Mostra di Venezia 2010: primo resoconto

Black Swan di Darren Aronofsky:

Un film sconvolgente, inatteso, con il quale Aronofsky si rinnova straordinariamente entrando nel novero dei registi più difficilmente definibili e classificabili del panorama cinematografico contemporaneo.
Una prima parte perfetta e affascinante, una seconda leggermente troppo le righe ma comunque di grande effetto. Natalie Portman da Coppa Volpi, da Oscar, da tutto quello che volete.

Potiche di Francois Ozon

Film divertentissimo, fra i migliori del concorso veneziano. Pellicola già di culto per una sequenza in cui Depardieu e la Deneuve ballano insieme in discoteca.
Dopo il drammatico Il rifugio Ozon passa alla commedia, dimostrandosi ancora grande regista capace di variare generi e registri.

Miral di Julian Schnabel

Il film è girato e fotografato molto bene, ma delude in parte per la piattezza del soggetto e delle interpretezioni. Schnabel non sfrutta tutto il suo talento.

Reign of Assassins di John Woo: Recensione qui su IlSole24Ore

A Letter to Elia di Martin Scorsese: Recensione qui IlSole24Ore

Somewhere di Sofia Coppola

Opera importante sul senso di vuoto nella Los Angeles contemporanea. Sofia Coppola non delude dopo il bel Marie Antoinette. è già uscito in sala: da non perdere.

La belle endormie di Catherine Breillat

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La fiaba di Perrault, alla quale si vorrebbe fare omaggio, è un semplice pretesto per permettere alla regista di inserire nel film tutte le ossessioni personali che hanno attraversato la sua lunga carriera: l’adolescenza, la scoperta del proprio corpo e il rapporto col sesso.

In maniera simile al recente «Alice in Wonderland» di Tim Burton, dove il paese delle meraviglie accompagnava la protagonista nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta, il sogno di Anastasia è un mondo che simboleggia l’inizio della pubertà. Con tutte le conseguenze che ne derivano.

Buono spunto per ripensare la favola di Perrault, da sempre “vittima inconsapevole” di svariate letture psicoanalitiche, se non fosse che l’egocentrismo della regista la porta presto ad abbandonare un filo narrativo, logico e consequenziale degli avvenimenti, per concentrarsi prevalentemente sul suo desiderio di dimostrarsi autrice capace di complessi esercizi di stile.

«La belle endormie» avrà probabilmente soddisfatto la sua autrice, che ha parodiato il testo originale per inserire la sua “idea” di cinema all’interno dell’opera, ma certamente non gli spettatori presenti in sala che durante la visione hanno spesso dovuto combattere per non cadere in un sonno profondo come quello che colpisce la piccola Anastasia all’inizio del film.

 

 

Machete di Robert Rodriguez

 

 

Quello che vi aspettate da questo film. Forse qualcosa di meno.

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9 commenti

  1. Su Machete volevo un commento spinto!!! D'altrone Rodriguez è sempre Rodriguez….Legolas

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  2. Grande curiosità e in alcuni casi attesa quasi spasmodica per tutte quest pellicole!!!

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  3. La Coppola me la vedrò in settimana sicuramente. Mi fa sempre più piacere leggere recensioni positive su Potiche che già a scatola chiusa mi interessava tantissimo e che ormai proprio non vedo l'ora di vedere per ammirare di nuovo insieme la Denevue e Depardieu.

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  4. Aronofsky e Ozon riescono sempre a sorprendere. Non vedo l'ora di vedere questi film.

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  5. @legolas: più spinto di così..hehehe :)@ale: sono molto curioso di sapere cosa dirai di Black Swan@noodles: Potiche non vedo l'ora di rivederlo :)@luciano: e io non vedo l'ora di sapere il tuo parere :)Saluti a tuttiChimy

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  6. anonimo

     /  27 settembre 2010

     ragazzi grazie per tutte queste recensioni…solo una contestazione. SOMEWHERE….da non perdere. sicuri??ieri mentre guardavo il film ad un certo punto mi sono messo a ridere e sapete perchè? mi ritornava alla mente l'imitazione di Fiorello che faceva di Nanni Moretti alla radio. Il quale cercava sempre di rifilare a qualcuno certe presentazioni di interminabili e noiosissimi film – oggi al Sacher film festival presenteremo "Vento" un lungometraggio in 6 tempi su un campo di bambù…memorabile la scena in cui si vede un moscone volare controvento-Ecco…questa è la sensazione che ho provato a vedere SOMEWHERE. Opera importante sul senso di vuoto nella LA contemporanea? io ho visto 40 minuti di stanza di residence su uno che dorme, beve e tromba e "cerca se stesso". Si dice che  a volte la verità popolare sia "più vera" di tante altre. Ebbene…avrò sentito circa una decina di volte il pubblico in sala mormorare "beh…allora? succede qualcosa?" Personalmente credo che una delle regole fondamentali di un racconto nel romanzo come nel cinema è lo sviluppo di una situazione o di un personaggio. io qui di sviluppi non ne ho visti. piatto come un eletrocardiogramma di un morto. Continuano a vedere una macchina che l'insegue. chi diavolo è?. Riceve messaggi minatori da un num. sconosciuto. chi diavolo è?. L'unica cosa che riesce a dire alla figlia prima di scaricarla su un taxi è "scusa se sono stato assente" e questo è uno sviluppo? infine il finale…prende la macchina, se ne va verso non si sa dove…accosta…scende…e si mette a camminare in mezzo al niente. Vi prego ragazzi! non tiratemi fuori metafore del tipo "va verso la redenzione, va verso la verità, va verso una nuova vita, ecc ecc" perchè vi stimo troppo e vi viglio bene.Quanto mi manca Tokio!MARCO CRUCCU

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  7. Ciao Marco,"Somewhere" è un film che ha diiviso molto, come sai, e divide anche noi due ;)Mi sembra che in linea di massimo tu dici che racconta poco, io credo che con poco racconti molto… penso soprattutto alla scena della maschera facciale, perfetta secondo me, ma anche quella della lap dance: dove il vuoto esistenziale, prima, e la superficialità sessuale che il protagonista sta attraversando vengono rappresentati con una forte capacità iconografica (maschera, lap dance).Ti linko anche una recensione di Federico Gironi, che avevo letto qualche tempo fa e che condivido, che magari spiega meglio di me alcune delle sensazioni che ho provato: http://www.comingsoon.it/News_Articoli/Recensioni/Page/?Key=3209Spero che la discussione si apra anche ad altri… :)Un saluto MarcoAndre

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  8. Su Miral la pensiamo un pò all'opposto: a me non è piaicuto lo stile con cui è girato, mentre la storia e il soggetto mi hanno appassionato molto!

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  9. Mi spiace che la pensiamo al contrario 🙂 Il soggettto, forse essendo una storia vera che in parte conoscevo, non mi ha appassionato come speravo.

    Un saluto

    Chimy

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