La Pixar guarda al passato con «Ribelle-The Brave»: favola d’altri tempi con protagonista una principessa guerriera

Articolo già pubblicato su IlSole24Ore

 

Non solo Venezia: oltre ad alcuni titoli appena presentati all’interno della kermesse lagunare, come l’intenso «Bella addormentata» di Marco Bellocchio o l’horror a basso costo «Shark 3d» di Kimble Rendall, nelle sale italiane esce uno dei film d’animazione più attesi dell’intera stagione. Si tratta di «Ribelle-The Brave», ultima fatica della Pixar Animation, che arriva nei nostri cinema con qualche mese di ritardo dall’uscita in patria, dove ha incassato circa 230 milioni di dollari.

Ambientato nella Scozia medievale, il film ha per protagonista Merida, giovane principessa insofferente alle regole di corte, che, anziché impegnarsi nelle tradizionali attività femminili previste dal protocollo del regno, preferisce cavalcare e tirare con l’arco.

Quando i genitori la costringono a sposare uno tra i tanti pretendenti pronti a scontrarsi per la sua mano, Merida fugge in un bosco dove una strega malvagia le offre un magico rimedio ai suoi problemi. Girato a quattro mani da Mark Andrews e Brenda Chapman (regista che aveva diretto «Il principe d’Egitto» nel 1998 per i “rivali” della Dreamworks), «Ribelle-The Brave» è, dopo «Cars 2» dello scorso anno, il secondo (mezzo) passo falso della Pixar Animation. Distante dalla sceneggiatura convincente e innovativa di «Ratatouille» o dalle sorprendenti svolte narrative di « Toy Story 3», che erano valsi a entrambi l’Oscar come miglior film d’animazione, la storia di «Ribelle-The Brave» risulta troppo anacronistica e, seppur suggestiva soprattutto per i più piccoli, ben poco originale.

Decisamente più interessante è la caratterizzazione dei singoli personaggi, in particolare di Merida e della madre Elinor, i cui vivaci battibecchi accrescono costantemente il ritmo della visione. Ineccepibile nell’aspetto visivo, dove ogni dettaglio è curato al millimetro, il film non necessita di un 3d che, come avviene sempre più spesso nel cinema d’animazione, appare totalmente superfluo. Pronta a battagliare contro «Ribelle-The Brave» al box office del weekend, è «Come non detto», pellicola diretta dall’esordiente Ivan Silvestrini con protagonista Josafat Vagni. Il giovane attore interpreta Mattia, un ragazzo romano che sta per trasferirsi a Madrid dal fidanzato Eduard, senza aver ancora rivelato ai suoi genitori di essere gay.

Il giorno prima di partire per la Spagna, Eduard (ignaro del segreto) annuncia il suo arrivo a Roma per conoscere la famiglia di Mattia, costringendo il compagno a scegliere se vuotare finalmente il sacco con i suoi familiari oppure confessare di essere stato un formidabile bugiardo. Presentato come una commedia leggera, «Come non detto» ha nelle poche sequenze drammatiche e maggiormente introspettive i suoi momenti migliori: peccato che, nonostante alcune interessanti scelte stilistiche, la regia di Silvestrini non osi di più per dare alla sceneggiatura quel valore aggiunto di cui avrebbe necessitato.

Nel cast, da evidenziare la curiosa performance di Francesco Montanari in una veste molto diversa da quella a cui ci ha abituato nella serie «Romanzo criminale».

 

Chimy

Voto Ribelle-The Brave: 2,5/4

Voto Come non detto: 2/4

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