Da «Un amore di gioventù» a «Detachment», l’adolescenza è la grande protagonista del weekend in sala

Articolo già pubblicato suIlSole24Ore

 

Il cinema d’autore non è ancora andato in vacanza. Dopo l’intenso «C’era una volta in Anatolia» di Nuri Bilge Ceylan, uscito la scorsa settimana, questo venerdì arriva nelle nostre sale un’altra pellicola impegnata di origine europea: si tratta di «Un amore di gioventù», opera terza della parigina Mia Hansen-Løve con protagonista Lola Créton.

La giovanissima attrice, appena diciottenne, interpreta Camille, una ragazza come tante alle prese con le gioie e i dolori del primo amore: dopo aver trascorso un’estate con il quasi coetaneo Sullivan, il ragazzo decide di partire a tempo indeterminato per il Sudamerica alla ricerca di se stesso. Gli anni passano, ma il sentimento, sempre più ossessivo e idealizzato, di Camille nei suoi confronti non riesce a spegnersi.

Ispirato al passato della stessa regista, «Un amore di gioventù» è una pellicola che ha come principale punto di forza un costante rigore formale in grado di nascondere le incertezze di un soggetto fragile e spesso abusato.

Attraverso uno stile sempre più simile a quello del marito Olivier Assayas, regista de «Il bambino d’inverno» e de «L’eau froide», Mia Hansen-Løve riesce a raccontare la sua storia con grande spontaneità e naturalezza, nel tentativo di far sentire del tutto aderenti alla realtà i dialoghi e le situazioni che mette in scena. Ci riesce quasi sempre, tranne che in un finale frettoloso, forzatamente poetico e persino poco credibile.

 

L’adolescenza, raccontata però in maniera molto diversa, è anche al centro di «Detachment», pellicola di Tony Kaye che arriva nelle nostre sale con oltre un anno di ritardo dalla presentazione al Tribeca Film Festival 2011.

Ambientato ai giorni nostri, il film ha per protagonista Henry Barthes, un supplente di letteratura per le scuole superiori, che per sole tre settimane si troverà a fare i conti con una nuova opprimente realtà: verrà infatti chiamato a insegnare in un istituto pubblico della periferia americana, dove la violenza è all’ordine del giorno e gli studenti sono privi di ambizioni e speranze per il futuro.

Apparentemente un classico film di formazione come tanti, «Detachment» si stacca dalle pellicole più note dello stesso filone (come «Pensieri pericolosi» di John Smith o il francese «La classe» di Laurent Cantet), ponendo l’accento sulla fragilità psicologica dell’insegnante più che su quella degli alunni.

Come nei suoi lavori precedenti, la regia di Tony Kaye (noto per aver diretto «American History X» nel 1998) è imperfetta e coraggiosa allo stesso tempo: le sue scelte, sia narrative che stilistiche, sono spesso sopra le righe, ma, come si evince fin dagli ottimi titoli di testa, il suo desiderio di rischiare e sperimentare porta spesso buoni frutti.

Tra le note di merito da segnalare, dopo tanti passi falsi, la performance di Adrien Brody, nei panni del protagonista, mai così convincente dai tempi de «Il pianista».

 

Tra le nuove uscite, come spesso avverrà nei prossimi weekend estivi, c’è anche un horror: si tratta di «Chernobyl Diaries», esordio alla regia di Bradley Parker finora noto come responsabile degli effetti speciali di diverse produzioni.

Scritto da Oren Peli (regista di «Paranormal Activity»), il film racconta le vicende di sei ragazzi amanti del turismo estremo, che giungono a Pripyat, città nella quale vivevano i dipendenti della centrale nucleare di Chernobyl, rimasta disabitata dopo il disastro di oltre 25 anni fa. Dopo una breve esplorazione, il gruppo, impossibilitato a ripartire, scoprirà di non essere solo.

Futile horror senza grosse pretese, «Chernobyl Diaries» regala pochi brividi e ancor meno sorprese nello svolgimento di una trama canonica e sempre banale, che sfrutta ai limiti della moralità lo scenario di uno degli eventi più tragici della storia del novecento.

 

Chimy

Voto Un amore di gioventù: 2,5/4

Voto Detachment: 2,5/4

Voto Chernobyl Diaries: 1,5/4

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1 Commento

  1. Anche per me Detachment un buon film. Non ho visto purtroppo Un amore di gioventù.

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