Mostra di Venezia-giorno 7: durante il Tim Burton Day spunta il primo grande film dell'intera rassegna…

Emozioni forti in laguna…

Oggi era il giorno di Tim Burton e ho avuto l’enorme onore di essere in sala durante la consegna del Leone d’oro alla carriera.
Dopo qualche minuto (commovente ed emozionante) in cui sono stati proiettati spezzoni della sua filmografia, ho potuto vedere una sequenza del suo prossimo lavoro "Sweeney Todd": splendido trucco sui volti di Johnny Depp ed Helena Bonham-Carter e ottima scenografia che rimandava alla soffitta di "Edward mani di forbice". Il film sembra rimanere fedele all’origine musicale dello spettacolo teatrale di Broadway, infatti, in questi pochi minuti, vediamo Johnny Depp che canta una struggente canzone.
In seguito è stata proiettata la versione 3d di "Nightmare Before Christmas" vista con gli appositi occhialini. Che dire? un’emozione immensa vedere, in chiave più affascinante e migliore, un film che era già straordinario…

Un film onesto è, invece, "Il dolce e l’amaro" di Andrea Molaioli.
Parla di Saro Scordia (Luigi Lo Cascio) che decide di diventare un mafioso per l’ammirazione provata, fin da bambino, per gli uomini d’onore. Questa scelta gli costerà moltissimo:l’amore e la famiglia.
Pur rifacendosi a modelli cinematografici molto trattati, il film si lascia guardare grazie soprattutto alla buona interpretazione di Lo Cascio, unico protagonista della storia.
Bravi anche Fabrizio Gifuni e Donatella Finocchiaro.

Ma arriviamo al gran film di cui parlavo nel titolo: "I’m not there" di Todd Haynes. So che molti lo attendono con ansia e, credetemi, non rimarrete delusi, anzi. Per me è superiore a quanto mi aspettassi.
Come sapete il film parla della vita di Bob Dylan focalizzandosi su sei episodi fondamentali della vita del menestrello, interpretati da sei attori diversi.
Haynes riesce a cogliere in questo modo le tante anime di questo "enigmatico" personaggio (non a caso il nome della città da cui proviene il primo Dylan e, alla quale, ritorna l’ultimo è proprio "enigma").
Alcune sequenze trasmettono brividi su tutto il corpo: sensazioni che raramente è provato negli ultimi anni.
Gli attori sono molto bravi, ma sopra tutti gli altri c’è una Cate Blanchett divina che somiglia a tal punto da far pensare che una delle anime di Bob sia entrata nel suo corpo.
Con lei in scena ci sono le sequenza più straordinarie: ad es. una festa pop (momento altissimo) e l’incontro con il poeta beat Allen Ginsberg.
Non mi dilungo troppo perchè, dato che il film esce domani, quando torno da Venezia metterò una normale recensione.
Naturalmente è riduttivo considerarlo la migliore opera della Mostra, potrebbe essere (insieme a pochi altri) il miglior film dell’anno.

Con soddisfazione vi saluto
A domani

Chimy

 

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