Assolutamente nulla: il cortometraggio della Middle Crossing produzioni

Postiamo con grande piacere il cortometraggio Assolutamente nulla, diretto da Lucio Laugelli e prodotto dalla Middle Crossing , casa di produzione indipendente direttamente associata alla rivista on-line PaperStreet, con la quale collaboriamo da tempo.

Eccolo:

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5 commenti

  1. se non vi dispiace sietequivi leggo sempre con interesse e piacere.

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  2. Scusa l'OT , ma volevo comunicare che ho citato il blog per il Premio Dardos  :  http://cinemissile.blogspot.com/2010/07/premio-dardos.html  CiaoMissile

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  3. anonimo

     /  19 luglio 2010

    Dopo due commenti off topic, torno brutalmente alla realtà postizia.Ecco, non è per dare adito all'ennesima polemica che proviene dalla mia fumante e scontrosa testolina, però… (i puntini sono per dare enfasi al tutto)… quando vedo lavori di questo tipo mi sorgono un paio di dubbi.Innanzitutto non posso che sentirmi già vecchio a 24 anni, data la mia propensione per un altro tipo di cinema e/o audiovisivo in generale, di stampo molto più classico e conforme alle regole narrative, ma poi mi sorgono dei seri dubbi sulle volontà (e sinceramente anche capacità, non vedo perché essere ipocriti) comunicative di chi opera oggi nel settore.Per intenderci, anche alcune, a dire il vero molte, persone con cui mi è capitato di lavorare si dedicano all scrittura di cortometraggi estremamente concettuali, oserei dire criptici. Tanto che, ad una visione di uno spettatore medio, quale credo di essere, non lasciano nulla se non un pizzico di perplessità. Personalmente non vedo nella giustapposizione di immagini di per sé concluse e semantizzate un'opera di narrazione, che per me rimane la base del lavoro di un regista (e di tutti quelli che gli stanno attorno, dallo sceneggiatore al direttore della fotografia fino al montatore).Nel caso specifico, per quanto risulti abbastanza chiaro anche ad una prima visione lo svolgimento della storia, non riesco a trovare in questa una parabola, arco di trasformazione o chiamatelo come volete voi. Sostanzialmente, non stuzzica la curiosità e l'interesse dello spettatore, in quanto si perde nella ricerca di meccanismi formali piuttosto riservati agli addetti ai lavori e, ahimé, anche a molti di questi sconosciuti.Io ritengo che la capacità di un bravo cineasta (regista, creatore di audiovisivi o chissà quale altro termine si può usare per definire chi fa cortometraggi) sia innanzitutto quella di riuscire a veicolare il messaggio che si vuole comunicare, senza perdersi in retoriche esasperanti ed esasperate.A questo punto io faccio una richiesta ingenuamente sincera: vorrei chiedere a chi visita questo blog quali sono le sensazioni che da spettatore prova nel guardare questo cortometraggio, al di là della resa tecnica. Vorrei capire quali sono le modalità di comunicazione che a me ancora sfuggono, dato che, essendoci una tal proliferazione di simili lavori, sono sicuro esserci.Nel frattempo ringrazio e saluto tutti con un'ultima considerazione un po' cattivella: lei sui tacchi cammina veramente poco aggraziata… :)Legolas

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  4. E' un argomento delicato sul quale non so ancora bene quale posizione prendere quello dei cortometraggi dei giovani in Italia…sia su cosa servirebbe a livello di forma che di contenuti. Intanto che ci penso, spero che i visitatori accolgano la tua proposta di discussione e magari anche il regista e gli autori del film così da sviluppare un interessante dibattito..Ciao LegolasChimyp.s. tu hai in previsione/stai lavorando ad altri corti? tienici aggiornati su tutto… mi raccomando..

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  5. anonimo

     /  20 luglio 2010

    Avere il punto di vista del regista e degli autori del film sarebbe veramente molto interessante, anche perchè al di là di goni riflessione critica a posteriori, sono loro quelli che veramente sanno quqali siano i contenuti e il messaggio del corto.E da bravo artigiano del cinema alle prime armi, non posso che accorgermi che spesso i messaggi originari e quelli tratti a posteriori non potrebbero essere più distanti. A questo proposito mi viene alla mente una dichiarazione di Bellocchio, che ha detto di non pensare più troppo ai vari significati insiti nei suoi film, dato che a quello ci pensano i critici.D'altra parte è anche vero che spesso molti messaggi e significati vengono inseriti dagli autori quasi inconsciamente o prendono forma solamente durante la lavorazione o addirittura la finalizzazione del film.Personalmente, io sono sempre un po' avverso a questo tipo di espressività cinematografica, dato che, come si sarà capito, sono più legato a forme di espressività narrativa "classiche", anche se da poco ho finito di lavorare come montatore ad un corto (che è in concorso a Manfredonia, facciamoci un po' di pubblicità, va'…) che è anche più astratto e criptico di questo, e devo dire che ho trovato non poche difficoltà, dato che mi sono rifatto ad un linguaggio che non mi appartiene. Perciò faccio pure del sano mea culpa… ehehehehE nel frattempo si fanno marchette per tirare su 4 soldi e autoprodursi… La triste vita del giovane cineasta (?) italico… :)Potrei anche innescare una discussione sulla valorizzazione dei giovani alla luce di alcuni avvenimenti recenti, ma per questo aspetterò, non mi gioco certo tutta la polemica in una volta.Il tutto aspettando il prossimo corto del Para.Saluti a tutti!Legolas

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