Mostra di Venezia 2011: voti e (mini)recensioni

Le idi di marzo di George Clooney: regia solida che cede a volte il passo alla retorica. Linee narrative ben strutturate per un film che complessivamente riesce, seppur con alcune riserve, a convincere. Ottimo il cast.
 
Voto: 2,5/4
 
 
Alps di Yorgos Lanthimos: miglior soggetto della Mostra. Agghiacciante e disperato. Lanthimos continua a convincere dopo l’inquietante Kynodontas.
 
Voto: 3/4
 
 
Terraferma di Emanule Crialese:  i contenuti sono banali e la forma è (di)sgraziata. Se non bastasse diverse sequenze non possono che provocare imbarazzo.
 
Voto: 1,5/4
 
Carnage di Roman Polanski: perfetto teatro da camera polanskiano con attori in stato di grazia. La cornice, di gran classe, lo rende un film impeccabile.
 
Voto: 3,5/4
 
A Dangerous Method di David Cronenberg: la grande delusione del festival. Regia, per Cronenberg, scolastica e sceneggiatura priva di mordente. Keira Knightley insostenibile.
 
Voto: 2/4
 
Dark Horse di Todd Solondz: meno cinico del solito ma altrettanto efficace, Solondz dipinge un'altra figura disperata della sua galleria di personaggi.
 
Voto: 3/4
 
L’ultimo terrestre di Gipi: siamo messi così male in Italia da dover provare interesse per un film “diverso dal solito”? Probabilmente sì, ma non basta. Stucchevole e superficiale.
 
Voto: 1,5/4
 
Himizu di Sion Sono: la prima pellicola post Fukushima è un viaggio nel cuore della disperazione del Giappone contemporaneo. Importante.
 
Voto: 3/4
 
Faust di Aleksandr Sokurov: Esperienziale e debordante. La conclusione della tetralogia del potere è uno dei punti più alti della carriera del cineasta russo.
 
Voto: 3,5/4
 
A Simple Life di Ann Hui: Toccante e delicata riflessione sulla vecchiaia e sullo scorrere del tempo.
 
Voto: 3/4
 
Shame di Steve McQueen: McQueen si ripete dopo Hunger con uno dei film cinematograficamente più suggestivi dell’intera Mostra. Ottimo Fassbender.
 
Voto: 3/4
 
4: 44 Last Day on Earth di Abel Ferrara: Ferrara perde l’occasione di realizzare un grande film: il soggetto è affascinante ma si limita a proporre una serie di riflessioni banali inutilmente infarcite di delirante visionarietà.
 
Voto: 1,5/4
 
Toutes nos envies di Philippe Lioret: dopo il successo di Welcome, Lioret delude con una pellicola troppo costruita a tavolino per essere sinceramente toccante.
 
Voto: 2/4
 
The Moth Diaries di Mary Harron: vergognosamente presentato in un festival, è il fratello brutto (?) di Twilight in salsa femminile.
 
Voto: 1/4
 
Kotoko di Shinya Tsukamoto: Tsukamoto torna a stupire con una riflessione di rara sensibilità su un tema delicato come quello della depressione post-parto.
 
Voto: 3/4

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11 commenti

  1. I tuoi/vostri (non so se son combinati o solo dell'uno o dell'altro) giudizi mi confermano un paio di sospetti. A me Respiro e Nuovomondo son piaciuti molto, ma da quello che avevo letto sull'ultimo Crialese mai mi sarei aspettato un premio. Il vostro blog ci va giù ancora più duro! (Così come non mi stupisce il giudizio su Cronenberg… ho sentito aria di freddino un po' ovunque).
    Felice di quel commento a Polanski. la settimana prossima non mi sfugge (peccato dovermelo sorbire doppiato…).
    Ormai non vedo l'ora di andare al cinema ad ammirare Sokurov (e Solondz – ammesso che quest'ultimo ci arrivi qui a Napoli)!

    Noodles

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  2. Ho dimenticato di firmarmi… sono miei 😉 Polanski ti farà impazzire, sperando che escano anche Solondz, Sokurov, Ann Hui e Steve McQueen… poche speranze per Tsukamoto o Sion Sono…

    Chimy

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  3. E il film di Garrel? E il film di Alfredson? E le cime tempestose di Andrea Arnold? E il film di Friedkin che per molti era il vero vincitore? E il film israeliano in concorso che pare piaciuto moltissimo a molti?

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  4. Purtroppo, causa altre visioni obbligate per motivi di lavoro, non ho potuto visionare diversi film del concorso.
    "The Exchange" l'ho visto, mi sono scordato di metterlo, e non mi ha convinto fino in fondo: un soggetto stimolante che non mantiene le premesse. Confusionario e discontinuo.

    Garrel non l'ho recuperato per i commenti sentiti in giro; Friedkin, quello che mi è più dispiaciuto, a causa di sovrapposizioni di proiezioni.

    Un saluto

    Chimy

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  5. Ci sono rimasto male per Cronenberg: non me lo sarei mai aspettato. probabilmente vedrò ugualmente il film ma la voglia è ai minimi termini. Invece sono entusisasta per i tuoi giudizi positivi su Sokurov e Tsukamoto. Spero in qualcvhe modo di poterli vedere ma sarà molto difficile (chissà per quanto tempo).

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  6. Già, una vera delusione Cronenberg! Faust uscirà prima o poi, Tsukamoto non credo proprio 😦

    Un caro saluto

    Chimy

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  7. Commenti brevi e incisivi…purtroppo devo ancora recuperare praticamente tutti i titoli (su tutti McQueen, To, Tsukamoto e Solondz sono quelli su cui punto di più) ma su molti trovo le mie aspettative apparentemente ben riposte!
    Nel frattempo ho visto Croenenberg e Polanski (grazie a sale che li hanno passati in lingua originale), ma onestamente mi hanno deluso entrambi, il primo per motivi ovvi che sembrano essere condivisi universalente, il secondo…bhè del secondo diciamo che non condivido l'idea che sia riuscito a realizzare del 'perfetto teatro da camera', anzi! L'ho trovato piuttosto pesantino e, data la scontatezza del contenuto, anche piuttosto arrogante nei "modi". 
    Ottimo il cast, siamo d'accordo, ma francamente trascurabile la regia…
    Nonostante la buona partenza ho trovato che il film non reggesse per tutta la sua durata (nonostante sia piuttosto breve!)…sarà che da Polanski mi aspettavo veramente tanto, evidentemente troppo questa volta…

    Ah già poi c'è Sokurov…da lui non so ancora bene che aspettarmi…

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  8. (chiaramente quando dico "regia trascurabile" non mi rifersco alla regia degli attori, loro sono stati diretti molto bene, ma non ci si poteva aspettare niente di meno su quel versante!)

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  9. Mi spiace proprio per Polanski: io ho trovato il suo film una perfetta macchina ad orologeria con ottimi tempi, battute, gestione dello spazio… con una grande scelta su come aprire e chiudere il film.

    Su Cronenberg purtroppo poco da dire….

    Un saluto!

    Chimy

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  10. Ho visto Carnage, finalmente. Un meccanismo perfetto, oliato, che gira in uno spazio "ristretto" ma denso, talmente denso che non lascia uscire i personaggi "recuperandoli" ogni volta dal pianerottolo. Movimenti di macchina precisi e puntuali e notevole performance degli attori. Grande cinema.

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  11. D'accordissimo con te, per me tra i migliori film dell'anno.

    Un caro saluto

    Chimy

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