Sorprende «Locke», film-rivelazione con un grande Tom Hardy

 

 

Articolo già pubblicato su IlSole24Ore

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Un intero film con in scena un solo personaggio che parla al telefono: «Locke» è una vera e propria sfida, vinta a mani basse dal regista Steven Knight, ed è il titolo da non perdere tra le novità del weekend.

Decisamente più tradizionali sono invece le altre proposte: «Tracks» di John Curran e «Un fidanzato per mia moglie» di Davide Marengo.

 

Presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia 2013 (dove è stato tra i titoli più apprezzati), «Locke» racconta, in tempo reale, 90 minuti della vita di Ivan Locke (Tom Hardy), padre di famiglia e onesto lavoratore che, alla vigilia di un importante impegno professionale, riceverà una telefonata inattesa.

Ambientato dal primo all’ultimo minuto nell’abitacolo di un’automobile, il film è un prodotto audace e suggestivo che, oltre ad affascinare per la sua originalità, fa riflettere sui concetti di bene e male, giustizia e moralità.

Alla sua seconda fatica dietro la macchina da presa (dopo «Redemption»), Steven Knight dimostra tutta la sua esperienza come sceneggiatore (suoi gli script di «Piccoli affari sporchi» di Stephen Frears e de «La promessa dell’assassino» di David Cronenberg), costruendo un copione in grado di scandire con maestria i tempi dell’azione, evitando cali di tensione e tempi morti.

Se il finale è toccante e commovente, il merito è anche della maestosa performance di Tom Hardy, intenso come non lo si vedeva da «Bronson» (2008) di Nicolas Winding Refn.

 

Sempre dall’ultima Mostra di Venezia arriva «Tracks» di John Curran, incentrato sul lungo viaggio intrapreso da Robin Davidson nel 1977.

La pellicola ricostruisce l’incredibile impresa – 2.700 chilometri percorsi nell’inospitale entroterra australiano, in compagnia di un cane e di quattro cammelli – descritta dalla stessa Davidson nel suo best seller dal titolo omonimo.

Sorta di (piccolo) «Into the Wild» al femminile, «Tracks» è una pellicola che fatica a coinvolgere lo spettatore come dovrebbe: il film si limita a mostrare le immagini da cartolina del paesaggio circostante e non riesce mai ad approfondire adeguatamente le motivazioni psicologiche della sua protagonista.

A differenza del personaggio in scena, John Curran è spesso indeciso su quale sia la giusta strada da prendere, se quella dell’avventuroso road movie di formazione o quella di un dramma esistenziale con al centro una solitudine come tante. Mia Wasikowska, nei panni della Davidson, riesce a non far affondare il film grazie alla sua notevole interpretazione.

 

Chimy

Voto Locke: 3/4

Voto Tracks: 2/4

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