"La Terza Madre": Mater Lacrimarum? No, Mater Mer……

Prima domanda: Dario Argento si è per caso rivisto “Suspiria” e “Inferno” prima di pensare a questo immane “La Terza Madre”?
Risposta: no, dato che la madre più malvagia è diventata Mater Lacrimarum.
Seconda domanda: Dario Argento si rende conto che sua figlia non è capace di recitare e nemmeno di doppiarsi?
Risposta: no, ma è sua figlia e non vuole che faccia i capricci e gli pesti i piedi.
Terza domanda: Dario Argento si è reso conto che la forza di “Suspiria”, e in parte di “Inferno”, era la lodevole messa in scena di scenografie ed illuminazione, condite da una musica d’effetto?
Risposta: no, dato che qui non c’è niente di tutto questo. Ma proprio niente.
“La Terza Madre” è un film che è un continuo sovrapporsi di difetti e bassezze, ogni tanto intervallate da qualche buona scena splatter e da un paio di momenti di spavento. Ma non bastano per perdonare tutte le altre scelte, sia di sceneggiatura che di regia, totalmente orribili. Soprattutto è impossibile perdonare la presenza di Asia Argento, capace di rovinare qualsiasi scena o sequenza in cui appare, e dato che è la protagonista assoluta del film fatevi voi i vostri conti. Inespressività che a volte sfocia nel ridicolo e un doppiaggio pietoso che a volte sembra pure fuori sincrono, sono la principale fonte di irritazione durante la visione della pellicola.
Nel film viene narrata la lotta di Sarah Mandy, dotata di leggeri poteri paranormali in quanto figlia di una strega bianca uccisa da Mater Sospiriorum a Friburgo (in “Suspiria”, comunque, non c’è niente che riguardi l’accaduto), contro Mater Lacrimarum, che si risveglia a causa del ritrovamento in un cimitero della tunica e dei talismani che nascondono il suo potere. La dimora della madre è una casa abbandonata con un passaggio segreto che porta alle catacombe romane, luogo dove esercita i suoi poteri, che sono quelli di indurre tutti alla pazzia e all’omicidio. Tra i personaggi si aggiunge un esorcista, un’altra strega bianca, un ispettore di polizia, un alchimista e altre macchiette del genere più o meno horror esoterico.
Il finale è qualcosa di quanto mai imbarazzante, e gli ultimi cinque secondi del film sono un vero e proprio insulto che può portarvi a due reazioni: o vi irritate a dismisura, oppure accettate tutto il film come una commedia di serie z in cui siete stati insultati per tutta la visione e dunque dovreste sentirvi degli emeriti stupidi. Esatto, entrambe le reazioni non sono positive.
Gli effetti speciali poi sono pessimi, e pessima è l’idea di usare l’effetto “fantasmino in trasparenza” per realizzare, appunto, il fantasma della madre della protagonista.
Potrei continuare ad elencare difetti ancora per molto, ve lo assicuro, ma sarebbe un’inutile perdita di tempo. E non vi consiglio nemmeno di evitare il film, andate anzi a vederlo giusto per rendervi conto di come si possa chiudere una trilogia partita in quarta trent’anni fa e finita oggi col motore scassato, le gomme scoppiate, i vetri infranti e la carrozzeria accartocciata.
Para
Voto Para: 1,5/4
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