In attesa (indecifrabile) di Antichrist… le risate del mostro


Avevamo lasciato Lars von Trier nel 2006 con Il grande capo, pazzesca metafora sulle reazioni diverse del pubblico nei suoi confronti, simboleggiate dai dipendenti che lavoravano per quel "grande capo" che altro non era che lo stesso regista danese.

Già, le diverse reazioni del pubblico e della critica dicevamo… chiunque conosca minimamente il cinema e non sia stato su un altro pianete negli ultimi vent’anni saprà bene che von Trier è uno dei (ma si potrebbe dire "il") registi più discussi del cinema contemporaneo. Portato a suscitare reazioni estreme, di odio e d’amore, d’ira e di gioia. C’è chi (e ne conosco molti) lo ucciderebbe se lo vedesse per strada e c’è chi (e ne conosco altrettanti) ha messo il suo santino sul comodino.

Se il celebre Emanule Carrère di Positif l’aveva definito: "Un genio, un prodigio, l’Orson Welles degli anni ’80"; Roberto Silvestri de Il manifesto rispondeva con: "Il Leni Riefenstahl moderno, il vettista fallico del postmoderno". Ma questi sono soltanto due esempi opposti per mostrare quello di cui si sta parlando.

Tutti i suoi film hanno scandalizzato, tutte le sue opere hanno diviso, tutti i suoi lavori hanno suscitano reazioni estreme (positive o negative che fossero), ma forse mai nella filmografia del regista siamo arrivati al punto raggiunto da Antichrist, presentato nei giorni scorsi al Festival di Cannes, che avrà sconvolto chiunque si sia trovato in rete a leggere delle recensioni sul film. Dall’esaltazione assoluta al dileggio… dalle risate della presa in giro alle lacrime della commozione…
Avete letto sul vostro quotidiano di fiducia che le reazioni erano unanimi? O al telegiornale? Ci avete davvero creduto? L’ultimo film di von Trier è in realtà una divisione unica di commenti e recensioni che passano da un estremo all’altro.

Già questo basterebbe a farci capire che Antichrist è un’opera riuscitissima per il tipo di cinema di von Trier, ma questo lo vedremo venerdì. Intanto, vista l’eccezionalità dell’evento (le recensioni al film così estreme), abbiamo deciso di trascriverne qualcuna per dare un’idea delle reazioni:

"Mai finora un uomo e una donna si erano inflitti tano male l’un l’altra in un film. Noi guardavamo increduli. (…) Che il film sia bello, brutto o grandioso va oltre al punto della questione. Si tratta di un audace sputo nell’occhio della società. (…) Von Trier non ha fatto un film sulla violenza, quanto un film per infliggere violenza su di noi, forse come esperienza salutare. Ne sono convinto: è il film più disperato che abbia mai visto"

Roger Ebert-Chicago SunTimes

"Visivamente stupendo e pullulante di grandiosità"

Peter Brunette-Hollywood Reporter

"Una delle più grandi debacle nella storia del Festival di Cannes, e il totale collasso di un importante artista cinematografico. (…) Antichrist sarà senza dubbio di grande imbarazzo per la carriera delle star Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg, e una possibile conclusione della carriera di Von Trier. (…) Una delle più grandi calamità comiche non volute che abbia mai visto"

Jeffrey Wells-Hollywood Elsewhere.com

"E’ una provocazione dall’aspetto allettante, quasi pubblicitario, con uno strato di allegoria pseudo-cristiana infilato tanto per respingere ragionevoli accuse di misoginia. Il colmo è che il regista dedica il film alla memoria del grande regista russo Andrei Tarkovsky – praticamente, come mostrare il dito medio al pubblico di Cannes."

Entertainment Weekly

"Il cinema all’apice delle sue possibilità estreme. Capolavoro assoluto. 5/5"

Daily Telegraph

"Travolto da un progetto così ben calcolato, penso di aver amato il film, ma potrei essere stato accecato dall’audacità di questa folle idea. Come molti spettatori della proiezione di questa sera, dovrò lasciar riposare questo film per un po’ – nei miei incubi, probabilmente"

The Wrap.com

"Penso mi sia piaciuto. Vedete, questo è il problema: Antichrist è un casino. Positivo? Negativo? Non so rispondere neanche io a questa domanda (magari lo deciderete voi), tuttavia guardare questo film è semplicemente esilarante. Quello che non riesco a capire è se mi sia piaciuto o meno"

Alex Billington-First Showing.net

"Manipolatorio e scorretto, gioca con i generi (l’horror e il romantico) e lo spettatore in modo sporco, a tratti meschino, "si fa male" ma riesce anche a far male, cercando il miracolo dell’osceno. Prendere o lasciare. Ma nel panorama omogeneizzato e politically correct di tanto cinema  e’ qualcosa. Qualcosa, se non altro, contro cui battersi"

Federico Pontiggia-La rivista del cinematografo

"L’ultimo delirante capolavoro di Lars von Trier varca le frontiere del lecito elaborando il lutto attraverso il sesso esplicito e la stregoneria."

Ciak

"Ieri alla proiezione stampa c’è chi l’ha amato paragonandolo a Kubrick (…) e invece c’è chi l’ha detestato in pieno fischiandolo sonoramente (…). Per noi è un cineasta già vecchio".

Simone Emiliani-Sentieri selvaggi

"Voto: 1/5"

Wendy Hide-Times

"Bello, violento, e da brividi. (…) Antichrist è il film più originale e provocatorio che von Trier ha realizzato dalle Onde del Destino. Detto questo, potrei cambiare idea domani mattina – altra ragione per cui questo film è notevole. Voto: 9 su 10."

Movieline

"Quello che sorprende di più, di Antichrist con tutte le sue manipolazioni, i vezzi, gli sberleffi e gli scherni autoriali, è la schiettezza di Lars von Trier uomo, che magari furbescamente ma pubblicamente e sentitamente ha esplicitato e messo a nudo le sue paure e i suoi lati oscuri (o quelli che gli sono stati affibiati). Perché la manipolazione e la strutturata finzione di cui si fa forte von Trier regista era già stata implicitamente confessata ne Il grande capo ma mai forse si era entrati in un terreno tanto personale. Perché se fino ad ora la misoginia e il rapporto conflittuale con il sesso mostrato dal danese nei suoi film sono state oggetto di borbottii e considerazioni più o meno esplicite ma non hanno mai forse rappresentato il perno della discussione critica, con Antichrist l’argomento deflagra clamorosamente. Ma questa volta von Trier lo fa in maniera quasi commovente nella sua spietatezza, nella sua clamorosa (in)sincerità, nel suo mettere a nudo e martoriare i personaggi, rappresentandosi in loro, sottoponendo chi guarda e sé stesso ad una sorta di impietosa autoanalisi, tanto disturbante nei suoi ricercati estremismi quanto toccante nella sua folle lucidità. Come nelle immagini finali dove ovviamente Dafoe è von Trier, e viceversa."

Federico Gironi-Coming Soon

 
"Con Antichrist, è come se Lars Von Trier deliberatamente cercasse di abusare della critica"

Todd McCarthy-Variety

Queste sono soltanto alcune delle recensioni che si trovano in giro per la rete, e non solo, e che portano Antichrist ad essere uno dei film più discussi degli ultimi anni e ad un’attesa eccitante che durerà ancora soltanto pochi giorni. Il film uscirà nelle sale venerdì prossimo.

Cosa vedremo? che reazione avremo? Bisognerà essere pronti a tutto. A prenderlo in giro e a esaltarlo urlando in mezzo ad una sala vuota, a distruggere le poltrone per l’ira e l’odio che ci metterà addosso e a commuoverci di fronte ad un film straordinario.
Pronti a dargli qualsiasi voto. Può essere tranquillamente un 1/4 e altrettanto tranquillamente un 4/4.
Le reazioni saranno violente e se ne parlerà a lungo… e questo è il grandissimo merito che tutti (detrattori ed estimatori) devono riconoscere a quel genio assoluto e a quel becero arrogante di von Trier.

E intanto Lars in questi giorni, leggendo queste critiche, sta ridendo. Madonna se sta ridendo…

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12 commenti

  1. L’immagine in alto è veramente molto suggestiva. 🙂

    Rispondi
  2. Non mi aspettavo reazioni diverse per il nuovo film di Von Trier…bene, bene! Ci sfreghiamo le manine aspettando venerdì ^__^
    E scommetto che la dedica a Tarkovsky vi ha incuriosito ancora di più ^__*

    Rispondi
  3. leggere tute queste cose ha stuzzicato ancora di più la mia curiosita XD non vedo l’ ora che sia già venerdì!!

    *Asgaroth

    Rispondi
  4. @angolofilm: davvero molto 🙂

    @weltall: assolutamente sì. Tarkovskij è da sempre il regista preferito di Lars e questa dedica ci incuriosisce molto 🙂

    @asgaroth: non vedo l’ora neanch’io :). Ne parleremo a lungo credo…

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  5. Con Lars Von Trier è sempre così. I suoi film nel bene e nel male non lasciano mai indifferenti. Lui vuol essere amato o odiato, non fa differenza.
    Spero di poter vedere il film ma sto già incontrando difficoltà 😦

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  6. “Lui vuol essere amato o odiato, non fa differenza.”

    Bravissimo Luciano. Non vedo l’ora (già adesso) di leggere la tua analisi sul film, sperando in una distribuzione degna…

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  7. Proprio per le reazioni, se ero curiosa di vederlo prima, ora sono davvero impaziente! Se ne riparlerà venerdì…

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  8. Ne riparleremo a lungo 🙂

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  9. Credo che lo vedrò per curiosità a questo punto, ma devo confessare di non essere un grande fan di Von Trier…ha fatto delle cose molto buone (ricordo con piacere Dancer in the Dark, ma anche il film con la Kidman di cui al momento in preda ad amnesia ho dimenticato il titolo) però secondo me è un regista un pò troppo sopravvalutato, in ogni caso vedremo come sarà questo Antichrist

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  10. Da alcuni è sopravvalutato, da altri è sottovalutato :).

    Il film con la Kidman è “Dogville” che, a mio parere, è un’opera magnifica.

    Un saluto 🙂

    Chimy

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  11. Caro Lars.. Spero che un film dedicato ad Andrei Tarkovsky si riveli all’altezza.. nell’attesa di vederlo devo dire che “il grande capo” è una commedia divertentissima

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  12. “Il grande capo” è una commedia divertentissima, ma anche una riflessione metacinematografica enorme sul cinema e sul cinema di von Trier (e il suo rapporto col pubblico) in particolare

    Un saluto 🙂

    Chimy

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