Il cinema… semplicemente

<< Il cinema è il "come", non il "cosa" >>

Alfred Hitchcock

Questa brevissima (e bellissima) frase del Genio spiega in poche parole quello che deve tenere presente (sempre) chiunque scriva, parli o faccia del cinema.

O almeno noi la pensiamo così; e su questo blog e in qualunque nostro scritto o discorso cinematografico terremo sempre conto, per cercare di valutare qualsiasi film, del precetto dell’immenso Hitch.

 

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30 commenti

  1. è una cosa che spesso dimentico, forse perchè non faccio il critico, ahaha

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  2. E’ vero, sono assolutamente e cerebralmente d’accordo con questa affermazione, però è vero che a volte il cuore prende il sopravvento e si interessa non solo al come, ma anche al cosa.

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  3. anonimo

     /  21 agosto 2008

    Da un punto di vista strettamente registico, non si può non essere d’accordo con il maestro: l’ha dimostrato lui stesso che con meri espedienti tecnici – a basso prezzo, per giunta – si poteva far rabbrividire una platea (vedi le sue dichiarazioni su “Psycho”). Ma questo è un esempio limite, perchè Hitch stesso ha più volte girato film basati quasi esclusivamente sul “come”( e qui la dissertazione potrebbe diventare troppo prolissa..)
    Un director che non sia in grado di suscitare le reazioni del pubblico dovrebbe al massimo girare un tv-movie tipo “Donne al bivio”, in cui conta SOLO il cosa. Secondo me, padroneggiare il “come” è quello che distingue un grande regista da uno mediocre.

    @Ale55andra: al cuore non si comanda, il “cosa ” cioè la storia, può suscitare empatia. Ma se pure una sceneggiatura è valida, un modo scadente di raccontarla rovina l’intera opera e diventa l’ennesima occasione sprecata.. e quando mi capita questo, al cinema, mi disturba parecchio..

    Kyra

    PS: un grazie ai parachimy per l’opportunità di parlarne!

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  4. Kyra sono assolutamente d’accordo, mi pare che con il mio primo post io abbia tentato di dire proprio quello, cioè è molto importante il come, ma a volte è altrettanto importante anche il cosa…

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  5. @wd: non è vero, tu sei il più grande critico della blogsfera! 🙂 Io me ne dimentico solo quando esagero con l’Irish Mist, cioè sempre. 🙂

    @ale: mmmmh…eh sì, le donne hanno il cuore debole! 🙂 Sto scherzando, ogni tanto capita, l’importante è che il cosa non prenda il sopravvento sul come.

    @kyra: quando penso a questa questione penso a “Una storia vera” di Lynch. Quando un “cosa” all’apparenza inutile e stupido (un coast to coast con un tagliaerba) è un film bellissimo proprio per il “come”.
    Grazie a te e a tutti voi che partecipate alla discussione!
    🙂

    Saluti.
    Para

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  6. Para, quello assolutamente mai! ^_-

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  7. Frase illuminante! Naturalmente, per formazione (o deformazione?) tendo a pendere verso il come.

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  8. Il cinema è entrambe le cose, necessariamente assieme e nello stesso momento, 24 volte per ogni secondo.

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  9. Lo dico sempre ma sempre mi si dice che allora non vedo i film con la pancia. Niente di più errato.
    Solo che il cinema è il frutto di interminabili pensieri: niente nasce per caso, tutto è tremendamente studiato, anche quello che non lo si pensa.E tutto ha un significato perchè nel momento in cui un regista decide di usare un carrello anzichè una inquadratura fissa è perchè così vuole farci arrivare meglio la scena, l’azione.

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  10. @luciano: più che naturale 😉

    @gahan: non qui. Qui il di cosa si parla interessa poco, bisogna vedere il come se ne parla.

    @mr.Davis: concordo con te perfettamente. Parole giustissime.

    Saluti a tutti

    Chimy

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  11. Il Maestro aveva ragione.

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  12. >Qui il di cosa si parla interessa poco, bisogna vedere il come se ne parla.

    E in che modo quello che ho detto io sarebbe in contrasto con questa affermazione?

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  13. @leonard: già 🙂

    @gahan: scusa mi pare che tu gli abbia dato pari importanza al “come” e al “cosa” dato che hai scritto che . Mentre per noi le cose non sono in “parità”, ma si pende verso una delle due.
    Ma forse avrò capito male io…

    Saluti

    Chimy

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  14. Mi ha perso un pezzo…

    Era: dato che hai scritto che “il cinema è entrambe le cose, necessariamente assieme…”

    Chimy

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  15. Già il fatto che si separino le due cose mi sembra un problema. Il come comprende il cosa, anzi lo forma: il come senza il cosa non esiste.

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  16. La frase poi non si contraddice con la sua filmografia. Quanti film diversi tra loro ha girato Hitchcock in cui c’è un protagonista che viene accusato ingiustamente di qualcosa, o che viene scambiato per un altro. Stesso soggetto realizzazione diversa.

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  17. @gahan: esattamente. Come dici tu, è il “come” a formare il “cosa”; ed è proprio per questo motivo che a noi è quello che interessa.

    @leonard: giustissimo. Hitchcock infatti è la massima dimostrazione del suo stesso concetto 🙂

    Chimy

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  18. Ottimo spunto di riflessione.Semore in gamba lo zio Alfred. Direi che cronologicamente ed “evolutivamente” prima viene il cosa. Poi viene il come (del cosa). E poi magari credo che ci potremmo aggiungerè anche un terzo step: il perchè. Il “perchè del come”.

    Che ne dite? Ovviamente il primo livello ci interessa poco (o ci interessa relativamente, nella misura in cui prelude al secondo). Mentre il secondo e il terzo step ci appassionano parecchio. 🙂

    Saluti e… a presto :))

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  19. Scusate i refusi in serie. Era “semPre in gamba”.

    🙂

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  20. @pick: Oh sì, bella e giusta aggiunta, la tua. Il perchè del come, anche se è pur sempre nel come, è bello da indagare.
    A presto sì! 🙂
    Saluti.
    Para

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  21. Ci sto anch’io 😉

    A prestissimo 🙂

    Chimy

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  22. anonimo

     /  26 agosto 2008

    Sulla discussione innestata da gahan: per dirla in altri termini, una brocca dipinta da Picasso o dipinta da me dà un effetto diverso (ecco il “come” che nobilita il soggetto).
    Se il soggetto è un bella donnina poco vestita, magari molti la trovano gradevole anche se la disegno io (ecco il “cosa” che prevale sul “come”, riempiendo le lacune con effetti speciali, se vogliamo ;-))

    @pick: bella definizione “il perché del come”: direi che è proprio il motivo per cui siamo qui a discutere con passione!

    Kyra

    Rispondi
  23. Il “perché del come” — è questo che intendevo — è esattamente il cosa: ovvero, il cinema è l’uso di un determinato linguaggio con determinati fini espressivi, che possono essere i più disparati. Quello che vuoi esprimere, quello per cui ti esprimi, cos’altro è se non il “cosa”? Ecco perché il “cosa” è tutt’uno col “come”, il come senza il cosa è interessante come un disegno “bello” (anzi, “figo”) impossibile da interpretare: a me il “come” interessa solo in quanto veicolo, forza formante, base espressiva del “cosa”, che è la visione, il pensiero di chi usa il linguaggio-cinema. Quando vedo un carrello ci si dovrebbe sempre chiedere “per cosa?”.

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  24. Erratum: Quando si vede un carrello ci si dovrebbe sempre chiedere “per cosa?”.

    Rispondi
  25. anonimo

     /  29 agosto 2008

    In effetti adesso capisco meglio quello che vuoi dire ed io cmq lo chiamerei “il perchè del come”, trattandosi di un fine espressivo.. Io invece ho sempre interpretato il “cosa” semplicemente come il soggetto, la trama che si rappresenta ed è su questa definizione che mi sono espressa finora.

    Kyra

    Rispondi
  26. @gahan: concordo molto con la tua ultima frase

    @kyra: ognuno cmq ha le sue idee ed è un bella discussione per questo 🙂

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  27. anonimo

     /  31 agosto 2008

    Sì, è vero, infatti volevo dire proprio questo: gahan mi ha fatto vedere il “cosa”in un’altra prospettiva…
    Kyra

    Rispondi
  28. e io aggiungerei un’altra cosa di Hitch, che il cinema è pezzi di torta non pezzi di vita, così facendo fuori tutti i teorici della verosimiglianza.

    ha ragione gahan, il carrello deve veicolare una emozione, non deve essere semplicemente “bello”.
    tutto è al servizio del meccanismo, della azione che deve andare avanti.

    Peccato che queste cose le dica Mamet nel silenzio assoluto della blogosfera.

    Rispondi
  29. inoltre aggiungo: se per cosa intendi la storia, effettivamente a Hitch interessa poco ma gli interessa moltissimo il percorso del suo personaggio.
    Stewart in Vertigo è uno che ha paura dell’altezza e alla fine non ha più paura dell’altezza.
    Anche qui abbiamo un ragazzo incontra ragazza (storia romantica sottolineata dal tema musicale) con innescata – ed è qui l’interesse del regista – la passione necrofila: Stewart vuole scoparsi una morta.

    Rispondi
  30. Beh, ma sul percorso del personaggio entra in gioco il come viene scritto il personaggio e il come viene gestito, non cosa rappresenta il personaggio.
    Noi abbiamo voluto utilizzare questa “distinzione” del genio (COME vs COSA) non per negare alla storia una sua importanza, ma per sottolineare come essa non sia predominante. C’è molta gente, non tra i blogger, che giudica il film in base all’interesse verso il tema, a come finisce o a cosa succede solo a livello narrativo. E questa è una cosa fondamentalmente sbagliata dal nostro punto di vista, e che abbiamo voluto esporre, ma non per attaccare qualcuno, ma per dirlo e basta.
    E poi è in ogni caso un tema felicemente affrontabile, che apre una serie di questioni belle su cui discutere, come è successo con le osservazioni di gahan, di pick e le tue, souffle.
    Saluti.
    Para
    Saluti.
    Para

    Rispondi

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