Nelle sale lo scandaloso thriller coreano «The Housemaid» e il seguito del divertente «Una notte da leoni»

Articolo già pubblicato su IlSole24Ore

Remake asiatici, sequel americani e un pizzico di cinema italiano. In quest’ultimo weekend di maggio arrivano nelle nostre sale pellicole molto diverse tra loro, per genere e provenienza geografica, che cercheranno di togliere un po’ di pubblico al lanciatissimo quarto episodio della saga dei «Pirati dei Caraibi», trionfatore dello scorso weekend con oltre 7 milioni di euro d’incassi in soli cinque giorni di programmazione.
Nonostante la compagine di casa nostra sia particolarmente nutrita (fra le uscite da segnalare «Corpo celeste» di Alice Rohrwacher, presentato nella Quinzaine des realisateurs dell’ultimo Festival di Cannes) il titolo più interessante, che farà ampiamente parlare di sé, proviene dalla Corea del Sud: si tratta di «The Housemaid» di Im Sang-soo.
Remake di un leggendario film coreano del 1960, «The Housemaid» ha per protagonista Eun-yi, una ragazza dei quartieri poveri che viene assunta come cameriera e bambinaia nella lussuosa villa di una ricchissima coppia borghese. Quando il padrone di casa inizierà a chiederle servigi ben diversi da quelli per cui era stata ingaggiata, Eun-yi si ritroverà incinta e incapace di difendersi contro gli spietati attacchi di una famiglia disposta a tutto pur di salvare le apparenze.
Dopo un folgorante incipit, in cui assistiamo al suicidio di una ragazza tra l’indifferenza generale di tante vite umane concentrate soltanto su loro stesse, il soggetto di «The Housemaid» sembra appiattirsi ai canoni delle più classiche storie di vendetta. Nonostante la prevedibilità di molte dinamiche narrative, il regista Im Sang-soo è bravo a realizzare diverse scene di grande impatto emotivo che, anche grazie alle intense performance degli interpreti principali, difficilmente verranno dimenticate dagli spettatori nei giorni successivi alla visione.
In altri momenti, invece, diventa evidente il desiderio del regista di voler scandalizzare a qualunque costo: Im Sang-soo, con la scusa di ritrarre le ipocrisie più profonde della classe borghese del suo paese, calca eccessivamente la mano sulle sequenze erotiche e su quelle conclusive, così da preservare la fama di autore controcorrente e provocatorio che si è guadagnato nel corso degli anni.
 
Nomea molto diversa è quella del regista Todd Phillips, da diversi anni specializzato in commedie demenziali di grande successo, che torna nelle nostre sale con «Una notte da leoni 2».
Dalla Las Vegas del precedente capitolo l’azione si sposta a Bangkok ma il risultato non cambia: quella che doveva essere una sobria cerimonia prematrimoniale, come avrebbe voluto il futuro sposo Stu, si trasformerà in un nuova folle notte di addio al celibato, dalla quale i tre protagonisti (il dentista Stu, l’insegnante Phil e l’eccentrico Alan) si sveglieranno nuovamente senza alcun ricordo.
Visto l’enorme successo di «Una notte da leoni» (quasi 300 milioni di dollari d’incasso soltanto negli Stati Uniti), gli autori hanno optato per ricreare integralmente la struttura del primo film in un  secondo episodio che sembra quasi un remake piuttosto che un sequel. Una scelta onesta che rischia però di renderlo meno divertente (seppur rimanga comunque un prodotto gradevole) e ben più scontato del suo fortunato predecessore.

Chimy

Voto The Housemaid: 2,5/4

Voto Una notte da leoni 2: 2/4

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10 commenti

  1. Il primo lo vedrò nel week-end spero. L'altro a ruota, non appena possibile. Quelli italiani a sto giro mi ispirano poco.

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  2. Ispiravano poco anche me in effetti… m'interessa la tua opinione su The Housemaid

    Un saluto

    Chimy

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  3. Noto che quasi tutti siete critici col film di Im Sang-soo. A me non è spiaciuto, affatto devo dire – anche se non ho visto l'originale e forse è questo che rende più critici i detrattori?
    Secondo me gli eccessi sono comunque giustificati dallo stile del film

    Noodles

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  4. L'originale manca anche a me purtroppo. Io l'ho visto come un film con eguali pregi e difetti: tante sequenze strepitose, ma altrettante troppo forzate a mio parere.

    Un saluto

    Chimy

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  5. Alla fine ho visto prima Una notte da leoni 2. Che dire, al di là del fatto che pecca moltissimo di originalità visto che è quasi una copia carbone del primo con elementi diversi ma non nuovi, e al di là dell'abuso di scimmietta e del personaggio di Ken Jeong (doppiato tra l'altro malissimo), comunque mi sono divertita parecchio e Galifianakis continua ad avere una faccia e un fisico veramente irresistibile. Poi, ancora una volta, non sono veramente riuscita a resistere sui titoli di coda. Ce l'hanno fatta di nuovo a farmi ridere quasi sguaiatamente.

    A giorni vedrò anche The housemaid. Vi farò sapere.

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  6. Già, molto ripetitivo ma comunque gradevole e divertente.

    Allora attendo un tuo parere su The Housemaid 🙂

    Un saluto

    Chimy

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  7. "embra quasi un remake piuttosto che un sequel"
    definizione più giusta non si può! concordo, il film alla fine è anche gradevole, scorre, ma davvero è troppo uguale al primo (e proprio per questo alla lunga non regge completamente, anche se diverte e non annoia – ma non come il primo).

    Noodles

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  8. Mi fa piacere che concordiamo 🙂 I difetti del film stanno tutti lì…

    Un saluto

    Chimy

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  9. Il film mi è sembrato interessante per certe simmetrie e per il suoi simbolismi camuffati da realismo. Certo è che non ho visto l'originale (suppongo avrebbe potuto condizionare anche il mio giudizio sul film). Anch'io ho visto alcune ridondanze che hanno un po' indebolito questo lavoro.

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  10. Concordo con te. Credo che gli elementi interessanti siano diversi, ma il risultato finale poteva essere migliore di quello ottenuto.

    Un saluto

    Chimy

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