Nel weekend di Harry Potter la vera sorpresa è «Scott Pilgrim vs. The World»

Articolo già pubblicato su IlSole24Ore

L’inizio della fine: Harry Potter torna sul grande schermo con la prima parte de «I doni della morte», attesissimo epilogo della saga fantasy più fortunata della storia del cinema.
Apparso nelle sale per la prima volta nel 2001 in «Harry Potter e la pietra filosofale», il personaggio creato dalla penna di J.K. Rowling ha fatto incassare alla Warner Bros. (con sei film) circa 5 miliardi e mezzo di dollari.
Normale quindi che l’attesa sia alle stelle e che gli spettatori di tutto il pianeta (la data di uscita è in contemporanea mondiale) si aspettino di trovare i cinema invasi dall’ultimo capitolo di questo fenomeno di massa.
Avevamo lasciato il maghetto a scrutare l’orizzonte, nel finale di «Harry Potter e il principe mezzosangue» (uscito a luglio 2009), nella speranza di vedere presto un futuro migliore e lo ritroviamo adesso costretto a osservare, al contrario, il suo eterno nemico Voldemort diventare sempre più potente. 
Nessun luogo è sicuro: questa frase, messa in esergo alla locandina italiana, rappresenta perfettamente lo stato in cui si trovano Harry e i suoi amici fidati Ron ed Ermione, costretti a fuggire continuamente per non farsi scovare da Voldemort e dai suoi Mangiamorte.
La loro sola speranza è individuare e distruggere gli Horcroux – la vera chiave dell’immortalità del Signore Oscuro – prima di essere trovati a loro volta. Proprio nel corso di queste ricerche il protagonista verrà a conoscenza della leggenda dei Doni della Morte che, se si rivelasse vera, potrebbe consegnare a Voldemort il potere assoluto del quale da sempre vuole impadronirsi.
Diretto nuovamente da David Yates, al timone della saga dal quinto capitolo in poi, «Harry Potter e i doni della morte – Parte I» difficilmente verrà ricordato come un passo in avanti rispetto alle più recenti pellicole della serie.
Se Alfonso Cuarón aveva realizzato una vera perla con «Harry Potter e il prigioniero di Azkaban», la terza avventura del giovane mago, con cui era riuscito a superare l’infantilismo dei primi due film diretti da Chris Columbus (grazie a un maggiore spessore psicologico dei personaggi e a una regia sontuosa), successivamente sia Mike Newell (regista del quarto capitolo «Harry Potter e il calice di fuoco») che David Yates si sono limitati a realizzare un prodotto confezionato decentemente, ma privo di uno spessore cinematografico che comunque ai botteghini sarebbe servito a poco. Non a caso l’opera “artistica” di Cuarón è stata in assoluto quella che ha incassato meno di tutte le altre.
Difficile non leggere in un’ottica commerciale anche la scelta di dividere «I doni della morte» in due parti, soprattutto viste le ridondanze narrative di questa pellicola.
Un accumulo sempre più ampio di personaggi (l’ultima nuova entrata in un cast di caratteristi inglesi che funziona sempre meravigliosamente è Bill Nighy nella parte del Ministro della Magia) caratterizza una prima parte del film difficilmente sostenibile, sia per il suo eccessivo patetismo che per un ritmo terribilmente noioso.
Fortunatamente però «Harry Potter e i doni della morte – Parte I» cresce di livello verso le battute finali, facendoci almeno sperare in un ultimo capitolo (in uscita a luglio 2011) che riesca a concludere decorosamente una saga che ha attraversato (nel bene e nel male) l’ultimo decennio della storia del cinema.
 
Non c’è però soltanto l’ultimo Harry Potter fra le novità della settimana e, mentre continuano a uscire pellicole presentate all’ultimo Festival di Roma (questo venerdì è il turno de «I fiori di Kirkuk» di Fariborz Kamkari e di «Io sono con te» di Guido Chiesa), nelle nostre sale arriva anche un titolo assolutamente da segnalare come «Scott Pilgrim vs. The World» di Edgar Wright.
Notevolmente coraggiosa la scelta della Universal di aver scelto il “weekend del maghetto” per far arrivare in Italia questo film che ha per protagonista un giovane personaggio decisamente diverso da quello creato dalle pagine di J.K. Rowling.
Scott Pilgrim è un ventitreenne come tanti: suona il basso in una band, è appassionato di videogiochi e frequenta una ragazza adolescente (di sei anni più giovane) con la quale spera di riuscire a superare una precedente delusione d’amore.
La sua vita procede banalmente fino all’incontro con Ramona, ragazza forte e ribelle e della sua stessa età, della quale s’innamora perdutamente. Scott sarà pronto a tutto pur di conquistarla: persino combattere contro i sette ex fidanzati della stessa, che cercheranno in ogni modo di ucciderlo per impedirgli di avere una relazione con la loro (ex) amata.
Tratto da una serie a fumetti del canadese Brian Lee O’Malley, «Scott Pilgrim vs. The World» racconta così una storia bizzarra e surreale, che riesce però a rappresentare perfettamente un’intera fascia giovanile: la generazione “nerd”, cresciuta a pane e videogiochi, protagonista anche di «The Social Network» di David Fincher, uscito la scorsa settimana.
Se però nel film di Fincher questa caratterizzazione è data soprattutto dal linguaggio verbale dei protagonisti (segnato da una quantità torrenziale di parole, che si accavallano una sull’altra per ricreare l’enorme mole di frasi che si vedono ogni giorno su facebook), in «Scott Pilgrim vs. The World» Edgar Wright ragiona direttamente sulla grammatica filmica, utilizzando nelle sua pellicola le logiche linguistiche tipiche dell’universo videoludico.
Il protagonista, interpretato da un efficace Michael Cera, si ritroverà così immerso in situazioni tipiche del mondo dei videogiochi, con sfidanti che hanno “barre di energia” sopra la testa e che, una volta sconfitti, gli faranno guadagnare dei punti per crescere di livello in livello.
Dopo «L’alba dei morti dementi» del 2004 e «Hot Fuzz» del 2007, il talentuoso Edgar Wright (conosciuto anche per aver diretto uno dei “finti trailer” in «Grindhouse» di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez) sale di livello come il suo protagonista, realizzando il suo film più ambizioso e importante.
Brillante e anche molto divertente, «Scott Pilgrim vs. The World» rappresenta così una scelta più che valida da vedere in sala questo weekend, soprattutto per coloro (e sono più di quanti possa sembrare) che non sono mai riusciti ad appassionarsi fino in fondo alla saga di Harry Potter.

Chimy

Voto a Harry Potter e i doni della morte-Parte I: 2/4

Voto a Scott Pilgrim vs. The World: 3/4

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13 commenti

  1. Scott Pilgrim ha decisamente superato le mie aspettative!

    Straordinario il lavoro fatto sui "linguaggi" presenti nel film ma soprattutto ottimo montaggio! Vedo comunque che siamo sulla stessa lunghezza d'onda e non ti annoio oltre ^^

    P.S.: non so da te ma dalle mie parti Scott Pilgrim è stato bistrattato in favore del maghetto e dell' enigmista 3D: un' unica sala alle 15:30…

    Rispondi
  2. Ciao Weltall 🙂 felicissimo che siamo d'accordo: signor film davvero.

    Anche qui il maghetto (che odio!) ha fatto razzia delle sale purtroppo… a Milano Scott Pilgrim è in un solo cinema… stendiamo un velo pietoso guarda…

    Chimy

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  3. Da me invece niente purtroppo. Eppure, dopo aver letto la tua recensione, è un film che mi interessa molto. Invece spopola il maghetto che non andrò a vedere. In sala vi sono quasi tutti film che non mi interessano. Persino Potiche, un film imamgino anche divertente, è in un solo cinema di Firenze molto lontano e per me difficilmente raggiungibile. Un disastro.

    Rispondi
  4. Sottoscrivo tutto quello che viene detto su HP (a parte la crescita di livello nella seconda parte che e' proprio quella che mi e' costata l'abbiocco quasi totale) e  ribadisco, da amante della saga (letteraria) resa nauseata e furibonda da questo incommentabile e superficiale prodotto, le ragioni gia' enunciate altrove per le quali siamo davanti a un film oggettivamente brutto:

    1. E' eccessivamente lungo e lento. In altre parole: soporifero.

    2. La sceneggiatura e' oscura, ci sono troppe strade secondarie spiegate male, un eccesso di personaggi, situazioni superflue accennate senza motivo. Chiunque non abbia letto il libro non puo' capire assolutamente niente della narrazione.

    3. Il focus sull'introspezione e' pedante e ridondante. Non si puo'  basare un film del genere sulle dinamiche amicali tra i tre protagonisti e poi condirlo di un miliardo di situazioni di contorno. O e' un teen drama o e' epica, decidetevi.

    4. Il tentativo di accaparrarsi i favori del pubblico pubescente e' moralmente riprovevole. La scena di Harry Potter e Hermione che ballano (assente ovviamente nel libro) e' patetica e sembra una brutta imitazione di Tuailaiz. Per non parlare del bacio con annessa nudita' gratuita, fintamente pruriginosa (perche' paraculata dall'effetto digitale) tra i due. Disgustoso.

    5. Gli effetti pop-up accuratamente studiati a tavolino per un 3D che poi non e' stato realizzato sono ridicoli, sembrano usciti da un grindhouse degli anni '70.

    6. La computer graphic fa schifo, manca totalmente di stile, i Dissennatori sembrano i vampiri di I'm Legend caduti nella cacca.

    7. C'e' una commistione di tecniche totalmente random e una sequenza di animazione assolutamente decontestualizzata e in stridente contrasto con il resto. L'omogenizzazione degli elementi non e' evidentemente un quesito che nessuno si sia minimamente posto.

    8. I paesaggi rappresentati a meta' fra Lord of the Rings e Rosmunde Pilcher sono patetici.

    9. La sceneggiatura e' patetica.

    10. Bill Nighy e' inutile e sprecato.

    11. Anche se la sua apparizione dura quindici secondi (gli unici validi del film?) si vede lontano un chilometro dagli occhi da cocker bastonato che Piton e' fra i buoni.

    12. Il pietoso tentativo di dare un respiro indie al film usando un'angolazione simile alla camera a mano (o forse proprio a mano) mentre HP abbraccia Dobby per l'estremo saluto c'entra come i cavoli a merenda, come del resto tutto quanto.

    13. L'unica scena divertente e' Harry Potter con il reggipetto. E stiamo parlando di un livello di comicita' alla Renzo Montagnani.

     

    In altre parole, credo che ognuno, ma soprattutto i seguaci della saga, dovrebbe arrabbiarsi nel vedere lo spreco di risorse impiegate per un film realizzato senza un minimo di intenzione artistica ne' un minimo di rispetto per il pubblico, per un film che punta solo a sbancare il botteghino, cosa che avrebbe fatto comunque e percio' sarebbe stato quantomeno doveroso che vi venisse posta un minimo di volonta' artistica.

     

    Sono gia' terrorizzata all'idea del seguito…

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  5. @luciano: anche qua Luciano è un disastro. Mi sa che è così in tutta Italia… purtroppo.

    @kamo: concordo su tutti i punti…. e non sono neanche più convinto che cresca verso il finale in effetti 🙂
    Se l'incazzatura verso il film ti ha portato anche su CINEROOM immagino che il nervoso non sia ancora sopito e, al contrario, sia sempre più crescente.

    Saluti

    Chimy

    Rispondi
  6. Scott Pilgrim è stato distribuito a cazzo diciamo la verità, per non parlare che – da me, a Napoli – c'è solo in spettacoli pomeridiani (credo in due o tre cinema in tutto). Anche per questo ho preferito papparmelo in originale – cosa di cui ancora son contento perché temo che in italiano questo film diventi un'altra cosa, anzi che proprio non possa essere reso in italiano senza tradirlo totalmente.

    Detto questo, Scott Pilgrim mi ha un po' frenato le aspettative. Parte bene, ma poi la situazione platform-videoludica si fa troppo ripetitiva, dimenticandosi che stiamo guardando un film, non giocando con la wii.

    Rispondi
  7. Sulla distribuzione stendiamo un velo pietoso.

    Sul tuo parere: lo capisco perfettamente cosa intendi, ma riflettendoci ho pensato che fosse giusto che un'idea del genere venisse portata fino in fondo, se no perdeva di valore. Anche a costo di risultare ridondante e ripetitiva, a mio parere.

    Un caro saluto

    Chimy

    Rispondi
  8. ma sai cosa, anche? ultimamente, anche guardando la frattura netta tra chi ha dato voti bassi come me e chi gli ha dato i quasi massimi onori come te e altri, mi dicevo forse è questione di retroterra, di cultura e formazione personale. Se non ce l'hai non riesci a empatizzare del tutto. Eppure a me dispiace perché mi piace molto l'atmosfera del film, per come era partita, l'aspetto più "nerd-realistico". poi per dire, il montaggio fumettistico l'ho trovato di una genialata assoluta, ma i continui scontri, troppo ripetitivi mi hanno poi sgonfiato l'entusiasmo.

    Rispondi
  9. Ti capisco. Può essere tranquillamente una questione di retroterra: giustissimo.
    Anche il Para ha amato il film ancor più di me e ancor più di me è amante di fumetti e videogiochi. Il tuo discorso torna sicuramente.

    Capisco comunque che vedi il film in calo col passare dei minuti, anch'io se dovessi scegliere ho preferito la prima parte alla seconda.

    Ciao 🙂

    Chimy

    Rispondi
  10. Scott Pilgrimm vs. the World è uscito anche in Italia?…Cazzo io vivo veramente fori dal mondo…
    Ad ogni modo sono sostanzialmente d'accordo su tutto, giudizio positivo anche per me…se non per il fatto che non trovo che Wright sia "salito di livello" con questo film, ha senz'altro fatto qualcosa di diverso sia da "Shaun of the Dead" sia da "Hot Fuzz", tirando fuori un buon prodotto…ma non buono quanto i precedenti!
    Sarà forse perché in questo caso l'originalità che ha tanto cercato risulta originale solo fino a un certo punto…almeno per me.
    Detto questo ha un pregio che è comune a tutti e 3 i titoli (almeno per me): dopo averlo visto, trovandomi a voler vedere qualcosa di quel tipo, non ho veramente saputo come fare! (parlo proprio a livello di ritmo e atmosfera).
    Il mio preferito rimane comunque "Hot Fuzz"!

    Rispondi
  11. Sì, è uscito ma davvero in pochissime sale purtroppo. Edgar Wright sempre più da tenere in considerazione per il futuro: ha già due progetti in ballo 🙂

    Chimy

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  12. questo harry potter non mi è dispiaicuto, come faccio notare da me, è mi è piaciuto forse meno del solo episodio diretto da newell (che resta secondo me il migliore, anche perchè al contrario di voi non amai molto il terzo film di cuaron). Comunque questa pellicola ha il pregio di raggiungere un invidiabile equilibrio fra l'approfondimento psicologico dei personaggi e spettacolarità della messa in scena. 

    Rispondi
  13. anonimo

     /  16 dicembre 2010

    Abbiamo opinioni molto diverse su questo film: per me uno dei peggiori di tutta la saga. Ingiustificata la divisione in due parti visto un film così tanto noioso, mentre sarebbe stata più adeguata da fare probabilmente per altri titoli (L'ordine della fenice su tutti)

    Un saluto

    Chimy (sloggato)

    Rispondi

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