Top 10 2009 del Para: animazione senza gloria?

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Up di Pete Docter

Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino

Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki

A serious man di Joel e Ethan Coen

Coraline e la porta magica di Henry Selick

Segreti di famiglia di Francis Ford Coppola

The Wrestler di Darren Aronofsky

Gran Torino di Clint Eastwood

Valzer con Bashir di Ari Folman

Star Trek di J. J. Abrams

 

Quest’anno, almeno personalmente, 10 film sembrano ancora più pochi del solito. Non mettere in lista Watchmen, Two Lovers, Nemico Pubblico è difficile, ma devono essere fatte delle scelte. Two Lovers, ad esempio, è un film che mi è piaciuto molto, ma che vorrei rivedere per capire davvero quanto mi sia piaciuto. Nemico Pubblico è una grande prova tecnica, ma manca qualcosa di impercettibile, mentre Watchmen, sebbene discutibile, resta un esempio di convergenza tra fumetto e cinema.

Ma la classifica vera e propria, anche per me, è segnata dalla presenza dell’animazione, un cinema che ha sempre una forza prorompente.

Il primo posto, occupato da Up, è un primo posto meritato per il grande film Pixar, stranamente un altro grandissimo film. Secondo posto a Tarantino, perché Tarantino è Tarantino e lui non sbaglia mai un colpo. Al di là dell’amore per il regista, qui c’è anche tanto, tantissimo grande Cinema.

Quarto posto per i Coen, con uno dei loro migliori film, A serious man, commedia nera e satirica intelligente e misurata al cronometro come non mai.

Quinto posto per Coraline, perché è il primo film in cui il 3d è al servizio del Cinema e non viceversa, e perché Selick è un grande cantore del lato oscuro di ogni bambino. E come si suol dire, in ogni adulto è nascosto un bambino.

Quinto posto per i bagliori in bianco e nero di Coppola, con un film certamente non perfetto ma di grandioso impatto cinematografico.

The Wrestler, al sesto posto, è una prova di apparente cambiamento di rotta per Aronofsky, che cambia un po’ le carte in tavola del suo cinema ma resta comunque legato al concetto di ossessione. Con un Rourke ai massimi livelli.

Non poteva mancare il commiato di Eastwood, parabola sul razzismo e la tolleranza tra cinema americano e società.

Mentre al nono posto l’esperimento, riuscitissimo, di usare l’animazione per informare mentre si indaga tra sogni, ricordi, con il cinema a ricostruirne i dettagli: Valzer con Bashir di Ari Folman.

E infine al decimo, la grande rivoluzione firmata J.J. Abrams, forse uno dei pochi ideatori, e registi, a riuscire a cavare sempre qualcosa di nuovo, e in questo caso partendo da materiale già visto.

A conclusione, mi unisco al coro di Chimy, e a quello di Pickpocket, nel ricordare che a questa classifica manca, forse, il meglio. Per me, se fossero usciti in Italia, My Son, My Son What Have Ye Done? di Werner Herzog, The Limits of Control di Jim Jarmush, e Dream di Kim Ki-duk, avrebbero probabilmente occupato il podio.

 

E per concludere, auguri a tutti di un felice 2010 pieno di Cinema! 🙂

Para

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