FEFF 2008: Giorno 1

L di Hideo Nakata

Chimy: Il festival si è aperto ieri sera con "L", il sequel/spinoff dei due "Death Note" visti proprio a Udine lo scorso anno.
Questo film è palesemente un lavoro di natura prettamente commerciale per Hideo Nakata, che attendiamo invece mercoledì con "Kaidan", opera che sarà sicuramente più autoriale e personale.
L era il personaggio più interessante di "Death Note", ma, in questo nuovo film, lontano dal "libro della morte" anche il suo fascino viene meno.
Partenza pessima ma non c’è da farne un dramma…

Para: Se "Death Note" è uno dei manga più particolari e affascinanti degli ultimi anni, non si può dire la stessa cosa dei tre film che ne sono stati tratti. "L", nonostante la firma autorevole di Nakata, non tradisce la linea dei precedenti film: sbancare il botteghino, puntando soprattutto alla fascia di età a cui si rivolge lo stesso fumetto: adolescenti e pre adolescenti. L’approfondimento sul personaggio cult L, cioè l’obiettivo del film, è oscurato da una improbabile e fuori luogo traccia narrativa in cui una losca organizzazione di pochi uomini vuole infettare il mondo con una micidiale arma battereologica. Oltre al soggetto, già di per sè deludente, anche la regia di Nakata non offre particolari degni di nota.
Speriamo bene con "Kaidan".

QUICKIE EXPRESS di  Dimas  Djayadiningrat


Chimy: Primo film indonesiano della storia del festival, "Quickie Express" parla di tre particolari personaggi che vogliono diventare degli improbabili gigolo.
Se nella prima parte l’addestramento alla professione è decisamente divertente e piacevole, nella seconda il film si assesta su canoni molto più banalotti, rappresentando la storia d’amore tra uno dei tre e una dolce ragazza figlia di una sua precedente cliente, con inevitabile (e imbarazzante) cena di famiglia.
Indonesia non bocciata del tutto, ma certamente rimandata.

Para: "Quickie Express" è una piacevole sorpresa, che fa sperare bene nella comicità indonesiana. Il demenziale è ben dosato e la volgarità, nonostante la professione dei protagonisti, non è mai troppo sfacciata. Il problema, purtroppo, è la durata del film: due ore sono obiettivamente troppe per un film del genere, che dopo la brillante prima parte si perde nei sentimenti del protagonista e si allunga di 40 minuti di troppo.

A COLLEGE WOMAN’S CONFESSION di Shin Sang-ok

Para: Il leggendario regista coreano Shin Sang Ok, imprigionato dal tanto rigido quanto basso e bruttino dittatore nord coreano Kim Song Il, prima dei lavori forzati (dirigere film di propaganda) negli anni ’50 ha realizzato alcuni film che il FEFF ripropone in un’interessante retrospettiva. Il primo film proposto è "A College Woman’s Confession", che come suggerisce il titolo è il dipinto di un periodo particolarmente delicato per So young, la protagonista. Nonostante la delicatezza e la posatezza della regia il ritmo narrativo è decisamente lento, fattore che mi ha regalato un po’ troppi momenti di noia. Le premesse per grandi film ci sono tutte, quindi spero vivamente nei prossimi.

Chimy: Sorprendente film con il quale si inaugura la retrospettiva di uno dei padri del cinema coreano.
"A College Woman’s Confession" mostra la grande sensibilità che ha avuto questo regista nel descrivere la psicologia femminile in Corea negli anni ’50.
Una giovane ragazza è costretta, momentaneamente, ad abbandonare gli studi e a lavorare per potersi mantenere; l’incontro con i datori di lavoro però sarà più traumatico del previsto: si accorgerà molto presto che per fare strada è necessario fare dei "lavori extra" ai propri capi.
Opera allo stesso tempo forte e delicata, "A College Woman’s Confession" non ci può che fare ben sperare per i prossimi film della retrospettiva.

CASKET FOR RENT di Neal Tan

Para: Il primo film Filippino della tua vita non si scorda mai. Quest’opera è un esempio negli intenti, ma non nella regia. Il regista, in patria considerato un regista coraggioso, ritrae la vita di uno strettissimo vicolo dei bassifondi, in cui gli abitanti devono lottare con le difficoltà economiche e i disagi che comporta vivere in un ghetto. Tra i personaggi un becchino, che affitta bare ai più poveri, sua moglie truccatrice (di vivi e morti), una madre sola con due figli (uno spacciatore e un prostituto gay), una prostituta e il suo protettore, e una studentessa che nasconde la sua professione di prostituta. A fare da commento alle varie vicende particolare si trova un senzatetto, l’unico che sembra aver capito come "vivere" in una realtà del genere. La forza del film di ritrarre a fondo un ambiente così degradato, ma che non va nascosto, è minata da alcuni momenti girati come una telenovelas, e da una scelta musicale piuttosto fastidiosa.
"A Casket for Rent": promosso negli intenti ma non nella forma.

Chimy: Una forma non perfetta ma sulla quale personalmente penso si possa soprassedere, proprio per l’incisività con la quale viene messa in scena la dura realtà filippina di oggi.
"Casket for Rent" è la prima sorpresa del Festival proprio perchè ci trasporta direttamente in un altro mondo, seppur del tempo presente, così lontano dal nostro.
Certamente per ora è l’opera migliore del concorso, vedremo se lo sarà ancora a lungo…

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11 commenti

  1. anonimo

     /  19 aprile 2008

    bravi il cinghialone di piazza dei daini

    Rispondi
  2. para e chimy
    da oggi siete tra i miei miti personali ^_^

    Rispondi
  3. anonimo

     /  20 aprile 2008

    buon lavoro ragazzi!! 🙂
    Un saluto particolare al dott. Para… baci baci!!
    Donza

    Rispondi
  4. Grazie cinghialone

    @losteyeways: ^_^

    Saluti

    Para e Chimy

    Rispondi
  5. @donza: grazie! 🙂 Ricambio i baci. 🙂
    Para

    Rispondi
  6. Ottimo lavoro! Grazie! Quindi il miglior film del giorno sembra quello di Shin Sang-ok. Sarà possibile un giorno vederlo al cinema o almeno su DVD?

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  7. Speriamo Luciano, anche se per il momento sembra dura.
    Speriamo che esca “The Assembly” di cui abbiamo parlato nell’altro post, merita davvero.

    Un saluto

    Chimy e Para

    Rispondi
  8. Ottimo lavoro! 🙂

    Tanto sto apprezzando il fumetto di “Death Note”, tanto mi ha deluso il primo lungometraggio. Penso proprio che salterò tranquillamente anche questo spin off, avete confermato i miei pregiudizi.

    Ciao,
    Lore

    Rispondi
  9. Grazie Lorenzo,
    salta pure senza problemi ^^

    Un saluto

    Chimy e Para

    Rispondi
  10. Non sono riuscito a vedere Casket for Rent ma sugli altri siamo sostanzialmente d’accordo.
    L mi ha ammazzato, Quikie Express mi ha sorpreso ma era decisamente troppo lungo (specie se inizia alle 22 e sei in piedi dalle 5 del mattino),A college Woman’s Confession bè, splendido inizio per la retrospettiva su Shin Sang-ok
    ^__^

    Weltall

    Rispondi
  11. Niente da ridire, Weltall! 🙂
    Saluti.
    Para

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