Hype di gennaio 2010: …sarà vera innovazione?

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17 commenti

  1. anonimo

     /  7 gennaio 2010

    Speriamo… Attendo oramai con ansia, dopo tutto il parlare che se ne è fatto. E’ anche un’ottima occasione per scatenare la prima discussione dell’anno…

    Legolas

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  2. Non poteva essere altrimenti.

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  3. io nutro forti dubbi. spero di sbagliarmi.
    (p.s. avevi ragione valzer con bashir mi è piaciuto molto)

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  4. Concordo con WD. Non capisco perché ma non riesco a condividere l’entusiasmo totale… anche se son comunque curioso di vederlo.

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  5. @legolas: l’importante è discutere! 🙂

    @ale: speriamo! 🙂

    @wd: guarda, a dire il vero anche io non ho tutte queste aspettative di iper rivoluzione innovazione, ma lo considero comunque il film da vedere del mese, su questo poco ci piove. C’è da dire che comunque la speranza che tutto il parlare che si è fatto dietro a questo film sia vero è alta. Se poi sarà solo un bel film, senza tutta la rivoluzione, ci accontentiamo lo stesso. 🙂
    Ottimo per Valzer! 🙂

    @noodles: vale quanto detto a wd! 🙂

    Saluti.
    Para

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  6. Anche io sono dell’idea che ci si sia così persi dietro al contenitore tecnologico da ritenere risibile il contenuto.
    C’è poi tutta la questione del fatto che siccome ho spero un mucchio di soldi e il film devono davvero vederlo TUTTI, il 3D che viene "ridotto" a 2D per le sale non predisposte e per il mercato home video e tv via cavo.
    E allora mi domando: che significato filmico ha il 3D se poi posso farne tranquillamente a meno? Cosa aggiunge se non un belletto tecnologico non indispensabile per la "visione" del film?
    Analogo discorso si può fare per tutti i film di animazione girati in 3D ma "pensati" in 2D.
    Sarebbe come dire che giro in 70 mm ma siccome so che il film andrà anche in tv e dovrò venderlo in home video, cerco di concentrare il "significato" del fotogramma al centro di esso, perchè so che nella trasfusione per il dvd (e per la tv) perderò qualcosa e non voglio che il pubblico pagante a casa (tv via cavo e dvd) si perda qualcosa.
    Infatti oggi tutti i film mainstream adottano un formato che non subisce traumi quando viene poi portato sul "piccolo schermo".

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  7. e poi tutta questa manifestazione prosaica prefilm, voglio dire lo stanno mettendo come condimento e contorno ad ogni cosa la più disparata. Oh magari sarà un capolavoro ma non credo, sicuramente preferirò la fantapsicologia di Inception, no, non c’entra niente.

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  8. anonimo

     /  9 gennaio 2010

    AVATAR, ovvio. Ma consiglio caldamente di non perdere IL MONDO DEI REPLICANTI. C’è chi dirà che è il solito intrattenimento Usa… Non ha molte pretese, ma alcune battute (messe in bocca a Bruce Willis) gli danno un certo spessore.

    Ciao

    Lenny Nero

    Rispondi
  9. @souffle: Anche Tarantino organizza le inquadrature con in testa la riduzione televisiva, per sempio.
    Però il tuo discorso apre a questioni interessanti. Perchè è chiaro che il periodo in cui siamo rende il 3d ancora senza identità precisa. Nel senso che, se Coraline o Up sono film bellissimi in 3d o senza 3d, c’è da dire che il 3d, nei loro casi, arricchisce il film anche di significato, grazie ad un certo uso della profondità di campo.
    Ed è appunto questo che ci fa, in qualche modo, sperare in Avatar. Che sia un film che fa del 3d un uso innovativo, che stravolge l’esperienza spettatoriale, che aggredisce lo spettatore, se così possiamo dire. La speranza che, prima o poi, arrivi un film dove il 3d è usato in maniera differente (ad esempio Coraline mette il 3d al servizio del cinema, e non viceversa, secondo me, ma questo non basta), c’è nell’uscita di ogni film in 3d. Ad esempio, il dinamismo visivo di A christmas Carol, durante i voli iperveloci di Scrooge, col 3d acquista una maggiore vertigine e un maggior trasporto, e non è poco, se ci pensi.
    Se poi il fatto che comunque il film possa essere visto sia in 2d che in 3d, è da una parte il segno che il 3d sia uno specchietto per le allodole (far andare la gente la cinema spendendo 10 euro), dall’altra parte è anche normale, perchè il cinema si basa su strategie narrative e registiche che non possono essere sradicate in un attimo e che, il cinema, è pur sempre questione di soldi (sia nel farlo che nel venderlo), e quindi si deve fare in modo di sfruttare un prodotto il più possibile (parla soprattutto per le grandi produzioni).
    Però vedi, ad esempio Bloody Valentine in 3d, che non ho visto, è uno di quei film che ha senso solo ed esclusivamente in 3d, perchè si basa sull’effetto "cose che escono dallo schermo per colpire lo spettatore", rendendolo inutile in 2d (e infatti l’hanno proiettato solo in 3d, se non ricordo male).
    Quindi in questo momento credo sia difficile poter dire con esattezza se il 3d farà la fine che ha già fatto o se verrà sfruttato in maniera innovativa.
    Non ci resta che aspettare.
    Comunque i tuoi dubbi sono del tutto legittimi e io li condivido appieno, perchè sono obiettivamente esatti, ma secondo me si può sempre sperare nell’arrivo di qualcosa di nuovo.
    Chi vivrà vedrà! 🙂

    @wd: quello è un problema di strategia pubblicitaria, e sono d’accordo con te. Ma ci sono illustri esempi di pubblictà assurda (vedi Cloverfield, soprattutto negli Usa), che poi si sono rivelati capolavori. La pubblicità martellante è spesso un brutto segno, ma non sempre.
    Comunque ripeto. Anche io credo che Avatar non sia la rivoluzione che ci si aspetta, ma finchè non lo vedremo non potremo mai saperlo.

    @lenny: anche i replicanti hanno una pubblicità pazzesca, se hai notato. Gli darò una possibilità più avanti, al cinema non credo di andarlo a vedere. Grazie perchè se non mi dicevi così magari nemmeno lo avrei recuperato, conoscendomi. 🙂

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  10. anonimo

     /  9 gennaio 2010

    Mi trovo stranamente d’accordo col buon Paolo stavolta (anche se potrei aspramente criticare la sentenziazione di "capolavoro" riferita a Cloverfield…). Il 3D come molti altri aspwetti tecnici del cinema, sono dei ritrovati tecnologici, che per assurgere a forme di linguaggio hanno bisogno di tempo e di sperimentazione, ma in ogni caso ci sarà uno sviluppo graduale a partire da assunti già fissati per altre forme discorsive che si basano su tecnologie differenti. Non credo sia possibile pensare ad una rivoluzione improvvisa per cui lo sfruttamento del 3D venga appieno compreso nel giro di pochi mesi, o ad opera di un solo autore o film. Magari questo sarà solamente uno step ulteriore in un processo di appropriazione della tecnica che, per quanto personalmente non mi interessi, trovo interessante. Se a tutto ciò si aggiunge l’irrompere della mano del mercato, allora il gioco è fatto. Ogni nuova uscita 3D, soprattutto con budget di questa portata, sarà definita rivoluzionaria e quant’altro, ma per potermi lasciare andare ad uno scetticismo massificato aspetterei di vedere il film. Concordo che probabilmente non ne rimarrò estasiato, lanciandomi in dichiarazioni di gioia per la nascita di un nuovo modo di fare cinema, ma se anche dovesse aggiungere qualcosa di nuovo al linguaggio cinematografico, già sarebbe un passo avanti.
    Che poi ci sia una tendenza a guardare al mercato non solo delle sale di proiezione, ma anche a quello dell’home video e della fruizione casalinga, questo è innegabile, ma fa tutto parte del meccanismo economico di un cinema che, al contrario di quello italiano, ogni tanto guarda dalla parte del pubblico e non solo da quella degli autori.
    Ma siccome ormai mi sono perso, dato che mentre scrivo questo commento sto facendo 715 altre cose, finisco qua, onde evitare di generare un flusso di coscienza senza capo né coda. E spero di non averlo già fatto….

    Saluti a tutti aspettando Avatar

    Legolas

    Rispondi
  11. vorrei solo aggiungere che il cinema americano – almeno finchè ci sono stati i grandi Studi – ha sempre guardato al mercato del pubblico.
    Tanto che i registi americani si domandano di una scena se "funziona", non se è "bella".
    Poi ci sono sempre le eccezioni, ma la mentalità di chi fa cinema, da Ford a Cameron è stata quella di fare il proprio cinema, certo, ma di farlo per un pubblico, più o meno grosso. Cosa che spesso gli italiani non fanno.
    Kubrick dopo avere finito un film (e sappiamo quanto ci metteva) diceva: il film è finito, ora pensiamo a venderlo. E pianificava tutta la strategia promozionale. Poi all’uscita si faceva mandare le cifre degli incassi del primo venerdì.
    E lo stesso faceva Hitchcock.
    Wilder considerava (spesso a torto) i suoi insuccessi commerciali come film non riusciti (vedi il magnifico Baciami stupido).

    Il 3D nasce anche per ridare fiato al cinema, riportare la gente in sala e combattere la pirateria. Certo il fascino della nuova tecnologia è innegabile, ma ci sono ancora parecchi problemi legati allo sfruttamento del prodotto post sala. E sono convinto che, analogamente alle nuove tecnologie del "formato" o si imporrà generalmente cambiando anche il nostro modo di guardare un film o la televisione, oppure verrà abbandonato.
    L’esempio del 16:9 mi sembra calzante. Arriva questo nuovo formato televisivo ma i programmi tv che lo sfruttano appieno non si sono ancora visti. E ricordo che all’inizio si parlava di "rivoluzione 16:9!"

    Quello che dici su Coraline o Up è vero, i film sono più ricchi.

    E indubbiamente si godono anche in 2D, come a suo tempo (parlo di noi spettatori più anziani) abbiamo visto e goduto Star Wars in videocassetta con lo scempio fatto dal Pan e Scan, dove era il tecnico che riversava il film nel video a scegliere cosa fare stare nell’inquadratura, troppo grande per il televisore in 4:3. Indubbiamente però ci perdemmo qualcosa, che recuperammo solo anni dopo.
    Ma non voglio fare paragoni indubbiamente esagerati. Solo che, ancora, non vedo la motivazione "artistica" nell’usare il 3D, solo motivazioni del tipo "usiamo quella tecnologia nuova che ci piace tanto" o "è un modo per combattere la pirateria".

    (PS: chi ricorda Intrigo internazionale e la scena dell’aereo spargi-ddt, ricorderà quella inquadratura dove Cary Grant sta a un lato della strada e un tizio che arriva per predere l’autobus sta dall’altra parte della strada. Significa che stanno uno e l’altro ai lati del fotogramma. Chi vedette il film in tv si perse qualcosa. Credo che l’unico modo di vedere bene quella scena – direi fondamentale per creare tensione – è stato al cinema. Io lo rividi a Milano 10 anni fa, in una sala. Mi accorsi che mi ero perso molte cose).

    Scopro che Cameron ha stampato Avatar in:
    – 35 mm anamorfico;
    – 70 mm Kodak vision IMAX
    – 70 mm horizontal versione per IMAX
    – 70 mm horizontal kodak
    – D cinema (per la versione 3D).

    Di conseguenza avremo i seguenti aspetti della pellicola:
    – 1.78 : 1 (3D versione IMAX)
    – 2.35 : 1 (versione 2D)
    – 2.35 :1 (2k Versione 3D).

    ho rotto abbastanza. ^^
    un saluto.

    Rispondi
  12. Ovviamente il film del mese. Ed io dico: Speriamo bene. In ogni caso, a gennaio esce anche "Nine" che è da non perdere. 😉

    Bye!

    Rispondi
  13. Vedremo. L’importante è che ci sia il disegno, oltre che alla super-matita. 🙂

    Rispondi
  14. anonimo

     /  10 gennaio 2010

    Pardon, oltre che LA super-matita. 🙂

    Pickpocket83

    Rispondi
  15. @legolas: che bello, ogni tanto, essere d’accordo. 🙂 Scrivendo di Cloverfield ho pensato a te. 🙂
    Comunque concordo, bisogna aspettare per vedere se il 3d prenderà una sua strada o sarà solo un surplus. Vedremo!

    @souffle: ecco, magari il 3d sarà solo qualcosa di esclusivo per il cinema, mantenendo il suo status di surplus non indispensabile, e allora i produttori cercheranno di fare film solo per aggredire lo spettatore, risaltando soltanto l’aspetto spettacolare.
    Che il 3d arrivi anche nelle nostre case la vedo seriamente una cosa veramente difficile, perchè bisognerebbe educare tutti all’acquisto di proiettori e non di televisori, in quanto credo che il 3d non sia conmpatibile con una proiezione frontale. Ma potrei sbagliarmi e la tecnologia stupisce sempre per le sue innovazioni.
    E come dici tu, in alcuni casi ora il 3d è qualcosa che, oltre a servire come "attira pubblico", arricchisce effettivamente il film, esattamente come vedere Intrigo al cinema e non tagliato dalla riduzione. Una cosa pensata 3d, se in 2d resta comunque guardabile ma non nella sua originale essenza.
    Insomma, il discorso è oggi tanto interessante da discutere quanto di difficile risoluzione, vista l’estrema contemporaneità del mezzo (nonostante sia una tecnologia soltanto rivista).

    @al: vedremo anche Nine come sarà. 🙂

    @pick: ovviamente! 🙂

    Saluti.
    Para

    Rispondi
  16. Io dicevo non può essere altrimenti anche perchè non è che ci siano grandissimi film che mi suscitano chissà quale hype questo meso ^^

    Rispondi
  17. Venerdì finalmente tutti in sala!

    Chimy

    Rispondi

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