Il cavaliere oscuro: why so serious?

Non so da quanti anni a questa parte non succedesse che un film uscito in Italia in piena estate si rivelasse una delle migliori opere dell’intera stagione.

E’ successo oggi. Luglio 2008. Una data nella storia delle uscite cinematografiche degli ultimi anni.

Il cavaliere oscuro va oltre ogni più rosea aspettativa su questa chiusura di stagione.

Un film strepitoso. Perché? Perché è un esempio di Cinema assoluto, totale, perfetto in tutte le sue singole componenti.

Regia? Christopher Nolan realizza la sua migliore opera (anche con un certo distacco) dai tempi del capolavoro Memento, (ri)confermandosi un regista di altissimo livello che tiene perfettamente a bada le redini di questo film gigantesco per tutta la sua durata (2h35m).

Sceneggiatura? Spesso questo è uno dei tasti dolenti dei film del genere, invece in questo caso ne è in assoluto uno dei maggiori punti di forza. I personaggi sono “scritti” magnificamente a partire dal protagonista: Batman, mai così scuro e tormentato, abbraccia totalmente la sua natura di anti-eroe, accettando la sua posizione “oscura” e ambigua nei confronti di Gotham City. Dopo di lui, straordinaria la rappresentazione del personaggio di Harvey Dent e della sua “trasformazione” in Due facce.

Montaggio e fotografia? Ogni inquadratura, ogni stacco di montaggio, ogni movimento di macchina, portano con sé un senso profondissimo. Un peso formale e contenutistico davvero difficile da assimilare immediatamente ma che ci accompagnerà a lungo nei giorni seguenti la visione.

Interpretazioni? Perfetta anche la scelta del cast. Bene Bale (probabilmente addirittura il meno bravo del gruppo a parte la Gyllenhaal), sorprendente Aaron Eckhart e magnifici tutti gli interpreti secondari: da Michael Caine a Morgan Freeman arrivando ad un perfetto Gary Oldman che, per questo film, è davvero da applaudire a lungo.

Scene magnifiche? Tante, troppe. Tutta la parte in prigione. Tutta la parte ad Hong Kong. Ma forse la migliore di tutte è un finale memorabile in cui Batman gira il volto di Due facce dalla parte “cattiva” a quella “buona”: il viso che vuole che rimanga nella mente degli abitanti di Gotham quando ripenseranno ad Harvey Dent.

Spettacolo? Come il genere necessita, Il cavaliere oscuro è un film ampiamente spettacolare che tiene incollati alla poltrona per tutta la sua durata; facendo impallidire filmetti di registucoli dello stesso genere usciti negli scorsi mesi in sala.

Cosa ne fa però un’opera così importante? Le cose dette finora certo fanno pensare ad un buonissimo film, ma quello che lo fa diventare così grande è il riuscire a parlare con estrema forza e intelligenza del mondo in cui viviamo. Nolan è riuscito in un miracolo cinematografico coniugando perfettamente l’esigenza spettacolare ad una potenza di riflessioni forse inedita per il genere.

Riflessione che trova il suo apice proprio in quel gesto di Batman di girare il volto di Due facce. La necessità di mantenere un esempio positivo in un mondo in cui il Male sembra prendere nel suo vortice tutto e tutti. La scelta di Batman di prendersi la colpa, di scappare dalla polizia, perché lui è il vero eroe di Gotham, anche se non è quello di cui la città aveva bisogno in quel momento.

Ho dimenticato qualcosa? Sì, ma meritava una parte a sé il Joker di Heath Ledger che è l’elemento forse più importante di tutto il film. Un personaggio che rimarrà nella storia del cinema. Magnificamente scritto, pieno di una profondità psicologica che sta proprio nel non averne alcuna.

Ognuno può sentirsi più o meno in difficoltà a giudicare l’interpretazione di Heath Ledger, ognuno è libero di pensare se sembri retorico esaltarlo eccessivamente. Per me non lo sembra e non ho problemi a dire che la sua è una delle migliori interpretazioni degli ultimi anni e a ribadire ancora una volta che stiamo parlando di uno dei più grandi interpreti della sua generazione.

Forse vorremmo che il prossimo film di Terry Gilliam non uscisse mai per non vederlo sapendo che è l’ultima volta che ammireremo questo gigantesco attore.

Quindi, in conclusione? Un personaggio da storia del cinema, regia ottima, grandi interpreti, spettacolo e riflessioni fondamentali, il miglior cinecomic mai fatto, uno dei film dell’anno…

In poche parole? Un raro esempio di Cinema perfetto. Clap clap…


Chimy

Voto Chimy: 3,5 / 4

Parlare de Il cavaliere oscuro non è così complesso. Non servono analisi, rimandi, teorie sul caos.

Il cavaliere oscuro spacca. Punto.

E il motivo è semplice: dura due ore e mezza e c’è tanta, tantissima, carne al fuoco. E nonostante questi due particolari, che di solito distruggono il giudizio di un film, Il cavaliere oscuro resta uno dei migliori film degli ultimi mesi. Perché il ritmo non ha mai un calo e la mole di intrecci che vengono narrati è sviluppata e incastrata egregiamente.

Il cavaliere oscuro è strutturato in tre filoni che riguardano i tre personaggi principali: Joker, Harvey Dent e Batman. Ma a ben vedere i tre filoni diventano ben presto 6, perché ognuno di essi è doppio: Joker vale doppio già di suo, Harvey Dent/ Due facce, Batman/Bruce Wayne. Inoltre, tra i gruppi di sequenze che riguardano uno dei personaggi viene spesso posta una sequenza in cui due di loro si incontrano/scontrano. Questo rende il film narrativamente equilibratissimo, senza far avvertire mai nello spettatore sensazioni di mancanza o di insistenza verso particolari momenti della pellicola.

Forse, però, sotto questo punto di vista si può fare una precisazione, che è, molto soggettivamente, un pregio od un difetto: durante la visione non si fa altro che desiderare di vedere il Joker sullo schermo.

Ecco che, come accadeva nel Batman di Burton, nei fumetti o nella serie animata televisiva, l’importanza e la pregnanza del Joker si fanno sempre sentire pesantemente. In più ne Il cavaliere oscuro, questa necessità di assistere alle gesta del Joker è motivata non dalla presenza di Heath Ledger che interpreta il Joker, ma del vero Joker, uscito dalla carta del fumetto, meglio del Joker di Burton, perché Jack Nicholson è il “padre” e Ledger il “figlio”, e “il buon sangue non mente”, soprattutto quando il padre è un buon maestro e il figlio un buon allievo.

Joker, vera e propria antitesi di Batman/Bruce Wayne, incarna l’elemento disturbante ed imprevedibile di cui non si riesce a fare a meno, perché la sua presenza è di per sé motivo di sorpresa e “divertimento”, anche se limitata all’attesa di un suo gesto sconsiderato.

Oppure, molto semplicemente, il Joker è meglio di Batman. Perché è più “bravo”, furbo e più intelligente. Batman è un capitalista, la sua forza sono i soldi. Il Joker, i soldi, li brucia. Ditemi voi, ora, chi è meglio dei due.

Noi bravi spettatori italiani, inoltre, abbiamo avuto la possibilità di gustarci un’ennesima doppia faccia del film, inedita al pubblico statunitense: Adriano Giannini doppia il Joker de Il cavaliere oscuro, dopo che il padre, Giancarlo Giannini, doppiò il Joker del Batman di Burton. E se delle volte la sua voce sembra scimmiottare il padre, poco importa, perché il Joker è uno soltanto, semplicemente ha molte anime.

Per finire, un appunto: Joker (Heath Ledger) muore, Batman (Christian Bale) picchia la madre e la sorella per questioni di soldi. Inquietante?


Para
Voto Para: 3/4

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