FEFF 2008: Giorni 7 e 8

THE REBEL di Charlie Nguyen

Chimy: Film vietnamita costruito per farsi piacere in tutti i modi.
Coppia di giovani, bellissimi e simpatici, si ribellano al potere francese sul Vietnam, naturalmente durante la ribellione s’innamorano uno dell’altra.
Tutto è fatto per far nascere nel pubblico riflessi per empatizzare al massimo coi protagonisti. Naturalmente finisce bene così da far tutti contenti.
Pavlov.

Para: sottoscrivo tutto, però i combattimenti sono coreografati da dio.

CROWS-EPISODE 0 di Takashi Miike

Chimy: Il peggior film di sempre di Miike è un film davvero pessimo.
Confusionario e, inoltre, molto noioso.
Miike poco visionario e filosofico, quello che interessa meno.
Spiace dirlo, dato che si parla di uno dei massimi registi giapponesi, ma non si può proprio consigliarlo.
Interminabile…

Para: dopo una prima ora e un quarto non pessima ma nemmeno eccelsa la noia si fa sentire, e la parte finale in cui tutto è in ralenti e c’è la canzoncina pop triste si cade in basso. Però quello che viene prima è buono: pestaggi cattivi ogni minuto, jump cut e uno sprizzo di follia miikiana inaspettato. Qualche buon intervento di comicità nera. Comunque nel complesso non è che si salvi, e detto da un miikiano sfegatato questo non fa che scendere lacrime dal cuore.

TA PU di Wang Wei

Chimy: Solito film cinese sociale sul mondo attuale, quindi brutto film.
Tutto sa di già visto. Il cinema cinese fa fatica a rinnovarsi e tutto sa di già visto.
E’ davvero impressionante come si prenda spunto dagli importantissimi film di Zhang Yimou anni ’90, che si copiano pienamente a livello di contenuti.
In questo caso si parla del problema dell’istruzione: vedere quindi i notevolissimi "La strada verso casa" e "Non uno di meno".

Para: sottoscrivo tutto. Solito film cinese che lascia indifferenti.

LOVE OF SIAM di Chookiat Sakveerakul

Chimy: Uno dei film più attesi, ma non il migliore del festival ("The Assembly" sempre in testa).
Film di uno dei registi più interessanti del panorama giovane mondiale.
Chookiat Sakveerakul, classe 1981 (!!!!), ha realizzato un film totalmente opposto alla sua opera precedente, "13 Beloved", altrettanto interessante come questa.
L’anno scorso aveva presentato a Udine un film violento, crudele e crudissimo; oggi un film delicato e sentimentale sul rapporto d’amore omosessuale di due giovani ragazzi.
Un solo bacio si scambiano i due, ma basta per far nascere in loro un grande sentimento.
Sarà la società ad impedire che il loro rapporto si possa sviluppare: il bisogno di una vita "normale" che i genitori fanno fare ad uno dei due; una ragazza innamorata di uno dei due protagonisti sarà costretta a farsi da parte. Nessun sentimento diventa più possibile.
Molto bella anche la relazione fra il padre di uno dei due e una ragazza, che crede essere la figlia scappata tempo prima.
Ingenuo? Sì, ma perchè molto sincero.

Para: ingenuo e dal sapore di minestra riscaldata. Magari sì quella minestra che è fatta con gli avanzi e che è pur sempre buona, ma pur sempre minestra. Riscaldata.
A parte tutto il film è girato benino e ha un grande merito: dura 2 ore e 40 e non pesano, a parte quando il protagonista canta la sua canzonicina pop e scorrono immagini degli altri personaggi.
Sakveerakul è giovane e ci aspettiamo molto da lui, perchè comunque è un film di omosessuali ma non il solito film di omosessuali.

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