Nelle sale stupiscono «I Croods». Delude Almodóvar.

Articolo già pubblicato su IlSole24Ore

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L’animazione ai tempi della preistoria: dopo il successo de «Le 5 leggende» (oltre 300 milioni di dollari guadagnati in tutto il mondo), la DreamWorks punta su un progetto ancora più ambizioso, con protagonista una famiglia di cavernicoli.

«I Croods», diretto da Kirk De Micco e Chris Sanders, è il titolo più importante in uscita questo weekend, sia per quanto riguarda gli esiti artistici sia per gli attesi incassi al botteghino.

La storia si apre con un classico alterco familiare: l’adolescente Eep non riesce più a sopportare le antiquate idee del padre Grug, che affronta ogni novità con paura e diffidenza. Un violento terremoto distruggerà la loro casa-caverna e, nonostante i timori di Grug a riguardo, i Croods si troveranno costretti a intraprendere un lungo viaggio alla ricerca di un nuovo posto dove poter vivere serenamente: li aiuterà Guy, un giovane pieno d’idee bislacche e rivoluzionarie.

Divertente e innovativo, «I Croods» è un brillante road movie variopinto e psichedelico, ricco di trovate originali e di personaggi (animali compresi) ben amalgamati tra loro.

Se fino a pochi anni fa i prodotti della DreamWorks Animation soccombevano rispetto a quelli della Pixar, da alcune stagioni i ruoli sembrano essersi invertiti, con la casa diretta da Jeffrey Katzenberg un passo avanti rispetto agli storici “rivali”: in particolare, questo è molto evidente nell’uso di un 3d – tanto ne «I Croods» quanto nei precedenti «Le 5 leggende» e «Madagascar 3» – che rappresenta il vero valore aggiunto delle pellicole.

Nella versione originale le voci dei protagonisti sono di Nicolas Cage (Grug), Emma Stone (Eep) e Ryan Reynolds (Guy).

 

Decisamente meno fantasioso è «Gli amanti passeggeri», il ritorno di Pedro Almodóvar alla commedia, genere che l’aveva reso famoso a inizio carriera.

A causa di un piccolo guasto tecnico, un aereo spagnolo, inizialmente diretto a Città del Messico, è costretto a girare in tondo sopra Toledo in attesa che venga allestita una struttura per gestire un atterraggio di emergenza. Narcotizzate le hostess e i passeggeri della classe turistica, i tre assistenti di volo della business cercheranno di rendere il più confortevole possibile il viaggio dei loro clienti. 

Dopo aver toccato l’apice nel 2006 con «Volver», la carriera di Almodóvar pare ormai segnata da un inarrestabile declino: se già «Gli abbracci spezzati» (2009) e «La pelle che abito» (2011) non erano all’altezza delle pellicole immediatamente precedenti, «Gli amanti passeggeri» rappresenta uno dei punti più bassi dell’intera filmografia del regista castigliano.

Privo d’idee davvero efficaci, il film è un’accozzaglia di situazioni grottesche, inutilmente volgari, poco credibili e grossolane: più che strappare qualche risata, come il regista vorrebbe, «Gli amanti passeggeri» provoca continui sbadigli. L’unico personaggio davvero riuscito è quello di Joserra, interpretato dal bravo Javier Cámara già visto in «Parla con lei» dello stesso Almodóvar, capo cabina dell’aereo che, a causa di uno shock subito in  passato, è costretto a dire la verità in ogni situazione.

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Infine, altra uscita piuttosto attesa è «La madre», horror diretto dall’esordiente Andy Muschietti. Prodotto da Guillermo Del Toro, il film racconta la storia inquietante di due sorelline scomparse nei boschi lo stesso giorno in cui la loro madre moriva assassinata per mano del padre. Per diversi anni lo zio Lucas, insieme alla sua ragazza Annabel, le cerca con tutti i mezzi a sua disposizione fino a quando, miracolosamente, vengono trovate ancora vive in una decrepita baracca: mentre la coppia cercherà di ricreare una vita normale per le bambine, una presenza maligna inizia a manifestarsi all’interno della loro abitazione.

Non mancano tensione e colpi di scena in quest’operazione altalenante e riuscita a metà, seppur superiore alla produzione media del genere horror contemporaneo.

Una prima parte convincente lascia purtroppo spazio a una seconda narrativamente frettolosa e mal calibrata, che porta fino a una conclusione segnata da effetti speciali piuttosto pacchiani.

Nei panni di Annabel la sempre più lanciata Jessica Chastain, reduce dall’ottima performance in «Zero Dark Thirty» di Kathryn Bigelow, si conferma attrice in grado d’interpretare efficacemente ruoli molto diversi tra loro.

Chimy

Voto I Croods: 3/4

Voto Gli amanti passeggeri: 1,5/4

Voto La madre: 2/4

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4 commenti

  1. Non ho (ancora) visto Gli amanti passeggeri, dissento però per quanto riguarda La pelle che abito: secondo me era davvero interessante, con dei risultati quasi alla pari (facendo le dovute differenze di genere) ottenuti da Volver.

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    • Cavoli… per me non c’è paragone: “Volver” l’ho amato alla follia, “La pelle che abito” mi ha lasciato poco.

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  2. Ciao, ti ho premiato con un Liebster Award, perché è una bella iniziativa, perché ti seguo da un bel po’ anche se non ho mai commentato i tuoi post.

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