Terra di mezzo: l'esordio cinematografico di Matteo Garrone

In attesa di vedere (per il sottoscritto) e recensire Gomorra, vogliamo parlare dell’esordio di Matteo Garrone, che purtroppo in pochi conoscono.
Terra di mezzo, del 1996, è un film diviso in tre episodi, che parlano però tutti di un’unica e triste realtà: quella degli immigrati, che sognano l’Italia e che, una volta arrivati, si accorgono invece di essere capitati in un incubo.
Il primo episodio (forse il migliore, premiato al Sacher Festival di Roma) parla della vita squallida che fanno tre prostitute nigeriane, ormai prive di ogni forma di bellezza spirituale e di qualsiasi grazia femminile esteriore; il secondo mostra l’esistenza di alcuni ragazzi albanesi, che passano le proprie giornate in attesa di essere sfruttati da qualcuno che li venga a chiamare per fare dei lavori duri e sottopagati; il terzo episodio, seppur non sembri a prima vista, è forse quello più drammatico del film: un anziano egiziano, arrivato in Italia con grandi speranze diversi decenni prima, è costretto a fare il benzinaio abusivo di notte per poter mangiare qualcosa quando il sole sorge.
Un esordio davvero impressionante quello di Garrone, come in Italia ce ne sono stati davvero pochi negli ultimi decenni.
Il suo sguardo è poetico ed insistente allo stesso tempo, lo si potrebbe definire quasi voyeuristico per la voglia di documentare, senza risparmiare nulla allo spettatore, queste derive esistenziali della società odierna.
Una regia incisiva che riesce a descrivere con forza una pagina grigia e contradditoria dei nostri tempi; ma anche una regia sensibile e toccante, che cerca di non perdersi i pochi attimi di felicità dei suoi personaggi, a volte insistendo pasolinianamente su questi volti che la vita ha reso brutti e rovinati e che Garrone con i suoi primi piani rende magnifici e misteriosi.
Lontano da quei virtuosismi a volte fini a sè stessi dei suoi due ultimi film pre-Gomorra, Garrone ci mostra tutto il necessario per capire quest’orrore: niente è più fuori campo, dobbiamo vedere direttamente cosa si nasconde negli anfratti del nostro bel paese.
Terra di mezzo colpisce e commuove (anche grazie a delle splendide canzoni, originarie dei paesi dei protagonisti-personaggi reali) in particolare in un finale dove torniamo a guardare quei personaggi che abbiamo conosciuto durante la visione.
Questa volta però li vediamo in momenti diversi: le ragazze nigeriane stanno dormendo, gli operai albanesi stanno passeggiando, il benzinaio egiziano compra qualcosa e poi entra in una piccola camera…nei loro occhi però leggiamo che quei meritati momenti di pausa dureranno ancora per poco.
Ognuno dovrà tornare presto al proprio ufficio di lavoro sul ciglio della strada…

Chimy

Voto Chimy: 3/4

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25 commenti

  1. Veramente uno splendido esordio, non posso che condividere parola per parola (ad eccezione di “virtuosisimi a volte fini a sè stessi” ^^ :P).
    Io ho visto per l’ennesima volta “Primo Amore” in attesa di “Gomorra”. Quella scena al ristorante è una delle sequenze più psicologicamente violente che abbia mai visto. Impressionante!

    Ciao,
    Lore

    Rispondi
  2. Sono contentissimo che ci sia qualcuno che l’abbia visto ^^. Non l’avrei detto…
    hai visto anche “Estate romana”? io sto cercando di recuperarlo…
    La scena al ristorante di “Primo amore” effettivamente è riuscitissima… però io preferisco questo Garrone qua, più incisivo. In attesa di “Gomorra” di cui spero di innamorarmi…

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  3. Purtroppo “Estate Romana” non riesco a trovarlo da nessuna parte. Spero in un passaggio televisivo.

    Ciao,
    Lorenzo

    Rispondi
  4. Spero anch’io a questo punto…

    Chimy

    Rispondi
  5. E infatti io non lo conoscevo ma mi metto subito al recupero!!!
    E spero di riuscire a vedere Gomorra in settimana…per ora ho letto solo recensioni positive!!!

    Weltall

    Rispondi
  6. Lo recupererò al più presto, soprattutto dopo questa straordinaria analisi. Anche io non ho trovato i due film pre-Gomorra pregni di virtuosismi fini a sè stessi. Comunque, sono forse l’unica a cui la scena di Primo amore al ristorante è parsa un pò fuori luogo, quasi tragicomica.

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  7. @weltall: vedrai che ti piacerà… io “Gomorra” andrò a vederlo mercoledì sera. Non sto più nella pelle ^^

    @ale: troppo gentile, davvero.
    “L’imbalsamatore” e “Primo amore” in alcuni casi li ho trovati un pò virtuosistici… diciamo imperfetti, ma lo dico proprio perchè Garrone ha un grandissimo talento e, a mio parere, potevano essere migliori.
    La scena al ristorante, in realtà, è in assoluto la più discussa di tutto il film… ho sentito parlare di critici che hanno fischiato alla proiezione per la stampa di “Primo amore”, durante quella scena.
    Ecco, io personalmente ho trovato riuscitissima (come dicevo a Lorenzo) la scena nel suo svolgimento narrativo, mi ha trasmesso una grande tensione soprattutto nella parte iniziale e centrale… Forse però, quello sì, c’è un esagerazione a fine sequenza (credo che sia la parte che tu consideri tragicomica) nel momento in cui la protagonista si avventa sul cibo in cucina… quel singolo momento forse è effettivamente un pò eccessivo.

    Ciao a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  8. me manca ma l’ho messo nella lista dlla spesa…

    Rispondi
  9. Ti piacerà sicuramente…

    Chimy

    Rispondi
  10. Si chimy hai colto proprio nel segno, mi riferivo proprio alla fine quando lei va in cucina e comincia a pregare lo chef di darle il purè…lì non sapevo se ridere o piangere o fare entrambe le cose. Per il resto l’ho trovato un ottimo film.

    Rispondi
  11. Immaginavo, perchè a tanti ha fatto storcere il naso…

    Chimy

    Rispondi
  12. parte l’azione di recupero!
    (un vero peccato non poter vedere estate romana, accendiamo un cero a ghezzi ^^)

    Rispondi
  13. splinder?

    Rispondi
  14. Peccato sì… attendiamo con ansia il prossimo passaggio…

    Chimy

    Rispondi
  15. Questa potrebbe essere per me l’occasione di fare la conoscenza di Garrone. Non ho visto Terra di mezzo, ma dopo la tua bellissima e interessante recensione andrò in cerca del film. Primo amore, conosciuto attraverso una recensione di Ale55andra, è già in mio possesso. Potrei cominciare da lì. Inoltre sarò presto in sala a vedere Gomorra. A presto.

    Rispondi
  16. Ti ringrazio. E’ un film assolutamente da recuperare, per me superiore al cmq interessante “Primo amore”.
    Stasera sono in sala anch’io per “Gomorra”… poi ne parliamo ^^

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  17. Bello!! non conoscevo! ringrazio per la segnalazione :))

    E faccio finta di non aver letto l’aggettivo “vituosistico” accostato all’ “Imbalsamatore” 😉

    Un salutone

    Rispondi
  18. Prego ^^.

    Dai, dopo aver visto la secchezza registica di “Gomorra”, la perfezione di inquadrature, campo e quant’altro… sono ancora più convinto che “L’imbalsamatore” sia un’occasione mancata registicamente per Garrone.

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  19. Finora ho visto solo l’imbalsamatore…stasera vedrò Gomorra…questo me lo procuro al più presto!

    Rispondi
  20. Fammi sapere appena riesci a vedere questo film.
    Più tardi parleremo di “Gomorra”…

    Ciao

    Chimy

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  21. Felicissimo che ti sia piaciuto. Nel primo episodio c’è già tutta la giusta distanza (l’impalpabilità) di “Gomorra”. Il tratto distintivo più autentico e singolare di Garrone è una sorta di “galleggiamento”: il suo stile si immerge nelle cose senza farsene travolgere del tutto. Quando sembra inabissarsi, ecco apparire un flou o un taglio obliquo a ricordarti che è lì, ma senza enfasi. Impalpabilmente.

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  22. Mi ha davvero colpito positivamente, non avrei pensato così tanto.
    Concordo pienamente con le tue parole, adattissime anche a “Gomorra”.

    Chimy

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  23. Lo vidi molto tempo fa e lo trovai bellissimo… forse uno dei più begli esempi di film di denuncia italiani degli ultimi anni, senza la retorica denuncia-cinema-verità

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  24. Lo vidi molto tempo fa a Bologna. E capii subito che amavo questo (allora semisconosciuto) Garrone: uno dei più bei film di denuncia italiani degli ultimi anni, senza il peso della retorica del cinema-verità

    Rispondi
  25. Concordo pienamente con te.
    Un film di denuncia, privo di retorica, come se ne fanno ormai pochissimi nel nostro paese.

    Grazie della visita

    Chimy

    Rispondi

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