Mostra di Venezia-giorno 6: il concorso prende sempre più slancio…

Un’altra buona giornata con due notevoli film in concorso e una sola (anche se grande) delusione…

Partiamo dal bel "The Darjeeling Limited" di Wes Anderson, tornato al livello de "I Tenenbaum".
Il film si sviluppa attorno al viaggio in India, in cerca di spiritualità, di tre fratelli stravaganti che non si parlano da anni.
"The Darjeeling Limited" rappresenta una boccata d’ossigeno nel concorso veneziano: pur non essendo (forse) il film migliore, è pieno di quell’originalità che è mancata molto tra le opere viste nei giorni precedenti.
La parte migliore è la prima, costruita soprattutto sui dialoghi dei tre protagonisti, durante il viaggio in treno (dal nome "The Darjeeling Limited").
Volevo menzionare, in particolare, la sequenza d’apertura dove appare Bill Murray che corre per cercare di raggiungere il treno. Davvero bella e da ricordare.
Molto bravi sia Adrien Brody (faccia perfetta per il cinema di Wes Anderson) che Owen Wilson (a cui vanno i nostri migliori auguri). Il migliore, però, è un grande Jason Schwartzaman; protagonista (assieme a Natalie Portman) anche del cortometraggio "Hotel Chevalier" che ha preceduto il film.

Non so se vincerà il Leone d’oro come annuncia buona parte della stampa; certamente, però, il film di Abdellatif Kechiche "La graine et le mulet" è tra i migliori visti quest’anno alla Mostra.
Le difficoltà di un anziano franco-algerino (e della sua famiglia) da quando viene licenziato in poi sono la base di questo film.
Il protagonista cercherà di ricompattare i familiari (e le sue finanze) aprendo un ristorante su una barca.
La si può definire "una commedia al cous cous": il cous cous è il piatto che mangia tutta la famiglia in una delle sequenza più riuscite; il cous cous è anche il pasto su cui vogliono basare il successo del nuovo ristorante; come il cous cous il film è pieno di ingredienti (tematiche) e decisamente buono.
Ottima la regia che si basa su una telecamera a mano e su un montaggio molto rapido e frammentario che permette al film di essere seguito fino in fondo con il maggiore interesse.
Non è perfetto come hanno detto in molti (ci sono scene un pò lunghe e patetiche), però qualche premio arriverà. E probabilmente se lo merita anche…

Molto deludente è invece "The Nines" esordio alla regia di John August, presentato alla "Settimana della critica".
August, per chi non lo sapesse, è lo sceneggiatore degli ultimi (capo)lavori di Tim Burton: da "Big Fish" a "La sposa cadavere", per questo mi aspettavo molto da questo film.
"The Nines" punta decisamente in alto, e arriva ad esagerare.
E’ diviso in tre episodi che rimandano l’uno all’altro e si collegano al tema del "reality show". Anche se in alcuni punti si avvicina maggiormente alla grafica dei videogiochi.
Molto complesso e sconclusionato, le uniche parti buone sanno di già visto (es. Truman Show).
Peccato…

Saluti, a domani

Chimy