"The Protector": i thailandesi amano la pace… ma non sopportano i prepotenti.

protectorLa storia di questo film? Rubano due elefanti alla persona sbagliata.
La persona sbagliata? Tony Jaa.
Tony Jaa? Forse la più grande promessa del cinema di arti marziali, un’atleta incredibile e uno dei più abili praticanti di Muay Thai.
Il Muay Thay? L’arte marziale thailandese che si contraddistingue per l’uso massiccio di ginocchia e gomiti.
Questo “The Protector” rappresenta molto semplicemente un momento di puro godimento per gli appassionati di arti marziali. Perché quello che cercano, e che apprezzano, è la quantità e la qualità dei combattimenti, e in questo film sia per quantità che per qualità non ci si lamenta per nulla, anzi.
Se il soggetto pare banale, e la sceneggiatura approssimativa, l’esaltazione delle scene di lotta fa completamente dimenticare tutto, e i momenti di raccordo tra le scene d’azione sono lunghe tanto quanto basta a dare allo spettatore ciò che vuole, cioè Tony Jaa che mena , senza cali di ritmo.
Anche se c’è da dire che il regista Prachya Pinkaew, lo stesso del primo film con Tony Jaa, “Ong Bak”, è riuscito a non banalizzare troppo il rapporto d’amore tra Kham, il protagonista, e i suoi elefanti, andando a sottolineare l’importanza che tali animali hanno nella tradizione thailandese, che li vuole come veri e propri componenti della famiglia. Confesso a tutti voi che mi ci sono affezionato anche io a quei giganti.
Ma il punto forte del film sono, ovviamente, le scene di combattimento. Vi cito subito una scena che per realizzazione è qualcosa di assolutamente fenomenale. Un piano sequenza di circa cinque minuti dove il nostro buon Tony Jaa sale sei piani di scale combattendo contro una buon numero di avversari. Un plauso a tutti, cameramen compreso, per un piano sequenza magistrale. Ottime anche le altre sequenze, come ad esempio il rocambolesco scontro tra Kham e un gruppo di persone su moto, rollerblade e bmx, che ricorda molto alcune scene dei film con Jackie Chan. A proposito, proprio quest’ultimo fa nel film un cameo che farà molto ma molto piacere a tutti. Tra gli avversari di Jaa nel film citiamo anche Nathan Jones, wrestler della WWE.
Un’altra scena davvero ottima è una lunga sequenza in cui Kham attera a suon di leve articolari circa una cinquantina di avversari. Una manciata di minuti in cui il suono di ossa che si spezzano è la vera colonna sonora.
Unica nota dolente del film, oltre a soggetto e sceneggiatura non molto curati, sono alcuni inserti in computer grafica che obiettivamente potevano essere evitati, in quanto inutili diegeticamente e di pessima realizzazione tecnica.
In conclusione un film consigliatissimo a tutti gli amanti del genere, ma anche a chi cerca semplicemente una buona dose di violenza e azione. Visto che in questo film violenza e azione sono vere, senza nessun effetto speciale e soprattutto senza che nessuno stuntman aiuti il grande Tony Jaa.

Para
Voto Para: 3/4
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