Angeli e demoni: film di fede vs. film di scienza

La recensione di Chimy di Angeli e demoni di Ron Howard è qui su Paper Street

In attesa di un "particolare" post che arriverà nei prossimi giorni su Antichrist di Lars von Trier…

E intanto un brindisi a The White Ribbon che vince la Palma d’oro al Festival di Cannes 2009 e al suo regista Michael Haneke che, guarda le coincidenze, proprio insieme a von Trier è uno dei registi più discussi, geniali e strafottenti del cinema contemporaneo… e anche dei più burloni.

The White Ribbon è ancora privo di una data di uscita per la distribuzione italiana, ma ci auguriamo arrivi al più presto nelle nostre sale perché qui lo attendiamo davvero con ansia.

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Tutto pronto per la notte degli Oscar 2008

Domani sera si conosceranno i vincitori della notte degli Oscar. Scrivo allora qualche breve commento sui 5 film candidati al premio principale, quello per il miglior film, che andrà probabilmente ad un’opera assolutamente immeritevole, ma ormai con gli Oscar non c’è più da stupirsi di nulla.

In ordine alfabetico:

Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher: L’ultimo film del grandissimo regista di Seven è, almeno in parte, una grossa delusione. Purtroppo dopo che si va a conoscere il soggetto del film ci si trova davanti un’opera che non fa riflessioni ulteriori sul passare del tempo rispetto a quanto si possa immaginare conoscendo minimamente la storia. Certamente però nella vita di Benjamin Button c’è un fascino particolare, la messa in scena di Fincher pur essendo ai minimi storici è comunque funzionale a quanto si va a narrare. Sarebbe stato più adatto però, visto il grande materiale di partenza, costruire anche una possibile riflessione sugli Stati Uniti di oggi e sul mondo in cui stiamo vivendo senza soffermarsi quasi unicamente sulla vita, come detto comunque affascinante, del singolo individuo e sull’importanza decisiva che il destino svolge nell’esistenza di ognuno di noi. Con il dolore nel cuore devo dare, per la prima volta, ad un regista che amo da impazzire un voto inferiore a quello del "buon film": Fincher che ha fatto gli anni ’90 cinematografici, non ha (ri)fatto anche il primo decennio del nuovo millennio. In settimana ne riparleremo.

Voto: 2,5/4

Frost/Nixon di Ron Howard: Una bomba ad orologeria con ingranaggi perfetti in tutte le sue parti.
Regia, sceneggiatura e interpretazioni solidissime ci accompagnano in un’opera puglistica in cui il cinema mette K.O. le basi da cui il film deriva.

Voto: 3/4

Milk di Gus Van Sant: Stupefacente compromesso fra giuste retoriche classiche e avanguardismi vanSantiani del nuovo millennio. Degnamente candidato.

Voto: 3/4

The Millionaire di Danny Boyle: Film zuccheroso e superficiale. Talmente mal fatto e furbo da essere il grande favorito alla vittoria finale. Falsamente ingenuo, The Millionaire è un prodotto calcolato e costruito per farsi piacere. Non irrita perché è un filmetto davvero da poco. Più che per la notte degli Oscar è adatto per delle tranquille domeniche pomeriggio per famiglie non troppo esigenti.

Voto: 2/4

The Reader di Stephen Daldry: Ultimo uscito e forse ultimo in tutti i sensi nella cinquina. The Reader è un film poco sincero, calcolatissimo e altamente inconcludente. Si sfiora a tratti l’imbarazzo per eccessi del trucco (fatti per compiacere l’academy) e per brutture varie (vedi Lena Olin che interpreta sua figlia da adulta… chi ha visto il film capirà). Kate Winslet cerca di salvarlo, è brava ma non al suo meglio. Passo indietro preoccupantissimo per Daldry dopo l’ottimo The Hours.

Voto: 2/4

Chimy

Frost/Nixon: il cinema vince per k.o. tecnico

Frost/Nixon, il secondo film (esplicitamente) pugilistico di Ron Howard dopo il bel Cinderella Man, è un ingranaggio ad orologeria perfettamente costruito in tutte le sue parti.

La regia di Howard non è forse mai stata così solida, così efficace, così adatta (nei tempi e nei modi) al soggetto che si trovava davanti.

Se la base del film deriva da una celebre intervista televisiva, trasposta anche a teatro prima che sul grande schermo, è stupefacente che ne sia derivato davvero un ottimo esempio di cinema. Se i meriti maggiori di questo vanno al regista, non bisogna però certamente sottovalutare l’apporto offerto da tutta la troupe.

L’ottimo Peter Morgan (già autore di un’altra sceneggiatura perfetta per il bellissimo The Queen di Stephen Frears), traspone la sua stessa commedia teatrale con una sceneggiatura ottimamente scritta priva di cali per tutta la durata del film.

Fondamentale anche l’apporto degli attori, in particolare dei due protagonisti; ma ottimo è stato tutto il cast.

Michael Sheen è davvero eccezionale, già si era visto perfetto nella parte di Tony Blair nel già citato film di Frears, ma qui si supera confermandosi un attore di grandissimo talento; che arricchisce ancor di più un’attesa ormai inclassificabile per il prossimo film di Tim Burton in cui reciterà la parte dello Stregatto.

Se Michael Sheen è eccezionale, Frank langella riesce però a superarlo e a superarsi con un’interpretazione di Nixon quasi commovente per bravura e impegno mostrato nell’entrare nel personaggio. Arriva quasi (sottolineo però il quasi) a mettere in crisi le certezze del partito (di cui faccio orgogliosamente parte) “Date la statuetta a Mickey Rourke! Date la statuetta a Randy Ram!”.

Oltre alla bravura dell’attore, è ottimo il ritratto che Howard e company sono riusciti a realizzare su Richard Nixon: un ritratto intimo e convincente di una persona estremamente controversa, senza mai cadere in facili retoriche che in Frost/Nixon non sono mai presenti.

Sembra forse banale dirlo ma il film è anche una riflessione interessante sul potere della televisione, il potere documentato che ha avuto per questa intervista è lo stesso che ha ancor oggi con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti.

Frost/Nixon è l’ultima dimostrazione che in un film è importante il “come” si tratta un argomento e non semplicemente il “cosa”.

Se un film è “pieno di Cinema”, come questo, l’inchiesta televisiva o la pièce teatrale non possono che finire K.O. ai suoi piedi.

Chimy

Voto Chimy: 3/4

 

 

Voto Para: 3/4