Ratatouille: "Un mirabile concerto di sapori dissonanti"

Non provate a scaricarlo o aspettare il dvd (è una minaccia), "Ratatouille" è una prelibatezza rara e il ristorante in cui va gustata è il cinema.
La trama (ormai la conoscono tutti) ruota attorno al topolino Remy che, dopo diverse peripezie, si ritrova a Parigi dove cercherà di realizzare il suo sogno nel cassetto: diventare un grande chef.
Verrà aiutato dal giovane e imbranato Linguini, da poco assunto come sguattero nel ristorante del defunto cuoco Gusteau, idolo e modello di riferimento del piccolo Remy.
Il povero topo di campagna (l’inizio è ambientato in un classico "british cottage") diventa, per questa volta, il fortunato topo di città. E che città…
Erano anni che Parigi non era così affascinante e magica sul grande schermo; quando Remy risale dalle fogne e la vede per la prima volta, insieme a lui, anche noi rimaniamo di stucco per la sua straordinaria bellezza.
La capitale francese, come nel primo cinema di Truffaut o Rohmer, è una presenza costante nella narrazione: non mera cornice, ma personaggio attivo e fondamentale.
Gli scorci della città (ma non solo naturalmente) mostrano il livello di perfezione raggiunto dalla Pixar con questa grande opera d’arte. "Ratatouille" è in assoluto uno dei migliori film d’animazione americani degli ultimi decenni (non anni) realizzati da grosse case di produzione, obbligatoria quest’ultima distinzione perchè se no entra in gioco Tim Burton e la musica cambia.
Brad Bird, dopo l’ottimo (ma inferiore) "Gli incredibili", si può ormai considerare un grande regista d’animazione: magnifici zoom, travelling, montaggio.. che ci fanno molto ben sperare per il suo prossimo progetto, non d’animazione, che dovrebbe intitolarsi "1906".
"Ratatouille", però, non è un grande film soltanto per la forma, ma lo è anche per i contenuti.
Una sceneggiatura innovativa e (sempre) convincente a metà tra tematiche moderne, il giovane che deve scegliere tra la famiglia e il successo, e tradizionali, l’amicizia tra i diversi che rimanda a tante classiche storie disney.
Come l’indimenticabile, critico culinario, Anton Ego dobbiamo lasciarci andare al piacere di gustare a pieno questo film, che ci fa tornare quelle emozioni meravigliose che vivevamo durante l’infanzia quando davanti ai nostri occhi si muovevano cantando i sette nani o i topini (guarda caso) di Cenerentola.
Remy, inoltre, ci dimostra come anche con un piatto povero, quale la ratatuoille, si può creare un capolavoro culinario; dovrebbero impararlo anche molti produttori e registi cinematografici (soprattutto italiani) sempre alla ricerca di soggetti particolari e ambiziosi, quando si farebbe meglio con storie più semplici e quotidiane.
Obbligatoriamente da sottolineare anche la grandissima idea del "punto di vista" di Remy posizionato sotto il cappello di Linguini, da lì lo può controllare come una marionetta e può, allo stesso tempo, vivere i suoi trionfi e le delusioni: chiunque guarda negli occhi il giovane ragazzo deve guardare anche il piccolo topolino.
Memorabile l’articolo finale di Anton Ego, chiunque faccia critica in qualsiasi campo (anche giocandoci un pò sopra come noi cinebloggers) dovrebbe ricordarselo per sempre.
Sicuramente, la sua, è una delle recensioni più belle della storia del cinema.

Chimy

Voto Chimy: 3,5 / 4

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