Parnassus: Gilliam ha cercato di ingannare il diavolo.

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Partiamo dalla fine. Heath Ledger è venuto a mancare prima della fine delle riprese, come tutti sappiamo, Gilliam e soci sono riusciti a ideare una trovata particolarissima per far proseguire ugualmente il film: Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell si sono alternati nella sua parte.

I problemi dovuti a questo cambiamento “in corsa” ci sono e si sentono all’interno della visione di Parnassus, ma soltanto nella conclusione (la parte con Colin Farrell): i difetti di una sceneggiatura che, anche se in piccola parte, è stata cambiata e i “vuoti” di un film che è stato interrotto e poi ripreso vanno ad accumularsi in una parte finale che risulta certamente sgangherata e sconclusionata.

Queste “incertezze”, oltre a essere più che giustificate da quello che è successo, riescono però ad andare completamente in secondo piano al termine della visione, perché Parnassus, prima della citata ultima parte, ha fatto vedere cose davvero egregie, trasmettendo agli spettatori un vero e proprio tourbillon di fantasmagoriche esperienze visive che potevano nascere soltanto dalla mente geniale di Terry Gilliam.

Il regista di Brazil ha realizzato con Parnassus una delle opere più personali di tutta la sua carriera: un insieme di tematiche e di tecniche registiche che hanno caratterizzato tutta la sua vita artistica. L’importanza della fantasia, del raccontare, dello sperimentare, sono motivi che vengono sviluppati nel film non soltanto dalle immagini, ma anche dalle parole pronunciate dai protagonisti.

I mondi che si celano dietro allo specchio magico di Parnassus hanno permesso a Gilliam di sbizzarrirsi dando libero sfogo alla sua fantasia che non è forse mai stata così positivamente senza freni.

Parnassus è per Gilliam quello che era stato per Tim Burton La fabbrica di cioccolato: le stanze/gli spazi si trasformano per i due in luoghi mentali dove la loro forza visionaria può uscire completamente senza dover più seguire alcuna logica razionale.

Parnassus, in senso più che positivo, è la masturbazione totale di Terry Gilliam.

A rendere però ancor più meravigliosi questi suoi mondi mentali trasposti sullo schermo un grande merito lo hanno anche gli attori di un cast davvero in stato di grazia: da Tom Waits a Christopher Plummer, da una bellissima Lily Cole a, soprattutto, un bravissimo Heath Ledger che, anche a costo di sembrare retorico, con una grande interpretazione, in un ruolo abbastanza inedito per lui, ci fa rimpiangere ancora di più la sua prematura scomparsa.

Se siamo partiti dalla fine nel mondo capovolto di Terry Gilliam è ora giusto concludere con l’inizio: forse la scena più bella del film, con l’arrivo dello spettacolo antico del Dr.Parnassus nella modernità della Londra contemporanea, fuori da una discoteca, luogo del divertimento superficiale dell’oggi, opposto proprio a quell’universo che mettono in scena i protagonisti del film.

Quando, qui, per la prima volta un ragazzo viene gettato oltre lo specchio, non possiamo che rimanere anche noi completamente affascinati dall’ingresso in quel bosco che pare di cartapesta, da quella meduse giganti e da tutti gli altri mondi che stanno all’interno del baraccone fantastico dell’immaginario del Dr.Gilliam. Perché naturalmente Parnassus è lui (e viceversa) e lo è da tutta la carriera.

 

Chimy

Voto Chimy: 3/4

 

 

           

 

Sarà il periodo, ma il cinema di oggi sembra volerci parlare, sempre più, di come il passato sia meglio del presente. E Parnassus non fa eccezione: Gilliam porta, palesemente, una realtà passata (lo spettacolo del Dr Parnassus, che è però finzione), all’interno della società presente. Una realtà passata che rappresenta la voglia di raccontare storie in un mondo dove di storie non se ne sente più il bisogno. Ma Parnassus non racconta la storia che deve sorreggere il mondo, bensì lascia che le storie vengano raccontate dai suoi pazienti, dalla loro stessa immaginazione, all’interno del suo specchio magico. Come non vedere in quello specchio uno schermo e nel Dr Parnassus un regista che mette in scena i pensieri altrui?

Ma Parnassus è, in quanto film, la messa in scena del pensiero (della storia) di Gilliam, arricchito o impoverito dalle vicissitudini produttive. Forse se ci fosse stato soltanto Heath Ledger il film sarebbe stato migliore, specie nell’ultima parte, ma non si può negare che il cambio di attori sembra una scelta precisa e coerente col personaggio di Antony Shepherd.

Forse il film vacilla un po’, è altalenante e, per assurdo, proprio nelle parti immaginifiche, la regia di Gilliam sembra farsi da parte rispetto alle affascinanti scenografie virtuali. Nelle parti cittadine, invece, come di consueto, Gilliam pone al centro la superiorità dei suoi personaggi, la superiorità del loro esser fuori luogo, eccentrici, strani, rispetto al mondo in cui si muovono (e rispetto allo spettatore), attraverso il ricorrente uso di contro plongée ormai inconfondibili.

Certamente non il miglior Gilliam, ma comunque una buona prova di cinema come somma di narrazione, fantasia, stupore e tecnica al servizio dell’immaginazione che, come ci ha abituato Gilliam, è davvero, sempre, senza confini.

 

Para

Voto Para: 3/4

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21 commenti

  1.  Film che sta dividendo (cosa anche prevedibile) e che sfortunatamente non ho ancora visto!
    Spero di poter tornare qui in settimana dopo la visione,
    Saluti ^__^

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  2. Guardalo e facci sapere da che parte stai 🙂

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  3. Sempre sia lodato quel Diamante Pazzo di Gilliam

    Rispondi
  4. Sempre sia lodato 🙂

    Chimy

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  5. Comincio anch’io dalla fine, e dico che gli scritti sono (come sempre) ottimi ma i voti che leggo sono decisamente troppo bassi. 🙂
    Io spero di vederlo presto. L’idea che Gilliam, in questo film, oltre a tutti i suoi enormi meriti, abbia anche dovuto fare i conti con la morte, con la morte vera, di un suo attore, secondo me apre strade a molte importantissime riflessioni sulla capacità "ribaltatoria" e splendidamente mistificatoria del suo cinema. Lo vedrò, appena possibile, e ne riparleremo.

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  6. Onestamente, parlo per me, dare un voto superiore a questo film era molto difficile :). Allora ne riparliamo appena lo vedrai, cmq le tue riflessioni sono già spunti molto importanti per discutere sul film.

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  7. Interessante. Ho visto il trailer e ne sono rimasto affascinato. Spero di vederlo domenica prossima.

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  8. Spero che ti piacerà 🙂

    Ciao, a presto

    Chimy

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  9. chimy, penso però che si concordi sul fatto che se pure masturbazione, è di gran classe! A me la parziale sgangheratezza non h infastidito x nulla. Ho amato tantissimo questo carrozzone "sgarrupato". Non so, quel dato manchevole, quei pezzi perduti lo fanno apparire ancora più ardito, ancora più vitale e metamorfico. Un parallelo della vita, secondo il genio (folle) di Gilliam.
    Waits divinamente luciferino (e benché doppiato bene, non oso pensare cosa sarà in originale!!!)

    para, devo dire che a me quel cambio d’attori m’è piaciuto molto. Aggiunge al film un pizzico di follia in più che gli fa acquisire un’aura magica e altra, proprio come il mondo oltre lo specchio di Parnassus. Secondo me invece è tra i più belli di Gilliam. Imperfetto ma sincero e immaginifico.

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  10. Sì sì, infatti avevo paura di essere frainteso con quella frase :). Assolutamente di gran classe e assolutamente masturbazione in senso più che positivo, come sfogo delle pulsioni immaginifiche dell’autore che dietro a quello specchio magico ha potuto dare vita a tutti i mondi che aveva dentro 🙂

    Un saluto

    Chimy

    Rispondi
  11. @noodles: lo penso anche io che il cambio d’attori sia stata una miglioria e una soluzione coerente e giusta. Quello che mi lascia perplesso è invece la resa dei tre attori sostituti, non certo al meglio delle loro possibilità. Ma in fondo è tutto del tutto comprensibile, viste le vicissitudini.
    Concordo con la grande prova di Tom Waits, veramente perfetto.
    Saluti.
    Para

    Rispondi
  12. Chimy, ecco, io t’ho frainteso subito allora! ahah.
    E che mondi ha dentro Terry!

    Para, sul fatto che i tre attori non siano al massimo del loro rodaggio è vero, ma forse è anche una questione di pudore, per non "oscurare" l’omaggio al vero protagonista e amico Ledger. Depp fa una breve apparizione che però ho trovato gustosissima, monologo "concettuale" compreso.

    Rispondi
  13. He he, infatti :p

    Ciao

    Chimy

    Rispondi
  14. presente quando ti regalano un pacco dalla confezione sgargiantissima e te pensi "sarà un regalo fantastico!", e poi quando lo apri il regalo, si è bello, ma non all’ altezza delle tue aspettative?
    io mi son sentita esattamente così guardando questo film.. non fraintediamoci, nel complesso è una bella pellicola, si guarda con estremo gusto, ma la parte "estetica" ha preso il sopravvento sul resto in un modo forse un po’ troppo soffocante.
    Bello però, di sicuro intrattnimento, da vedere!

    *Asgaroth

    ps. soprattutto Waits XD!! splendido! mai visto diavolo migliore 😀

    Rispondi
  15. Gilliam ha fatto certamente di meglio, ma il risultato è cmq affascinante :). Le attese creano sempre dei problemi…
    Waits un ottimo diavolo 🙂

    Un saluto

    Chimy

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  16. Un film che davvero illustra bene la potenza dell’immaginazione e le potenzialità del Cinema capace di traspostrare lo spettatore in mondi sempre nuovi. Terry Gilliam è un maestro in questo ed è giusto associarlo a Tim Burton, come dice Chimy: due grandi registi che mettono la fantasia al servizio del Cinema regalandoci sempre forti emozioni.

    Condivido anche l’intervento del Para: il più importante tema del film è il bisogno di sentire e raccontare storie per viverle con l’immaginazione. Giusto sottolineare anche la dicotomia tra un passato "mitico" e un presente "squallido".

    Peccato davvero che il film abbia le lacune da voi sottolineate per la tragica scomparsa di Ledger, anche se il film rimane di alto livello.

    Un saluto!

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  17. Grazie davvero Ale, un film esplosivo che non può che catturare l’immaginazione degli spettatori 🙂

    Un saluto

    Chimy

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  18. Non vi è dubbio che il finale (specialmente nel personaggio di tony shperd alias ledger/farrel/depp/law) risenta dei cambiamente che la sceneggiatura ha dovuto subire a causa della morte di ledger; ma sta di fatto che "il regista di Brazil ha realizzato con Parnassus una delle opere più personali di tutta la sua carriera" (se leggi la mia recensione ci trovi praticamente le stesse parole che hai usato tu 🙂 ). parnassus è secondo me un gran film perchè è la descrizione del potere del cinema, della capacità del mezzo cinematografico di realizzare i sogni e far prendere vita all’immaginazione (cos’è il mondo dietro lo specchio se non il mondo del cinema visto da gilliam?).

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  19. Vengo subito a leggerti allora 🙂

    Chimy

    Rispondi
  20.  Eccomi, finalmente l’ho visto!!!
    …e sto dalla vostra parte naturalmente ^__*

    Rispondi
  21. Molto bene, passo a leggerti 🙂

    Chimy

    Rispondi

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