Breve postilla su "Tideland"…

tideland1Tanto per farvi venire (ancora) più voglia di vedere "Tideland" di Terry Gilliam, vi consiglio caldamente di andare a visitare l’indirizzo:www.tidelandthemovie.com: il bellissimo sito ufficiale del film.
Dopo l’introduzione aprite la mappa dove potete trovare diverse notizie interessanti: assolutamente da non perdere l’intervista a Terry Gilliam nella "Dell’s House" e il magnifico trailer del film nel "Field of Dream".
Vi terremo aggiornati se ci saranno notizie per una possibile distribuzione di "Tideland" nelle sale italiane (la speranza è l’ultima a morire…).
Saluti
Chimy

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"Tideland": quando "Alice nel paese delle meraviglie" incontra "Psycho"…

tideland

Questo post ha due finalità: la prima è parlarvi di “Tideland”, ultima fatica di Terry Gilliam; la seconda è criticare le case di distribuzione italiana che non hanno ancora acquistato questa pellicola a quasi due anni ormai dall’uscita americana.

Nel giugno 2006, dopo un anno che attendevo questo film, mi giunse la voce che sarebbe stato presentato, in anteprima nazionale a luglio, all’Umbria Film Festival nella magnifica cornice di Montone (consiglio a qualsiasi amante di cinema di andarci almeno una volta nella vita); decisi allora di organizzarmi per andarlo a vedere.

Durante la presentazione del film, si diceva che la pellicola sarebbe uscita nelle sale italiane ad ottobre; purtroppo questo non è avvenuto e, a distanza di un anno da quell’ “anteprima” nazionale, ancora non sappiamo quando (e soprattutto se) il film uscirà al cinema in Italia. I motivi di questa chiusura sono legati soprattutto alle tematiche profondamente crude e disturbanti del film; questo, però, non basta a farmi accettare la scelta (vergognosa) delle case di privare il pubblico italiano di questa notevole opera…

Ma veniamo al film.

“Tideland” parla, soprattutto, della fuga di una bambina da una durissima realtà: la piccola Jeliza-Rose (interpretata dalla straordinaria Jodelle Ferland), in seguito alla morte della madre per overdose, si trasferisce con il padre (il sempre bravo Jeff Bridges) in una fattoria in campagna. Mentre suo padre pensa soltanto a drogarsi, Jeliza-Rose si rifugia in un mondo immaginario: comunica quasi esclusivamente con delle teste di bambole e con degli strani personaggi che abitano nei paraggi della fattoria.

Dopo la morte del padre (anche lui per overdose), Jeliza-Rose continua a comunicare con il suo cadavere fingendo che egli sia ancora vivo, rimandando al rapporto (anche se con enormi differenze) che si era costruito tra Norman Bates e sua madre in “Psycho”.

Man mano che passano i minuti, la piccola protagonista sembra sempre più catapultata in un mondo onirico da cui non riesce più ad uscire (come Alice quando cade nella tana del bianconiglio).

“Tideland” è un film che ci fa, inoltre, riflettere sul concetto di normalità. Fin dall’inizio vediamo una famiglia a-normale dove una bambina prepara le siringhe per i suoi genitori tossico-dipendenti; ma il regista sembra chiederci come riuscire a definire la normalità, cosa è normale e cosa non lo è… “E se fossimo noi gli a-normali che ci scandalizziamo vedendo questa normale famiglia?” (Giovanni Chimento).

“Tideland” è un film scandaloso, dissacrante, provocatorio, inaccettabile per gli argomenti trattati (morte, droga, pedofilia, mummificazione…); è un film da digerire lentamente; è meglio non parlarne la sera appena dopo averlo visto, ma aspettare la mattina seguente e discuterne a colazione…

“Tideland” è anche un film di Terry Gilliam: e forse è il film più personale che abbia mai realizzato (ricordo che è stato fatto grazie agli incassi avuti per “I fratelli Grimm e l’incantevole strega”). Non manca nulla della sua grottesca e anarchica maniera di fare cinema: scenografie e personaggi bizzarri, inquadrature storte, tematiche tipiche della sua filmografia precedente.

"Tideland" è la cerniera che congiunge "Psycho" e "Alice nel paese delle meraviglie"; è il punto d’incontro tra Lewis Carroll e Alfred Hitchcock.

Chimy

Voto Chimy: 3 / 4