esempio) e utile allo spettatore, perché ogni tanto si renda conto che in Italia c’è ancora qualcuno in grado di fare buoni film. E sarebbe meglio ce ne fossero di più.
“Non pensarci” è quindi una bella sorpresa in tutti i sensi, persino nella distribuzione e nel risultato commerciale: più di 200 sale e 360 mila euro nel primo week end. Una speranza, dunque, per il cinema indipendente italiano? Speriamo.

Para
Voto Para: 3/4
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19 commenti

  1. Concordo quasi su tutto… Appena mi riprendo dal lutto provo a scriverci su qualcosa…

    Veramente un bel film: il classico esempio di quel cinema medio (medio alto) che tanto ci manca… Lo metterei all’estremo opposto del film di franchi (là c’è “ricerca all’alto” riuscita solo in parte), in zanasi invece c’è una volontà di raccontare un pezzo di società… in modo poi sorprendente e divertente.
    promosso su tutta la linea

    Rispondi
  2. anonimo

     /  15 aprile 2008

    Ciao concordo in pieno…..sono uscita dalla sala sorridente e felice, questo è quello che si chiama un prodotto cinematografico indipendente ITALIANO!!!!!

    Un film che riesce a parlarci della nostra società in modo semplice, VERO!!! Il film è ben diretto e ben interpretato da tutti.
    Un grande Valerio Mastrandrea che dimostra la sua ormai grande maturità artistica (io lo adoro!!!!!!), In Italia si può fare del buon cinema, e questa ne è la dimostrazione !!!!!!
    E’ un film che ci sorprende e non ci annoia mai!!!!!
    Un punto di FORZA da sottolineare di questo film è la presenza di una buona sceneggiatura, che purtroppo nel nostro cinema a mio modesto parere, non è molto curuta negli ultimi tempi…
    C’è una speranza di rinascita!?
    A presto!!!!
    Besos

    ERICA

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  3. Mi fa piacere leggere ciò! Non vedo l’ora di riuscire ad andare in sala a vederlo!

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  4. anonimo

     /  15 aprile 2008

    Ops è’ Mastandrea …;)

    ciao
    Erica

    Rispondi
  5. @claudio: il film di franchi non l’ho visto, quindi non mi pronuncio. Però non credo che “Non pensarci” sia un film medio, o medio alto, ma sia prima di tutto un bel film italiano. Se poi il discorso è fare un film da grande autore e fare una schifezza (come mi pare di capire abbia fatto Franchi) allora è meglio fare un film che nella semplicità dei mezzi e delle idee (come “Non pensarci”) esce davvero bene. Bisognerebbe che il cinema italiano punti alla realtà vera, non quella patinata e plastificata a cui puntano tutti gli altri. Mi basterebbe sempre un qualcosa di vero e sincero, magari anche brutto, ma almeno che faccia vedere le cose come stanno.

    @erica: come darti torto, niente da ridere. Sulla sceneggiatura è vero, è una grande forza anche come è stato ben scritto.

    @ale: attendiamo tuoi pareri.

    @erica bis: avevo sbagliato anche io a scriverlo, ma ho corretto. 🙂

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  6. Oh, ecco un film italiano di buona qualità. Allora devo cercare di non perderlo, altrimenti non riuscirò mai ad “ingranare” nel cinema italiano attuale. Non vedo l’ora di vederlo al cinema (sperando rimanga nelle sale), perché sono convinto che il film mi sarà “utile” (e a me serve proprio) ^^

    Rispondi
  7. Ottimo ottimo ottimo! Non sai che piacere leggere questa recensione. Dovrei riuscire ad andare al cinema domani sera, non vedo l’ora. Già “Tutta la vita davanti” mi aveva colpito molto molto positivamente, spero che il cinema italiano continui così.

    Ciao,
    Lore

    Rispondi
  8. @luciano: io credo che in sala rimanga un po’, visti gli incassi e vista la penuria d’uscite. Ti consiglio di non perderlo perchè mi sembra giusto premiare un film del genere con i nostri preziosi 7 euro. Facci sapere!

    @lorenzo: molto bene, allora vedremo se sarai d’accordo con me. “Tutta la vita davanti” non l’ho visto, ma se fosse anch’esso positivo come questo allora potremmo dire che è un gran mese per il cinema italiano. 🙂

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  9. per cinema medio-medio alto intendevo proprio la capacità e la bravura di zanasi nel raccontare un pezzo di società in modo vero e sincero e questo è strapositivo in un cinema con il nostro…

    Rispondi
  10. anonimo

     /  15 aprile 2008

    @Para: io ho visto ” Tutta la vita davanti” e ti consiglio appena puoi di vederlo 🙂 per me l’esito è stato più che positivo…;)
    aspetto la recensione….

    @Chimy: Andre so il tuo rapporto con il cinema italiano di oggi…ma questi due film guardali!!!!!;)

    Ci sentiamo per Udine!!!
    Erica

    Rispondi
  11. anonimo

     /  15 aprile 2008

    E’ un gran mese per la commedia tutta all’italiana!!!!

    Erica;)

    Rispondi
  12. Premesso che il film mi ispira a pelle (Mastandrea poi mi sta troppo simpatico) mi ha colpito la frase del post purtroppo, l’italiano medio non ha per il sociale e per lo stato un interesse culturalmente preponderante.
    Chissà perché questa frase mi fa pensare alle elezioni appena concluse…

    Rispondi
  13. @leonard: :)…era una frase a caso o contestualizzata al periodo? Ci sarebbe stata anche se le elezioni fossero andate diversamente, ma riflettendoci è una prova lampante: è normale aspettarsi film che parlino di stato e società con schiettezza se alla fine l’italiano vota Berlusconi? Bah, lasciamo stare la politica va.
    In ogni caso il film è consigliatissimo.

    @erica: non vedrò quello di Virzì almeno fino all’uscita dvd, per ora mi basta Non pensarci non vorrei rimanere deluso e perdere speranze. 🙂

    @claudio: ok, avevo frainteso.

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  14. Sì, la penso come te. Tra l’altro in alcuni momenti fa piegare dal ridere: come quando Mastandrea dice ai genitori che la sorella è lesbica…sono morto!

    Rispondi
  15. @edo: son contento tu sia d’accordo! Ti dirò, io non mi sono mai piegato dal ridere, ma ero sempre sorridente. Mastandrea mi fa sorridere ogni volta che apre bocca.
    Comunque quella parte è micidiale, e anche li quello che mi ha colpito è che era proprio vera, come quando da piccolo spiattelli in faccia ai tuoi le cose che fa la tua sorella adolescente. 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  16. Esattamente: è dura avere film italiani che parlino schietto e diretto di società italiana già normalmente figuriamoci adesso.
    L’italiano medio non si interessa dei suoi stessi problemi, vota Berlusca e preferirebbe rivedere la coppia Boldi-De Sica piuttosto che un film divertente e leggermente impegnato.
    Ma come dici tu lasciamo perdere…

    Rispondi
  17. Come ogni cosa, la matrice del problema è di fonte democristiana. Andreotti accusava il neorealismo perchè disdiceva l’Italia nel mondo: bisognava lavar i panni sporchi a casa propria. Dopo il neorealismo tutti hanno seguito tale assunto con incredibile devozione.
    Rassegnamoci, ragazzi, l’Italia è nata democristiana e morirà democristiana.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  18. Ce ne fossero di ste spaghettate!!!!Un film che t fa respirare, è salutare!!!Adorato in tutto!E per me è cult la corsa che fa il nostro Andrea in chiusura film!

    Rispondi
  19. Hai perfettamente ragione, ce ne fossero di più di film italiani così.
    Davvero bella quella sequenza,nonostante il ralenti 🙂
    Saluti.
    Para

    Rispondi

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