Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo: il grande ritorno del (qualche volta) professor Jones!

Urge una premessa: è difficilissimo, quasi impossibile, per me scrivere su "Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo" dopo aver visto il Film uscito oggi nelle sale italiane. Comunque ci proviamo…
Altra cosa: la recensione contiene SPOILER che purtroppo, per parlarne compiutamente, non sono evitabili.

19 anni nella storia del ‘900

Avevamo lasciato Indy nel 1938, lo ritroviamo nel 1957.
19 anni in cui tantissime cose sono, storicamente, cambiate.
"Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo" ha da subito il grandissimo merito di "temporalizzare" perfettamente l’epoca in cui il film è ambientato (punto di forza, già, della trilogia anni ’80).
Ora non sono più i nazisti i nemici del Nostro eroe, ora c’è la guerra fredda: i russi sono questa volta gli antagonisti, capitanati da una splendida Cate Blanchett.
Le due principali ossessioni degli anni ’50, diventano molto presto due dei protagonisti di questa pellicola: la Bomba e gli alieni.
Indiana Jones riesce facilmente a sconfiggere la prima, riuscendo a "scappare" da un esperimento atomico; mentre avrà maggiori problemi con i secondi.
L’inserimento degli alieni, e la relazione di questi con i Maya, è perfettamente inseribile nella cultura degli anni ’50.
Molti misteri legati ai Maya (e ad altri popoli del centro e sud America) vennero collegati dai media, sempre nei ’50, al possibile passaggio extra-terrestre sul nostro pianeta.
I monumentali disegni visti solo dal cielo, i teschi di cristallo (che, per chi non lo sapesse, sono stati trovati davvero) ecc ecc… sono stati considerati, in passato, opera extra-terrestre vista l’incapacità (e, forse, impossibilità) umana di capirne la causa e l’origine.
La presenza aliena (da molti criticata) non è affatto un difetto (semmai lo può essere il come, ma se ne parlerà più avanti), dato che s’inserisce totalmente in una riflessione (e in un genere) che, Spielbergamente, vuole sottolineare il più possibile la l’epoca e la cultura del momento che viene raccontato.

19 anni nella storia del cinema

Avevamo lasciato Indy nel 1989, lo ritroviamo nel 2008.
19 anni in cui tantissime cose sono, cinematograficamente, cambiate.
"Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo" è Cinema puro, come ne vediamo sempre meno.
Oggi vanno alla grande i film con supereroi, e con effetti, ultra-tecnologici distantissimi dalla purezza del genere d’avventura classico.
Questo genere sembrava scomparso proprio con la fine de "L’ultima crociata" (dopo i fasti classici con Erroll Flynn & co.). Ecco, invece, che la coppia d’oro Lucas-Spielberg ce lo riporta nel 2008, quando ormai non siamo più abituati a vederlo.
Ingranaggi, cunicoli, tesori, ragnatele, liane; che ci rimandano ad un cinema che non c’è più, se non nei nostri cuori.
Può non sembrare superficialmente, ma vi è più di un collegamento tra questo film e il suo compagno d’uscita "Be Kind Rewind": entrambi effettuano infatti un’operazione nostalgica su un tipo di cinema che sta, purtroppo, morendo.
Al di là di qualche eccesso (soprattutto nella parte degli alieni nel finale), "Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo" è un film perfettamente diretto da Spielberg, che riesce magnificamente ad equilibrare i vari punti cardine della pellicola: rapporti tra i personaggi, avventura pura, ossessioni anni ’50.
E, se necessario per i più duri d’orecchio, ci ribatte, in un magnifico finale, che Indiana Jones non morirà mai, che non verrà mai sostituito dalle nuove leve (attoriali e narrative): quel cappello non passerà all’insipido Shia LaBoeuf, ma resterà in testa al magico Harrison Ford.
Così come in cabina di regia rimarrà sempre Steven Spielberg, uno dei pochi per i quali questo cinema non morirà mai; poichè, insieme a noi, lo tiene sempre nel cuore.

Chimy

Voto Chimy: 3/4

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30 commenti

  1. Evvai!!! L’ultima scena di Indy che si riprende il cappello è da standing ovation!!!!

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  2. Sono giorni durissimi per Splinder… cercate di avere pazienza…

    Chimy

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  3. anonimo

     /  28 Maggio 2008

    Grande Harrison Ford. Non sembra che siano passati 19 anni dall’ultima volta! Peccato che il finale sia molto prevedibile e poco originale (vedi Stargate). FUSH

    Rispondi
  4. anonimo

     /  28 Maggio 2008

    Grande Harrison Ford! Non sembra che siano passati 19 anni dall’ultima volta. Peccato per il finale prevedibile e poco originale (vedi Stargate). by FUSH

    Rispondi
  5. @ale55andra: olèèèè, riesco a commentare… finale da applausi: Indy è sempre lui ^^

    @fush: primo commento di Fush è da segnare negli annali di Cineroom ^^
    Harrison Ford è grandissimo!!! Ne vogliamo ancora 😉
    “Stargate” lo ricorda un pò, è vero.

    Saluti

    Chimy

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  6. anonimo

     /  28 Maggio 2008

    cari amici,

    vada come vada, nel bene e nel male il buon vecchio dottor Jones sa ancora incantarci e sorprenderci. Lo abbiamo visto nei canali di Venezia inseguito da arabi alquanto incazzati, in India alle prese tra insetti e riti induisti….e ora in Peru’, nel cuore di una civilta’ Inca la cui grandezza rimane tutt’ora un mistero. Sempre in mezzo ai guai, mai stanco di correre e di combattere con nuovi o “presunti” nemici, prima neri adesso rossi. Penso che un elemento emerso in quest’ultimo film sia un certo surrealismo al limite della follia. Memorabile la sequenza del nostro eroe che per sfuggire ad un scoppio nucleare si nasconde in un frigorifero o quando entra con una motocicletta dentro una biblioteca. Ebbene si….mi sono divertito…certo….Bisogna dire che Spielberg si lascia un po’ prendere la mano nella seconda parte creando formiche giganti al limite del naturale o fabbricando navicelle spaziali emerse da rovine antiche dimenticando cosi’ che è pur sempre un film d’avventura e non d’animazione.

    ma glielo perdoneremo….perchè alla fine il nostro avventuriero che abbiamo lasciato parecchi anni fa è sempre lui: con la sua battuta pronta, il suo charme con le donne “hai incontarto qlk in qst anni?” “si….ma avevano tutte lo stesso difetto…non erano te” la sua frusta…e il suo inconfondibile cappello…il quale, come dici tu Andrea, rimarra’ sempre e solo saldo sul capo dell’unico e VERO Indiana Jones….colui che alla fine ci ha fatto sognare negli anni piu’ fervidi d’immaginazione: la nostra infanzia, colui che citando lo stesso professore “sono come una moneta falsa….spunto sempre fuori”

    LUNGA VITA “PROFEZZOR JONEZ”
    MARCO CRUCCU

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  7. E vai!!!

    Applausi al Prof. Jones (unico e solo)!!! 😉

    Rispondi
  8. @marco: attendevo il tuo commento ^^
    Qualche eccesso c’è, ma bisogna perdonarglielo per tutti i motivi che hai elencato.
    Il suo charme è davvero sempre lo stesso.. battute straordinarie: “Ora ti faccio tornare a scuola”, “Chiamami se ti punge uno scorpione piccolo”: MITICO INDY ^^
    Non so te, ma io voglio il quinto (anche con rischio di esagerare).

    @filippo: 🙂 Unico e inimitabile: Indina Jones ^^

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  9. Bella li!!!!!Felice di leggere sagge riflessioni!!!!^^
    Entro domnai pubblico la mia seconda recensione!^^

    Rispondi
  10. Grazie, non vedo l’ora di leggere la tua ^^

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  11. Per evitare spoiler prima vado a vederlo e poi torno a leggere, promesso ^__*

    Weltall

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  12. Ok, ti aspetto 🙂

    Chimy

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  13. Credo di essere l’unico rimasto a non averlo visto.

    Rispondi
  14. Purtroppo devo dare la precedenza al Divo, ma Indy non lo perderò. Troppo importante vederlo. Poi leggo opinioni leggermente diverse tra i cinefili, nonché la tua molto positiva recensione che ha ravvivato in me l’entusiasmo che si stava affievolendo.

    Rispondi
  15. anonimo

     /  29 Maggio 2008

    Un grande merito al dottor jones che in tempi di eroi, cavalieri, supereroi e computer, ha reintrodotto l’arma cinematografica per eccellenza: la castagna!

    SPOILER! inizio
    L’unica pecca è che il gruppo va nella città perduta, vede partire gli alieni e se ne torna, senza aver fatto praticamente nulla.
    SPOILER!! fine

    Rispondi
  16. @leonard: qualcuno c’è ancora… vallo a vedere però.

    @luciano: è un film da vedere, per tanti motivi… però dai la precedenza al “Divo” che è un capolavoro.

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  17. anonimo

     /  30 Maggio 2008

    Finalmente sono riuscito a vederlo ieri sera!
    Divertentissimo, avventura pura. Scene d’azione mozzafiato orechestrate da Dio (freneticissime, ma mai incasinate come sembra andare di moda in questo periodo), esageratissime, ma sempre molto ironiche. Me lo sono goduto dall’inizio alla fine, ho avuto sempre il sorriso sulle labbra, ho adorato i riferimenti alla continuity (la scena del serpente è favolosa!).
    Mi sono andati bene anche gli alieni, come hai detto benissimo te appartengono alla sfera delle ossessioni anni ’50. L’unica cosa che non ho apprezzato è SPOILER l’alieno di ciccia alla fine. Avrei preferito rimanesse nell’ombra, mi bastava lo scheletro. Quel fintissimo bambolotto che fissa Cate in quel modo è piuttosto ridicolo/imbarazzante. Ma resta in scena solo qualche secondo, quindi sotto sotto posso far finta di nulla.

    Ciao,
    Lore

    Rispondi
  18. Quello sopra sono io. Eppure avevo fatto il log in, misteri di spinder.

    Rispondi
  19. Concordo perfettamente con tutte le tue parole Lorenzo, qualche eccesso c’è sicuramente, ma non possiamo fare altro che perdonarlo.
    “Avventura pura”: questo per me è l’elemento di maggior interesse.

    Leggerò con piacere la tua recensione.

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  20. Il Professor Jones non lo discutiamo certo, nemmeno per idea :)) Dalle mie parti non è piaciuto il “come” sono stati inseriti nel contesto i ben noti alienoidi… e qualche altra cosetta.

    Ma tutto sommato… Indy è sempre Indy. Salutoni e buon week-end

    Rispondi
  21. Ciao, molto bella e dettagliata la tua recensione su Indy. Su molte cose sono daccordo e tendenzialmente il mio giudizio finale è simile al tuo, tuttavia ti invito a dare una occhiata alla recensione sul mio blog per avere un ulteriore confronto.

    http://lancil9.splinder.com

    Saluti.

    Rispondi
  22. @pick: sì in effetti, come ho scritto anch’io, il “come” è eccesivo… ma i pregi del film sono tanti. Non si può che voler bene al nostro Indy ^^

    @lancil9: grazie per i complimenti e benvenuto sul nostro blog… passo subito da te.

    Salutoni a entrambi

    Chimy

    Rispondi
  23. Come promesso, visto il film ed eccomi qui a leggere e commentare ^__^
    Questo Indiana Jones è un tuffo nel passato per quelli che hanno amato i tre film precedenti ed è giustissimo esaminarlo tenendo in considerazione sia il nuovo contesto storico nel quale il film è ambientato, sia gli anni che sono passati realmente dall’ ultimo film.

    Spoiler
    Ti dirò, più che il gigantesco ufo, ho trovato maggiormente fuori luogo le due scene (sostanzialmente inutili) con Shia LaBeouf (quella dove “tarzaneggia” con le scimmie e il duello con le spade sulle jeep) dove si fa un grande uso di effetti speciali e si da troppo spazio ad un personaggio che dovrebbe rimanere marginale
    Fine Spoiler

    Per il resto, un grande ritorno per in nostro Indy ^__*

    Weltall

    Rispondi
  24. Concordo con te pienamente.

    Anche a me il personaggio di Shia LaBeouf non ha convinto, anche perchè ad essere onesto mi è stato molto antipatico (lui, sia attore che personaggio) in questo film.

    Cmq a Indy gli vogliamo un gran bene ^^

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  25. dire che “qualche esagerazione c’è” è l’eufemismo del secolo.
    Nulla in contrario alle esagerazioni, anzi. E’ che se ci si limita a dire che è divertente ci sto, se si dice che in fondo è come mille blockbuster caciaroni degli ultimi anni (mission impossible, the transporter, Bad boys e relativi seguiti) solo con un personaggio a cui si vuole tutti più bene sono pienamente d’accordo.
    ma che lo si definisca un bel film fa male al cuore. una minchiata divertente e piena di belle sequenze calza molto di più secondo me.
    alla fine del film avevo due interrogativi per la testa. il primo, sul compenso dato agli sceneggiatori. davvero qualcuno è diventato ricchissimo scrivendo queste cose?
    e poi, perchè tutti hanno sempre un faro puntato sulla faccia?(alias ma davvero qualcuno è diventato ricchissimo fotografando un film in questo modo?)

    Rispondi
  26. Non c’entra niente con tutti i mille blockbuster caciaroni degli ultimi anni secondo me; ed è quello che ho cercato di sottolineare nella recensione, mediante il discorso del “cinema puro”.
    La sceneggiatura, come detto, è anche per me il difetto del film.

    Non credo che nessuno si sia arricchito con questo film… perchè semplicemente erano tutti già ricchi. Al max avranno ingrandito ancora di più il loro deposito di denaro ^^

    Chimy

    Rispondi
  27. d’accordo su tutto meno che sull’insipido le boeuf che secondo me se l’è cavata egregiamente (ovviamente non tanto da prendere il cappello!)

    Rispondi
  28. Eh ma che ci vuoi fare Deneil? A me proprio sta sullo stomaco a pelle quel ragazzo…

    Chimy

    Rispondi
  29. anonimo

     /  4 agosto 2008

    Ecco infine la mia esperienza con il teschio di cristallo: mi accorgo di essere meno benevola di chi mi ha preceduto nei commenti!
    Dopo 19 anni di attesa.. Sala strapiena di gente, sono molti i trentenni cresciuti con le avventure di Indiana Jones (e Indiana Pipps sulle pagine del Topolino) che non vedono l’ora di provare di nuovo lo stesso brivido di allora.
    Inizio scatenato, ben contestualizzato .. l’entrata in scena del nostro eroe è da manuale: introdotto dai particolari… il famoso cappello, l’ombra proiettata a terra… ma quando ad essere inquadrato è il viso di Indiana, beh, un piccolo sconforto prende tutti i presenti: eravamo preparati, Harrison di anni ne ha 66, cosa potevamo pretendere..
    Ma siamo subito smentiti: l’età viene mirabilmente sdrammatizzata con una battuta umoristica e da quel momento non ci si fa più caso!
    Prima scena d’azione, riecheggiano le note della famosa colonna sonora e qui un sorriso soddisfatto si dipinge automaticamente su tutti i nostri visi: Indian Jones è tornato!!
    Il film si dipana fra inseguimenti, nuovi personaggi, richiami ai capitoli precedenti, fra cui la splendida citazione in cui si vede in una cassa del magazzino militare l’arca maledetta che tanto aveva fatto penare… simbolo dell’ineluttabile trascorrere del tempo e dell’umana tendenza a dimenticare.
    Man mano che le immagini scorrono, mi accorgo però di essere in continua attesa di qualcosa… qualcosa che purtroppo non arriva mai: proprio la trama principale – l’intrigo militar-spionistico con i russi – è il punto debole del film. C’è almeno un salto narrativo che non ti consente di capire come si passa dal manicomio alla tomba del conquistador (o almeno io e compani di visione non l’abbiamo capito!) e verso la fine iniziano ad abbondare particolari un po’ troppo implausibili anche per Indiana Jones (la fuga con le liane è T-R-E-M-E-N-D-A, smaccatamente digitale!), fino ad arrivare all’apoteosi: forse Lucas e Spielberg avevano dimenticato su quale set si trovassero, magari pensavano di prendere 2 piccioni con una fava proponendo un cross-over con “Incontri ravvicinati del III tipo”..
    Peccato: a fronte di un ottima prova degli attori (Harrison è inossidabile e non ha dimenticato la mimica giusta, anzi la sua età arricchisce il personaggio di nuove sfumature), la mia sensazione finale è che Lucas e Spielberg abbiano preparato la sceneggiatura in un pomeriggio!
    Leggendo la rece, ho appreso che negli anni ’50 le storie Maya-Alieni erano diffuse nella fantascienza dell’epoca, ma presumo che molti lo ignorassero (come me): allora non sarebbe stato opportuno che il regista lo spiegasse in un qualche modo? forse così avremmo potuto sbarrare gli occhi un po’ meno di fronte al decollo dell’astronave. O no?

    Kyra

    Rispondi
  30. Concordo per i pregi che sottolinei, solo in parte sui difetti.

    Certamente il finale è la parte debole del film, io però questa debolezza non la vedo tanto nella trama ma quanto più nella resa semmai.
    I salti narrativi, le mancate spiegazioni e le implausibilità a me non hanno dato affatto fastidio in quanto parte di un genere, e di un modello di cinema, che si basa (perchè no?) anche su queste.

    I problemi sono più nella riuscita visiva che nei concetti espressi.

    Ti posso dare in parte ragione, in questo senso, per la fuga sulle liane e, ancor di più, per quanto riguarda la sequenza finale con la partenza dell’astronave: eccessiva e un pò pacchiana.

    Un saluto 🙂

    Chimy

    Rispondi

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